I CONDIZIONAMENTI
Gli strumenti della mente diventano ceppi,
quando l'ambiente che li ha resi necessari
ha cessato di esistere (Henry Bergson).
Certamente, a nostra insaputa, i condizionamenti determinano
gran parte della nostra vita quotidiana. Scrisse in proposito
Emil Coué, un esperto in terapia suggestiva: "Ed ecco che
noi, così fieri della nostra volontà, che crediamo di compiere
liberamente ogni nostra azione, non siamo in realtà che
marionette di cui la nostra immaginazione (subconscio) tiene
tutti i fili".
Tutti noi, infatti, in una occasione o nell'altra ci siamo
sentiti "spinti" a fare qualcosa che non avremmo voluto
fare oppure siamo stati incapaci di portare a termine qualche
proponimento che ci eravamo proposti.
Da quanto abbiamo visto più sopra potremmo dire che gli
episodi che abbiamo vissuto, specialmente nei primissimi anni di
vita, ci condizionano alquanto. Fondamentalmente gli effetti dei
condizionamenti si possono riassumere in questo modo:
- Impongono un comportamento che al soggetto
"sembra" una soluzione sicura perché, da bimbo, agendo
in quel modo è riuscito a superare una situazione difficile. In
genere tali azioni possono essere: gridare, ammalarsi, andare in
crisi, svenire, accusare paura o dolore fisico, piagnucolare, ecc.
- Possono causare una malattia di tipo psicosomatico perché
da piccoli quella malattia (o una con effetti similari) ha
portato qualche vantaggio o ha richiamato uno o più
"salvatori".
- Fanno in modo che chi non vuole prendersi la sua parte di
responsabilità affermi che "potrà vivere bene" solo
se i suoi conviventi (o capufficio, o altri) cambiano modo di agire.
- Producono un comportamento anomalo di tipo automatico e
portano a credere di agire così a causa del proprio carattere.
- Creano un atteggiamento per cui una persona pensa comunque
di aver ragione e che gli altri hanno torto. Un'impostazione di
vita che tende a favorire la propria sopravvivenza anche a
scapito di quella degli altri.
Questi condizionamenti non aiutano certo a migliorare perché,
per crescere, non bisogna dominare gli altri ma aiutarli a vivere
in un modo migliore. Per far questo non bisogna dire a qualcuno
che agisce in modo sbagliato, ma spiegargli che il suo
comportamento è automatico a causa dei condizionamenti che ha
subito nel tempo. Ciò può essere sufficiente perché diventi
consapevole ed inizi a correggersi.
Per approfondimento:
Il potere del pensiero nell'area pubblica
"Elementi di psicologia "
- 1. Emil Coué, Il dominio di se stessi.
Edizioni BiS, Blu International Studio.