GLI INSEGNAMENTI ESOTERICI
LA LEGGE DEL KARMA
Sommario:
Noi non siamo mai puniti "per" i nostri peccati,
ma "dai" nostri peccati.
Oltre l'insegnamento riguardante Dio, il Creatore, nella più
antica religione si insegnava che la vera vita era quella
dell'Anima Umana che resta anche dopo la morte del corpo fisico,
considerato come una dimora temporanea, qualcosa da prendere,
usare e lasciare.
Leggiamo a questo proposito alcuni brani tolti da un papiro
egizio, scritto da Anana (capo scriba e consigliere reale di Seti
II), risalente a circa il 1320 a.C. Può essere interessante
ricordare che l'esodo degli Ebrei dall'Egitto avvenne intorno al
1420 a.C.
"Gli uomini non vivono una volta sola per andarsene da
qui per sempre. Essi vivono molte volte in molti luoghi, sebbene
non sempre in questo mondo. Tra una vita e l'altra vi è un velo
di tenebre (...) La nostra religione ci insegna che noi viviamo in
eterno. Dunque l'eternità, se non ha fine, non può avere un
principio, è quindi un cerchio. Se è vero che noi viviamo più
volte, deve essere anche vero che noi siamo sempre vissuti.
Nei primi tempi, avanti che i sacerdoti fissassero i pensieri
umani nei blocchi di pietra e innalzassero altari a mille dei,
molti sostennero che quel ragionamento era vero, e quindi che il
Dio era uno solo.
Agli occhi dell'uomo Dio ha molte facce, e ognuno giura che
quella che egli vede è il solo vero Dio. Ma tutti hanno torto,
perché tutte sono vere".
Da un altro papiro di Anana, più o meno dello stesso
periodo,leggiamo: "L'eternità non ha fine, quindi non ha
principio, e di conseguenza l'eternità è un cerchio .... Se
continuiamo a vivere dobbiamo continuare per sempre, e se
continuiamo per sempre, come il cerchio e l'eternità, l'uomo non
ha principio.
L'uomo nasce molte volte, eppure non sa nulla delle sue vite
passate: tranne occasionalmente quando un sogno a occhi aperti o
un pensiero lo riporta a qualche fatto di una precedente
incarnazione. Egli non può, tuttavia, stabilire nella sua mente
dove o quando il fatto avvenne; ha solo la sensazione di una cosa
familiare. Alla fine, comunque, tutte le sue vite passate si
riveleranno.
Gli spiriti o anime di una incarnazione possono eventualmente
incontrarsi in un'altra incarnazione e essere attratti l'uno
verso l'altro come da una calamita, ma per quale causa nessuno lo
sa.
Sì, io credo che le anime possano vivere più di Ra, lo
stesso Sole, e più delle stelle".
Molto interessante questa frase finale dove il convincimento
che l'anima superasse la vita del Sole dimostra come questi non
era considerato la divinità stessa bensì una sua
rappresentazione simbolica ad uso dei meno evoluti.
La legge del Karma, infonde speranza per il futuro e
rassegnazione per il passato. Fa comprendere agli uomini che le
cose del mondo, le sue sfortune ed i suoi insuccessi, non
intaccano la dignità dell'anima (Mario Ingaramo).
Tutti i disordini che affliggono l'uomo sono dovuti all'azione
della "legge di causa ed effetto" detta anche
"legge del Karma". Questa legge è la stessa che noi
conosciamo con il nome "legge di gravità" e supera il
campo fisico per applicarsi a quello del comportamento.
"Così come tu semini raccoglierai; così come tu misuri
agli altri sarà misurato a te, disse Gesù di Nazareth, e la tua
misura sarà piena, scossa e traboccante".
Quanto esposto chiarisce la famosa massima: "Le macine
del Signore macinano lente... ma fino all'ultimo granello".
La legge di causa ed effetto opera infatti affinché ognuno di
noi abbia a raccogliere, vita dopo vita, ciò che ha seminato.
Dio è legge e non punirà mai coloro a cui ha donato la vita.
Sono le trasgressioni alla legge che hanno creato la situazione
attuale, in cui esistono la sofferenza, la miseria e malattie.
Noi tutti, durante la nostra vita, abbiamo il libero arbitrio
di accettare le cose brutte, come se fossero di "nostra
competenza", oppure imprecando contro un Dio ingiusto e
vendicativo. Difficoltà, miserie e problemi sono infatti nostri
e ci competono come risultato delle azioni compiute durante le
nostre passate esistenze. Nella cultura orientale l'insieme di
tali azioni, buone o cattive che siano, viene chiamato
"karma individuale".
Ogni conoscenza ed ogni esperienza rimangono per sempre, vita
dopo vita, come possessi acquisiti, comprati e pagati. Questi
possessi diciamo che sono acquisiti per "diritto di
coscienza" e non possono né perdersi e tantomeno venire
rubati. Nessuno, infatti, può togliere a qualcuno
l'intelligenza, il talento, le facoltà e le conoscenze.
In ognuno di noi vi è una specie di registrazione dove, in
essenza, vengono segnate tutte le cose acquisite. Il fatto ancor
più straordinario è che tutto le cose che le esperienze ci
hanno insegnato ad usare, sia esso un tavolo, le stoviglie, gli
indumenti, i gioielli, il denaro, le coperte e perfino una
scatola di fiammiferi, rimangono anch'esse registrate. Questa
registrazione ci serve per portarle con noi vita dopo vita.
Questi oggetti, o strumenti come li potremmo chiamare,
appaiono nelle nostre vite, sia che noi li desideriamo oppure no,
ed è questo il motivo per cui alcune persone nascono
nell'opulenza e altre nella miseria. Ognuno, infatti, nasce nella
condizione in cui ha meritato di nascere per diritto di
coscienza. La legge di causa ed effetto si incarica di attrarre
ad ognuno ciò che gli compete ed il posto più opportuno. Non
c'è ingiustizia nel piano della Verità.
A questa legge si riferì il maestro Gesù quando disse:
"Non accumulate tesori sulla terra, dove la polvere li
corrompe e dove i ladri minano e rubano, ma accumulate tesori nel
cielo dove né la polvere danneggia, né la ruggine corrompe e
neppure i ladri rubano e rovinano; perché dove sarà il vostro
tesoro lì sarà pure il vostro cuore" (Mt. 6,19-21).
È Dio che ti ha creato, poi ti ha mantenuto,
poi ti farà morire, e di nuovo ti darà la vita. Sia gloria a Lui! (Il Corano).
La filosofia esoterica insegna che esiste una specie di
archivio dove sono contenuti i progetti di tutte le cose. Tale
archivio viene chiamato "Mondo degli archetipi" e non
è tangibile ai sensi in quanto è costituito della stessa
sostanza di cui sono composti i nostri pensieri. L'uomo, a sua
insaputa, lavora nel mondo degli archetipi mediante i suoi
pensieri abituali e le sue modalità di vita. In tal modo egli
getta i semi per un roseo futuro o un raccolto di tribolazioni.
Tale fatto non gli è però facilmente comprensibile in quanto
"getta i semi" in modo inconsapevole, così come un
sonnambulo può causare dei danni di cui, al risveglio, non
riuscirà a capacitarsi.
Si comprende allora l'avvertimento di san Giovanni Crisostomo
quando dice: "Il primo convincimento da suscitare in noi è
il concetto che nessuno si danneggia se non da se stesso"
("Quod nemo laeditur nisi a seipeo", pag. 52/3). Anche
Giobbe, nella Bibbia, afferma: "Ciò di cui temo mi piomba
addosso" (Gb, 3,25); altra indicazione di come le emozioni
negative (in questo caso la paura) possono causare la
realizzazione della situazione tanto temuta.
Troviamo in quanto esposto la legge di causa ed effetto in
azione; essa è tanto dura da essere stata definita "la
legge del taglione" e, qualora male interpretata, porta a
concludere che Dio è tutt'altro che infinitamente buono, anzi,
lo si suppone crudele al punto di chiedere di tagliarsi una mano
a chi l'ha utilizzata per danneggiare il suo prossimo.
L'uomo, usando la logica, dovrebbe comprendere che il supremo
Creatore ha utilizzato delle leggi ben determinate con cui ha
creato l'Universo e che Egli stesso ha estremo rispetto per le
leggi che ha promulgate; l'ordine millenario con cui si muovono
gli astri e vengono amministrati gli eventi della natura sono un
chiaro esempio di tale immutabilità.
Tra le leggi esistenti quella di gravità è di certo una
delle più importanti, ed è un vero peccato che l'uomo la
consideri solo in relazione ai fenomeni fisici. Se la
considerasse attentamente potrebbe scoprire che essa è legata
alla sua esistenza più di quanto possa immaginare. La legge di
gravità, nella fisica, implica che un oggetto lanciato in alto
ritorni verso il basso; la stessa legge, nell'esoterismo, implica
che ogni nostra azione o pensiero crei delle condizione che
torneranno a noi. In questo caso prende il nome di "legge di
causa ed effetto" o "legge del Karma".
L'uomo difficilmente si rende conto di essere l'unico artefice
del proprio destino perché le sue azioni non sempre provocano un
effetto così immediato da evidenziare il collegamento con la
loro causa. Questo fatto porta un individuo a cercare l'origine
dei suoi mali all'infuori di sé stesso, ed alla conclusione che
gli altri (e talvolta lo stesso Dio) siano l'unica causa delle
sue tribolazioni.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate
e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante
vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in
cambio (Lc 6:37-38).
Nessuno può farvi del male se voi stessi, con le vostre
azioni o i vostri pensieri, non ne avete creato la causa in
questa vita o in quelle passate: è un debito in sospeso che deve
essere pagato. Noi stessi siamo la causa dei nostri mali, non
altri. Gli altri sono soltanto strumenti con i quali l'equilibrio
naturale, erroneamente chiamato "Giustizia di Dio", ci
chiede di sistemare i conti che abbiamo aperto. Dobbiamo perciò
pagare i debiti e nel contempo riscuotiamo i crediti per il bene
che abbiamo fatto.
Convincetevi che, se non avete debiti da pagare, sarete
inattaccabili. Lo sarete anche se emanerete pensieri d'amore
verso tutte le persone e tutte le cose. Essi, infatti, formeranno
intorno a voi un'aura di luce che vi difenderà da ogni attacco
malevolo.
Un sorriso che non dai, è un sorriso che non avrai.
La maniera migliore per non aggravare il vostro Karma è di
accettare il destino e lasciare che si compia, senza tentare di
sfuggirgli. Penserete che questo è fatalismo. No, i fatalisti
accettano gli avvenimenti perché "sta scritto", e
così non reagiscono. Si lasciano coinvolgere da ciò che accade
come fanno gli animali, senza cercare di modificare la situazione
con la volontà e l'azione.
I veri discepoli non sono fatalisti; essi decidono di assumere
delle iniziative e dicono: "Ho commesso degli errori nel
passato, devo pagare, va bene. Ma per il fatto di aver sbagliato,
devo rimanere inerte a soffrire? Mi impegnerò piuttosto in una
grande e nobile impresa, che non soltanto cancellerà tutto, ma
mi porterà anche alla vera liberazione". A che cosa serve
pagare il Karma se è unicamente per soffrire senza evolvere?
La felicità è nobile e nasce dalle cose costruttive.
Il piacere, basato sulla vanità e sul desiderio, non dura e si
tramuta sempre in pena (Dal Nakulamata).
I tipi materialisti ed intellettuali, dovrebbero considerare
la Legge di causa e di effetto, così come considerano la Legge
di gravità, la Terra attira tutto ciò che si allontana da lei,
noi attiriamo tutto ciò che si è allontanato da noi. Tutte le
religioni confermano questa grande Legge, ma citerò soltanto
quanto ha detto Gesù di Nazareth: "Ciò che l'uomo semina,
quello raccoglierà". Possiamo aggiungere: "Qualsiasi
cosa un uomo raccoglie, quello è ciò che ha seminato nel suo
passato". In Cina questa legge è enunciata in questi
termini: "Semina un frutto per raccogliere quel frutto,
semina semi di zucca se vuoi raccogliere zucche".
Lork Kilmur, primo ministro inglese, quando parlò alla
Westminster Hall di Londra ad una udienza di magistrati e di
avvocati inglesi ed americani, disse che per risolvere i mali che
affliggono l'umanità non c'è che un mezzo: insegnare agli
uomini come funziona la Legge di causa e di effetto e come creare
buone cause al fine di raccogliere degli effetti benefici.
Tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni
appartengono ad una di queste due categorie:
- ciò che determina armonia,
- ciò che semina disarmonia.
Noi spargiamo i semi dell'armonia o della disarmonia in ogni
momento della nostra vita quotidiana e, nella stessa precisa
misura, raccogliamo armonia di disarmonia dalle persone che ci
circondano e dalle situazioni che incontriamo.
Quando i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre
azioni sono incontrollate, generalmente noi reagiamo in sintonia
con gli stimoli che ci arrivano. Perciò, se qualcuno ci parla in
modo critico di cose o persone noi, generalmente, ci uniamo a lui
con il nostro risentimento e le nostre critiche, senza renderci
conto che così facendo attiriamo disarmonia su noi stessi.
Poiché questa è la sola Legge che insegna a vivere, basterà
controllare le cause per essere sicuri di controllare gli
effetti.
Supponiamo che il Sig. X provochi disarmonia nel Sig. Y o che
manchi ad un dovere verso di lui. Agendo in questo modo X ha
creato una causa. Y, con la sua reazione genererà una nuova
causa: se reagisce armonicamente alla provocazione di X egli
creerà una causa armonica; se reagisce in malo modo, irritato e
offeso, anch'egli seminerà una causa negativa e disarmonica.
Dobbiamo comprendere che questa Legge è tanto perfetta che
anche la critica del governo, del tempo atmosferico o dei
cosiddetti oggetti inanimati, produce per noi dei semi di
disarmonia. Quantunque la causa e l'effetto siano inseparabili,
così come il diritto e il rovescio di una moneta, ciò non
significa che si possa constatare un effetto a tempo breve;
qualche volta può accadere, ma in altri casi esso potrà
realizzarsi molto più tardi, magari in una vita successiva.
In questa Legge possiamo perciò vedere quella che ci viene
proposta come Giustizia di Dio. Questa Legge ci porta anche a
comprendere che "noi non siamo mai puniti per i nostri
peccati ma dai nostri peccati".
Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di
felicità, ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai con meraviglia,
che la tua sarà sempre piena (Paramansa Yogananda).
Noi dobbiamo CREARE ARMONIA ORA. Dobbiamo sempre cercare di
rispondere in modo positivo a qualsiasi situazione ci si presenti
dinanzi. Con il controllo dei nostri pensieri e dei nostri
sentimenti siamo liberi di attirarci cause armoniche o disarmonie
in ogni istante della nostra vita.
Se impariamo ad osservare noi stessi e gli altri scopriremo
ben presto che ognuno raccoglie ciò che semina. Controllando le
nostre reazioni verso il mondo esterno, noi diventiamo padroni
completi della nostra vita. Vivendo in armonia QUI e ORA, noi
siamo in grado di equilibrare le energie negative che abbiamo
creato nel passato e prepararci un futuro di pace e benessere.
Quando comprendiamo cos'è che genera le cause e gli effetti,
cambia completamente la nostra attitudine verso coloro che
provocano disarmonia in noi. Comprendiamo che essi stanno
seminando una causa, mentre noi stiamo soltanto raccogliendo il
frutto di ciò che abbiamo seminato nel passato.
Dovremmo sempre ringraziare coloro che ci fanno del male
perché in questo modo ci permettono di chiudere un conto che
abbiamo aperto tempo fa, magari in una vita passata. Scrisse a
tal proposito Richard Bach: "Quando hai davanti un problema,
guardagli nelle mani: vedrai che ha un regalo per te".
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite.
Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto.
Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte,
piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.
Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.
Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti.
Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina.
Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore.
Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere:
facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo.
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.
|
Le lacrime che avrai fatto scorrere dagli occhi di qualcuno,
marcheranno il tuo viso ancor più profondamente.
Il peso che avrai posto sul cuore di un amico, verrà posto sul tuo,
sempre più pesantemente nei giorni che verranno.
La pietra che avrai scansato dal sentiero del cieco,
colpirà la vipera che attende sul sentiero tuo.
Il peso che hai legato ai piedi di un altro,
trascinerà i tuoi piedi nella desolazione.
Il riparo che avrai offerto al viandante,
ti proteggerà dalle violente tempeste della vita.
Il gioiello che hai rubato dal forziere di un altro,
brucerà e torturerà la mano in cui è stato nascosto.
Il pane che tu hai dato agli affamati,
varrà per te, il nutrimento di tanti altri pani.
La menzogna per mezzo di cui hai ottenuto il tuo scopo,
corroderà i tuoi organi vitali.
Le stringhe delle scarpe che hai allacciato agli storpi o agli zoppi,
legheranno come catene le mani dei tuoi nemici.
Perché la legge del giusto non può essere ostacolata a lungo.
Ciò che hai seminato raccoglierai,
sia gioia che dolore, sia odio che pace.
Perché tu puoi programmare l'ora della semina,
ma non l'ora del raccolto.
L'ora del raccolto sarà stabilita soltanto dalla mano di Dio.
|
Non perdete tempo a sospirare dietro a cose straordinarie, impossibili.
Non aspettate sognando che vi spuntino ali angeliche.
Non disdegnate di essere un fioco lumicino, non tutti possono essere stelle...
ma illuminate qualche angolo oscuro facendo luce li, dove siete.
L'umile candela ha la sua funzione, al pari dello splendido sole,
e la più umile azione diventa nobile quando è compiuta con dignità.
Forse non sarete mai chiamati ad illuminare lontane regioni oscure,
perciò assolvete la vostra quotidiana missione brillando li, dove siete.
- Tutte le libertà scaturiscono dalla libertà mentale.
- Vivi nel presente, per il futuro, guidato dal passato.
- Nessuno è felice se non pensa di esserlo.
- Le responsabilità vengono attirate dalle spalle in grado di sopportarle.
- Il potere dell'amore, non l'amore del potere, può portare la pace.
- Per un uomo saggio, ogni giorno è una nuova vita.
- Vai... e non peccare più (Gesù di Nazareth).
- 1. Materiale tratto dal volume Mu: il continente perduto,
di James Churchward, Sugar Edizioni, Milano, 1975 (pp. 125-140).
- 2. Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati.
- 3. Ibid.
- 4. Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo, p. 72.
Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.
- 5. Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno, (ed. 1997),
Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 - 20120, Milano.
- 6. Joseph Pang Wai, La felicità per voi ora, Bresci Editore.
Edizioni l'Età dell'Acquario.
- 7. Ibid.
- 8. San Paolo, Lettera ai Romani (12:14-21).
- 9. Citato in Quinta dimensione, di Giuditta Dembech.
Edizione l'Ariete, Settimo Torinese (TO), 1989.
- 10. Citato in Insegnamenti di un Iniziato, di Max Heindel.
Edizioni Del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
- Annie Besant, Il Karma o l'enigma del destino.
Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO).
- Rudolf Steiner, L'azione del Karma.
Edizioni BIS (Blu International Studio).
- Mario Ingarano, Il KARMA; del seminare e del raccogliere.
Bresci Editore, Edizioni Età dell'Acquario.