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LE POSSIBILITÀ BIOPSICHICHE (5/5)

LA PSICHE E LA DIAGNOSI MEDICA (2/2)

Sommario


Gli animali sentono eventi ancora lontani nel tempo a un livello pre-sensoriale, in un modo che risulta impossibile per l'uomo. Più la forma di vita è elementare, più le sue capacità innate (gli istinti), compresa la Rabdomanzia, sono valide, integre e infallibili. La mente cosciente può acquisire queste capacità solo con uno sforzo perseverante e non le potrà mai utilizzare con la sicurezza propria degli animali (Ruth Borchard).

LA RABDOMANZIA (1) up.jpg

La rabdomanzia è una tecnica con cui, utilizzando una bacchetta di nocciolo, si possono trovare minerali, acque sotterranee, metalli preziosi, ecc.

Io credo che la rabdomanzia sia una un'abilità naturale nell'uomo, che è sempre stata con lui dall'inizio. Nel corso dei secoli egli usò questa abilità per cercare il cibo ed altre cose di cui aveva bisogno. Questo includeva la comunicazione a distanza con gli altri componenti della tribù. In questo concetto di rabdomanzia comprendo molte delle abilità attribuite a ciò che attualmente vengono definite "ESP".

Man mano che l'uomo si è sviluppato non ha più avuto bisogno di questa abilità ed oggi essa è ampiamente atrofizzata in modo più o meno notevole. Comunque, questa sensibilità naturale può essere sviluppata di nuovo e riqualificata al fine di essere usata per il benessere di noi stessi e dei nostri simili.

Io penso che la parte dell'essere umano che viene usata in rabdomanzia sia la Mente. Concedetemi due parole per spiegare questa parola, che intendo usare per definire qualcosa di differente dal cervello.

Il cervello come noi sappiamo è il nostro computer che addestriamo e informiamo per tutta la vita. Ci serve per ricordare, ragionare, apprezzare situazioni, immagazzinare esperienza e per coordinare le informazioni in arrivo dai cinque sensi tradizionali. In poche parole il cervello è la macchina che formula i pensieri e fa' molte altre cose, ma non ha le possibilità proprie della Mente.

La Mente, nel senso in cui la intendo io, include quelle funzioni che oggi vengono attribuite al Superconscio, Subconscio ed ai vari livelli di Coscienza. Si potrebbero includere anche l'Istinto e l'Intuizione. Attualmente si conosce assai poco di queste funzioni ed ognuno di noi ha le proprie idee nei loro confronti.

A mio giudizio la sensibilità radiestesica va classificata tra queste funzioni e quando ne parlo uso la parola Mente che la comprende e, in un certo senso, la definisce. Il rabdomante allenato ed esperto percepisce infatti la risposta alla sua domanda già nella Mente. Egli può giungere alla risposta usando la sola Mente, ma ciò non è facile e si possono commettere errori con facilità. Così, per rendere migliore la comprensione della risposta mentale in modo semplice e tangibile vengono utilizzati dei semplici strumenti.

Questi strumenti, qualunque cosa essi siano, le mani, la bacchetta di nocciolo, pendolini, ecc., vengono attivati dai muscoli secondo le istruzioni della Mente e si muovono in concordanza col codice che il rabdomante ha prestabilito. Questo è il motivo per cui esiste un numero infinito di variazioni tra gli strumenti e nel loro modo di agire.

Un volta si pensava che il rabdomante captasse le emanazioni delle sostanze che stava cercando (acqua, minerali, ecc.), ma con il diffondersi dell'uso della rabdomanzia a distanza (fatta su mappe o disegni del luogo), si è compreso che questa non era una valida spiegazione. Con la rabdomanzia a distanza è infatti possibile fare delle ricerche stando nella propria abitazione e la distanza o la profondità a cui si trova la sostanza non sembrano fare alcuna differenza. Sono certo che è una possibilità della Mente, ma non conosco come funziona.

Solitamente io suddivido una ricerca in tre fasi distinte:

  1. La ricerca vera e propria fatto in casa su mappe o disegni o attraverso il sistema di domande e risposte; questo lavoro viene fatto con un pendolo.
  2. Verifica della ricerca precedente fatta sul terreno utilizzando una bacchetta da rabdomante.
  3. Ricerca di tutte le prove possibili per verificare l'accuratezza dei dati raccolti. Questa è la parte più importante perché nessuna ricerca può essere considerata valida fintanto a che la terza fase non ha comprovato la sua accuratezza.

Normalmente, quando mi accingo ad iniziare una ricerca, cerco di ottenere tutte le informazioni disponibili e le valuto con attenzione. Questo è ciò che definisco la Stima del Cervello e prima di iniziare qualsiasi ricerca faccio in modo che questa stima sia stata completata.

Subito dopo formulo le domande finalizzate alla ricerca e ne trovo la risposta mediante la Rabdomanzia. Quando vengono poste le domande, che devono essere semplici e chiare, è essenziale "spegnere" il cervello ed i suoi pensieri e permettere alla Mente di essere libera nelle sue funzioni per poter dare una risposta che non sia influenzata da pregiudizi e preconcetti. Questo è un aspetto importante e l'uso della sensibilità naturale ha bisogno di essere debitamente addestrata.

La capacità di fare il vuoto mentale richiede pratica e allenamento ed è importante per evitare che il risultato della ricerca sia falsato dalle idee contenute nella memoria che potrebbero far credere vera una cosa solo perché lo si desidera intensamente. Io penso che questa sia la più grande fonte dei fallimenti dei rabdomanti. Credo anche che la suddivisione della ricerca nelle tre fasi descritte più sopra sia il solo modo per aggirare il problema, specialmente per i rabdomanti alle prime armi. Una volta che essi avranno imparato a gestire questa procedura dovrebbero essere sulla strada buona.

Breve storia della Radiestesia up.jpg

Nota: nella lingua italiana il termina rabdomante indica colui che per fare le sue ricerche usa la bacchetta e radiestesista colui che usa il pendolino.

I Cinesi usavano già l'arte della rabdomanzia circa duemila anni prima della nostra Era, ed erano divenuti cercatori molto esperti di nella ricerca di acqua, minerali, ecc. Per effettuare le ricerche utilizzavano una bacchetta che differiva da quella classica perché era biforcuta ed ogni estremità veniva sostenuta da un diverso operatore.

Si dice che un Imperatore cinese, appartenente alla dinastia Hia, sia stato uno dei più grandi cercatori di acqua dell'antichità. Un'incisione su legno, datata 147 b.C., lo rappresenta con in mano un oggetto la cui forma richiama quella di un diapason. Uno scritto spiega, senza possibilità di malintesi, che tale attrezzo veniva usato come strumento rabdomantico.

In Egitto, le ricerche effettuate nelle tombe della Valle dei Re, hanno permesso di scoprire alcune bacchette ed anche un certo numero di strumenti stranamente simile ai pendolini usati dai radiestesisti. A cosa servivano? Sembra che fossero usati dal Faraone, i suoi sudditi ed i sacerdoti nei templi. Si trattava certamente di una scienza magica e segreta.

Sembra anche che Mosè fosse stato un rabdomante. Egli era un profondo conoscitore della scienza e dei segreti degli Egiziani e questo, tra gli altri prodigi, gli ha permesso di trovare l'acqua in pieno deserto.

Si racconta anche che quando Romolo fondò Roma, un ragazzo sensibile, probabilmente un rabdomante, sali insieme a lui in cima al colle e, bacchetta alla mano, decise dove si trovava l'area con le energie più favorevoli per la costruzione della città.

Scorrendo la storia scopriamo che quando le legioni Romane avanzavano verso la Gallia e la Germania, i loro eserciti erano preceduti da "portatori di bacchette," la cui missione consisteva nel trovare l'acqua, spesso sotterranea, essenziale per il rifornimento dei soldati. In questo modo fu scoperto anche un certo numero di fonti termali.

RABDOMANZIA E RADIESTESIA (2) up.jpg

Nota: nella lingua italiana il termina rabdomante indica colui che per fare le sue ricerche usa la bacchetta e radiestesista colui che usa il pendolino.

Tutte le forme di materia emanano delle radiazioni e fu un prete svizzero, l'Abate Mermet che, nel 1920, utilizzo per primo il termine "radioestesia", che significa appunto "sensibilità alle radiazioni". Già in quel tempo egli stava usando la Radiestesia per effettuare delle diagnosi mediche.

La Rabdomanzia è una delle scienze più antiche. Rappresenta la reazione di un essere umano alle energie o radiazioni che esistono dentro e fuori di lui. Quando una persona si muove in un dato luogo, tenendo in mano una bacchetta rabdomantica, per ricercare acqua, oro o argento, un sottomarino come abbiamo fatto nell'ultima guerra, oppure usa un pendolino per scegliere un medicinale, le reazioni della bacchetta o del pendolo sono tangibili fisicamente.

La parola "Radiestesia" significa "sensibilità alle radiazioni." Questa sensibilità è stata conosciuta per secoli per la ricerca dell'acqua sotterranea. Solo recentemente questa parola è apparsa nella lingua inglese; essa è meglio conosciuta in Francia e negli altri paesi europei con il suo equivalente francese Radiesthésie.

L'idea fondamentale alla base sia della Rabdomanzia che della Radiestesia è la possibilità di eseguire delle ricerche le cui risposte dipendono dalla sensibilità degli esseri umani. Questa sensibilità viene esercitata in presenza di acqua sotterrranea, metalli o radiazioni che provengono da qualsiasi oggetto o persona. La vecchia parola inglese "Dowsing" (Rabdomanzia) è stata impiegata nel passato per indicare la ricerca di acqua ed altri oggetti.

Vi sono stati dei radiestesisti che hanno avuto successo nel cercare oggetti smarriti o persone utilizzando per la loro ricerca un "testimone" (dalla parola francese tèmoin) dell'oggetto o della persona mancante. Talvolta dei radiestesisti abbiano aiutato la polizia nel seguire le tracce di assassini o persone scomparse.

Lo strumento usato dai rabdomanti è una bacchetta di nocciolo sagomato a forma di Y, oppure da due ossi di balena legati insieme ad un'estremità. Nel passato il loro lavoro consisteva soprattutto nella ricerca dell'acqua nelle regioni aride e tale ricerca veniva effettuata nei luoghi prestabiliti. È solo recentemente che la sensibilità umana è stata impiegata per qualsiasi tipo di indagine, anche delicate, in quel grande laboratorio costituito dalla natura. Ricerche di questo tipo sono ampiamente praticate in Francia e sono state seguite con grande interesse anche in Belgio, Italia e in altri paesi europei.

Attualmente esistono, in Europa e negli Stati Uniti, un certo numero di pubblicazioni ed anche Società che si adoperano per diffondere l'interesse nella Radiestesia. Paracelso pensava che il medico era colui che curava miracolosamente oppure usando le forze della terra mediate dalla sua conoscenza ed esperienza. La Radiestesia si colloca sulla linea di demarcazione tra questi due modi di operare.

Io penso che la Radiestesia sia, come la medicina, una scienza e una filosofia. Se qualcuno volesse ridurla ad una scienza ed interpretarla come tale, allora dovrebbe inventare una nuova scienza. Se non si vuole ridurla fino a questo punto bisogna comunque accettare che gli esseri umani hanno delle possibilità che potremmo definire "miracolose" e possono funzionare anche su livelli fisico-eterici assai sottili.

LA RADIESTESIA MEDICA (3) up.jpg

Con "Radiestesia medica" si indica la possibilità di fare un'accurata valutazione delle condizioni di salute e dell'ambiente in cui vive una data persona. Un radiestesista competente può localizzare le zone ammalate in un organismo ed anche le aree con energie insalubri o stress elettromagnetico (alta tensione, TV, computer, telefonini, ecc.), all'interno di un edificio. Queste condizioni potrebbero essere la causa di alcune disfunzioni o malattie.

Il vantaggio della Radiestesia, qualora applicata alla medicina, consiste nel fatto che diventa possibile acquisire molte informazioni che non potrebbero essere ottenute in altro modo; neppure con le apparecchiature più sofisticate. Si possono perciò aggiungere utili informazioni a quelle ottenute con un esame clinico ed aiutare moltissimo a risolvere i problemi del paziente.

Vi sono alcune informazioni che si possono ottenere con gli esami tradizionali, ma è bene sottolineare che un esame radiestesico può essere eseguito in qualunque luogo tranquillo ed in tempo brevissimo, purché sia disponibile un testimone della persona da esaminare (campione di saliva, fotografia, firma, ecc.).

Mentre alcuni operatori sviluppano un interesse piuttosto ristretto nel campo delle ricerche radiestesiche, non esiste alcuna ragione perché delle persone formate scientificamente ritengano che l'intero argomento non meriti assolutamente la loro attenzione. È comunque provato che la sensibilità umana ha una tale potenzialità operativa che spesso, utilizzando dei metodi assai semplici di verifica. si possono conseguire dei risultati preziosi ed affidabili.

LA REAZIONE ELETTRONICA DI ABRAM - ERA (4) up.jpg

Il dott. Albert Abrams (1863-1924), era un medico convenzionale molto qualificato, con un'ottima posizione ed un sostanzioso capitale privato. Pertanto il Dott. Abrams poteva condurre le sue ricerche senza contare su alcun finanziamento.

La sua scoperta fondamentale fu la constatazione che sotto certe condizioni il sistema nervoso umano reagisce al campo di energia esterno come quello emanato dai malati, dai tessuti di organo malati, e così via. Questa reazione si manifesterebbe per mezzo di un riflesso muscolare che può essere rilevato battendo (a scopo diagnostico) la parete addominale. Abrams scoprì anche che strofinando una bacchetta di vetro sull'addome del soggetto si poteva circoscrivere il punto di risposta.

Abrams ha osservato che le varie malattie, ed anche le medicine in diluizioni omeopatiche, possono essere rilevate ed identificate con il riflesso dello stomaco, in quanto producono delle reazioni in parti diverse dell'addome. Queste considerazioni gli suggerirono un unico metodo diagnostico.

In seguito egli utilizzo per la sua diagnosi una persona sana detto "soggetto" (con l'addome scoperto) collegata con una cavo elettrico ad una piastrina posta sulla fronte del paziente. In questo modo egli scoprì che era possibile effettuare una diagnosi sulla persona sana in quanto essa rispondeva perfettamente alle condizioni presenti nel paziente.

Più tardi scoprì anche che certe malattie producevano la stessa reazione in un dato gruppo di muscoli, cosa che pregiudicava alquanto il suo sistema diagnostico. Gli venne allora in mente di porre, lungo il cavo con cui collegava il paziente con la persona sana, una resistenza variabile o potenziometro, ovvero un congegno come quello che si utilizza per alzare il volume della radio. Scoprì in questo modo che la regolazione del potenziometro era unica per ciascun tipo di malattia, rendendo così possibile una diagnosi accurata di una larga serie di condizioni.

Con altri esperimenti arrivo alla conclusione che si potevano fare delle diagnosi accurate usando solo un campione di sangue del paziente, ed anche lavorare a distanza ponendo il campione del paziente vicino alla linea telefonica; tali prove furono compiute su distanze maggiori alle 500 miglia.

Da questi elementi si deduce che:

  1. vi è una reazione muscolare allo stimolo di un campo di energia esterno (quella che viene chiamata sensibilità radiestesica);
  2. si può utilizzare un campione dal paziente per effettuare la diagnosi in sua assenza;
  3. si può definire un unico valore che rappresenta una malattia o una altro fattore energetico; 4. vi è la possibilità di operare a distanza.

LA RADIOTERAPIA (5) up.jpg

Sembra che la dottoressa Ruth Drown (1892-1963), una chiropratica residente a Hollywood, in gioventù abbia lavorato nella clinica di Abrams ed in seguito abbia deciso di sviluppare i suoi metodi.

Drown riprogettò lo strumento diagnostico del Dr. Abrams creando un sistema compatto più flessibile in grado di fornire una maggiore capacità diagnostica. Il campione di sangue del paziente veniva posto in un piccolo contenitore nello strumento e l'addome del soggetto venne sostituito con una piccola membrana di gomma chiamato "stick pad" (il cuscinetto che attacca). Per fare una diagnosi era sufficiente ruotare il potenziometro mentre l'indice veniva strofinato sul cuscinetto. Quando il valore potenziometro era tale da creare una risonanza tra la malattia del paziente e l'operatore il dito restava "incollato" sulla membrana del cuscinetto.

La definizione delle "Rate" up.jpg

Questa nuova apparecchiatura le permise di stabilire un'ampia serie di valori con cui il potenziometro indicava le varie malattie, a questi valori diede il nome di "rate" che sono dei valori relativi così come i grammi lo sono per il peso.

Con i valori raccolti ella creò un elenco che copriva la maggior parte delle strutture del corpo umano, molti tipi di malattie, veleni, tossine ed una serie di altri fattori che includono anche gli stati emotivi.

Drown cercò di definire il valore delle strutture e misurare il grado di devianza dalla perfezione, per poi rettificare qualsiasi squilibrio o carenza. In parole povere supponiamo che la rate (il valore vibratorio da lei stabilito) per un fegato sano fosse 48,5. Il potenziometro veniva regolato su tale valore ed ogni deviazione (in più o in meno) indicava un problema nel fegato oppure in qualche organo in grado di influenzarlo.

Il suo metodo terapeutico principale consisteva nell'"alimentare" la parte malata cone le giuste modalità vibratorie, utilizzando un collegamento elettrico oppure a distanza. L'idea di base presupponeva che le nuove cellule sarebbero state sane e, nel tempo, avrebbero sostituito quelle malate rinnovando l'intera struttura. In accordo con le informazioni di cui disponeva la dottoressa Drawn affermava di aver ottenuto molte guarigioni.

Nel suo sistema di cura ella considerava prioritario curare il sistema endocrino e, considerando come la Radionica si sia diffondendo come sistema terapeutico a livello energetico, possiamo già vedere nelle sue idee l'analisi dell'anatomia energetica umana come viene fatta dagli operatori che usano la Radionica, almeno in Inghilterra.

Da quanto sopra sembrerebbe che, almeno virtualmente, qualsiasi cosa possa essere rappresentata con il numero che rappresenta le sua modalità vibratorie (Radionic Rate), comprendendo, ovviamente, anche i rimedi omeopatici. In teoria dovrebbe essere anche possibile trovare le Radionc Rate per rimedi non ancora esistenti oppure basati su sostanze pericolose, ad esempio i materiali radioattivi.

LA RADIONICA (6) up.jpg

Ebbene cosa fa un operatore di Radionica? Per prima cosa egli usa la sua mente, ma lo fa in modo piuttosto speciale. Egli non la usa per analizzare il problema che vorrebbe risolvere cercandone la soluzione: incorpora, invece, nella situazione le sue facoltà mentali come se ne fossero un fattore costituente. Consapevole della distinzione tra la mente conscia e subconscia, egli usa quest'ultima come uno strumento di quella cosciente. Mentre utilizza la mente subconscia allo scopo di ricercare informazioni, egli usa quella cosciente per valutarle e decidere logicamente e razionalmente come utilizzarle. Può anche rivolgersi nuovamente alla mente subconscia per trovare il modo migliore di amministrare il trattamento trovato.

Per meglio utilizzare le sue facoltà mentali egli le rende tangibili con apposite apparecchiature disegnate per ottenere i vari scopi desiderati, che possono essere alquanto differenti tra loro. Pertanto, per formulare una diagnosi medica verrà usato un pendolino o altre apparecchiature di rilevazione, in modo da rendere evidenti le risposte che la mente subconcia fornisce alle domande fatte da quella cosciente

Per effetturare il trattamento, l'operatore crea un campo di energia specificamente designato per sopperire alle necessità del paziente in quel preciso momento. Questo campo può essere realizzato tramite un convenzionale strumento radionico (una scatola con un certo numero di potenziometri) oppure per mezzo di disegni geometrici (diagrammi), generalmente su cartoncino. In entrambi i casi si ottiene il medesimo effetto in quanto lo scopo da raggiungere è quello di creare un campo di forze sottili in grado di rettificare le distorsioni rilevate nel campo energetico del paziente.

Questo processo può essere illustrato facendo riferimento ad un esperimento che si può fare ponendo della limatura di ferro su un foglio di carta. Se, dopo aver posto la limatura in un certo modo, si pone una calamita sotto la carta, si vedrà che la limatura assume una configurazione ben determinata. Si potrà anche notare come tale configurazione venga alquanto disturbata muovendo il magnete e ritorni alla configurazione primitiva quando il magnete viene posto nella sua posizione iniziale.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI up.jpg

  • 1. A scatter in dowsing, una conferenza del Major-General J. Scott Elliot, C.B., C.B.E, D.S.O).
    Pubblicata sul Journal of British Society of Dowsers. Vol. XXV No.171, March 1976, p. 50.
  • 2. Brani tratti da: An Introduction to Medical Radiesthesia and Radionic,
    by Vernon D. Wethered, B.sc. The C.W. Daniel Company Limited, London, 1974.
  • 3. Ibid.
  • 4. Brani tratti da: Reflections on the Ether and some Notes on the Convergence between Homoeopathy and Radionics, by Nick Franks BA, MRadA.
    http://www.radionic.co.uk/Franks%20A4.1.htm
  • 5. Ibid.
  • 6. Radionic Quarterly Vol. 21, No. 4, Sept 1975.








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