LA PRANOTERAPIA
Per promuovere la guarigione a livello energetico
Chiunque guardi alle cure magnetiche come opera
del demonio dovrebbe, per logica, considerare una magia demoniaca tutti i fenomeni
magnetici (J.B. Helmont, 1577).
La differenza fondamentale tra un organismo vivente
ed uno non vivente consiste nel fatto che nel primo è presente "qualcosa" in grado
di opporsi ai fenomeni di dissoluzione che prevalgono nel mondo dell'inanimato
(James Ward).
Sommario
Disclaimer.
Tutte le metodologie, le tecniche, i rimedi suggeriti
e quant'altro proposto in www.procaduceo.org, sono ad esclusivo scopo didattico e non
sostituiscono il medico, a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi
alla salute. Pertanto il sito www.procaduceo.org, non si assume alcuna responsabilità
per eventuali danni o problemi, causati dall'utilizzo delle
informazioni proposte, oppure da una formulazione di diagnosi o
autodiagnosi i cui risultati sono risultati nocivi.
Questi articoli intendono tracciare una breve storia
del fluido vitale (prana) e fornire le necessarie
informazioni affinché aspiranti, terapeuti e pazienti
fiduciosi possano affrontare le varie tecniche e
conoscere i vantaggi e gli inconvenienti di questa terapia.
La parola prana è una parola sanscrita formata da "pra",
che significa fuori e da "an" che significa respirare, muoversi, vivere.
Il prana può essere identificato con il soffio che dio insuffla nelle narici di adamo
donandogli la vita.
Ogni forma vivente assorbe il prana, un assorbimento in eccesso o in difetto
può causare malattie. Le azioni del pranoterapeuta sono appunto dirette a
riequilibrare la circolazione del prana ed a rimuovere l'energia negativa
accumulate nell'organismo malato rimpiazzandola con energia nuova e salutare che
dovrebbe, nel tempo, riportare le funzioni organiche alla loro primitiva armonia. (1)
Se le premesse sono assai semplici vi sono comunque delle regole vitali che
purtroppo sono spesso sconosciute o trascurate.
La prima e la più importante di esse è che nessuno può dare ciò che non ha e
pertanto un presunto pranoterapeuta potrà offrire del prana puro e vitale in
proporzione di quanto puro e vitale è il suo organismo e, non ultima, la sua
condotta di vita.
Purtroppo la faciloneria e l'ignoranza portano a sbagliare e la non
applicazione delle regole fondamentali mette i pranoterapeuti ed i loro pazienti
in seri pericoli. Il famoso detto "nulla si crea e nulla si distrugge" indica
chiaramente che l'atto d'amore con cui una persona rimuove l'energia negativa da
un suo simile può eventualmente giovare a quest'ultimo ma può essere causa di
seri danni al terapeuta stesso, od ai suoi pazienti successivi, se l'energia
rimossa non viene opportunamente eliminata.
Il prana (fluido vitale) è stato studiato ed analizzata nel corso dei secoli
ed i vari ricercatori gli hanno dato molteplici nomi. Sembrerebbe che Ippocrate
(400 a.C.) sia stato il primo ad afferrare l'esistenza di questa energia ed il
suo potere guaritore che definì "via medicatrix naturae", ovvero il mezzo con
cui la natura guarisce. Egli disse al proposito: "mi è apparso spesso, mentre
stavo tranquillizzando un paziente, che le mie mani avessero la strana proprietà
di rimuovere dalla parte afflitta, il dolore e diverse impurità" (2).
William Reich chiamò questa energia "orgone" e l'Insegnamento Rosacrociano
la definisce "energia vitale" (3).
Paracelso (1490) affermò che la forza vitale non è rinchiusa nell'uomo ma
si irradia dentro ed intorno a lui come una sfera luminosa e può essere modificata
a distanza. Essa può avvelenare l'essenza della vita (sangue), causare malattie
o purificare e ridare la salute. Un suo successore, J.B. Helmont (1577), estese
questo concetto affermando che questa irradiazione può essere modificata dalla
volontà ed arrivare ad influenzare il corpo ed il volere altrui.
Il prana può essere considerata come ciò che segna il confine tra l'animato
ed il non animato; in altre parole il punto in cui la materia ha raggiunto un
tale grado di complessità che può essere permeata e resa vivente dalla azione di
tale energia.
Negli ultimi decenni alcuni scienziati hanno cercato di meglio definire le
caratteristiche di questa forza cosmica. Tra essi un posto di rilievo spetta a
W. Reich (Austria 1897-1957) che ha condotto una serie di esperimenti scoprendo
che nella materia riscaldata fino all'incandescenza si producono delle
vescichette, chiamate bioni, che sono visibili al microscopio e si presentano di
colore blu.
I bioni possono essere considerati la base per tutte le strutture viventi,
essi sono generati in continuazione e possono creare i più piccoli esseri
(protozoi) o degenerare nella creazione dei cocchi e dei bacilli che sono alla
sorgente di numerose malattie. I bioni emanano una energia vitale
particolarmente intensa che si presenta similare a quella che proviene
direttamente dal sole e permea tutta l'atmosfera (2).
È interessante notare che 70 anni prima H. P. Blavascki scriveva nella
Dottrina Segreta: "Possiamo considerare il prana come un insieme di vite ignee
(di fuoco) che forniscono ai microbi il mezzo di costruire le cellule fisiche.
Una vita ignea è così piccola che vicino ad un batterio sarebbe nella stessa
proporzione di un batterio vicino ad un elefante - e più avanti - il sole è la
riserva della forza vitale; da esso partono le correnti vitali che vibrano
attraverso lo spazio come pure attraverso gli organismi di ogni essere vivente"
(4).
Il prana in arrivo sulla terra penetrando in alcuni atomi dell'atmosfera li
rende luminosi. Il fenomeno descritto è visibile in una giornata serena
guardando il cielo a circa un metro dal sole. In questo modo è possibile notare
una grande quantità di globuli luminosissimi che appaiono e scompaiono dopo aver
compiuto una velocissima traiettoria a spirale.
il prana, per poter essere utilizzato dal corpo umano, dopo l'assorbimento,
subisce una elaborazione che lo trasforma in energia nervosa. Essa vitalizza il
corpo vitale e quest'ultimo dà energia al corpo fisico; la salute dei vari
organi dipende perciò dalla quantità di prana distribuito.
Un uomo vigoroso elabora una quantità di prana superiore al necessario e
diventa perciò una sorgente di forza e salute per coloro che lo avvicinano. Al
contrario chi non è più capace di elaborare il prana nella quantità sufficiente
diventa una specie di spugna e tende a carpire la vitalità di ogni persona
sensibile che venga a trovarsi nelle sue vicinanze. Questo spiega la spossatezza
avvertita da alcuni dopo essere rimasti con persone esaurite o malate (5).
La respirazione è la strada primaria con cui il prana entra in noi, non per
nulla la lunghezza della vita degli animali è legata alla loro velocità e
profondità di respirazione. Se consideriamo la nostra capacità polmonare (5-10
litri di aria), ed il fatto che ad ogni respiro ne introduciamo circa mezzo
litro, è facile comprendere come buona parte dei polmoni rimanga inutilizzata e
diventi, a causa del ristagno, un fertile terreno per i batteri infettivi.
Una respirazione incompleta apporta poca energia vitale e questo può creare
problemi circolatori, o disturbi al fegato, perchè un terzo del sangue resta
stagnante in quest'organo che si ingrossa e si congestiona ponendo le basi per
una autointossicazione generale (6).
È altamente salutare un ciclo di 10 respirazioni complete da fare al mattino
ed alla sera davanti ad una finestra aperta. La respirazione completa consiste
nel riempire prima la parte bassa dei polmoni (l'addome si gonfia) e poi la
parte alta (le spalle si alzano). Nella espirazione si svota prima la parte alta
e poi quella bassa. Completare l'esercizio premendo il fegato con la punta delle
dita durante ogni espirazione (6). Per evitare problemi circolatori iniziare con
due o tre respirazioni ed aumentare gradatamente nel tempo.
Il pino e l'eucalipto sono in grado di trattare il prana come il corpo umano
e solitamente ne elaborano molto più del necessario. Succede perciò che il prana
in eccesso venga estromesso creando intorno a tali piante una atmosfera
particolarmente salutare per coloro che soffrono di esaurimenti nervosi.
Se volete provare la quantità di prana che siete in grado di irradiare
appoggiate su un tavolo un riquadro di stoffa nera (meglio se velluto) ed
oscurate l'ambiente in modo che vi sia una debolissima luce diffusa. Ponete
quindi le mani (con le dita aperte), una di fronte all'altra, distanti circa 5
centimetri ed allo stesso livello, sopra il tessuto indicato.
Guardando dall'alto si vedranno delle strisce di un colore grigiastro che
partono dalle punte delle dita di una mano per congiungersi con quelle
dell'altra. Più tali strisce saranno intense e maggiore sarà l'intensità del
prana emesso. Un persona estremamente vitale avrà le emanazioni di colore blu
grigiastro mentre il blu tenderà a sparire in proporzione alla mancanza di
vitalità (6).
Una persona sana e vigorosa cambia le particelle del suo corpo vitale in
continuazione ed espelle con forza le vecchie dai pori della pelle formando
intorno a lui un'alone che lo protegge dai vari germi presenti nell'atmosfera
(5).
Nella persona debole o esaurita quest'alone è pressoché mancante e le
particelle espulse cadono a terra, come l'acqua senza pressione se ne esce da un
tubo. La difesa naturale viene perciò a mancare ed i germi possono penetrare
nell'organismo con più facilità.
E Gesù, presa per la mano la suocera di Pietro che giaceva febbricitante, la
sollevò. E la febbre si allontanò da lei subitamente.
La mano destra è stimolante è rivitalizzante mentre la mano sinistra ha un
potere calmante ed assorbente.
Prima di iniziare ad esaminare le tecniche utilizzabili è bene considerare i
vari livelli a cui un terapeuta può trovarsi ad operare. Oggi i pranoterapeuti
sono considerati più o meno allo stesso livello in quanto la conoscenza popolare
li annovera tra coloro che lavorano nel campo delle terapie energetiche.
Chi ha fatto qualche ricerca nel campo della spiritualità (non della religione)
può capire le grandi differenze che possono contraddistinguere i vari terapeuti e
fare la sua scelta eventuale con la opportuna oculatezza.
Fondamentalmente i guaritori operano su uno o più dei livelli seguenti:
- livello fisico,
- livello psichico (mente ed emozioni),
- livello spirituale.
Il guaritore fisico è una persona che avendo salute ed energia riesce a
donarla al prossimo aiutandolo così a superare le difficoltà dovute alla carenza
o alla cattiva circolazione della medesima.
Il guaritore psichico, pur operando con il prana, utilizza la sua volontà per
mettersi in Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. sia con la
mente sia con la Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.
dell'organo ammalato. Egli riesce così a modificare delle eventuali suggestioni
che operano in sfavore del paziente. Non si dimentichi, a tal proposito, che la
Medicina Psicosomatica insegna che circa l'80% delle malattie sono dovute alle disarmonie che
la mente e le emozioni creano nel corpo.
I guaritori psichici sono pochi perchè la loro posizione richiede una
completa armonia con la natura e con gli uomini.
Un simile guaritore deve aver superato antipatie e rancori; egli si è
impegnato a servire il cristo che ravvisa in tutti coloro che soffrono e sa che
il carisma che gli è stato dato gli verrà tolto qualora egli avesse a tradire le
finalità descritte.
il guaritore spirituale ha raggiunto l'ultima tappa del cammino che il
guaritore fisico e quello psichico stanno ancora percorrendo. Egli ha raggiunto
il punto in cui può avvenire la donazione totale. La sua strada è stata resa
difficile da dure prove e dall'orgoglio personale.
Se il coraggio, la perseveranza, la fiducia e l'umiltà non lo hanno
abbandonato ha potuto cogliere il frutto meritato e la sue opere sono sostenute
dal vero amore. Egli rappresenta pertanto l'esempio vivente di colui che lavora
nella "vigna del signore" con impegno ed umiltà.
Il gesto istintivo con cui portiamo una mano su una parte dolente ci indica
che, almeno potenzialmente, siamo tutti dei guaritori. Certamente ognuno di noi
ha delle facoltà più accentuate ed il guaritore, per essere tale, necessita di
un corpo sano e robusto, di ottimismo, di senso di sacrificio, di comprensione e
della cosa più difficile: l'arte di saper donare senza nulla attendere. Dice il
maestro O. M. Aivanov che vi sono tre modi di dare: come il sole che da a tutti
e non chiede nulla a nessuno, come la luna che da a tutti senza compenso, ma non
da del suo, e come la terra che da a tutti, ma chiede indietro fino all'ultimo
granello.
L'azione della volontà è determinata dal desiderio e chi ha un forte
desiderio di aiutare gli altri arriva a sviluppare quella volontà necessaria ad
indirizzare la sua energia vitale nella direzione voluta.
Per i primi approcci la persona ideale su cui sperimentare siamo noi stessi.
Ciò è possibile solo per disturbi leggeri in quanto una malattia seria è sintomo
di mancanza di energia vitale e non è possibile dare a noi stessi proprio quello
che ci manca. Si può comunque provare ad affrontare dolori al capo od ai denti,
crisi di ansia ed altri piccoli disturbi.
Ciò che è necessario è la convinzione di riuscire e la capacità emotiva di
portare a termine quanto ci siamo proposti. A questo bisogna aggiungere la
costanza di ripetere il trattamento alcune volte durante la giornata.
Mentre anche un piccolo successo può rassicurarci, e darci l'entusiasmo
necessario per continuare nella nostra impresa, i fallimenti tendono a farci
desistere dal ritentare. Max Heindel ha più volte sottolineato che esiste un
solo vero fallimento ed è il darsi vinti e non tentare più. Il dono di saper e
poter guarire è un dono così prezioso che deve giustamente essere conquistato al
prezzo di un duro tirocinio.
Visto e considerato che ogni malattia non è altro che una congestione
energetica dovuta a tensioni innaturali apparirà chiaro come la prima cosa da
fare per intraprendere un processo curativo consiste nel rilassarsi nel modo
migliore.
Gli esercizi che seguono sono rivolti a tale scopo. Essi possono essere
praticati stando seduti o sdraiati. La posizione a pancia in su con un materasso
duro in un ambiente tranquillo e poco illuminato è certamente la più
consigliabile.
Se si effettua il rilassamento sdraiati è bene coprirsi con una coperta
perchè esso rallenta i processi fisiologici ed è facile che sopravvenga una
fastidiosa sensazione di freddo.
Le gambe non devono essere accavallate e le braccia devono appoggiarsi
tranquillamente sul materasso o sul grembo, magari ponendo la mano destra
nell'incavo della sinistra.
Effettuati i preparamenti descritti iniziare la serie di esercizi rivolti a
togliere le tensioni muscolari. Questi esercizi comportano una tensione
muscolare volontaria accompagnata dall'inspirazione ed il rilascio della
tensione stessa da effettuarsi durante l'espirazione. Ogni azione deve essere
fatta con calma seguendo un ritmo naturale, evitare azioni brusche o
disarmoniche che pregiudicano il raggiungimento di un buon rilassamento.
Agli esercizi per il rilassamento muscolare far seguire quelli del training
autogeno e quelli per la respirazione. Si suggerisce di registrare il tutto in
modo che sarà poi possibile seguire gli esercizi ascoltando il registratore. È
pure possibile chiedere a qualcuno di leggerci le istruzioni. In entrambi i casi
il rilassamento sarà conseguito con maggiore facilità.
Note: dopo ogni esercizio rilasciare l'aria e la tensione muscolare pensando
"Relax...". Eseguire il tutto in modo calmo, sereno e tranquillo.
- inspirare stringendo forte il pugno destro,
- inspirare stringendo forte il pugno sinistro,
- inspirare stringendo forte entrambi i pugni,
- inspirare piegando il piede destro verso il ginocchio (gamba stesa),
- inspirare piegando il piede sinistro verso il ginocchio (gamba stesa),
- inspirare piegando entrambi i piedi verso il ginocchio (gambe) stese),
- inspirare stringendo forte le natiche,
- inspirare chiudendo con forza gli occhi,
- inspirare stringendo forte i denti,
- inspirare cercando di aggrottare la fronte,
- inspirare cercando di arricciare il naso,
- inspirare spingendo le labbra in avanti,
- inspirare piegando gli angoli delle labbra in basso,
- inspirare spingendo la lingua verso il palato ed all'indietro,
- inspirare guardando al limite massimo di destra (occhi chiusi),
- inspirare guardando al limite massimo di sinistra (occhi chiusi),
- inspirare guardando al limite massimo in alto (occhi chiusi),
- inspirare guardando al limite massimo in basso (occhi chiusi).
Formulare i seguenti pensieri, utilizzare l'immaginazione affinché le frasi
portino l'effetto desiderato. Non usare sforzo alcuno, immaginare che la
situazione descritta sia effettivamente quella reale.
- la mia mano destra è pesante... molto pesante,
- il mio braccio destro è pesante... molto pesante,
- la mia mano sinistra è pesante... molto pesante,
- il mio braccio sinistro è pesante... molto pesante,
- il mio piede destro è pesante... molto pesante,
- la mia gamba destra è pesante... molto pesante,
- il mio piede sinistra è pesante... molto pesante,
- la mia gamba sinistra è pesante... molto pesante,
- tutto il mio corpo è pesante... molto pesante.
Respirare naturalmente ed ascoltare l'aria che entra: il diaframma si
abbassa, il diaframma si alza, l'aria se ne esce. Accompagnare l'inspirazione
con il pensiero Vieni... e l'espirazione con il pensiero
Relax...
Note: alcune persone trovano vantaggioso per il rilassamento
una respirazione con una piccola pausa tra le varie inspirazioni ed espirazioni.
È anche possibile immaginare di essere in riva al mare e che le onde vengano
a noi durante l'inspirazione e tornino al mare durante l'espirazione.
Verranno qui proposte alcune tecniche che possiamo utilizzare per guarire noi
stessi. Nel prossimo numero verranno invece descritte le tecniche da utilizzare
per guarire le altre persone. Va sottolineato che i disturbi dovuti ad una dieta
sbagliata od a pensieri ed emozioni negative (odio, rancori, ansie, ecc)
potranno trovare una soluzione radicale soltanto qualora i motivi che hanno
causato il loro insorgere verranno rimossi.
È bene precisare le diverse funzioni che le mani assolvono quando sono
utilizzate come uno strumento rivolto alla guarigione. La mano sinistra, che la
chiromanzia definisce la mano dell'inconscio, ha la particolarità di essere
rilassante ed assorbente. Essa sarà la prima da usarsi qualora si voglia
ottenere un effetto calmante o si desideri assorbire l'infiammazione della zona
ammalata; in questo caso provvedere ad un frequente lavaggio delle mani in acqua
corrente, evitare di asciugarle perchè l'umidità facilità il passaggio delle
energie.
La mano destra rappresenta invece la vita concreta e cosciente, essa produce
un effetto stimolante e rivitalizzante e verrà perciò usata per dare energia
dove vi è carenza oppure nel punto dove è stata rimossa l'energia negativa
mediante l'utilizzo della mano sinistra.
Va notato che l'azione energetica delle mani è più forte se esse non
appoggiano direttamente sulla pelle ma vengono mantenute a qualche centimetro di
distanza.
Portare la punta delle dita sul plesso solare:
- immaginare che ad ogni inspirazione entri della luce bianca (il prana) e
che questa vada ad accumularsi sotto la punta delle dita creando un globo di
luce e di calore,
- quando il globo ha raggiunto una certa intensità sollevare la punta delle
dita ed immaginare che esse portino l'energia con sé,
- portare la punta delle dita nel punto dolorante ed immaginare che l'energia
fluisca nel punto dolente e vi porti un impulso vitale,
- ripetere finché necessario.
- Respirando come descritto più sopra immaginate che ad ogni inspirazione
entri dell'energia e dirigetela nel punto desiderato (l'energia può essere
visualizzata come luce bianca o acqua pura e cristallina);
- immaginate che ad ogni espirazione l'energia esca dall'organo ammalato
portando con sé il dolore e l'infiammazione (l'energia può essere visualizzata
come fumo nerastro o acqua sporca e fangosa);
- mentre respirate fate un atto di volontà rivolto alla guarigione e ponete
la mano sinistra ad alcuni centimetri (4/5) dal punto malato e tenetevela per
alcuni minuti. Durante questo tempo mantenete la vostra volontà diretta
all'intenzione che il male se ne vada;
- sostituite la mano sinistra con la destra utilizzando la stessa procedura.
Utilizzate una volontà profonda, calma e sicura, evitate forzature ed isterismi
controproducenti. Ogni malattia è causata da una disarmonia e l'unica modo di
curarla è quello di ripristinare l'armonico fluire delle energie vitali.
- Mettersi a sedere in un posto calmo con poca luce con le braccia
penzoloni ai vostri fianchi:
- inspirate tranquillamente immaginando che entri in voi dell'acqua fresca e
che si diffonda per tutto l'organismo.
- espirate immaginando che dalle punte delle dita delle mani esca un liquido
rosso e caldo;
- dopo alcuni minuti ponete la mano destra a cinque centimetri dalla nuca e
la sinistra ad uguale distanza dalla fronte e desiderate di essere rilassati e
tranquilli;
- se la vostra intenzione è ben determinata non mancherete di ottenere il
successo sperato. Si ricorda che lo zucchero bianco e la carne macellata tendono
a creare il terreno adatto per agitazione e nervosismi.
Le sostanze negative, rimosse dal paziente... Si presentano agli occhi del
chiaroveggente come una gelatina nerastra che se gettata sul pavimento vi aderisce...
e può essere assorbita da chiunque passi in quel posto (Max Heindel).
Vi sono due atti principali che il pranoterapeuta compie a favore dei
pazienti:
- Rimuovere i miasmi (sostanze tossiche e dannose).
- Dare nuova energia vitale per rivitalizzare gli organi malati.
Come ben delineato da Max Heindel in "Principi occulti di salute e
guarigione" (1) entrambe queste azioni possono, qualora non condotte con le
regole dovute, creare dei problemi al paziente od al terapeuta.
Solo i pranoterapeuti che hanno la chiaroveggenza sono in grado di vedere le
sostanze che vengono manipolate durante la terapia e non corrono il rischio di
muoversi alla cieca senza avere alcun riscontro di ciò che le loro azioni stanno
causando a livello energetico.
L'energia negativa che il pranoterapeuta toglie al paziente resta attaccata
alle sue mani come una gelatina vischiosa. Alcuni guaritori, conoscendo il
fenomeno, scuotono con forza le mani verso terra ad intervalli regolari, onde
liberarle da tale porcheria. Purtroppo questa è una pratica altamente pericolosa
perchè, sono parola di Max Heindel, tale sostanza resta vicina alla terra come
una gelatina nerastra in continuo movimento e può essere riassorbita da chi,
inconsapevolmente, vi ponga un piede o vi passi al di sopra (1).
Può accadere allora che il pranoterapeuta, la persona in cura, od un paziente
successivo si trovino a camminare in tale ristagno velenoso ed assorbano nel
loro organismo la sostanza velenosa con le conseguenze facilmente immaginabili.
Per liberare le mani bisogna scuoterle energeticamente verso un fuoco oppure
in un lavandino dove scorra acqua corrente. Le mani e le braccia devono poi
essere accuratamente risciacquate ma non asciugate in quanto l'umidità presente
facilita la rimozione delle sostanze nocive ed il passaggio del fluido vitale.
Questa forma di terapia presenta perciò dei rischi per il paziente e per il
guaritore. Oltre a quello accennato va considerato il fatto che il guaritore
offre la sua energia al paziente e la medesima non è soltanto fisica ma anche
eterica e dei mondi del desiderio e mentale.
Appare perciò evidente come la salute fisica e le concezioni morali di un
guaritore possano essere, seppur parzialmente, trasmesse al paziente. Ciò rende
la scelta del guaritore una azione da farsi con le dovute cautele e valutazioni.
Il terapeuta, d'altro canto deve tener sempre presente che la maggior parte
dei malati non elabora prana a sufficienza. Essi sono dei vampiri di energia e
lo sono tanto di più quanto il loro fisico, nello stato di salute era forte e
robusto. Questo comporta il rischio di essere privati di troppa energia e di
ritrovarsi deboli od esauriti dopo uno o più trattamenti.
Da quanto sopra appare chiaro come la professione del pranoterapeuta non deve
essere affrontata a caso. Il desiderio di guarire non deve permettere che il
buon senso e la ragione vengano poste da parte mettendo così a repentaglio la
propria salute.
Va pure ricordato che chi esercita delle attività paramediche senza debite
autorizzazioni può incorrere in seri guai qualora un paziente lo denunciasse, a
ragione od a torto, in seguito ad un peggioramento della sua situazione.
Per ovviare a tali inconvenienti si eviti nel modo più assoluto di fare
diagnosi, dare prescrizioni e richiedere compensi. Ciò che può essere offerto è
il nostro parere condito con quell'ottimismo che, ad uno studente rosacrociano
non dovrebbe mai mancare, perchè egli sa che chi lavora Errore. L'origine
riferimento non è stata trovata. è aiutato nella sua opera dai fratelli
maggiori, sempre disposti ad un amorevole e disinteressata collaborazione.
Se il paziente ritiene di doverci un compenso diamo a Cesare qual che è di
Cesare, ciò significa che se abbiamo già di che vivere possiamo disporre del
danaro nel modo più opportuno. È stato scritto che il danaro che qualcuno ha in
eccesso è il danaro di chi non ne ha.
Energeticamente parlando la mano destra e quella sinistra si presentano assai
differenti. La magia stessa e la tradizione popolare attribuiscono infatti alla
mano destra il bene, l'attività (magia bianca) ed alla sinistra il male e la
passività (magia nera).
Nella pranoterapia la mano destra dona energia ed è in grado di rivitalizzare
l'organo ammalato mentre la sinistra ha più lo scopo di assorbire il male ed i
miasmi negativi (tossine).
Si pensi, al proposito, all'interessante esperimento, fatto nel 1904,
esponendo alcune provette contenenti il Errore. L'origine riferimento non è
stata trovata. all'azione delle mani di alcuni guaritori. Nel corso della
prova si ebbe modo di rilevare come l'azione della mano destra non disturbava il
moltiplicarsi del bacillo mentre quella della sinistra ne bloccava la crescita.
Anche il movimento stesso ha un suo significato ben preciso. Si è riscontrato
che il movimento rotatorio attorno ad una massa produce un effetto eccitante
qualora condotto in senso orario ed un effetto calmante se fatto in nel senso
antiorario.
Generalmente le varie tecniche sono sviluppate dal guaritore stesso con la
propria esperienza. Di seguito vengono date le informazioni preliminari a cui il
principiante può attenersi onde iniziare la sua attività terapeutica.
Generalmente le mani vengono tenute ad una certa distanza dal paziente (da 5
a 20 centimetri) questo per permettere un miglior deflusso delle energie e per
evitare di Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. il
paziente, cosa che è giuridicamente permessa soltanto ai medici professionisti.
L'energia bioradiante (prana) non deve necessariamente essere proiettata
sull'organo ammalato in quanto si diffonde all'intorno ed è l'organo stesso che
l'attira a sé. Per questa ragione alcuni pranoterapeuti irradiano soltanto il
capo del paziente ponendo entrambe le mani sopra la sua testa od ai lati del
volto. In quest'ultima posizione vengono irradiate anche le orecchie
influenzando così un'area che è il punto di passaggio di alcuni canali
energetici (meridiani) facenti capo a diversi organi interni.
Nei casi di disturbi nervosi e di astenia è bene irradiare il plesso solare,
che è situato poco al di sopra dello stomaco, ed ha una importante relazione con
il sistema nervoso ed il buon funzionamento del fegato, dello stomaco e dei
visceri in generale.
Per beneficare il plesso solare si provvede a far coricare il paziente e si
irradia la sua fronte con la mano destra mentre la mano sinistra viene posta
all'altezza del diaframma.
Per irradiare un determinato organo si consiglia la tecnica delle mani poste
in opposizione. Questa è un modo di guarire che ha le sue origini in tempi
antichissimi e consiste nel porre la mano destra sotto (o dietro) la schiena
all'altezza dell'organo ammalato. La mano sinistra viene posta sopra (o davanti)
all'organo stesso in modo da creare un duplice passaggio di energia; ovvero il
prelievo delle tossine e la donazione delle energie vitalizzanti.
Il dott. Racanelli, con la sua lunga esperienza, consiglia di porre prima la
mano destra (onde dare energia all'organo) e poi la sinistra per togliere le
tossine che l'organo vitalizzato tende a rimuovere da se stesso.
La durata del trattamento varia da 10 a 30 minuti ed il numero dei
trattamenti è relazionato alla serietà del caso. In genere vengono consigliati
dei cicli di terapia da ripetersi ad intervalli regolari.
I passi sono dei movimenti particolari aventi lo scopo di sedare (ridurre
l'attività) o di tonificare (aumentare l'attività). I guaritori tendono a
concentrare l'azione di tali passi sul plesso solare, sulla nuca, sulla spina
dorsale e sul plesso sacrale (parte alta delle natiche). I passi rilassanti sono
quelli fatti in senso antiorario sul capo e sul corpo oppure fatti dal capo
verso i piedi su 1n soggetto sdraiato i passi tonificanti sono quelli fatti in
senso orario o partendo dai piedi per risalire fino alla testa.
Anche la velocità con cui i passaggi vengono eseguiti ha la sua importanza, i
passi veloci tendono infatti a vivivacizzare mentre quelli lenti hanno un
effetto rilassante.
Sempre considerando che la diagnosi è di competenza dei medici può essere
utile sviluppare la capacità di rilevare gli organi ammalati. Questo può essere
fatto facendo sdraiare il paziente e passando sul suo corpo con le mani una di
fianco all'altra (non devono toccarsi). Con una certa esperienza sarà possibile
avvertire una sensazione di formicolio (o di calore) in presenza di un organo
ammalato perchè esso, per sua necessità, tenderà ad assorbire una notevole
quantità di energia.
Durante la terapia lavate frequentemente le mani fino ai gomiti in acqua
corrente (od in una bacinalla la cui acqua sarà cambiata di frequente) e formate
una immagine mentale di protezione affinché le tossine rimosse dal paziente non
abbiano a superare l'altezza del vostro gomito (1).
Fate frequenti passeggiate all'aperto in luoghi alberati. Non si dimentichi
che gli alberi, ed i pini in particolare, sono dei produttori di prana e che vi
danno la possibilità di ricaricarvi.
Ad ogni paziente cambiate l'aria del locale dove operate.
Non toccate il paziente, non chiedete compensi, non fate diagnosi e non
prescrivete medicine. Accingetevi a ricevere il paziente con una breve
meditazione, offrendo al Signore la vostra opera e chiedendo di fare di voi
degli strumenti della sua pace. Abituatevi a rimettere i pazienti nelle mani di
Dio con la frase: sia fatta su N... (nome e cognome) la tua volontà come in
cielo così in terra.
Mentre trattate il paziente parlategli mentalmente dandogli dei messaggi del
tipo: il Signore non ti vuole ammalato, la sua Luce illumina il tuo cammino, la
sua Saggezza dirige le tue azioni, la sua Forza ti sorregge, il suo Amore ti fa
perdonare ed amare coloro che ti circondano, ecc.
- 1. Max Heindel, Principi occulti di salute e guarigione
A.R.C.O. - Via E. De Amicis 6 - S. Benedetto di lugana - Verona
- 2. A.T. Westlake, La forza vitale nella salute e nella malattia.
Astrolabio Editore - Roma - (1975)
- 3. Max Heindel, La cosmogonia dei rosacroce
A.R.C.O. - Via E. De Amicis 6 - S. Benedetto di Lugana, Verona
- 4. H. P. Blavasky, La dottrina segreta.
Editrice Sirio - Via E. Toti 3 - Trieste - 34131
- 5. Max Heindel, I misteri rosacruciani.
A.R.C.O. - via E. De Amicis 6 - S. Benedetto di Lugana, Verona
- 6. L.O. Korth, Healing Magnetism.
Samuel Weiser Inc. - New York - U.S.A. (1975)
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- Benjamin O. Bibb, J. Weed, La forza vitale della mente.
- Nicola Cutolo, L'energia che guarisce.
- Mario Papadia, Pranoterapia.
- Barbara Ann Brennan, Mani di Luce.
- Barbara Ann Brennan, Luce emergente.
- Luigi Lapi, Effetto Prana.
- Dolores Krieger, Il contatto terapeutico.
- Gabriele Laguzzi, Biopranoterapia. Teoria, pratica e metodologia terapeutica.
- Giovanni Iannuzzo, Pranoterapia. Un'interpretazione
scientifica e una guida sicura all'uso di questa risorsa terapeutica.