ODIO E RANCORI
Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si prova odio o rancore. Esse, se
non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in
mente quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto
guastandoci il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed
agitazione (Mario Rizzi).
L'odio è una passione veramente distruttiva che trova la sua
origine in vari fattori, tra cui:
- impedimento a realizzare un desiderio,
- paura (di non essere amati, compresi, valutati, ecc.),
- umiliazione (reale o apparente), 4. frustrazione.
L'odio può manifestarsi verso una o più persone come un
impulso che dura pochi secondi, oppure può consolidarsi come
atteggiamento permanente nei confronti di un determinato
individuo o di tutta la società. Esiste l'odio verso gli altri e
perfino verso se stessi, è la fonte di aggressività, feroce
gelosia, suicidi, omicidi, è come una piastra di acciaio contro
la quale si infrangono gli slanci più nobili.
Un impulso di odio, talvolta, è comprensibile, ma diventa
patologico se si prolunga nel tempo. I deboli cercano di
eliminare la loro sofferenza, come è naturale, cercano di
distruggere la causa di tale sofferenza e, quando esasperati,
potranno nutrire odio contro altre persone, contro lo Stato,
contro una religione, o contro se stessi. Per es.: quale bambino
umiliato o terrorizzato non ha sentito un impulso di odio contro
chi lo faceva soffrire?
Vi sono anche delle emozioni meno violente, che comunque
racchiudono in sé il seme dell'odio, tra esse citiamo:
avversione, antipatia, qualche volta anche l'opposizione,
l'aggressione che è sempre una conseguenza dell'odio,
l'intolleranza che porta fatalmente all'odio, e tutte le altre
emozioni meno facilmente distinguibili che sono all'opposto
dell'amore. Certamente l'odio è il primo sentimento che si deve
cambiare, perché impoverisce le nostre energie vitali e ci
impedisce di coltivare emozioni positive e di ampliare i nostri
orizzonti mentali.
Accade spesso che alcune mogli pervengano ad esaurimenti
mentali a causa del continuo alternarsi dei loro sentimenti di
odio e di amore nei confronti del coniuge, infatti il conflitto
di questi due opposti sentimenti produce un'enorme tensione
nervosa. Lo stesso accade anche a certi bambini nei loro rapporti
coi genitori e questo spiega il loro comportamento imprevedibile
e irrazionale. Alcune volte l'odio per la matrigna o il patrigno
è talmente intenso, che distrugge psichicamente chi lo nutre. È
evidente, quindi, che l'odio è un sentimento da respingere,
perché nuoce soprattutto a noi stessi.
E, per concludere, dovremmo sempre ricordare che:
È molto meglio vivere bene e avere torto, piuttosto che vivere male e aver ragione
(Louis Hay in Guarisci il tuo corpo).
Per approfondimento:
Il potere del pensiero nell'area pubblica
"Elementi di psicologia "
- Pierre Daco, Che cos'è la psicologia,
Enciclopedie pratiche Sansoni.
- C.E.S. Rai, Yama Yoga, pp. 34-35.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).