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MEMORIA DELL’ACQUA E BIOLOGIA DIGITALESintesi di alcuni colloqui con il dr. Jacques Benveniste, direttore del
Il dr. Beneviste è stato interno nel sistema Ospedaliero di Parigi e direttore delle ricerche all'Istituto Nazionale Ricerche Mediche di Francia; è conosciuto a livello mondiale come specialista nei meccanismi dell'allergia e dell'infiammazione. Si distinse nel 1971 per aver scoperto il fattore di attivazione delle piastrine, mediatore coinvolto in patologie di questo genere (asma). Una domanda: "dr. Benveniste, perché gli scienziati sono così contrari all'evoluzione della scienza, pur magari essendo all'interno del sistema della ricerca, condizionandola e spesso orientandola solo in certe direzioni?". La "memoria dell'acqua, è ancora misteriosa, ci dice il dr. Benveniste, ma non più del fatto che un composto formato da due gas, possa essere liquido a temperatura e pressioni normali, ma mostri dilatazione quando si raffredda". Domini coerenti con proprietà simili al laser, sono stati descritti nell'acqua (E. del Giudice, G. Preparata, G. Vitiello, 1988) Water as a free electric dipole laser, Phys. Rev. Lett. 61:1085-1088). Più recentemente, nell'acqua è stato identificato e definito un particolare tipo di cristallo di ghiaccio stabile (non fondente) che mantiene un campo elettrico (Shui-Yin Lo, Angela Lo, Li Wen Chong et al., 1996 - Physical properties of water with IE structures, Modern Physic Letters B, 10(19)-:921:930). L'acqua è il veicolo per l'informatizzazione dei sistemi biologico viventi: per ogni molecola di proteine vi sono 10.000 molecole di acqua. L'acqua può e deve essere "informata" perché essa divenga il mediatore informatico; quando le molecole attivano un effetto biologico, non stanno trasmettendo direttamente il segnale, il lavoro avviene nell'acqua e dall'acqua che svolge anche un lavoro di amplificazione del segnale. Il sistema di BioRisonanza amplificata, è lo stesso che oggi utilizziamo in un giradischi, compact disk, ecc. I fisici non dovrebbero preoccuparsi per il proprio futuro, l'acqua non è stata studiata, né è stata oggetto di ricerca, per lungo tempo! Una domanda: "dr. Benveniste, perché gli scienziati sono così contrari all'evoluzione della scienza, pur magari essendo all'interno del sistema della ricerca, condizionandola e spesso orientandola solo in certe direzioni?" "Non so da dove derivino questi blocchi mentali, ma essi almeno in teoria, sono inconciliabili con la funzione di scienziato!. Nostro compito principale è di di fornire una chiara ed inquivocabile risposta alla controversia, alle nostre dichiarazioni sulla "memoria dell'acqua", questa è stata scatenata da alcuni anni a questa parte, senza comunque mai portare, da parte degli oppositori, serie argomentazioni e prove di laboratorio, condotte secondo i canoni della vera scienza, che dimostrino che quest'affermazione non ha senso!". Noi affermiamo che l'acqua è in grado di veicolare informazioni molecolari (messaggi biologici) e che è possibile trasmettere ed amplificare questa informazione, così come si può fare per il suono e per la musica. Riteniamo che gli indicatori e la posta in gioco siano tali, che sarebbe irresponsabile non dare al più presto una possibile spiegazione". Il fenomeno in oggetto (memoria dell'acqua) fu scoperto per caso nel 1984, mentre Il dr. Benveniste lavorava sul sistema ipersensibile (allergico) portando alla luce, nell'alta diluizione dell'acqua nella quale era stata all'inizio diluita una determinata sostanza, che quest'acqua altamente diluita, dava luogo ad una reazione come se fossero ancora presenti le molecole della sostanza originale; quindi l'acqua manteneva una traccia delle molecole presenti all'inizio delle diluizioni. La reazione della comunità scientifica di allora, fu immediata ed incredula, corsero subito voci di imbroglio ed una commissione di "esperti" fini per affermare che si trattava di un'artefatto non faudolento!. Il dr. Benveniste continua: "Da quella data sono stati effettuati migliaia di esperimenti ed osservazioni, arricchendo e consolidando le nostre conoscenze attuali. Inoltre queste osservazioni sperimentali, lungi dal contrapporsi alle teorie biologiche attualmente accettate, possono venire integrate come una loro estensione. Siamo quindi convinti di aver portato alla luce un fenomeno essenziale alla spiegazione della biologia e della vita. Su queste basi, lo scopo della DigiBio è diventare un'attore essenziale negli sviluppi scientifici ed industriali che emergeranno da queste ricerche". Spiegare la biologia digitale senza fornirne i principi non è possibile; quindi in termini semplici e comprensibili anche alla persona comune, ne descriviamo i principi fondamentali, per aiutare scienziati e non, a fare il salto intellettivo di qualità, su queste importanti scoperte della nuova scienza biologica: La vita dipende da "segnali" scambiati fra le molecole, es. quando ci si arrabbia, l'adrenalina "dice" al suo "recettore" ed a lui soltanto, non comunicando l'informazione a nessun altro, di far battere più velocemente il cuore, di contrarre i vasi sanguigni superficiali, ecc. In biologia, le parole: "segnale molecolare" sono comunemente e spesso utilizzate; eppure chiedendo ai biologi anche più noti ed accreditati, quale sia la natura "fisica" del segnale, non sanno rispondere, ed alle volte non comprendono neppure la domanda ! Essi si sono inventati una loro fisica cartesiana (molto lontana dalla fisica moderna) secondo la quale il semplice contatto (le leggi dell'impatto di Cartesio, presto confutate egregiamente da Huygens) fra due strutture che si uniscono, crea energia, stabilendo in tal modo uno scambio di informazione. Fino ad oggi tutti i biologi seguono questa teoria e recitano pedestremente quest'ideologia senza comprenderne l'assurdità e senza porsi il problema di quali meccanismi di fisica intervengono fra queste due parti. Sappiamo da decenni che le molecole vibrano. Ogni atomo, di ogni molecola ed ogni legame intermolecolare - il ponte che collega gli atomi - emette un gruppo di frequenze specifiche individuabili. Infatti grazie ai radiotelescopi queste specifiche frequenze di molecole semplici o complesse, vengono captate anche a distanza di miliardi di anni luce dalla terra!. I biofisici descrivono queste frequenze come una caratteristica fondamentale della materia, ma i "moderni" biologi non ritengono che le onde ElettroMagnetiche (C.E.M.) possano giocare un ruolo fondamentale nelle funzioni molecolari ! Infatti in biologia non si trova la parola "segnale o frequenza" (nel senso fisico del termine) in nessun trattato sulle interazioni molecolari, per non parlare del termine C.E.M. (Campo ElettroMagnetico) che se utilizzato porterebbe alla "scomunica" dalla comunità scientifica della biologia molecolare, detta ortodossa! Ma proprio le vibrazioni/frequenze sono gli "strumenti", cioè i mezzi per mezzo delle quali l'informazione, le istruzioni, si scambiano fra le molecole lungo la scala a cascata degli eventi, che governano le funzioni biologiche ed in larga misura se non per tutte, anche di quelle chimiche. Gli esperimenti del dr. Benveniste
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