L'ALOE ARBORESCENS
La cura originale di padre Zago
Parte di questo materiale è stato tratto dal sito http://aloearborescens.tripod.com/cura.htm
Sommario
Le caratteristiche di una pianta adattaLa ricetta originale brasiliana di Padre Romano Zago
Come preparare l'aloe per la cura
Come assumere il preparato
Per quanto tempo continuare la cura?
Da seri studi si viene a conoscere che quando il tumore colpisce
un medico, è proprio lui che, spesso, non crede alle cure che propone.
Ed è proprio lui che, consapevole dell'inutilità e della dannosità dei prodotti
delle case farmaceutiche, si affida alle cure alternative.
L'aloe, grazie alla sua natura ricca, è un
potentissimo coadiuvante terapeutico nella cura delle patologie
tumorali in chemioterapia in quanto da una parte ha l'azione
anti-replicativa delle cellule tumorali (chemioterapico naturale)
e dall'altra parte presenta una potentissima azione antiossidante
ed disintossicante che favorisce la eliminazione dei metaboliti
tossici durante le terapie chimiche. La letteratura, però,
dimostra che tanti casi di tumori (soprattutto tumori al colon,
alla pelle, al polmone e alla cistifellea...), sono stati
addirittura curati e sradicati utilizzando solo l'Aloe e senza
l'utilizzo dei chemioterapici.
Questi sono spesso documentati nei
paesi poveri dove la gente aveva a disposizione solo l'Aloè ed
essendo unico mezzo ed unica speranza del povero malato ha
compiuto davvero dei miracoli; da qui l'importanza di un credo
speranzoso nel voler giunger ed ottenere ciò in cui si vuole con
convinzione. Esistono centinaia di varietà dell'Aloe, quella che
a noi interessa è l'Aloe Arborescens, che è quella che è stata
sempre usata da secoli nella cura dei tumori ed è anche, per
fortuna, la più comune.
Le altre varietà, come ad es. l'Aloe
Vera, hanno una concentrazione di principi attivi notevolmente
minore (fino a 3 volte). Innanzitutto voglio insistere sul fatto
che la ricetta si basa su ingredienti rigorosamente naturali, per
cui i prodotti venduti in commercio non vanno bene e sono
inutili.
Le foglie dell' Aloe Arborescens sono verdi (a volte con
sfumature rossastre) e di lunghezza variabile da 15 a 60
centimetri, a seconda del suolo, della presenza di acqua e
dell'esposizione al sole. E' meglio non annaffiare frequentemente
la pianta, soprattutto quando occorre prelevare le foglie,
poiché il succo altrimenti viene un pò diluito.
Le foglie devono appartenere a una pianta non giovane, ma
piuttosto sviluppata, più sviluppata è e meglio è, vissuta in
un ambiente non inquinato e il più soleggiato possibile. Se la
pianta è grande e sviluppata, con foglie spesse e lunghe, ed è
l'immagine della salute allora è una buona pianta, se invece è
piccola e poco sviluppata, con foglie sottili e corte e
dall'aspetto raggrinzito, anche se dovesse avere 20 anni non è
sicuramente una buona pianta poiché è vissuta all'ombra. La
presenza del fiore è sicuramente indicativa di un'ottima salute
della pianta, ma non è necessario che abbia il fiore per essere
perfetta.
È necessario che la pianta sia tolta dal terreno e tenuta in
casa in vaso o in giardino. Essendo una pianta grassa, non
occorre essere esperti di giardinaggio, basta un minimo d'acqua
ogni tanto ed esposizione solare (preferibilmente diretta). Non
affidatevi ai prodotti in commercio, perché pensate che
"tanto è la stessa cosa", poiché non è affatto vero.
Attenzione: Il gel della pianta, alla luce solare o
artificiale perde immediatamente efficacia. E' anche preferibile
non tagliare le foglie subito dopo la pioggia (o innaffiamento),
ma qualche giorno dopo. Subito dopo aver tagliato le foglie,
occorre pulirle con un panno asciutto, sempre in una stanza semi
buia (non occorre il buio completo, deve esserci un'illuminazione
simile a quella di una TV accesa in una stanza buia) e togliere
le spine con il coltello.
Questa ricetta è frutto di un'esperienza più che decennale,
si compone dei seguenti ingredienti:
- 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens, pari a 3-10 fogliea seconda della lunghezza,
- 500 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori),
- 40 ml di grappa, pari a due cucchiai da minestra (non vanno bene alcool, vino,
birra o liquori).
Con queste quantità si prepara un vaso da 350 grammi di
preparato, ma è preferibile usare delle quantità minori al fine
di preparare barattoli più piccoli (ad es. da 120 gr.),
mantenendo comunque le proporzioni. In questo caso si ottiene il
vantaggio di avere un preparato sempre fresco e perciò più
efficiente. Pertanto suggeriamo di usare quest'altra ricetta con
le dosi che sono un terzo rispetto all'originale.
- 120 grammi di foglie di Aloe Arborescens, pari a 1-4 foglie
a seconda della lunghezza,
- 150 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori),
- 1 cucchiaio di grappa.
Il miele ha due funzioni, la prima è di rendere la crema più
dolce, poiché l'aloe è amarissima (aloe in arabo vuol dire
appunto "amaro") e la seconda è di veicolare meglio il
preparato all'interno dell'organismo, se si hanno problemi di
glicemia si possono ridurre le dosi a piacere.
La grappa contenendo l'alcool è un vasodilatatore ed ha la
funzione di favorire la distribuzione e l'assorbimento dei
principi attivi nel sangue. Si consiglia di usare quella
distillata pura, ossia fatta con un solo tipo di uva
("monovitigno" nell'etichetta) piuttosto che la
"vinaccia", preparata con diversi tipi di uva.
Se si hanno problemi ad assumere il miele o la grappa, si
possono ridurre. Chi ha il diabete NON deve prendere il miele, ma
può sostituirlo, con la frutta tipo pera o banana matura (mai
dolcificanti!).
Va notato che i prodotti commerciali già pronti sono
inutili, poiché sono spesso a base di aloe vera e non
arborescens, inoltre spesso contengono solo il gel filtrato e non
i principi attivi delle foglie, infine contengono conservanti e
nessuna garanzia che la preparazione sia stata svolta interamente
al buio.
Le foglie devono essere tagliate di notte con la minore
luce possibile, questo perché con la minore luce possibile, questo perchè
il gel della pianta, quando esposto alla luce solare o artificiale,
perde immediatamente la sua efficia.
In una stanza semibuia tagliare a pezzi le foglie tagliate e metterle in un
frullatore assieme al miele ed alla grappa. Quando si è ottenuta
una crema verde semi-liquida, si mette in un barattolo opaco in
cui non possa entrare la luce e si mette nel frigorifero (non in
freezer). E' molto importante che il barattolo venga conservato
in frigorifero poiché i principi attivi si inattivano in poche
ore alla temperatura ambiente.
Il dosaggio va personalizzato, mediamente se ne assumono 2 cucchiai per 3
volte al giorno.
Il preparato non deve essere esposto alla luce neppure mentre lo si ingerisce.
Prima di assumere il preparato occorre rimescolare bene, poiché il
preparato tende a concentrarsi sul fondo del barattolo.
Il preparato va assunto a stomaco vuoto per migliorare al
massimo l'assorbimento dei principi attivi.
Non bisogna mangiare o bere per almeno un'ora dopo averlo
ingerito.
Se si hanno difficoltà a berlo al buio, può essere utile
mettere il preparato in un contenitore opaco chiuso e berlo da
una cannuccia, in questo modo non sarà necessario neppure
spegnere la luce della stanza, poiché la luce non potrà entrare
in ogni caso nel contenitore.
Prima di iniziare la cura, assicurarsi che la pianta sia quella giusta
e che la preparazione avvenga senza errori.
La cura va continuata fino a terminare il barattolo (da 350
grammi oppure i 3 barattoli da 120 gr.), dopodichè si fa qualche
giorno (non più di 3 giorni) di pausa per massimizzare
l'efficacia, poi si riprende con un altro barattolo (da 350
grammi, oppure altri 3 barattoli da 120 gr.) e così via per un
nuovo ciclo, fino alla scomparsa completa della malattia,
accertata, ovviamente, mediante esami clinici.
Si deve continuare a prendere l'aloe per 6 mesi dall'ultimo esame negativo. Lo
sviluppo della malattia in genere viene bloccato entro i primi
due barattoli (40 giorni) o al massimo con il terzo (2 mesi).
Entro 2-3 mesi si deve osservare il regredire e successivamente
la scomparsa della malattia.
Nei primi giorni di cura si possono osservare sintomi di malessere,
come vomito o diarrea, ecc. Si tratta di una reazione normale,
significa infatti che l'organismo ha iniziato a disintossicarsi.
Se non si osservano sintomi non vi è nulla per cui preoccuparsi.
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