LE INFLUENZE SOTTILI E DISTURBANTI
Sommario
Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue l'Arcangelo S. Michele, è attuale
anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel
mondo. Infatti il male che è in esso, il disordine che si
riscontra nella società, l'incoerenza dell'uomo, la frattura
interiore della quale è vittima, non sono solo le conseguenze
del peccato originale, ma anche effetto dell'azione infestatrice
e oscura di Satana (brano del discorso fatto dal papa Giovanni Paolo II,
il 24 maggio 1987, durante una visita al santuario di S. Michele Arcangelo).
Già nell'Antico Testamento si parla di esorcismi, ed anche attualmente
tale ministero è ancora attivo. Ma, dal momento in cui si è deciso di eliminare la
Dottrina della rinascita e stabilire l'Inferno o il Paradiso
come unica dimora dei defunti, l'idea che il loro lo spirito possa disturbare i
viventi non era più accettabile, ed allora l'esorcismo è sempre stato diretto contro Satana,
visto come causa del male e principe assoluto delle forze demoniache.
A riprova di quanto detto riportiamo un brano dal libro Un esorcista racconta
del padre Grabriele Amorth (edizioni Dehoniane), esorcista riconosciuto.
Ancora un cenno su una materia che meriterebbe approfondita
trattazione: come è sbagliato negare l'esistenza di Satana,
altrettanto è sbagliato, secondo l'opinione più seguita,
affermare l'esistenza di altre forze o entità spirituali,
ignorate dalla Bibbia e inventate dagli spiritisti, dai cultori
delle scienze esotiche o occulte, dai seguaci della
reincarnazione o dai sostenitori delle cosiddette "anime
vaganti".
Non esistono spiriti buoni al di fuori degli angeli; né
esistono spiriti cattivi al di fuori dei demoni. Le anime dei
defunti vanno subito o in paradiso o all'inferno o in purgatorio,
come è stato definito da due Concili. I defunti che si
presentano nelle sedute spiritiche, o le anime di defunti
presenti in esseri viventi, per tormentarli, non sono altro che
demoni. Le rarissime eccezioni, permesse da Dio, sono eccezioni
che confermano la regola.
Anche se riconosciamo che in questo campo non è stata detta
l'ultima parola; èun terreno ancora con problematiche aperte. Lo
stesso P. La Grua parla di varie esperienze da lui vissute con
anime di trapassati in balìa del demonio e ha avanzato alcune
ipotesi di spiegazione. Ripeto: è un terreno ancora da studiare
a fondo; mi propongo di farlo in altra sede.
Comunque, fortunatamente, nei primi anni del secolo scorso, le ricerche fatte dal
Dr. Wicklands lo portarono a credere che non fosse il demonio, ma gli spiriti dei defunti
a causare tante malattia, fisiche e mentali, che resistevano impunemente a qualsiasi
tipo di trattamento.
Intorno al 1920 egli fondò in Los Angeles (California) il National Psychological Institute,
una organizzazione non a scopo di lucro, dove molti pazienti, altrimenti incurabili, vennero
riportati in buona salute e una vita normale, semplicemente liberandoli dagli spiriti
erranti che li stavano disturbando.
Questo tipo di trattamento era possibile in quanto la signora Anna Wickland,
persona dotata di
qualità medianica,
collaborava con il marito, mettendolo in condizione di contattare gli
spiriti erranti e convincerli di lasciare il paziente ed orientarsi
verso il loro cammino evolutivo.
Nel 1924 il Dr. Wickland, in collaborazione con i suoi assistenti,
Nelle Watts, Celia e Orlando Goerz, scrisse e pubblicò il volume
"Thirty Years Among the Dead" (Trent'anni tra i defunti)
che divenne un classico e, negli USA, contò ben cinque edizioni.
Fu pubblicato anche in Inghilterra, in Olanda e in Spagna. Dieci anni
dopo scrisse "Gateway Of Understanding"
(La porta verso la comprensione), in cui riportava il seguito delle
sue esperienze e conclusioni in merito al lavoro svolto.
Un altro medico, il Dr. Ignáco Ferreira,
nel periodo dal 1934 al 1944, ha lavorato nel Sanatório Espírita de Uberaba (Brasile),
curando persone alienate mentali rimuovendo da esse gli spirit erranti che le disturbavano.
Pertanto, e qui troviamo l'assurdità della situazione attuale,
la Chiesa e la Medicina combattono contro lo stesso tipo di problemi, ma tra di loro non
vi è nessun tipo di scambio di esperienze o condivisione di conoscenze.
Noi ci auguriamo che questo scambio possa avvenire nel più breve tempo possibile.
La maggioranza degli scrittori contemporanei, non esclusi i
teologi cattolici, pur non negando l'esistenza di Satana e degli
altri angeli ribelli, sono propensi a sminuire l'entità della
loro influenza sulle cose umane. Trattandosi poi di influenza in
campo fisico, il discredito è considerato un dovere e una
dimostrazione di saggezza. La cultura contemporanea, nel suo
complesso, considera un'illusione da epoche primitive
l'attribuire ad agenti diversi da quelli di ordine naturale la
causa dei fenomeni che accadono intorno a noi.
È evidente che l'opera del maligno viene enormemente
facilitata da questa presa di posizione, specialmente in quanto
essa è condivisa proprio da coloro che, per il loro ministero,
avrebbero il compito e il potere di interdirgli la malefica
attività. Basandosi invece sulla Sacra Scrittura, sulla
teologia, sull'esperienza quotidiana ci sarebbe da pensare anche
oggi ai posseduti dal diavolo come ad una legione di infelici, a
favore dei quali la scienza può ben poco, anche se non lo
confessa francamente. Diagnosticare prudentemente una demonopatia
- così si potrebbe chiamare ogni cattiva influenza diabolica -
non è, nella maggior parte dei casi, impossibile per chi sappia
tener conto della sintomatologia propria in cui si manifesta
d'ordinario l'azione demoniaca.
Un male di origine demoniaca, anche se dappoco, si mostra
refrattario in maniera strana ad ogni farmaco comune; mentre mali
gravissimi, giudicati anche mortali, si attenuano misteriosamente
fino a scomparire del tutto, in seguito a soccorsi di ordine
puramente religioso. Inoltre le vittime di uno spirito maligno si
vedono come perseguitate da una continua mala sorte: la loro vita
è un seguito di disgrazie.
Molti studiosi si dedicano oggi allo studio dei fenomeni
corrispondenti a quelli che si verificano nei soggetti
demonopatici, dei quali riconoscono francamente l'oggettività
fuori del normale, e per questo li hanno specificati
scientificamente col termine di paranormali. Noi non neghiamo
minimamente i progressi della scienza; ma è contro la realtà,
da noi continuamente sperimentata, illudersi che la scienza possa
spiegare tutto e voler ridurre ogni male a sole cause naturali.
Sono ben pochi gli studiosi che pensano seriamente alla
possibilità di intromissione di potenze estranee, intelligenti
ed incorporee, quali cause di certi fenomeni. Scarso è anche il
numero di medici che, messi pure davanti a casi di malattie con
sintomatologie sconcertanti e con risultati clinicamente
inspiegabili, si prospettino serenamente l'eventualità di avere
a che fare con dei pazienti di quest'altro genere. Molti tra
costoro si appellano, in simili casi, a Freud come al proprio
gerofante. Per questo però sovente riducono quei disgraziati in
condizioni ancora peggiori; mentre la loro opera, in accordo con
quella di un sacerdote esorcista, poteva risultare anche in quei
casi grandemente benefica.
Si può cadere nella possessionediabolica con una vita di
peccato in cui ci si fissa testardamente. Credo che il vangelo ce
ne presenti un esempio emblematico in Giuda, quando afferma:
"Ed allora Satana entrò in lui" (Giovanni 13,27).
Possono essere causa di possessione (non è detto che lo siano
sempre): la pratica o l'assistenza a sedute spiritiche, a magia,
il ricorso a stregoni o a certi cartomanti; la partecipazione a
culti satanici (specie a messe nere), a sette sataniche, a
pratiche d'occultismo... Sono tutte forme che creano legami con
Satana.
Faccio un caso molto comune. Uno ha un male ribelle ad ogni
cura, o vede che tutte le cose che intraprende gli vanno storte;
pensa di avere qualcosa di malefico che lo blocchi. Va da un
cartomante, o da un mago e si sente dire: "Lei ha una
fattura". Fin qui la spesa è poca e il danno è nullo. Ma
poi spesso c'è il seguito: "Se vuole che io gliela tolga,
posso farlo, ma costa 800.000 lire", oppure un milione e
mezzo, o più ancora. Nei molti casi che mi sono capitati, sono
giunto a sapere della cifra massima di 22 milioni di lire. Se la
proposta è accettata, il mago, o il cartomante, chiede qualcosa
di personale: la foto, un indumento intimo, magari una ciocca di
capelli, o qualche pelo, o un frammento d'unghia.
A questo punto il "pollo" è cotto. Che ci fa il
mago con quella roba? È chiaro: fa della magia nera. E qui ci
tengo ad una precisazione. Molti ci cascano perché vedono lo
studio di certi maghi pieno di crocifissi, di Madonne, di
santini, di ritratti di P. Pio. Più ancora, ci cadono perché si
sentono dire: "Io faccio solo magia bianca; se mi si chiede
di fare magia nera mi rifiuto". Nell'uso corrente, per magia
bianca s'intende togliere fatture; la magia nera è farle.
In realtà, lo ripete continuamente P. Candido, non esiste
magia bianca e magia nera; esiste solo la magia nera, perché
ogni forma di magia è un ricorso al demonio. Così il
malcapitato, se prima aveva un piccolo danno malefico (ma forse
non aveva nulla di questo tipo) se ne torna a casa con un vero e
proprio maleficio. Spesso gli esorcisti debbono faticare assai di
più a togliere l'opera di maghi che a togliere il disturbo
iniziale.
Noi siamo essere liberi, perciò possiamo aiutare gli altri o
danneggiarli con tante forme di sopraffazione. Per esempio
possiamo pagare un mago, uno stregone, perché faccia del male a
qualcuno. Purtroppo, siccome vi sono delle persone che hanno
perso il contatto con la loro parte più alta, vi è la
possibilità che il male fatto possa entrare in loro. A titolo di
esempio citiamo chi vive in una famiglia sfasciata o in una
situazione matrimoniale irregolare; le donne che hanno commesso
il delitto di aborto; chi ha il cuore pieno di odio e coloro che
praticano il sesso in modo spregevole e violento o si uccidono
con la droga.
Padre Amorth ha visto spesso la relazione tra droga e
possessione diabolica; così pure tra possessione diabolica e
peccati sessuali congiunti con forme di violenza. Ha anche avuto
modo di notare che chi ha più intensa la vita di preghiera e di
unione a Dio è più salvaguardato di chi non è praticante o
vive abitualmente in peccato.
Ho grande stima di quegli psichiatri che hanno la competenza
professionale e il senso dei limiti della loro scienza, e sanno
onestamente riconoscere quando un paziente presenta
sintomatologie non inquadrabili nelle malattie scientificamente
riconosciute. Il prof. Salvatore Morabito, psichiatra a Bergamo,
ha affermato di avere le prove che molti, ritenuti malati
psichici, erano in realtà posseduti da Satana, ed è riuscito a
guarirli con l'aiuto di alcuni esorcisti (vedi "Gente"
1990, n. 5, pagg. 106-112).
Il 24 aprile 1988 Giovanni Paolo II ha beatificato il
carmelitano spagnolo P. Francesco Palau. È una figura molto
interessante nel caso nostro, perché il Palau, negli ultimi anni
di vita, si dedicò agli indemoniati. Aveva istituito un ospizio
in cui accoglieva i colpiti da malattie mentali. Li esorcizzava
tutti: quelli che erano indemoniati guarivano; quelli che erano
malati restavano malati. Fu molto avversato, naturalmente dal
clero. Andò allora a Roma due volte: nel 1886 per parlare di
queste cose con Pio IX; nel 1870 per ottenere che il Concilio
Vaticano I ristabilisse nella Chiesa l'esorcistato come ministero
permanente. Sappiamo come quel Concilio fu interrotto; ma
l'esigenza di ripristinare questo servizio pastorale resta
urgente.
Che la difficoltà di distinguere un indemoniato da un malato
psichico sussista, è un fatto. Ma un esorcista esperto è più
in grado di capirlo di uno psichiatra; perché l'esorcista tiene
presenti le varie possibilità e sa rilevare gli elementi di
distinzione; lo psichiatra, il più delle volte, non crede alla
possessione diabolica per cui non tiene neppur conto della sua
possibilità.
Mi fermo piuttosto a considerare alcuni disturbi di carattere
generale, che possono indicare una causa malefica, anche se non
sempre si tratta di questo male: non sono sufficienti ad una
diagnosi, ma possono aiutare a formularla.
Le negatività tendono ad attaccare l'uomo su cinque punti, in
modo più o meno grave a seconda della gravità della causa:
sulla salute, sugli affetti, sugli affari, sul gusto di vivere,
sul desiderio di morire.
- Sulla salute. Il maligno ha il potere di causare mali
fisici e psichici. Ho già fatto cenno ai due mali più comuni,
alla testa e allo stomaco. In genere questi mali sono mali
stabili. Altri mali sono passeggeri, spesso durano anche solo
durante l'esorcismo. Si tratta di bubboni, trafitture, lividi...
Il Rituale suggerisce di farvi sopra il segno della croce e
aspergere con l'acqua benedetta. Molte volte ho visto l'efficacia
anche solo di porvi la stola sopra e premere con una mano.
Varie volte mi è capitato il caso di donne venute da me
afflitte perché in prossimità di dover essere operate di cisti
alle ovaie: così risultava dai dolori e dall'ecografia. Dopo la
benedizione, cessavano i dolori dopo una nuova ecografia, non
comparivano più le cisti e non si parlava più di operazione.
P. Candido ha vissuto una ricca casistica di gravi mali
scomparsi con le sue benedizioni; anche tumori al cervello, di
cui i medici si sentivano sicuri. Naturalmente queste cose
possono accadere solo a quelle persone che hanno delle
negatività e per le quali c'è da sospettare che il male dipenda
dal maligno.
- Sugli affetti. Il maligno può dare dei nervosismi
insopprimibili, specie verso le persone da cui si è più amati.
Cosi rompe matrimoni, tronca fidanzamenti; suscita litigi con
urla e strepiti in famiglie in cui in realtà tutti si vogliono
bene; e sempre per motivi futili. Tronca le amicizie; dà alla
persona colpita l'impressione di non essere gradita in nessun
ambiente, di essere scansata, di doversi isolare da tutti.
Incomprensione, non amore, vuoto affettivo totale, impossibilità
a sposarsi.
- Sugli affari. Negozi affollatissimi che, di colpo,
vengono disertati e nessuno più ci mette piede; incapacità a
trovare lavoro, spesso per motivi umanamente assurdi. Ho visto
famiglie agiatissime cadere nella più nera miseria per motivi
inspiegabili; professionisti avviati, di colpo, si sono trovati
sul lastrico. In una parola: inspiegabili passaggi dalla
normalità economica alla miseria, da un lavoro intenso alla
disoccupazione.
- Sul gusto di vivere. È logico che i mali fisici,
l'isolamento affettivo, il fallimento economico spingono ad un
pessimismo per cui la vita è vista solo in senso negativo.
Subentra una specie di incapacità all'ottimismo o almeno alla
speranza; la vita appare tutta nera, senza possibilità di
sbocchi, insopportabile.
- Sul desiderio di morire. È il punto finale che il maligno si
prefigge: far giungere alla disperazione e al suicidio. E ci
tengo a dire subito che quando uno si pone sotto la protezione
della Chiesa, anche con una sola benedizione, questo quinto punto
viene escluso. Pare di rivivere quanto il Signore permise al
demonio riguardo a Giobbe: "Eccolo in tuo potere! Soltanto
risparmia la sua vita" (Giobbe 2,6). Potrei raccontare una
serie di episodi in cui, con interventi che hanno del miracoloso,
il Signore ha salvato certe persone dal suicidio.
Molti, quando esponevo questi cinque punti, ci si trovavano in
pieno, anche se con gradi diversi di gravità. Ci tengo a
ripetere che questi mali possono essere conseguenza di una
presenza malefica, ma possono avere altre cause: non bastano da
soli a concludere che una persona è posseduta o infestata dal
maligno.
Vorrei aggiungere un'osservazione: la possessione diabolica
non è un male contagioso, né per i familiari, né per chi vi
assiste, né per i luoghi in cui vengono fatti gli esorcismi. È
importante dirlo chiaro, perché spesso noi esorcisti incontriamo
grandi difficoltà a trovare luoghi in cui poter amministrare
questo sacramentale.
Note.
Qualità medianica. È la sensibilità
necessaria per comunicare con i defunti e gestire altri fenomeni spiritici.
Un medium lavora in uno stato alterato di coscienza, detta "trance,"
che può essere superficiale o molto profonda. Per maggiori dettagli sulla medianità
vedere la pagina Medianità e Telescrittura.
Torna su 
- 1. Gabriele Amorth, Un esorcista racconta, pp.6-8.
Edizioni Dehoniane, Roma, 1990.
- 2. Ibid., pp. 48-49.
- 3. Ibid., pp. 49-50.
- 4. Ibid., pp. 50-51.
- 5. Ibid., pp. 69-71.