CURE NATURALI
CARENZA DI CALCIO, FLUORO E FOSFORO
Sommario
Un "chelato" è un composto, formato da sostanze le cui molecole si legano a uno stesso
atomo metallico trattenendolo in una struttura ad anello.
Pertano un minerale "chelato" non può essere utilizzabile dall'organismo.
Quanto proposto è ad esclusivo scopo
informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
Spesso la carenza di questi minerali è dovuta ad una dieta che non riesce ad
approviggionarli come dovrebbe. Se questo è il caso suggeriamo di intervenire con una
cura a base di "Oligoelementi" (delle fialette il cui contenuto va versato sotto la lingua
e lasciato assorbire), da seguire con un supplemento quotidiano di uno dei tanti
prodotti che si trovano in commercio.
Ricordiamo che talvolte il Calco è carente perché l'organismo è troppo acido
(dettagli)
ed allora
questo minerale viene usato in un processo attuato per ridurre l'acidità del sangue.
Questo è il motivo per cui a una persona con l'osteoporosi non bisogna dare formaggi e latte
di mucca perché, è pur vero che contengono Calcio, ma acidificano l'organismo ed allora
il prezioso minerale va perduto (dettagli).
Ricordiamo anche che il Calcio, per poter essere utilizzato dall'organismo, necessita
del Ferro. Pertanto una cura di Calcio, se il Ferro è carente, non può essere molto efficace.
Vi sono dei casi, piuttosto rari, in cui la carenza dei suddetti minerali è dovuta al
fatto che essi sono presenti nell'organismo, ma in forma "chelata", e perciò
non utilizzabile. La nostra esperienza insegna che per liberare detti minerali si può
utilizzare:
- per rendere disponibile il Calcio, la Adulaire (allumo-silicato di potassio),
- per rendere disponibile il Fluoro, la Silica marina (sabbia di mare),
- per rendere disponibile il Fosforo, la Trachyte (feldspato potassico).
Si suggerisce di utilizzare la diluizione 8DH, di assumenre una fialetta tutti
i giorni per 5 giorni, e poi continuare con una fialetta a giorni alterni.
Tratto dal sito: www.farmacia-ambreck.it/omeopatia_litoterapia.asp
L'attività terapeutica ottimale è assicurata dalla diluizione 8 DH.
I litoterapici vanno assunti per via perlinguale. In generale, la posologia media
consigliata è di una ampolla, da una volta al dì a 3 volte alla settimana.
In caso di necessità si alternano i litoterapici prescritti (es.: nell'ipertensione
arteriosa essenziale dell' anziano consigliare Azurite 8 DH, una ampolla alla sera di
lunedì, mercoledì, venerdì e Barytine 8 DH, una ampolla alla sera di martedì, giovedì,
sabato).
La somministrazione deve avvenire lontano dai pasti (almeno 2 ore dopo il pasto
e almeno un quarto d' ora prima).
Il contenuto dell' ampolla va tenuto in bocca per almeno un minuto, prima di
essere deglutito.