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MEMORIA DELL’ACQUA E BIOLOGIA DIGITALE

Sintesi di alcuni colloqui con il dr. Jacques Benveniste, direttore del
"Laboratoire de Biologie Numérique" (Laboratorio di Biologia Digitale),
32 rue Carnets - 92410 Clamart, France. Tel. 0033(0) 146.015.840, fax: 463.102.77.
E-mail: jbenveniste@digibio.com
Sito Web: http://www.digibio.com/cgi-bin/node.pl?nd=n11

Il dr. Beneviste è stato interno nel sistema Ospedaliero di Parigi e direttore delle ricerche all'Istituto Nazionale Ricerche Mediche di Francia; è conosciuto a livello mondiale come specialista nei meccanismi dell'allergia e dell'infiammazione.

Si distinse nel 1971 per aver scoperto il fattore di attivazione delle piastrine, mediatore coinvolto in patologie di questo genere (asma).


Una domanda: "dr. Benveniste, perché gli scienziati sono così contrari all'evoluzione della scienza, pur magari essendo all'interno del sistema della ricerca, condizionandola e spesso orientandola solo in certe direzioni?".
"Non so da dove derivino questi blocchi mentali, ma essi almeno in teoria, sono inconciliabili con la funzione di scienziato!.

La "memoria dell'acqua, è ancora misteriosa, ci dice il dr. Benveniste, ma non più del fatto che un composto formato da due gas, possa essere liquido a temperatura e pressioni normali, ma mostri dilatazione quando si raffredda".

Domini coerenti con proprietà simili al laser, sono stati descritti nell'acqua (E. del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello, 1988) Water as a free electric dipole laser, Phys. Rev. Lett. 61:1085-1088).

Più recentemente, nell'acqua è stato identificato e definito un particolare tipo di cristallo di ghiaccio stabile (non fondente) che mantiene un campo elettrico (Shui-Yin Lo, Angela Lo, Li Wen Chong et al., 1996 - Physical properties of water with IE structures, Modern Physic Letters B, 10(19)-:921:930).

L'acqua è il veicolo per l'informatizzazione dei sistemi biologico viventi: per ogni molecola di proteine vi sono 10.000 molecole di acqua. L'acqua può e deve essere "informata" perché essa divenga il mediatore informatico; quando le molecole attivano un effetto biologico, non stanno trasmettendo direttamente il segnale, il lavoro avviene nell'acqua e dall'acqua che svolge anche un lavoro di amplificazione del segnale.

Il sistema di BioRisonanza amplificata, è lo stesso che oggi utilizziamo in un giradischi, compact disk, ecc. I fisici non dovrebbero preoccuparsi per il proprio futuro, l'acqua non è stata studiata, né è stata oggetto di ricerca, per lungo tempo!

Una domanda: "dr. Benveniste, perché gli scienziati sono così contrari all'evoluzione della scienza, pur magari essendo all'interno del sistema della ricerca, condizionandola e spesso orientandola solo in certe direzioni?" "Non so da dove derivino questi blocchi mentali, ma essi almeno in teoria, sono inconciliabili con la funzione di scienziato!.

Nostro compito principale è di di fornire una chiara ed inquivocabile risposta alla controversia, alle nostre dichiarazioni sulla "memoria dell'acqua", questa è stata scatenata da alcuni anni a questa parte, senza comunque mai portare, da parte degli oppositori, serie argomentazioni e prove di laboratorio, condotte secondo i canoni della vera scienza, che dimostrino che quest'affermazione non ha senso!".

Noi affermiamo che l'acqua è in grado di veicolare informazioni molecolari (messaggi biologici) e che è possibile trasmettere ed amplificare questa informazione, così come si può fare per il suono e per la musica.

Riteniamo che gli indicatori e la posta in gioco siano tali, che sarebbe irresponsabile non dare al più presto una possibile spiegazione".

Il fenomeno in oggetto (memoria dell'acqua) fu scoperto per caso nel 1984, mentre Il dr. Benveniste lavorava  sul sistema ipersensibile (allergico) portando alla luce, nell'alta diluizione dell'acqua nella quale era stata all'inizio diluita una determinata sostanza, che quest'acqua altamente diluita, dava luogo ad una reazione come se fossero ancora presenti le molecole della sostanza originale; quindi l'acqua manteneva una traccia delle molecole presenti all'inizio delle diluizioni.

La reazione della comunità scientifica di allora, fu immediata ed incredula, corsero subito voci di imbroglio ed una commissione di "esperti" fini per affermare che si trattava di un'artefatto non faudolento!.

Il dr. Benveniste continua: "Da quella data sono stati effettuati migliaia di esperimenti ed osservazioni, arricchendo e consolidando le nostre conoscenze attuali. Inoltre queste osservazioni sperimentali, lungi dal contrapporsi alle teorie biologiche attualmente accettate, possono venire integrate come una loro estensione.

Siamo quindi convinti di aver portato alla luce un fenomeno essenziale alla spiegazione della biologia e della vita. Su queste basi, lo scopo della DigiBio è diventare un'attore essenziale negli sviluppi scientifici ed industriali che emergeranno da queste ricerche".

Spiegare la biologia digitale senza fornirne i principi non è possibile; quindi in termini semplici e comprensibili anche alla persona comune, ne descriviamo i principi fondamentali, per aiutare scienziati e non, a fare il salto intellettivo di qualità, su queste importanti scoperte della nuova scienza biologica:

La vita dipende da "segnali" scambiati fra le molecole, es.  quando ci si arrabbia, l'adrenalina "dice" al suo "recettore" ed a lui soltanto, non comunicando l'informazione a nessun altro, di far battere più velocemente il cuore, di contrarre i vasi sanguigni superficiali, ecc.

In biologia, le parole: "segnale molecolare" sono comunemente e spesso utilizzate; eppure chiedendo ai biologi anche più noti ed accreditati, quale sia la natura "fisica" del segnale, non sanno rispondere, ed alle volte non comprendono neppure la domanda ! Essi si sono inventati una loro fisica cartesiana (molto lontana dalla fisica moderna) secondo la quale il semplice contatto (le leggi dell'impatto di Cartesio, presto confutate egregiamente da Huygens) fra due strutture che si uniscono, crea energia, stabilendo in tal modo uno scambio di informazione. Fino ad oggi tutti i biologi seguono questa teoria e recitano pedestremente quest'ideologia senza comprenderne l'assurdità e senza porsi il problema di quali meccanismi di fisica intervengono fra queste due parti.

Sappiamo da decenni che le molecole vibrano. Ogni atomo, di ogni molecola ed ogni legame intermolecolare - il ponte che collega gli atomi - emette un gruppo di frequenze specifiche individuabili. Infatti grazie ai radiotelescopi queste specifiche frequenze di molecole semplici o complesse, vengono captate anche a distanza di miliardi di anni luce dalla terra!.

I biofisici descrivono queste frequenze come una caratteristica fondamentale della materia, ma i "moderni" biologi non ritengono che le onde ElettroMagnetiche (C.E.M.) possano giocare un ruolo fondamentale nelle funzioni molecolari !

Infatti in biologia non si trova la parola "segnale o frequenza" (nel senso fisico del termine) in nessun trattato sulle interazioni molecolari, per non parlare del termine C.E.M. (Campo ElettroMagnetico) che se utilizzato porterebbe alla "scomunica" dalla comunità scientifica della biologia molecolare, detta ortodossa!

Ma proprio le vibrazioni/frequenze sono gli "strumenti", cioè i mezzi per mezzo delle quali l'informazione, le istruzioni, si scambiano fra le molecole lungo la scala a cascata degli eventi, che governano le funzioni biologiche ed in larga misura se non per tutte, anche di quelle chimiche.

Gli esperimenti del dr. Benveniste up.jpg

Il dr. Benveniste dopo otto anni di ricerche ed esperimenti riusci a dimostrare di poter trasferire specifici segnali molecolari, utilizzando un'amplificatore e delle bobine elettromagnetiche.

Nel luglio 1995 riprodusse questo segnale, convertendolo in suono, utilizzando un computer multimediale con scheda sonora, questo tipo di scheda registra solo frequenze fino a 20.000 Hz.

Seguendo questi principi e continuando gli esperimenti, egli è riuscito ad indurre i recettori specifici per molecole semplici o complesse, a "credere" di essere in presenza delle loro molecole favorite, solo riproducendo le frequenze registrate di quelle molecole !

Per arrivare a questo risultato egli lo ha fatto in questo modo:

registrare l'attività della sostanza su di un computer

riprodurla verso un sistema biologico sensibile alla sostanza stessa

Vi è quindi da ritenere che quando una molecola si trova in presenza del suo recettore, faccia la stessa cosa: emetta frequenze che il recettore è in grado di riconoscere.

Questo fatto indica che "un segnale molecolare può essere efficientemente rappresentato da uno spettro di frequenze fra i 20 Hz ed i 20.000 Hz, che sono udibili anche dall'orecchio umano per mezzo, ad es. di brani musicali".

È noto che il nostro cervello emette solo C.E.M. a bassa frequenza per poter modulare ed attraversare il "mare di liquidi" che compongono il "terreno" biologico del corpo fisico, cosiccome i sottomarini negli oceani, comunicano con le loro basi e fra di loro, solo con emissioni a bassa frequenza !

Le emozioni sono state da sempre messe in relazioni con le frequenze dei suoni; infatti un certo tipo di melodia rilassa ed un'altra eccita e ciò in funzione del tipo di composizione di frequenze utilizzate.

Questi sono fenomeni psico-emotivi-cerebrali-fisico-chimici, attivati da frequenze ben definibili e definite. Ciò significa semplicemente che tutti i sistemi biologici funzionano come ricevitori radio, ricetrasmittenti, tramite la BioRisonanza.

Questi importanti progressi scientifici, nella comprensione dei più nascosti meccanismi di riconoscimento e segnalazione molecolare, sono assolutamente in linea con le più recenti scoperte e formulazioni della fisica e della chimica. Abbiamo fatto un altro grande passo in avanti nella comprensione e nell'accrescimento dell'attuale corpo di conoscenze in Biologia e Medicina. Tutti i libri di Biologia e di Medicina, andrebbero riscritti ed aggiornati alla luce di questi importanti scoperte.

Con questi meccanismi possiamo solo ora comprendere molto bene come milioni di molecole biologiche possano comunicare alla velocità della luce nel corpo dei viventi (composti di acqua), ognuna con la propria molecola corrispondente e con essa soltanto, le necessità di base per il buon e corretto funzionamento dei sistemi biologico viventi e si capisce come minuscole modificazioni chimiche (es. i farmaci/vaccini) producono considerevoli conseguenze funzionali indesiderate.

Basta che il sistema informatico si blocchi per qualche ragione, in un qualsiasi punto dell'organismo, che tutto il sistema ne risente: ecco che appare la malattia! Il suo C.E.M. globale è alterato; frequenze spurie/anomale vengono emesse e quelle adatte e simbiotiche al sistema globale vengono inibite!

Quindi è possibile anche pensare di preparare apparecchiature in grado di demodulare il sistema, registrando le frequenze delle malattie, registrarle ed immettere le frequenze in controfase per annullare gli effetti di quelle mancanti. Oppure rimodulare l'acqua (appropriata) memorizzandola con le frequenze mancanti al sistema, e fornirla da bere al malato in modo da riequilibrare l'intero sistema alterato.

Nuove ed interessanti prospettive si aprono nel nostro immediato futuro anche e sopra tutto nel campo della biologia ed in quello medico sanitario.

Bibliografia up.jpg

  • Bellavite, P., Lo stato della ricerca scientifica in omeopatia, 1998.
  • Borghini, F., Le geometrie dell'acqua, La medicina naturale 5/1998.
  • Cooke, R., The properties of water in biological systems, 1974.
  • Endler, P.C., Ultra high diluition, 1994.
  • Heinz, U.J., Spagyrik, die medizinische Aleternative, 1985.
  • Heinz, U.J., Heilchanze Spagyrik.
  • Holmyard, E.J., Storia dell'Alchimia, Sansoni, Firenze 1959.
  • Junius, M. Manfred, Alchimia verde-Spagirica vegetale, Ediz. Mediterranee Roma, 1979.
  • Kevran, C. Louis, Biological transmutations, Crosby Lockwood London, 1972.
  • Kevran, C. Louis, Preuves realatives à l'èxistance de transmutations biologiques, Paris 1968.
  • Paracelsus, Samtliche Werke, Hrsg. von Bernhard, Aschner, Iena 1926 - 1932.
  • Zola, E., Le meraviglie della natura, Introduzione all'alchimia, Bompiani, Milano 1975.

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