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DIZIONARIO DI MEDICINA NATURALE

SOMMARIO


RABDOMANZIA

Noi abbiamo senz'altro un sesto senso, ma nessuno lo riconosce. I nostri sensi ufficiali sono l'udito, la vista, il tatto, l'odorato ed il gusto. Ma il nostro sesto senso manca persino di un nome. Eppure esiste. Paul Reboux.

La rabdomanzia, dal greco ràbdos, bacchetta e pantéia, divinazione è una tecnica che impiega l'uso di una bacchetta (di solito una forcella di nocciolo) allo scopo di individuare giacimenti di minerali o localizzare acque sotterranee.

È assodato che l'arte della rabdomanzia esiste sin dalla più remota antichità. I Cinesi la praticavano già duemila anni prima della nostra Era ed erano diventati molto esperti nelle ricerche relative al sottosuolo. Si dice che un Imperatore cinese, appartenente alla dinastia Hia, sia stato uno dei più grandi idrologi dell'antichità. Un'incisione su legno, risalente all'anno 147 prima della nostra era, lo raffigura con in mano un oggetto la cui forma evoca quella di un diapason. Un'iscrizione spiega, senza possibilità di equivoci l'uso di questo strumento per scopi rabdomantici (...).

Quando Romolo fondò Roma, un etrusco sensibile salì con lui sulla collina e, bacchetta alla mano, determinò la zona di influenze favorevoli per l'edificazione della città. Gli Etruschi, infatti, godevano fama di essere ottimi conoscitori delle influenze cosmiche e telluriche. Ad esempio, per far deviare i fulmini o accelerare la vegetazione, avevano preso l'abitudine di piantare delle aste nel terreno.

Si narra che quando le legioni romane avanzavano verso la Gallia e la Germania, le loro armate erano precedute da portatori di bacchette (dette lituus), la missione dei quali consisteva nello scoprire falde sotterranee indispensabili all'alimentazione delle truppe. In questo modo furono scoperte (probabilmente per puro caso) un certo numero di sorgenti termali.

Nel 1631 padre Kircher, riconobbe che la bacchetta del rabdomante è in grado di reagire all'approssimarsi di una corrente d'acqua. Poco dopo, nel 1657, il padre gesuita Gaspard Schott, introdusse l'uso dei "testimoni", ossia dei campioni dei prodotti ricercati che, tenuti in mano dal ricercatore, servono come antenne per rendere più precisa la ricerca.

Nel 1675 un medico, il dott. Christianus Frommann, si burlò apertamente di coloro che "non volendo passare per poveri di spirito, dichiarano che il movimento della bacchetta è solo un gioco di prestigio nelle mani di un furbo ciarlatano". Pur non avendo trovato spiegazioni convincenti, egli aveva constatato che vi erano dei risultati tangibili e sarebbe stato sciocco negarne l'evidenza.

Dobbiamo giungere fino alla fine del secolo XIX affinché l'uso del pendolino si imponga su quello della bacchetta. Questo cambio di orientamento, lo si deve ad Antonio Gerboin, professore della facoltà di medicina di Strasburgo, a cui giunse l'ispirazione vedendo un bimbo che si divertiva a far ruotare una sfera di legno sospesa ad una funicella.

Comunque è solo nella seconda metà del XIX secolo che si cominciarono a formulare delle teorie sul fenomeno radiestesico. Risale a quel periodo la pubblicazione dell'opera Le osservazioni sui movimenti delle bacchette e dei pendoli, del barone di Morogues. Con l'inizio del XX secolo apparvero le prima riviste e Associazioni di Radiestesia. I Radiestesisti ed i Rabdomanti iniziarono anche a riunirsi in congressi regionali, nazionali e persino internazionali, per discutere dei risultati ottenuti e confrontare le loro teorie.

Bibliografia.

Michel Moine, Guida alla Radiestesia,
Armenia Editore, Milano, 1983.

RADIESTESIA O RADIOESTESIA

La Radiestesia ha ottenuto, in questi ultimi anni, uno straordinario sviluppo che si manifesta con una fioritura di opere e di articoli contenenti un grande numero di fatti sperimentali, incontestabili e veramente stupefacenti.

La Radiestesia è stata definita "l'arte di scoprire, grazie al pendolino o alla bacchetta, ciò che è nascosto alle facoltà normali ma la cui esistenza è reale". La parola "Radiestesia" (coniata dall'abate Alex Bouly nel 1929) deriva da due radici, una greca radius, raggio e l'altra latina aistetis, sensibilità.

La Radiestesia è una forma di percezione extrasensoriale che permette all'uomo di mettersi in contatto con il mondo che lo circonda in un modo tutto particolare, assai più preciso e profondo di quanto non riuscirebbe a fare con i suoi cinque sensi. Tuttavia per poter praticare con successo la Radiestesia è necessario esercitarsi con costanza e pazienza, e questo non solo per affinare la propria sensibilità e sviluppare le proprie doti psicofisiche, ma soprattutto per impadronirsi con sicurezza delle tecniche e dei metodi di questo tipo di ricerca.

Nel corso di un esame radiestesico ci si serve di un pendolino e di alcuni quadranti, ovvero dei diagrammi sui quali il movimento del pendolo riporta il risultato della ricerca effettuata. Con questi strumenti, assai semplici, è possibile conoscere una vasta gamma di informazioni che possono servire a stabilire una diagnosi o pianificare una determinata terapia.

Un po' di storia.

Già nella Roma imperiale, i sacerdoti preferivano il pendolino alla bacchetta per trarre i loro auspici. Quando venne scoperta una congiura contro Flavio Valente, nel IV secolo, l'imperatore volle sapere chi lo minacciava. Fissato un anello ad un filo, i sacerdoti fecero oscillare questo pendolino sopra le lettere dell'alfabeto. L'anello prese ad oscillare per fermarsi poi sulle lettere formanti la sillaba: THEO. Per decreto imperiale, tutti i malcapitati il cui nome cominciava per la sillaba fatale ebbero la sorpresa di vedersi condannare a morte. Ciò non impedì che la storia seguisse il suo corso, fu infatti Teodosio il successore di Flavio Valente.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, non si parlò più di Radiestesia per diversi secoli. Dobbiamo giungere fino alla fine del secolo XIX affinché l'uso del pendolino si imponga su quello della bacchetta. Questo cambio di orientamento, lo si deve ad Antonio Gerboin, professore della facoltà di medicina di Strasburgo, a cui giunse l'ispirazione vedendo un bimbo che si divertiva a far ruotare una sfera di legno sospesa ad una funicella.

Nella seconda metà del XIX secolo si cominciarono a formulare delle teorie sul senso radiestesico. Risale a quel periodo la pubblicazione dell'opera Le osservazioni sui movimenti delle bacchette e dei pendoli, del barone di Morogues. Con l'inizio del XX secolo apparvero le prima riviste e Associazioni di Radiestesia. I Radiestesisti e i Rabdomanti iniziarono a riunirsi in congressi regionali, nazionali e persino internazionali, per discutere dei risultati ottenuti e confrontare le loro teorie.

Tra i Radiestesisti celebri di questo secolo, la fama dei quali è rimbalzata di continente in continente, ricordiamo, per brevità: l'abate Bouly (1865 1958), l'abate Mermet (1865 1958), Padre Henry de France (1872 1947) e il padre Ferdinando Bortone, a cui si deve la notevole opera La Radiestesia applicata alla medicina (Editrice Vannini, Brescia).

TIPOLOGIE DI ESAME RADIESTESICO

Esistono due grandi tipologie di esame radiestesico, la prima utilizza strumenti particolari ed è diretta all'investigazione delle radiazioni emesse dagli oggetti (onde elettriche e magnetiche), la seconda si avvale di un pendolino, di alcuni diagrammi e delle potenzialità insite nella mente umana, per fare non solo la ricerca delle acque sotterranee, ma anche quella dei giacimenti minerari di ogni specie, delle radiazioni della materia vivente, vegetale e animale, come pure delle malattie, con una precisione talvolta veramente straordinaria. Vi sono dei radiestesisti che riescono a determinare su una carta geografica, anche a decine di migliaia di chilometri, la natura d'una vena: acqua, platino, petrolio, oro, ecc. ecc.

La Radiestesia Elettromagnetica.

Questo tipo di indagine parte dal presupposto che ogni oggetto esistente, per il fatto di essere immerso nel campo elettromagnetico della Terra o per la sua costituzione elettronica, emetta delle onde di almeno due tipi:

  1. onde di tipo magnetico, come quelle emesse da una calamita, che si propagano in modo orizzontale (si veda l'effetto di un sasso gettato in uno stagno),
  2. onde di tipo elettrico, come quelle su cui viaggia l'elettricità, che si propagano in modo verticale (si immagini l'effetto di un sasso gettato in uno stagno verticale).

Alcuni radiestesisti, tra cui l'Ing. Louis Turenne spicca per chiara fama, hanno determinato che tutto ciò che esiste emette delle onde elettromagnetiche: però alcune realtà emettono solo quelle magnetiche (orizzontali), altre solo quelle elettriche (verticali) ed altre ancora tutte due.

Può essere interessante conoscere che sono stati classificati come emettitori di onde orizzontali: le cellule umane, i sessi (maschile e femminile) alcuni metalli, sicuramente i cristalli puri, etc... Emettono invece solo onde verticali: tutte le malattie, i gas rari, l'elettricità (pile, fili e prese elettriche, apparecchiature elettroniche), l'acqua priva d'impurità o quella distillata e tutti i fenomeni di disintegrazione.

L'ing. Turenne in particolare ha concluso che qualsiasi rimedio terapeutico, per esempio, per essere realmente efficace ed immediatamente utilizzato dalle cellule umane deve emettere uno specialissimo complesso d'onde : magnetiche orizzontali positive, verticali positive, infra onde, ultra onde e l'onda (da Lui scoperta) detta della Radioattività benefica; tutte queste però, alla lunghezza di 8mt. (misure Turenne cm. x 2,5 . 10 alla sesta).

Quando si utilizza questa forma di Radiestesia, la costituzione del pendolino assume una notevole importanza, ve ne sono alcuni che costano qualche centinaio di migliaia di lire.

Per maggiori dettagli sul lavoro dell'Ing. Turenne, visitare il sito www.turenne.it

La Radiestesia Medica.

La Radiestesia Medica rappresenta una metodologia diagnostica con cui un operatore, animato soltanto di buone intenzioni, si mette in contatto con un sofferente e riesce ad ottenere le informazioni necessarie per comprendere la causa dei suoi problemi ed aiutarlo a risolverli. Per poter effettuare il collegamento viene utilizzato un testimonio del soggetto, che può essere costituito da una sua fotografia (non importa se recente oppure no), la sua firma o uno scritto di suo pugno. E' anche possibile costruire un testimone scrivendo su un fogliettino di carta tutti i suoi nomi di battesimo e la sua data di nascita.

Una persona sufficientemente sensibile, utilizzando la Radiestesia medica, può analizzare l'organismo umano e stabilirne le condizioni. In un secondo tempo potrà anche fare una scelta al fine di determinare la dieta o le cure più adatte per mantenere o riaquistare uno stato di buona salute. Un modo semplice per fare una diagnosi consiste nel far scorrere un dito della mano sinistra su una tavola anatomica mentre, con la mano destra, si sospende il pendolo sopra un testimonio del soggetto (vedi sopra).

Un operatore dotato di esperienza e sensibilità può esaminare un paziente anche a migliaia di chilometri di distanza, giungendo talvolta a diagnosticare con una notevole precisione non soltanto il punto esatto della malattia, ma anche la natura del microbo e quella dell'infezione.

Resta inteso che le informazioni ricevute devono sempre essere filtrate con il buon senso. Quanto più il Radiestesista acquista familiarità con i sui strumenti, tanto più sentirà crescere in sé fiducia e sicurezza.

Il parere della scienza ufficiale.

La grande massa, che non può comprendere la natura di questi fenomeni e attribuisce loro volentieri un'origine soprannaturale, preferisce mantenersi lontana e disinteressarsi dalla Radiestesia, considerandola come una arte misteriosa e occulta.

Quanto agli scienziati, molti fra essi, posti di fronte a fatti indiscutibili, cercano di spiegarli e, non riuscendovi, relegano la Radiestesia fuori della scienza e accettano i fatti come i principi misteriosi d'una religione. Sembra che essi s'inchinino dinanzi ai risultati ottenuti e, non potendo inquadrarli nella scienza positiva, li classificano, nell'attesa, nel dominio della scienza di domani.

Comunque, la grande maggioranza degli scienziati razionalisti e dogmatici, quando si parla loro di Radiestesia, rispondono: Questi fatti che riferite non possono essere spiegati scientificamente: ciò non può essere, dunque, per noi che imbroglio e ciarlataneria. Sono questi d'altra parte, i termini e la maniera perentoria usati ordinariamente, come sempre, da certi scienziati posti innanzi a una scienza nuova che esce dai sentieri battuti e della quale non hanno potuto ancora misurare tutto il valore.

Quanto è preciso il senso radiestesico?

Malcom Rae, nato nel Cheshire nel 1913, un pioniere nel campo della Radiestesia medica, affermò che secondo lui il senso radiestesico "ha molte caratteristiche in comune con i sensi più umili: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Non dovrebbe quindi essere considerato misterioso, solo più sottile e meno compreso". Durante una conferenza sul suo lavoro, nel 1970, Rae dichiarò: "A lume di logica, ritengo di poter credere che questo senso funzioni benissimo in ogni circostanza, quando esiste qualcosa da scoprire. Gli occhi vedono dove c'è luce. Il senso radiestesico dovrebbe quindi scoprire l'esistenza di qualsiasi cosa a cui esso reagisce".

Rae ritiene che, quando due operatori diversi ottengono due risultati diversi in fase di diagnosi, la discrepanza non sia dovuta ad una differenza nel loro senso radiestesico, ma nel modo in cui essi l'hanno usato. Gli occhi di due persone vedono la stessa immagine, se guardano lo stesso punto e dallo stesso punto di vista. Nello stesso modo il pendolo deve dare le stesse risposte, purché i due formulino esattamente le stesse domande e che nessuno dei due si sforzi di lavorare in circostanze sfavorevoli.

Rae ritiene, quindi, che sia tassativo per coloro che usufruiscono di questo sesto senso, che la formulazione delle domande da sottoporre al loro senso radiestesico sia fatta con la massima precisione possibile. Rae stabilisce anche i seguenti punti che ritiene molto importanti:

  1. Dobbiamo allontanare l'idea che il senso radiestesico sia qualcosa di "spiritico"; è un senso perfettamente naturale, presente in tutti allo stato latente e sviluppato in varia misura in molti. Non c'è quindi ragione di supporre che esso sia meno attendibile e meno utile degli altri sensi, purché lo si usi bene. Anzi, in un certo modo può risultare più utile degli altri sensi, perché ci può dare accesso immediato a fonti di informazione che gli altri sensi non percepiscono.
  2. Poiché dobbiamo mettere a fuoco questo senso mediante i nostri pensieri e domande, le informazioni ottenute saranno precise nella misura in cui lo sono i nostri pensieri. Analogamente, gli occhi ci danno informazioni precise se noi li dirigiamo e mettiamo a fuoco correttamente, cosa che facciamo senza rendercene conto; e le orecchie ci daranno risposte esatte se noi ci concentriamo sui suoni che udiamo.

Bibliografia.

  • Michel Moine, Guida alla Radiestesia,
    Armenia Editore. Milano, 1983.
  • Giorgio Lakhovski, La natura e le sue meraviglie,
    Fratelli Bocca Editore, Milano, 1938.
  • Claudio Viacava, Onde elettromagnetiche - L'invisibile e la nostra salute,
    Edizioni Xenia, Milano, 1996.
  • Edward W. Russel, Rapporto sulla Radionica,
    Edizioni MEB, 1977.

RADIONICA

La Radionica è la scienza che studia i rapporti esistenti nel corpo umano, e quindi le sue affezioni e la loro natura, attraverso l'analisi delle vibrazioni (onde elettromagnetiche). Dobbiamo l'elaborazione della Radionica al dott. Albert Abrams, nato nel 1863 e noto medico di San Francisco. Laureato in America studiò in Europa sotto la guida di maestri famosi come Virchovr, Wasserman e Von Helmholtz.

Abrams, durante una diagnosi con la percussione digitale nella parte superiore dell'addome, si accorse che nei pazienti affetti da cancro allo stadio iniziale, vi era una zona a ottusa proprio sopra l'ombelico solo se erano rivolti con la fronte verso Ovest. Esaminando persone sane, non scoprì invece alcuna nota particolare. Pensò allora che ci fosse qualche specie di radiazione elettromagnetica, originata dagli atomi del tessuto canceroso, capace di influire su certi gruppi di fibre nervose e produrre un riflesso di contrazione muscolare.

Se questa "radiazione" agiva sulle fibre nervose del paziente, si chiese, perché non avrebbe dovuto avere un effetto simile sulle fibre nervose di un'altra persona? Escogitò uno dei più importanti esperimenti della storia della medicina. Scelse una persona giovane di costituzione fisica perfetta e gli chiese di stare in piedi, rivolta verso Ovest, quindi le applicò sulla fronte un piccolo contenitore in cui aveva posto un pezzetto di tumore maligno, appena asportato ad un malato in sala operatoria. Nel giro di due secondi, la nota dovuta alla percussione divenne un po' più sorda e ben presto fu come se Abrams stesse battendo su un blocco di plastica. Il fenomeno non avveniva con il soggetto rivolto verso Nord o quando il contenitore veniva rimosso. In seguito questo fatto venne denominato "reazione elettronica di Abrams" o per abbreviazione R.E.A.

Fu un momento storico. Per la prima volta al mondo, la vicinanza di un campione di cellule cancerose, sigillato in un contenitore, influiva sul sistema nervoso di una persona sana. Questa scoperta sorprendente, verificata poi moltissime volte, fu il punto di partenza di tutto il sistema di Diagnosi Radionica. Abrams, partendo da queste basi, pensò che le "radiazioni" emesse dalle cellule di un tessuto malato dovevano essere diverse da quelle sane. Gli venne allora in mente di collegare il contenitore ad un capo di un cavetto elettrico e collegare l'altro capo ad un dischetto di alluminio che fu posto sulla fronte del giovane sano. La percussione effettuata sull'addome del giovane confermò l'ipotesi: le radiazioni del tessuto cancerogeno raggiungevano il giovane anche attraverso i due metri di cavo.

Con molto disappunto, egli scoprì che anche un campione di sifilide era in grado di produrre la nota sorda esattamente e solo nella stessa zona addominale in cui era evocata dal campione di cancro. Pensò allora di distinguere la radiazione di una malattia dall'altra facendo inserendo nel percorso del cavo elettrico una resistenza variabile. Questa soluzione si rivelò assai valida ed i risultati di migliaia di esperimenti portò alla compilazione di un Atlante con le zone addominali e la resistenza in ohm adatta per diagnosticare tutte le principali malattie.

Le teorie di Abrams, furono in seguito riprese e sviluppate da Ruth Drown, George de la Warr e sua moglie Marijorie, con la collaborazione di Leonard Corte. Il lavoro di questi ricercatori ha portato alla strumentazione oggi disponibile, per la diagnosi medica ed il trattamento, sia in presenza del paziente che a distanza.

La diagnosi medica con la Radionica.

Siccome tutto è energia, la Radionica considera gli organi, le malattie ed i rimedi come "circuiti oscillanti", aventi una particolare frequenza vibratoria. Il valore di tale vibrazione può essere espressa con i numeri, gli strumenti utilizzati in Radionica presentano pertanto dei quadranti numerati dove si possono impostare i numeri (rates) per fare una diagnosi oppure un trattamento.

Per fare un'analisi il terapeuta pone il testimone del paziente (una goccia di sangue, una ciocca di capelli, ecc.), sullo strumento diagnostico, poi sintonizza la sua mente con il paziente e ricerca le frequenze da lui emesse così come si cercherebbero le stazioni con una radio ricevente.

Bibliografia.

  • Edward W. Russel, Rapporto sulla Radionica,
    Edizioni MEB, 1977.

REBIRTHING

Il Rebirthing (letteralmente "nascere di nuovo") è una tecnica terapeutica ispirata dal grande Yogi Babaji che, anni or sono, incoraggiò Leonard Orr a diffonderla nel mondo occidentale. Si basa su un processo respiratorio che unisce l'inspirazione con l'espirazione in un ritmo rilassato e continuo. Si deve inspirare profondamente e quindi lasciare che l'aria se ne esca liberamente e dolcemente.

Una seduta di rebirthing si effettua in rilassamento ed è guidata da un esperto. può variare da mezz'ora ad un ora, a volte anche di più. Lo scopo della terapia consiste nel far riaffiorare i traumi e le tensioni che si possono essere accumulate durante la nascita. Questa tecnica permette al paziente di liberarsi da questi traumi e dai loro condizionamenti psicofisici.

Già negli anni '30 Wilhelm Reich fece notare la relazione tra la respirazione ed altre importanti funzioni dell'organismo: così per esempio, "se la respirazione è ridotta si introduce meno ossigeno... Una minore quantità di energia si crea nell'organismo, le pulsioni vegetative (istintive) sono meno intense e di conseguenza più facili da dominare". Ne consegue che l'assunzione di una quantità di ossigeno maggiore del normale crea nuove possibilità di contattare il sé-inferiore o mente subconscia.

Una seduta di Rebirthing deve sempre prevedere un'esperto in grado di guidare e rassicurare il paziente nel suo contatto con il passato. Già dopo una ventina di minuti può capitare che il paziente si metta a ridere od a piangere in modo liberatorio. Sono i sentimenti sepolti che affiorano e si liberano all'esterno.

A volte vengono anche utilizzate delle tecniche manipolative su punti determinati (plesso solare, muscolo trapezio, muscoli gemelli, ecc.) allo scopo di facilitare la fuoriuscita delle tensioni in oggetto. La stessa liberazione delle tensioni è tenuta sotto controllo mediante la variazione del ritmo respiratorio; una liberazione troppo rapida potrebbe infatti far sorgere dei problemi secondari. Max Heindel, fondatore di una Scuola di Esoterismo, così si esprime nei confronti degli esercizi di respirazione più o meno forzata: "Ogni essere umano è un individuo a sé e necessita di esercizi respiratori appropriati; esercizi che gli possono essere consigliati soltanto da un chiaroveggente in grado di controllare la crescita di certi organi eterici nel suo organismo... questi esercizi, adatti per l'evoluzione spirituale, non sono mai venduti per danaro, ma offerti per merito." (Filosofia Rosacroce in domande e risposte, volume I).

"L'indiscriminato uso di esercizi respiratori può provocare l'allentamento tra il corpo fisico e quello vitale con la conseguente fuoriuscita del medesimo. In questo modo, talvolta, si possono creare delle rotture tra i sensi eterici ed il cervello con il conseguente insorgere di seri problemi fisici o mentali." (Il Cristianesimo dei Rosacroce, lezione n. 11).

REIKI

La terapia Reiki è stata elaborata verso la fine dell’Ottocento dal medico giapponese Mikao Usui. Si tratta di una tecnica di guarigione attraverso l’imposizione delle mani in vari punti del corpo, dalla testa ai piedi. Siccome questa terapiasi basa su un'onda radiante, un trattamento può essere fatto a una persona vicina oppure distante.

Il Reiki è assolutamente innocuo e può dare beneficio a qualunque essere vivente: piante, animali o esseri umani, non importa la loro età o condizione sociale.

Lo studio e l'applicazione del Reiki rappresenta, senza dubbio, una delle tecniche più facili fra le Terapie Naturali. Per praticare il Reiki, infatti, non è necessario aver fatto studi particolari di medicina o esoterismo: è sufficiente studiarne la tecnica, conoscere alcuni simboli, possedere un cuore generoso ed utilizzare le proprie mani! Tutti, anche i bambini, possono usare il Reiki per loro stessi oppure per altri.


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