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OMEOPATIA PERCHÉ

A cura del Dott. Emma Castagnari (medico-chirurgo odontostomatologo).
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Sono nata medico allopatico e lo sono stata finchè la curiosità non mi ha spinto a mettermi a studiare le cosiddette 'medicine alternative' in primis l'Omeopatia che, da anni, applico con il consenso dei miei pazienti e con reciproca soddisfazione.

Per prima cosa vorrei sottolineare che la definizione di "alternative" è sbagliato in modo grossolano: la medicina è UNA ed il suo scopo è la cura del paziente, ho scritto paziente e non malattia che è riduttivo.

Molti detrattori sono medici che non hanno approfondito le tematiche, i principi, i rimedi e relative applicazioni: non riesco a trovare una valida giustificazione a questa guerra senza quartiere; certo nessuno di noi pensa di abbandonare le cure allopatiche che tanti meriti hanno e avranno in futuro.

Le due forme di terapia possono benissimo convivere ed integrarsi. La scienza occidentale si basa sul ragionamento galileino-cartesiano:

  • ogni causa determina il suo effetto
  • ciò che è osservabile è reale
  • viviamo in un mondo obbiettivo
  • la mente è divisa dal corpo
  • l'esperienza deve essere ripetibile
  • i fenomeni devono essere sempre spiegati razionalmente

Einstein con la sua equazione E=MC2 ha dimostrato che ciò che è materia è energia e viceversa, quindi l'uomo è costituito da campi elettromagnetici, pertanto, secondo il pensiero di Einstein, la guarigione agisce su questi campi e si può giungere alla guarigione inviando segnali energetici


La similitudine, comunque la si voglia considerare, è la caratteristica fondamentale dell'omeopatia, tanto da giustificarne il nome; la diluizione del medicinale e l'individualizzazione del caso sono importanti ma vengono dopo: la prima è necessaria per ridurre la dose delle sostanze altrimenti troppo patogene, la seconda per sfruttare la similitudine in modo sistemico e dinamico.

Ed è da questa radice ippocratica che allopatia (cura mediante i contrari) e omeopatia (cura mediante i simili) attingono pari dignità epistemologica, deontologica, etica. Sono le due facce della medicina, simboleggiate da Giano. Entrambi i principi si trovano oggi anche nella medicina che si autodefinisce "scientifica", ma il "simile", oggettivamente, lo sfruttano meglio gli omeopati.

Da un articolo del prof. Bellavite.


Uno dei grossi meriti dell'omeopatia è di curare il malato e non la malattia: tenendo presente la personale reattività alla noxa patogena (batterica, virale, tossica).

Molti sono gli studi che provano la efficacia della Omeopatia, e lo scrivo con la O maiuscola. Studi farmacologici in vivo ed in vitro sono stati effettuati in tutto il mondo: una bella e completa disamina delle ricerche e dei risultati si possono trovare nel volumetto chiaro e di facile consultazione: Omeopatia: gli studi scientifici che ne provano l'efficacia Guna ed.

E' una pubblicazione utile agli omeopati, ma di obbligatorio consulto per i detrattori.

Una delle più frequenti accuse all'uso della terapia omeopatica è, da sempre, l'affermazione che il suo effetto è un effetto placebo: come possiamo indurre l'effetto placebo nei neonati, negli animali ed aggiungo, in quanto appassionata di floricultura, nelle piante? Sì, uso i rimedi omeopatici per le mie orchidee!!

Comunque anche l'effetto placebo ci può essere utile, lo si usa in tante branche della medicina compresa l'oncologia!

Riporto uno specchietto pubblicato alla pagina 31 del volume edito dalla Guna: "Le evidenze scientifiche dell' efficacia di Omeopatia e Omotossicologia", giunto alla quarta edizione.
Gli studi, 127 lavori di studi clinici controllati sull' uomo, forniscono i seguenti risultati:

  • A - farmaco omeopatico vs. placebo 83,4%
  • B - farmaco omeopatico vs. farmaco allopatico corrispondente 16,6%

  • Lavori n. 106 sezione A (dal 1994 al 2000): 77 (72,6%) hanno dimostrato superiorita del medicinale omeopatico.
  • Lavori n. 21 sezione B (dal 1991 al 2002): 21 (100%) hanno dimostrato non inferiorità terapeutica.

Molto ancora si potrebbe dire, ma lo spazio è tiranno e credo che se, non convinti, almeno siano i nostri detrattori spinti ad approfondire: ciò li porti ad un atteggiamento meno bellicoso e più produttivo per la cura dei nostri pazienti che è poi lo scopo che tutti perseguiamo.

Potremmo discutere dei medicinali allopatici messi in commercio dopo rigorosi studi e sperimentazioni; ritirati perchè gli effetti terapeutici erano di molto inferiori alle aspettative o addirittura con complicanze che portavano all'exitus. Ne esistono un buon numero, capostipite il "Talidomide" fino ai più recenti: è sufficente seguire gli studi pubblicati dall'AIFA, purtroppo coinvolta, pur essa, in un recentissimo incidente di percorso.

Che dire del nostro passato lastricato di tonsille, appendici, dei parti cesarei programmati, a volte inutili? Sono un dentista: assolutamente proibita l'implantologia per i fumatori... adesso si fa marcia indietro e si afferma che è possibile impiantare i denti in questi soggetti. Nel frattempo i tapini, trattati da intossicati personalmente responsabili, hanno ricevuto per masticare solo dentiere...

La medicina allopatica applica i protocolli, non esiste più l'ascolto del paziente, lo studio dei suoi sintomi, il concatenarsi dei sintomi con lo psichismo.

Non ci si chiede perchè quel paziente ammala, si curano i sintomi: l'essenza "Uomo" non esiste, esiste la malattia materiale.

Siamo solo carne?
Da parte degli omeopati non viene messa in atto la guerra senza esclusione di colpi che la medicina ufficiale attua verso l'Omeopatia. Facciamo una politica di ascolto del diverso, di comprensione delle varie religioni, culture, di accettazione delle aspettative e delle necessità delle minoranze: solo nei confronti dell'omeopatia si usano metodi di discredito, di negazione assoluta della sua utilità e gli omeopati trattati da incoscienti, reietti della medicina, ciarlatani.

Eppure siamo medici in nome della Repubblica!
Tutto questo senza neanche conoscerne il funzionamento, l'applicazione, la validità.

Non esistendo il ponderale nel medicinale omeopatico, questo non funziona. Gli studi di Masaru Emotu sui poteri vibrazionali dell'acqua, che cominciano ad essere conosciuti, non dicono nulla?

Il grande Bienveniste, insigne omeopata, che per primo parlò di memoria dell'acqua, fu preso per pazzo: oggi dopo gli studi dello scienziato giapponese si riconsiderano i suoi lavori.

La fisica quantistica, l'elettromagnetismo, vanno bene solo nelle apparecchiature diagnostiche?
Studi effettuati presso l'Università di Bologna da un equipe italiana e statunitense guidata dal prof. Ventura e dal fisico James Gimzewski dell'Università di Los Angeles hanno registrato il suono prodotto dalle vibrazioni delle anse del DNA il cui scopo è di modulare il funzionamento delle cellule: il suono della vita percepibile dal'orecchio umano: il suono è vibrazione.

A cura del Dott. Emma Castagnari (medico-chirurgo odontostomatologo).
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