BIOELETTRONICA DI VINCENT
Sommario:
Utilità della Bioelettronica
Riferimenti Bibliografici
L'idea di una possibile misurazione delle microcorrenti organiche risale al
1925, ad opera di Charles Laville, noto maggiore della Scuola superiore di Elettricità
di Parigi, che, con i suoi esperimenti, riuscì a determinare che i muscoli si
muovono per mezzo di un'azione elettrodinamica e le cellule emettono una seppur
debole corrente elettrica. Le sue teorie furono poi riprese dal fondatore della
Bioelettronica il prof. L.C. Vincent.
La produzione di campi elettromagnetici da parte degli esseri viventi, campi che
si annullano alla loro morte, fu anche rilevata da G. Stromberg attorno al 1942.
È comunque solto nel 1943 che F. Viess, professore all'Università di
Strasburgo, con i suoi collaboratori, stabilì il modo con cui variano il pH
e l'rh2 del sangue e la correlazione tra le variazioni e le malattie in genere, offrendo
così alla metodologia diagnostica un valido strumento.
All'incirca nel 1948, il prof. L.C. Vincent, che pare non conoscesse gli esperimenti
condotti dal Viess, aggiunse ai due parametri esistenti, pH e rh2,
il rò, ovvero la capacità di una certa sostanza di far passare o meno la corrente
elettrica (abilità detta "resistività") ponendo così le basi per la
Bioelettronica.
Le teorie del Vincent sono state poi ampiamente suffragate dal prof. J. Kemeny,
vice rettore dell'Università e prof. di Biologia e Matematica del
politecnico di Budapest, che, nel 1953, ha scritto il trattato
Contributo alla spiegazione fisico matematica della capacità di
reazione degli organismi viventi, ignorando, tra l'altro, i lavori del prof. Vincent.
Va anche ricordato che l'Ente Spaziale Americano (NASA) tiene sotto controllo la
situazione fisica degli astronautici esaminando i dati delle loro urine ricevuti
per mezzo di radiotrasmissioni.
Fondamentalmente la Bioelettronica, lo dice il nome stesso, si interessa
delle microcorrenti che scorrono nel corpo umano e nei miliardi di cellule che lo compongono. Queste microcorrenti non sono
costanti nel tempo, esse, infatti, risentono del passare degli anni e segnano la
grande differenza che passa tra un corpo sano ed uno ammalato. Appare perciò
chiaro come uno strumento, capace di misurare con precisione le variazioni di
queste microcorrenti, sia anche in grado di stabilire lo stato in cui si trova
un organismo nel momento in cui vengono fatte le misurazioni.
L'Analisi Bioelettronica permette di misurare le differenze che distinguono
un buon terreno (corpo sano) ed un terreno degenerato (corpo ammalato).
La Bioelettronica si può perciò definire come "la scienza che misura oggettivamente,
con apparecchiature elettroniche, qualsiasi soluzione liquida o resa liquida per mezzo
di acqua distillata". Nelle analisi fatte sull'organismo umano viene considerato un campione di
sangue, urina e saliva.
Conoscendo lo stato del terreno di una persona è possibile effettuare la correzione più opportuna al fine di
riportare i valori alterati nel limite accettabile. Ciò consentirà una salute
migliore ed un'aumentata capacità di difesa immunitaria, consentendo perciò
una migliore prevenzione di ogni tipo di patologia, anche quelle concernenti le
sindromi degenerative.
L'analisi bioelettronica viene eseguita su un campione di sangue, urine e saliva, per un
totale di 9 misurazioni. I risultati elaborati da un computer, determinano l'età
biologica del soggetto ovvero le condizioni in cui si trova il suo terreno
biologico.
Il principio su cui si basano queste analisi si basa sul fatto che tutto
l'equilibrio della nostra vita cellulare è regolato dalle variazioni
elettromagnetiche. La quantità e la qualità di tali scambi avviene entro
valori piuttosto ristretti. Le cellule, infatti, si comportano come delle "microbatterie",
destinate a "scaricarsi" con il passare degli anni definendo così la
degenerazione dell'organismo. Con le misurazioni effettuate mediante la
Bioelettronica è pertanto possibile determinare lo stato
del terreno ovvero l'età biologica di ogni individuo.
L'evoluzione dalla giovinezza alla vecchiaia, è di fatto la tendenza ad una progressiva
cristallizzazione dei tessuti che compongono il corpo umano. Un accresciuto
deposito di elettroliti è infatti la causa di problematiche quali: artrosi, nevrosi, calcoli,
arterosclerosi, tumori, cancri, ecc.
È per questo motivo che in bioelettronica si analizzano i valori del terreno
senza tener conto di quale tipo di "agente patogeno" vi è insediato.
Se verranno riequilibrati i valori elettronici dell'ambiente, magari
avvalendosi di un Mineralogramma, sarà possibile sopprimere o ridurre le pericolosità
che i cosiddetti agenti patogeni presentano.
La Bioelettronica di Vincent, comunque, fornisce soltanto delle informazioni generali sullo stato dell'intero
organismo. Per un'analisi mirata ad organi specifici ci si avvale di altri esami
ed in particolare delle Cancerometrie di Vernes e del Carcinochrom.
Per ottenere, invece, delle informazioni atte a determinare quali sono i Farmaci
e/o gli Alimenti più appropriati per un dato paziente ci si avvale di apparecchiature assai
sensibili, quali il
Vega Test o l'Elettroagopuntura di Voll.
L'uso di questi strumenti permette un'accurata selezione tra vari prodotti al
fine di determinare quelli più adatti per aiutarlo a mantenere o ristabilire
uno stato di buona salute. Va precisato che le indagini di tipo bioelettronico
consentono di intervenire ancora prima che una malattia degenerativa si sia
instaurata nell'organismo.
È noto che in ogni laboratorio biochimico, per far proliferare un dato microbo, si
preparano colture adatte alla sua sopravvivenza. Solo in un ambiente, che
chiameremo "terreno adatto", potremo ottenere la proliferazione del
microbo.
Il "terreno biologico", comunemente detto "terreno",
è l'insieme dei fattori e delle condizioni che caratterizzano un determinato organismo
in un certo momento. Pasteur stesso dopo aver speso una vita studiando la microbiologia,
prima di morire disse ad un suo assistente: "Claude
Bernard aveva ragione, il terreno è tutto, il microbo è nulla".
Pertanto un individuo che ha un "buon terreno" non lascia spazio alla
malattia; è quindi il terreno che dobbiamo considerare e non gli eventuali
aggressori (microbi, virus, ecc.).
A questo proposito va ricordato che durante tutte le gravi epidemie del passato non
tutta la popolazione veniva colpita, ed erano proprio coloro rimasti sani a prestare
le cure ai malati. Essi, pur essendo a stretto contatto con i malati, non contraevano
la malattia. Coloro che restavano sani avevano infatti un buon terreno
e perciò non adatto all'insediamento di quel dato agente patogeno.
È solo quando un agente patogeno trova il terreno
adatto che si genera una "malattia". Quando, parlando
bioelettronicamente, il terreno è nei giusti valori, nei valori relativi alla Perfetta Salute (PS), gli agenti
patogeni non possono fare alcun danno. Da quanto esposto appare evidente come
tutti i vaccini NON servano a nulla, anzi possono essere dannosi per la
salute.
Il concetto di "terreno," non solo presenta un grande interesse nel campo della biologia, ma anche in
quello relativo alla ricerca scientifica ed al controllo dell'efficacia o
dannosità degli alimenti e dei prodotti farmacologici. Questo perché l'analisi
del terreno biologico permette un approccio veramente scientifico nella prevenzione e cura delle
malattie. Appare infatti evidente quanto sia valido conoscere in anticipo la
situazione organica e se esistono compatibilità o meno fra il paziente, la sua
dieta e gli eventuali medicamenti.
Apparecchiatura per Bioelettronica di Vincent
La Bioelettronica di Vincent, detta anche "BEV",
analizza le microcorrenti che scorrono nel corpo umano e nei miliardi di cellule
che lo compongono. Dalle indagini scientifiche appare che i vari processi di
degenerazione e ricostruzione, che avvengono nel nostro organismo, non dipendono
solo dai cambiamenti che si verificano a livello molecolare ma anche dalle
variazioni elettroniche che possono influire sui vari processi che tengono
aggregati gli elementi costitutivi della materia organica.
Un cambiamento infinitamente piccolo delle particelle atomiche (atomi,
ioni ed elettroni) riesce infatti a disturbare i processi che creano nuovi legami tra gli atomi
(necessari affinché possano avvenire l'assimilazione e la ricostruzione),
oppure impedirne il distacco (necessario per i processi di eliminazione). Si
comprende pertanto come sia complesso il lavoro dell'organismo al fine di
mantenere le molecole che lo costituiscono in un relativo equilibrio di conservazione.
La Bioelettronica misura le "microcorrenti", ovvero delle correnti
debolissime che circolano normalmente nel corpo umano.
Dal 1941 al 1943, G. Stromberg, effettuò alla Fondazione Carnegie (USA) alcuni
esperimenti che misero in evidenza la produzione di campi elettromagnetici da
parte degli esseri viventi; campi che spariscono alla loro morte. Nel corpo
umano vi sono circa 60 trilioni di cellule immerse nell'acqua; queste cellule
nascono, si riproducono, assolvono alla loro funzione specifica e muoiono. Esse,
durante la loro vita, producono una debole corrente elettrica che è una delle
caratteristiche di tutta la materia vivente.
Queste deboli correnti si possono misurare applicando ad una cellula di grandi dimensioni
(ad esempio, una cellula nervosa di calamaro) due elettrodi, l'uno in
superficie, l'altro in profondità. Collegando uno strumento sensibile
(galvanometro) a questi elettrodi è possibile notare il passaggio della
corrente che testimonia le forze elettromotrici presenti nella cellula. La
superficie interna della cellula offre una polarità negativa mentre quella
della superficie esterna è positiva.
Questo fenomeno può essere spiegato con la differenza di concentrazione ionica
tra l'ambiente interno della cellula (ricco di potassio), l'ambiente esterno
(ricco di sodio), e l'attività della membrana che stabilisce il giusto
passaggio degli elementi da un ambiente all'altro (osmosi).
È interessante notare che una qualsiasi eccitazione della superficie esterna
della cellula provoca una corrente che tende a raggiungere la zona sollecitata.
Sulla superficie interna, invece, il fenomeno è esattamente l'opposto.
L'utilizzo di sofisticati strumenti (elettrocardiogramma,
elettroencefalogramma, ecc.) permette di anche di studiare e misurare i potenziali elettrici dei muscoli e
dei nervi umani.
Per facilitare la comprensione di quanto segue, ricordiamo al lettore
che gli ioni negativi sono degli atomi (o gruppi di atomi legati tra loro) che hanno
captato uno o più elettroni (carica negativa), mentre gli ioni positivi sono degli atomi
(o gruppi di atomi legati tra loro) che hanno ceduto uno o più elettroni.
Tutte le reazioni che definiscono le condizioni
essenziali di un terreno in cui la "vita" sia possibile
si svolgono nell'ambito di determinati valori, tra questi il più importante è il
rapporto acido/basico. Un terreno può essere troppo acido (per eccesso di potassio) oppure
troppo basico (per eccesso di sodio).
Per misurare il grado di acidità/basicità viene utilizzato un termine
di paragone chiamato "pH". Nel campo medico il pH viene utilizzato per misurare
il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l'urina.
Il pH detiene il posto preponderante in ogni manifestazione dell'energia vitale ed
indica, numericamente, la concentrazione di ioni idrogeno liberi in una soluzione.
Un eccesso di ioni positivi indica che la soluzione è acida, mentre un eccesso di
ioni negativi indica che essa è basica o alcalina.
Una soluzione viene pertanto definita:
- ACIDA quando il pH è compreso tra 0 e 7,06,
- NEUTRA quando il pH è uguale a 7,07,
- BASICA o ALCALINA quando il pH è compresa tra 7,08 e 14,14.
Il pH si può misurare con metodologie elettriche oppure immergendo una cartina
reagente nella soluzione, il colore della cartina cambierà in funzione del pH
stesso.
Il pH di un terreno biologico, per rientrare nei limiti accettabili,
non deve essere inferiore a 6.40 e non superare 9.40 mentre i valori
ottimali del pH per i liquidi dell'organismo umano sono:
- Sangue = 7.3.
- Saliva = 6.5.
- Urina = 6.8.
Quando si parla del pH di una soluzione è però necessario considerare
anche la carica elettrica della medesima. Questo perché il pH, a tutti gli effetti,
fornisce soltanto un valore quantitativo relativo alla presenza di Ioni liberi.
Una misurazione completa deve invece tenere conto anche della carica elettrica presentata
dalla soluzione. Tale carica elettrica viene misurata in millivolt ed il termine di
paragone viene chiamato rh2.
Il fattore "rh" definisce la concentrazione di molecole di idrogeno in una soluzione, più
molecole vi sono e più l'rh assume valori elevati. Questa concentrazione è assai importante perché da essa
dipendono numerose reazioni biochimiche che permettono la nascita e l'esistenza
degli organismi viventi. Dal punto di vista patologico le nefriti abbassano il
fattore rh mentre i tumori tendono ad innalzarlo.
Il fattore "rh" si può misurare con metodologie elettriche oppure con indicatori colorati.
Con il termine "ossidazione" si indica la perdita di atomi di idrogeno o
di elettroni oppure l'assunzione di atomi di ossigeno. Durante l'ossidazione si vengono a creare
degli atomi anomali definiti "ioni positivi".
Con "riduzione", si indica il fenomeno opposto, ovvero l'acquisizione
di atomi di idrogeno o di elettroni oppure la perdita di atomi di ossigeno.
Durante la riduzione si vengono a creare degli atomi anomali definiti "ioni
negativi".
Si parla perciò di ossidazione quando vi è la tendenza a donare elettroni e di
riduzione quando vi è la tendenza ad assumerli.
Quando accade che l'ossidazione di una molecola è contemporanea alla
riduzione di un'altra si ottiene una "ossidoriduzione", un
fenomeno che provoca un passaggio di elettroni dalla prima alla seconda
sostanza. Il rapporto di ossidoriduzione, chiamato "rh2",
definisce pertanto la capacità di scambio tra i componenti organici. Appare
perciò evidente quanto sia utile che un tale rapporto possa essere misurato ed
eventualmente corretto.
A parità pH, un rh2 forte corrisponde ad una soluzione ossidante
mentre un rh2 debole corrisponde ad una soluzione riduttrice.
I valori ottimali del fattore rh2 sono:
- Sangue = 22.
- Saliva = 22
- Urina = 24
Fra due prodotti analizzati aventi lo stesso pH, ma che hanno rispettivamente
un rh2 di 10 ed uno di 35, vi è una grande differenza dell'azione compiuta qualora
introdotti nel corpo umano. Questa differenza li può trasformare da rimedi in veleni.
Il "rò" rappresenta la resistività o il fattore dielettrico.
In altri termini ci informa di quanto una data soluzione è capace di ostacolare il passaggio della
corrente elettrica. Questo passaggio è tanto più facile quanto più la
soluzione contiene degli sostanze che riducono il rò. Queste sostanze
vengono chiamate "elettroliti", i sali minerali in genere
sono dei validi elettroliti.
Il rò, praticamente, si misura in Ohm per cm quadrato.
Più la concentrazione in elettroliti è grande e tanto minore sarà il rò
(resistività) di una soluzione. Ne consegue che un'alimentazione che fornisce
molti sali minerali tenderà ad abbassare il valore del rò.
I valori ottimali del rò per i liquidi organici sono:
- Sangue = 210 ohm.
- Saliva = 180 ohm.
- Urina = 29 ohm.
La Bioelettronica, in definitiva, misura i 3 fattori: pH (magnetico), rh2
(elettrico) e rò (dielettrico) del sangue, urina e saliva (alle volte delle feci) di un individuo
e ne determina il terreno biologico o, in altre parole, la situazione del suo organismo.
Tutte le reazioni biochimiche, attualmente conosciute all'interno del corpo umano, avvengono solo
e limitatamente nel dominio delimitato dall'interazione dei tre fattori
descritti, ovvero:
- pH: fattore magnetico espresso in unità di pH,
- rh2: fattore elettrico espresso in millivolt,
- rò: fattore dielettrico espresso in ohm.
I valori di questi tre fattori sono in grado di definire lo stato del terreno.
Essi, infatti, cambiano in modo notevole in presenza di una patologia,
specialmente se degenerativa, ed in modo meno apparente nel corso degli anni.
Negli individui sani, infatti, i tre fattori pH, rh2 e rò, misurati
sul sangue, evolvono con l'età in un certa direzione. Il pH (fattore magnetico)
diventa sempre più alcalino, l'rh2 (fattore elettrico) si sposta verso valori sempre
più ossidati ed il rò diminuisce a causa di una accresciuta concentrazione di sali
minerali (elettroliti). Questa alta concentrazione, a sua volta, è la causa di varie patologie
tra cui citiamo: artrosi, arteriosclerosi, calcoli, nevrosi e tumori.
La diagnostica per mezzo delle apparecchiature biolettroniche permette le seguenti
indagini e valutazioni:
- Esami preventivi per diagnosticare (molto tempo prima della loro manifestazione)
tutte le malattie (AIDS e cancro compreso).
- Verifica dell'azione di un medicinale, di un alimento, di una bevanda o di una
cura, sul malato.
- Determinazione del momento ideale per sospendere od interrompere una terapia o
l'assunzione di medicinali.
- Controllo dei parametri fondamentali (pH, rh2, rò) di un qualunque prodotto che sia
stato prima diluito in acqua distillata.
- Verifica dello stato di morte reale di un defunto per evitare errori di
interpretazione dei sintomi manifestati. Ecco un esempio:
- MORTE APPARENTE: sul sangue venoso. pH inferiore a 7,5, rh2 superiore a 18, rò superiore a 120 Ohm.
- MORTE REALE: sul sangue venoso. pH superiore a 8, rh2 inferiore a 15, rò inferiore a 90 Ohm.
Teoricamente non esiste alcun campo nel quale la bioelettronica non si possa dimostrare utile
ed efficace. Va comunque precisato che essa andrebbe integrata con il
Mineralogramma e la Cancerometrie di Vernes.
Questi sistemi diagnostici sono appunto in grado di stabilire le condizioni del terreno
ed individuare le tendenze e/o gli indici di rischio. Con le informazioni
ricavate si può intervenire nel modo più opportuno (dieta, medicinali, cure,
ecc.) al fine di riportare il terreno, o mantenerlo, nelle condizioni necessarie per una vita sana
ed efficace.
- A. Taum e G.P. Vanoli, Guida alla salute naturale.
Guide Vanoli srl, via Cisalpino, 26/a - 20128 Milano.
- Sito Internet: www.medicinenaturali.net
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