IL SANGUE E LA SALUTE
Sommario
Quando, come spesso accade, una
persona non respira in modo sufficiente, vi è una parte
di sangue che rimane stagnante nel fegato. Quasi un terzo del sangue
totale viene così tenuto fuori della circolazione generale.
Da questo fatto possono insorgere una congestione del fegato,
crescite anomale di tessuto ed anche una condizione tossica fonte
di molti altri guai.
La tensione che si accumula a livello dei reni crea un ristagno di
sangue anche in questi organi con la conseguente diminuzione
dell'efficienza escretoria.
Questo, in un primo tempo, comporta un accumulo di tossine,
in seguito si acidificherà la linfa e poi l'intero organismo.
Il sangue è lo strumento con cui l'Ego riesce a trasmettere le sue intenzioni al corpo
fisico e ricevere da questi le moltelici informazioni (sensi, ecc.) necessarie per vivere.
Vi è un interessante esperimento, a tal proposito, relativo alla secrezione dei succhi
gastrici. Come tutti sanno i succhi gastrici più adatti per un dato cibo sono secreti dallo
stomaco non appena quel cibo viene posto in bocca. La risposta data dai ricercatori era
che le informazioni arrivavano al cervello per mezzo di impulsi nervosi, ma fu
dimostrato senza alcun dubbio che il succo adatto veniva versato nello stomaco anche
se il sistema nervoso era bloccato.
Con una serie di esperimenti di brillante ingegnosità, Starling e Bayliss (2),
riuscirono infatti a dimostrare, che parti infinitesimali di cibo sono convogliate dal sangue
non appena il cibo entra nella bocca e portate subito alle ghiandole digestive,
causando così la formazione dei succhi più adatti.
Pertanto il sangue deve essere cosiderato come un liquido assai peculiare che, in ogni
momento, viene inviato dall'Ego nell'area in cui si svolge la maggiore attività.
Se una situazione richiede un pensiero ed un'azione immediata, il sangue affluisce
subito alla testa. Se un pasto pesante deve essere digerito, molto sangue lascia la
testa per concentrarsi nell'apparato digerente, questo è il motivo per cui non si può
avere la mente lucida dopo un pasto pesante.
La sonnolenza che compare in tale occasione è dovuta al fatto che gli ogani digestivi
necessitano molto sangue ed il cervello ne ha poco a disposizione e non può affrontare
dei compiti complessi. Va anche precisato che in queste condizioni quasi tutta l'energia
vitale (prana), elaborata dalla milza, viene assorbita dal sangue concentrato nell'apparato
digerente. Pertanto durante la digestione le altre parti del corpo si trovano ad avere
una notevole riduzione dell'energia vitale di cui dispongono normalmente.
Un'interessante esperimento, a tal proposito, può essere fatto facendo sdraiare
una persona su una tavola in bilico. In questo caso si può notare come, quando essa si addormenta,
il sangue abbandoni il cervello, infatti la tavola scenderà dalla parte dei piedi e si
alzerà dal lato del capo.
Un'altro esempio ci viene dato dal rapporto sessuale, durante il quale il sangue
si concentra negli organi del sesso, ecc. Tutti questi esempi provano che durante le
ore di veglia, l'Ego lavora sul cuo corpo fisico e lo controlla per mezzo del sangue.
Abbiamo visto che l'Ego guida e controlla il suo strumento fisico per mezzo del
sangue, va però specificato che potrà avere un ottimo controllo soltanto quando il sangue
è sufficientemente puro ed alla giusta temperatura.
Quando il sangue in tali condizioni, l'Ego ha il perfetto controllo sul
corpo e sulla mente, quando, invece, il sangue ribolle a causa dell'ira si dice
che una persona ha "perso la testa" ossia è divenuta incapace di riflettere.
Questo accade perchè la collera o la passione surriscaldano il sangue scacciando
l'Ego fuori dei suoi veicoli ed essi vagano pazzamente, privi della
guida del loro "propietario" il cui lavoro consiste anche nel frenare gl'impulsi.
Come prova dell'asserzione che l'Ego non può agire nel corpo quando il sangue
è troppo freddo o troppo caldo, richiamiamo l'attenzione sul fatto ben noto che
il caldo eccessivo rende l'individuo assonnato, e se questi addormenta, l'Ego se ne esce
dal corpo lasciandolo addormentato.
Anche il freddo eccessivo tende a rendere l'individuo sonnolento o inconscio.
Soltanto quando il sangue è alla temperatura normale o ad essa vicino, l'Ego può
usarlo come veicolo di consapevolezza. Pertanto chi possiede un sangue ben nutrito e
non eccessivamente caldo, è attiva di corpo e di mente, mentre la persona anemica
tende ad essere sonnolenta. Nella prima l'Ego ha un buon controllo dei suoi veicoli,
nell'altra il controllo è meno efficace.
Per quanto riguarda la purezza del sangue la scienza stessa ha scoperto che
l'emolisi, cioè l'inoculazione del sangue di un essere vivente nelle vene di un altro
di specie differente, causa la morte dell'individuo inferiore. Così, qualunque animale
in cui venga inoculato del sangue umano, è destinato a morire. Il sangue di un cane
inoculato nelle vene di un uccello, ucciderà quest'ultimo, ma nessun danno verrà prodotto
nel cane se gli sarà inoculato il sangue di un uccello. La Sapienza Antica ci
spiega che questo può accadere perché il sangue è la dimora dello Spirito.
In definitiva possiamo affermare che la sede elettiva dell'Ego, nel corpo denso,
risiede nel sangue. Gli Ebrei ben lo sapevano e ne troviamo un riscontro nel 14°
versetto del XVII capitolo del Levitico (Bibbia), in cui viene proibito agli Ebrei
di bere il sangue perché "... l'anima di tutta la carne risiede nel sangue... ".
Nell'11° versetto del medesimo capitolo troviamo anche queste parole:
"... perché l'anima della carne è nel sangue... il sangue stesso è mediatore
dell'anima ". Questa asserzione si applica tanto all'uomo che alle bestie,
perché la parola usata nel testo ebraico è "neshamah",
che significa "anima" e non "vita",
come viene tradotta nella versione biblica di Re Giacomo.
La capacità vitale dei polmoni di un uomo adulti varia da cinque a dieci litri di aria.
Ma solamente un decimo o anche un ventesimo di questa capacità è respirato da un lavoratore
urbano e sedentario.
Con una respirazione così superficiale e insufficiente l'aria rimane stagnante nelle
vescicole dei polmoni, ed i vari batteri infettivi possono si possono moltiplicare di
conseguenza, e possono farlo con tutta comodità. Per questa ragione il cittadino,
circondato da varie comodità, può essere assalito da molti generi di malattia.
Ci sono due generi di respirazione, interno e esterno. La nostra respirazione esterna
avviene nei polmoni dove il sangue si carica di ossigeno e cede all'aria l'anidride
carbonica. Nella fisiologia si riconosce anche una respirazione "interna"
che avviene attraverso i capillari sanguigni. Con questa "respirazione capillare"
il sangue estrae le tossine dalle cellule dei tessuti e dona loro l'ossigeno di cui
si è caricato.
Il prof. L.G. Tirala, internista della Clinica di Monaco di Baviera, ha studiato il
significato fisiologico della respirazione praticata nello Yoga, arrivando alla
conclusione che le malattie circolatorie e metaboliche sono nella realtà la conseguenza
diretta di una respirazione e difettosa, pertanto non in grado di vitalizzare
l'organismo nel modo dovuto.
L'elenco delle malattie causate da una respirazione difettosa è assai lungo, ci
basti citare: problemi ai reni e al fegato rene ed al fegato, pressione alta,
arteriosclerosi, angina pectoris ed altri problemi cardiaci.
Il prof. Tirala afferma che la medicina empirica ha sempre saputo, che nel
trattamento di queste malattie l'amministrazione di medicamenti non è sufficiente
ed indica la grande importanza che dovrebbe essere data al cambio le abitudini di
vita dell'ammalato, dando particolare attenzione agli esercizi respiratori.
Facendo delle verifiche con filmati a Raggi X ed altri mezzi, si è potuto constatare
che se una persona non respira in modo sufficiente vi è una parete di sangue che rimane
stagnante nel fegato perché la quantità di energia introdotta non è sufficiente.
Quasi un terzo del sangue totale viene così tenuto fuori della circolazione generale e
non può partecipare alla respirazione esterna e tantomeno a quella capillare. Da
questo fatto possono insorgere una congestione del fegato, crescite anomale di tessuto
ed anche una condizione tossica fonte di molti altri guai (3).
Noi abbiamo potuto riscontrare che le persone sedentarie
accumulano tensione a livello dei reni e ciò crea un ristagno di
sangue anche in questi organi. Questo significa minor efficenza
escretoria. Questo, in un primo tempo, comporta un accumulo di tossine,
in seguito si acidificherà la linfa e poi l'intero organismo.
Abbiamo riscontrato che la linfa acida disturba l'intestino ileo,
la valvola ileocecale e le capsule surrenali. Talvolta questo può comportare
una notevole iperacidità di stomaco.
Per il ristagno di sangue nel fegato.
Se, almeno tre volte al giorno, magari di fronte a una finestra aperta, facciamo con
calma dieci ampie respirazione, riempendo i polmoni di aria fresca e,
durante l'espirazione, premiamo dolcemente sul fegato con la punta
delle dita, il sangue congestionato verrà spremuto fuori da questo
organo, come accadrebbe se spremessimo una spugna bagnata.
Vari esperimenti hanno verificato che, con questo esercizio, un fegato ingrossato in
molti casi è rimpicciolito nell'arco di pochi giorni. Non solo, ma la stessa
circolazione sanguigna è migliorata e la respirazione si è fatta più facile.
A questo si deve aggiungere che si sono avuti dei netti miglioramenti anche in casi
di pressione alta che non erano state risolte dalle numerose medicine che erano
state provate.
Ricordiamo che gli esercizi di respirazione devono essere fatti con molta calma e
senza forzature. Se dieci respirazioni sono molte se ne facciano solo cinque e si
facciano le altre cinque dopo qualche minuto.
Per il ristagno di sangue nei reni.
Almeno tre volte al giorno:
- sdraiarsi a pancia in giù,
- appoggiare le mani all'altezza delle spalle,
- alzare testa e tronco molto lentamente, facendo perno all'altezza dei fianchi,
- rimanere in posizione (nello Yoga è detta del "cobra")
per tre secondi,
- scendere molto lentamente,
- rimanere sdraiati per almeno un minuto,
- ripetere l'esercizio per tre-quattro volte.
Ritornando alla necessità dell'Ego di poter disporre di un sangue
puro ricordiamo come una respirazione scarsa (vedi sopra), oppure
un'alimentazione con molti latticini, dolciumi prodotti carnei
ed alcolici, sono dei fattori che tendono a togliere al sangue la
primitiva purezza. A questo si aggiungano i parassiti intestinali
che "sporcano" il sangue in maniera notevole.
Va notato che la purezza del sangue è molto importante. Siccome il
sangue è il veicolo dell'Ego quando non è puro può diventare il veicolo
di entità di basso livello capaci di creare notevoli disturbi; uno
di questi viene definito "Epilessia". Non per nulla questa
malattia è stata curata con l'esorcismo per migliaia di anni.
Attualmente la scienza medica non ne conosce l'origine, e sarebbe
assai utile per molti ammalati, se rivedesse le sue posizioni alla
luce di quanto la saggezza antica ha fatto e considerato per centinaia
di anni.
Per approfondimento vedere
Le influenze sottili
nell'Area Pubblica.
- 1. Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce.
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
- 2. Ernest Henry Starling (1866-1927) e Sir William Maddock Bayliss (1866-1924):
due fisiologi inglesi.
- 3. Leslie O. Korth, Healing Magnetism, pp. 56-57
Samuel Weiser INC, London, 1975.