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Un caso di depressione (1) up.jpg

Il disordine mentale più comune è la depressione, che si presenta in molte fogge. Una giovane donna venne a trovarmi perché non si sentiva a suo agio, le sembrav di non "essere sé stessa"; era clinicamente depressa, presentava sonno disturbato, perdita di energia e di concentrazione; i farmaci antidepressivi avevano sortito qualche effetto, tuttavia lei non si sentiva per niente "sé stessa"; l'uso di questa locuzione mi colpì.

Indagando sulla sua storia, appresi che pochi mesi prima che i sintomi iniziassero un'amica della mia paziente si era tolta la vita a casa di quest'ultima, dove si era trattenuta mentre lei era via in vacanza; al momento del suo ritorno, tutto era stato rimesso in ordine ed il funerale si era già tenuto.

Sotto il profilo psicologico, questa tragedia poteva aver influito sulla mia paziente più di quanto lei immaginasse e tuttavia, man mano che lei proseguiva, intuivo che vi era qualcosa di inspiegato. Pensando a come aveva ripetuto due volte di essere "non sé stessa", le chiesi se quando era tornata a casa avesse avuto la sensazione che vi fosse qualcun altro; rispose che non aveva voluto accennarne nel caso pensassi che fosse pazza, ma ogni volta che entrava in casa provava la forte sensazione che la sua amica si trovasse proprio lì con lei; non riusciva ad abituarsi, era pressoché fisica.

Uno dei modi per ottenere tali informazioni quando si presentano è quello di prenderle alla lettera - cioè, nel caso in questione, lo spirito legato alla dimensíone terrestre della sua amica era ancora presente e probabilmente incapace di lasciare la scena del suicidio. Discutemmo di tale possibilità e chiesi alla mia paziente se desiderasse che invitassimo lo spirito della sua amica nella stanza di consulenza per vedere se riuscivamo ad ottenere ulteriori informazioni; la paziente desiderava provarci, quindi le chiesi di chiudere gli occhi, sintonizzarsi con la sua amica e cercare di permettere che parlasse attraverso di lei; la cosa avvenne con facilità e ben presto disponemmo dei particolari dl suicidio.

Lo spirito dell'amica continuò ad esprimere un profondo rammarico per essersi tolta la vita. Io spiegai che soffermandosi in quel luogo non poteva fare alcun progresso e che ciò stava avendo un pessimo effetto sulla mia paziente, la quale era stata così generosa da prestarle l'abitazione. Non se n'era resa conto e se ne scusò. "Se solo avessi saputo, disse, quello che so adesso. Stavo affrontando la più grande sfida della mia vita, ciò a cui la vita intera mi aveva portato, e sono arrivata a rovinare tutto. Mi sento persino peggio di quanto mi sentissi prima".

Io dissi che ero sicuro che le sarebbero state concesse altre opportunità; lei fu molto sollevata nel sentirlo, quindi parlammo per un po' delle sue speranze per un'altra vita che aveva davanti; poi lei disse che era pronta ad andarsene. Le chiesi di cercare la luce (che costituisce il primo passo, e spesso è tutto quello che serve). Lei si guardò attorno, poi con un sorriso esclamò "Sì, riesco a vederla!", e se ne andò subito. La mia paziente si sentì immediatamente sollevata dal suo fardello e si riprese completamente.

Si è trattato di una proiezione del mondo interiore della mia paziente? Direi sì e no, poiché nutro la convinzione che il mondo psicologico sia intimamente collegato all'universo spirituale.

Diagnosi da "voci amiche" (1) up.jpg

Il mio ultimo esempio riguarda uno studio sul caso condotto da un collega, il Dr. Ike Azuonye, che sono stato entusiasta di vedere pubblicato sul Brilish Medical Journal (Azuonye, 1997). Nel 1984 una donna precedentemente in buona salute iniziò a sentire una voce dentro la testa, che diceva: "Non temere. So che sentirmi parlare in questo modo dev'essere scioccante per te, ma questo è il modo più facile che riesco a immaginare. Il mio amico ed io lavoravamo al Children's Hospital di Great Ormond Street, e vorremmo aiutarti." La signora era molto spaventata da questa esperienza e finì per rivolgersi ad uno psichiatra, che le diagnosticò una psicosi allucinatoria e le prescrisse tioridazina.

Lei se ne andò in vacanza, ma mentre si trovava all'estero le voci comparvero nuovamente, dicendole che in lei c'era qualcosa che non andava e che necessitava di cure immediate: le comunicarono un indirizzo di Londra, che lei non riconobbe. Una volta tornata, si recò a quell'indirizzo e si ritrovò all'esterno del dipartimento di scansione CT di un ospedale dove si fa pratica; le voci le dissero che aveva un tumore al cervello e che doveva eseguire una scansione elettronica.

La paziente era assolutamente sconvolta e ritornò a far visita al suo psichiatra, il quale la esaminò a fondo, senza trovare segni di anomalie fisiche ma, per rassicurarla, predispose una scansione cerebrale; tale scansione evidenziò una massa che il neurochirurgo disse che doveva essere rimossa. Le voci le dissero di trovarsi assolutamente d'accordo.

Nel corso dell'operazione chirurgica fu dissezionato un considerevole tumore, un meningioma. Quando la donna riprese conoscenza le voci le dissero: "Siamo contenti di averti aiutata. Addio". A dodici anni di distanza la paziente gode di buona salute. Le voci non sono più tornate.

Il Dr. Azuonye riferisce che i suoi colleghi ebbero reazioni discordi. Ve ne furono alcuni che pensavano che la paziente fosse già a conoscenza della diagnosi e che si stesse inventando tutta la storia; altri ritenevano che il tumore dovesse aver provocato delle sensazioni fisiche che avevano spinto la paziente a raccogliere inconsciamente informazioni sulle possibilità di cura presso determinati ospedali; altri ancora si chiedevano se due persone, animate da buone intenzioni e dotate di poteri telepatici, avessero scoperto il tumore e stessero fornendo la loro assistenza.

Alcuni di noi hanno preso in considerazione un'ulteriore possibilità: che queste voci indesiderate, che si rivelarono un'ispirazione, provenissero dal regno dello spirito. Non sarebbe la prima volta. Un episodio illustre, che ha cambiato il corso della storia, si verificò molto tempo fa. Accadde sulla via di Damasco.

A proposito dell'Autore up.jpg

Il Dr. Andrew Powell è uno psichiatra e psicoterapeuta che in passato ha avuto incarichi accademici e di consulenza a Londra e ad Oxford, in Inghilterra. Egli è stato anche membro del consiglio dello Scientific and Medical Network britannico, Associato del College of blealing, ed è fondatore capo dello Spirituality and Psychiatry Special Interest Group of the Royal College of Psychiatrists, UK. L'indirizzo email per la corrispondenza è: sduncan?rcpsych.ac.uk.

Nota dell'editore up.jpg

Il documento del Dr. Andrew Powell si basa su un suo intervento alla conferenza, tenutasi a Londra il 20 giugno 2000 presso il St Thomas Hospital, su "Mental Anguish and Religion - Spirituality, Culture and Psychotherapy".

Bibliografia up.jpg

  • Articolo tratto da NEXUS, numero 42 - gennaio-febbraio 2003.

Riferimenti up.jpg

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"www.procaduceo.org"
Una proposta per un approccio olistico alla diagnosi ed alla terapia.