LA STITICHEZZA
Sommario
Quando le feci rimangono nel corpo più a lungo del necessario
I capillari ed il sistema linfatico si trovano ad assorbire delle sostanze di rifiuto,
questo sovraccarica il fegato e i linfonodi e dà luogo alla cosiddetta ad una intossicazione
(tossiemia) dell'intestino. Nel tempo le tossine assorbite si propagano nell'organismo
creando sintomi diversi, tra cui: alitosi, mal di testa frontale, sonnolenza dopo i pasti,
cattiva digestione, dispepsia, turbe dell'attenzione e depressione.
La stipsi o stitichezza è correlata a un rallentato transito
intestinale e rappresenta una condizione assai diffusa e in
particolare fra le persone che conducono una vita sedentaria. Il
rallentato transito è alla base di un incompleto svuotamento del
colon. Questo problema può essere dovuto a svariati fattori e si
può suddividere in:
- Stitichezza atonica: il colon ha perso in parte la sua
elasticità, può essere più o meno dilatato e le feci non
vengono efficacemente eliminate. Si può ricondurre ad
un'alimentazione priva di fibre, una vita sedentaria e, talvolta,
anche al blocco volontario, e ripetuto, dello stimolo ad evacuare
dovuto a timore ad usare servizi pubblici o altri motivi sociali
o personali.
- Stitichezza spastica: talvolta dipende dagli alimenti (per es.
latte di mucca) ma può anche avere una base psicosomatica che
trova nell'ansia la sua motivazione. Talvolta si associa alla
presenza di emorroidi o alla sensazione di avere l'ultimo tratto
del retto non completamente svuotato.
Si ricorda che, dal punto di vista psicosomatico, la stipsi
può essere correlata al trattenere, e può insorgere come
rappresentazione simbolica di un moto di difesa contro la perdita
di qualcosa (una persona cara, un oggetto, ecc.).
Quando le feci rimangono nel colon più a lungo del necessario
l'assorbimento delle sostanze di rifiuto da parte dei capillari e
del sistema linfatico diventa maggiore, questo sovraccarica il
fegato e i linfonodi e dà luogo alla cosiddetta "tossiemia
intestinale". Le tossine assorbite, nel tempo si propagano
nell'organismo creando sintomi diversi, tra cui: alitosi,
cefalea, sonnolenza postprandiale, dispepsia, turbe
dell'attenzione e depressione.
Talvolta il fegato non riesce a smaltire tutte le sostanze
anomale in arrivo, in questo caso esse potrebbero persino fungere
da falsi neurotrasmettitori. Nelle stitichezze ostinate questo
fenomeno può creare i presupposti per una infezione da Candida
intestinale da cui potrebbero anche derivare gravi sindromi
depressive erroneamente trattate con psicofarmaci. In queste
condizioni, un dosaggio degli aminoacidi plasmatici e urinari
(aminoacidogramma), potrebbe rilevare degli aminoacidi
solitamente non presenti nei liquidi biologici (per es.
anserina).
Altri sintomi legati alla stipsi possono essere: prurito,
eruzioni cutanee eczematose, cistiti di origine intestinale
(conseguenza della disbiosi), infiammazioni catarrali ricorrenti
delle prime vie respiratorie e della sfera ORL (conseguenza
dell'impegno del sistema linfatico), talora sindromi allergiche
(rinite, asma bronchiale, orticaria), vaginiti, ecc.
Siccome il 50% del sistema immunitario associato alle mucose
si trova nell'intestino una irritazione cronica delle sue pareti
può provocare una iperstimolazione dei linfociti presenti
nell'intestino, che, a causa dell'assorbimento da parte della
linfa dopo ore o giorni possono trovarsi in altri organi ed
eventualmente creare i presupposti per uno squilibrio del sistema
immunitario.
Il rallentato transito può formare sulla superficie della
mucosa intestinale uno strato di sostanza mucillaginosa (muco)
che può durare per mesi o anni e rappresenta un ottimo terreno
di cultura per i microrganismi putrefattivi e i parassiti
intestinali. Soprattutto negli anziani, si possono riscontrare
anche delle dure masse di escrementi vecchi e disidratati
(fecalomi). Tutto ciò danneggia il colon, perché ne aggrava
ulteriormente le funzioni e la motilità.
Dalla prevalenza dei batteri della putrefazione può derivare
una iperproduzione di alcune sostanze quali la cadaverina, la
putrescina, lo scatolo e l'indolo, che aggravano ulteriormente
l'intossicazione dell'intestino e, purtroppo, sono difficilmente
eliminabili dai reni e dal fegato. Inoltre i batteri della
putrefazione possono attivare precursori di sostanze cancerogene
come i nitrati contenuti nelle carni.
Il rallentato transito, con lo sviluppo dei batteri della
putrefazione e il permanere per lungo tempo di materiale solido
di rifiuto (a volte con contenuto cancerogeno), conducono ad una
irritazione cronica della mucosa del colon, questo crea la
possibilità di esposizione di antigeni self (verso i quali non
era stata sviluppata una tolleranza immunitaria) con conseguente
formazione di autoanticorpi. Questo problema è particolarmente
sentito dai soggetti predisposti costituzionalmente (quelli, per
es. che hanno il complesso maggiore di istocompatibilità HLA B27
in cui è frequente l'associazione colite ulcerosa - spondilite
anchilosante).
La situazione anomala descritta può portare anche ad una
ulteriore disregolazione del sistema endocrino (i due sistemi
sono collegati tra loro da mediatori chimici denominati
citochine) creando i presupposti per lo sviluppo di malattie
autoimmuni e degenerative (per es. artriti, artrosi, cancro
ecc.).
Va precisato che l'irritazione cronica della mucosa del colon,
che diventa meno impermeabile favorendo così la perdita di
alcuni ioni importanti per l'omeostasi ed il passaggio di
sostanze tossiche nel sangue e nella linfa, da cui potranno
migrare in tutto l'organismo.
Quando il colon perde la sua normale funzionalità altri
organi sono costretti ad un lavoro supplementare e si troveranno
affaticati.
Il fegato si troverà sovraccaricato (piccola insufficienza
epatica) con l'eventuale l'insorgenza del seguente quadro
sintomatologico: cefalea, dispepsia, sonnolenza postprandiale,
depressione e altri quadri distimici (candidosi intestinale,
falsi neurotrasmettitori).
Sulla pelle, chiamata in causa per l'insufficiente funzione
eliminativa del colon, si potrà instaurare una dermatite. Se
fosse presenta un'intolleranza alimentare potranno apparire
eczemi atopici o sindromi orticarioidi.
Nell'apparato respiratorio potrà sopravvenire un maggiore
carico catarrale che può evolvere in sinusite o bronchite e, nei
soggetti predisposti, sfociare spesso in un'oculorinite allergica
o in un'asma bronchiale.
Anche i reni potranno essere sovraccaricati e favorire, in
soggetti predisposti, i presupposti per l'insorgere di artropatie
degenerative. Questo può accadere perché i reni sovraccarichi
tendono ad una maggior ritenzione di urati, e determinare la
presenza di autoanticorpi e/oimmunocomplessi.
Appare ovvio che in tale situazione possono instaurarsi nelle
vie urinarie delle situazioni patologiche, tra cui: pieliti,
pielonefriti, cistiti ricorrenti di origine intestinale, ecc.
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