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Seconda parte

Aspetti sconcertanti della Medicina Ufficiale

CHEMIOTERAPIA - MORTE PER TRATTAMENTO MEDICO (1/2)

By Steven Ransom, Copyright 2002
Direttore di Ricerca Credence Publications, UK
Tel. +44 (0)1622 832386
Email: stevel @onetel.net.uk - Sito web: www.credence.org
Tratto dal suo libro: Great News on Cancer in the 21st Century (Grandi novità sul cancro nel 21° secolo, ndt). (Credence, 2002)

Articolo pubblicato su NEXUS, New Time Magazine, Edizione Italiana, N. 44.
Tel. 049-9115516, E-mail: info@nexusitalia.com, Sito: www.nexusitalia.com

Sommario

Le convenzionali terapie anticancro presentano degli effeti collaterali nocivi, se non addirittura letali, ma i professionisti della medicina perseverano nell'imporle ai propri pazienti come se fosse una cosa naturale.

Cancro: il buono, il brutto e il cattivo ../../up.jpg

La scienza medica del ventunesimo secolo vanta una serie di cure le quali in effetti risultano assai pericolose per la salute e, fra queste, nessuna più di quelle relative al cancro. Mi auguro che questo breve resoconto possa giungere nelle mani delle molte migliaia di persone attualmente sottoposte alle cure convenzionali per il cancro, ed anche alle molte migliaia di medici, primari, infermieri ed assistenti che ogni giorno causano inconsapevolmente gravi danni in nome delle suddette cure. Cominciamo il conto alla rovescia, poniamo rapidamente fine alla... morte per trattamento medico.

Ogni anno nel Regno Unito viene diagnosticato il cancro circa 200.000 persone, di cui 152.500 muoiono. Negli Stati Uniti il tasso annuale dei decessi dovuti a questa malattia è di circa 547.000 individui. Tali decessi vengono registrati come dovuti al cancro, ma quanti di questi sono attribuibili alla malattia in sé stessa? Quanti decessi dovrebbero effettivamente essere registrati come "morte per trattamento medico"?

Se prendiamo in considerazione il fatto che le cure convenzionali consistono quasi interamente in radiazioni, chemioterapia e somministrazione a lungo termine di farmaci tossici - cure ben note per i loro gravissimi effetti collaterali - allora il quesito diventa più che legittimo. Riguardo alla chemioterapia, ad esempio, tenete presente quanto segue:

"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori." (Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer, Marcus Books, 1990)

Esaminiamo la vicenda, assai pubblicizzata, dell'ultimo John Diamond, celebrità dei media britannici che optò per le cure convenzionali. Cosa ci dice tale vicenda? John era noto per il suo atteggiamento critico nei confronti di molte delle più diffuse terapie alternative. Consideriamo alcuni aspetti dell'approccio alternativo e ci chiediamo se le sue critiche fossero del tutto immeritate. Sentiamo la voce di coloro che si trovano all'interno dello stesso mondo ufficiale del cancro, i quali citano le tecniche convenzionali che tagliano, bruciano e dissolvono come pessime e disumane, e coloro che, dati i tassi penosamente scarsi di recupero, mettono seriamente in discussione le somme di denaro che oggi vengono investite per le cure convenzionali. Nel solo Regno Unito, nel bazar del cancro convenzionale si spendono ogni anno 2,8 miliardi di sterline, ovvero circa 6.800.000 sterline al giorno; negli Stati Uniti la cifra spesa è 10 volte superiore.

Sentiamo anche coloro che hanno sfidato il buonsenso convenzionale ed optato, con notevoli risultati, per cure anticancro non convenzionali e non tossiche. E non stiamo parlando dell'uso di piramidi o delfini. Dalla gamma nota delle cure anticancro disponibili, il nostro resoconto si concentra sulle vitamine C e B17, presenti in natura, e sul ruolo di supporto dell'alimentazione. Di recente la vitamina B17 in particolare ha riscosso molte attenzioni, nonostante gli sforzi concertati dell'establishment mondiale del cancro per occultare o distorcere tutti i positivi rapporti su tale vitamina.

Dovremmo considerare tutto ciò così sorprendente? Dopotutto, non è certo un segreto che dati gli investimenti globali destinati alle cure convenzionali, che ammontano a centinaia di miliardi di sterline e di dollari all'anno, qualsiasi notizia relativa ad un efficace farmaco anticancro derivato dal semplice nocciolo di albicocca potrebbe danneggiare seriamente l'opulenza della possente Cancro S.p.A.

Il trapasso di Re Carlo ll, 1685 ../../up.jpg

Ma prima, a mo' di introduzione all'argomento "morte per trattamento medico", facciamo un viaggio a ritroso di qualche secolo, sino al letto di morte di Re Carlo 11, dove 14 fra i medici più qualificati del regno stanno zelantemente "rianimando" il Re da un colpo apoplettico.

"Da una vena del braccio destro del Re è stata prelevata qualcosa come una pinta di sangue; quindi gli è stata incisa una spalla, dalla quale ne sono state estratte altre 8 once. Sono stati somministrati un emetico ed un purgante, seguito da un secondo purgante, seguito a sua volta da un clistere contenente antimonio, amari consacrati, salgemma, foglie di malva, violette, barbabietola, fiori di camomilla, semi di finocchio, semi di lino, cannella, semi di cardamomo, zafferano, cocciniglia ed aloe. Il cuoio capelluto del Re è stato rasato e si è creata una vescica.

È stata somministrata polvere di elleboro per starnutire. Ai piedi è stato applicato un impiastro di pece di Borgogna e sterco di piccione. I medicamenti comprendevano semi di melone, manna, olmo viscido, succo di amarene, fiori di tiglio, gigli della vallata, peonie, lavanda e perle disciolte. Man mano che peggiorava, gli sono state somministrate quaranta gocce di estratto di teschio umano seguite da una dose rianimante dell'antidoto di Raleigh, e per finire della pietra di bezoar.

Curiosamente, dopo tali interventi a forza di Sua Maestà è sembrata scemare e, mentre la sua fine sembrava imminente, i medici hanno deciso di fare un tentativo in extremis, introducendo nella gola del Re morente altra miscela di Raleigh, giulebbe di perla ed ammoniaca. Ulteriori cure sono state rese più difficili dalla morte del Re."3

Possiamo star sicuri che i medici radunatesi al capezzale del Re erano tutti quanti maestri nei loro rispettivi campi, i reali e i presidenti non si accontentano di niente di meno. Tuttavia, come osservava Proust, con il senno di poi siano ora in grado di individuare gli orribili errori delle loro terapie. Ai giorni nostri le gocce di teschio, l'ammoniaca e lo sterco di piccione non si usano più, ma cosa diremo fra qualche anno, quando volgeremo indietro lo sguardo alle "altamente rispettabili" terapie anticancro dell'anno 2002? Oseremo azzardare che non c'è nulla di nuovo sotto il sole? Abbiamo davvero compiuto molti progressi'?

La morte di John Diamond, anno 2001 ../../up.jpg

Lo hanno avvelenato, distrutto, gli hanno tagliato via dei pezzi, ha conseguito la remissione, ha sentito i noduli crescere nuovamente, gli hanno dato barlumi di speranza, che gli hanno poi negata (Nicci Gerrard, Sunday Observer, 14 maggio 2001).

Molte migliaia di persone rimasero toccate dalla rubrica che John Diamond teneva sul Times di Londra, nella quale forniva un crudo e brutale resoconto sul proprio vivere con un cancro alla gola. Con uno stile arguto e realistico, John esplorò i numerosi risvolti di un'esistenza minata dal cancro, fra cui i vari aspetti, perlopiù negativi, dello stato mentale e fisico durante le cure con radiazioni, gli effetti della sua malattia sulla famiglia in senso lato e la riscoperta delle meraviglie di tutti i giorni, in precedenza date per scontate.

Manifestava la propria avversione nei confronti dei numerosi cliché sul cancro, quali "il coraggioso John" e "mantenere un atteggiamento positivo", ribattendo: "Non sono coraggioso. Non ho scelto il cancro. Sono solo me stesso, che lo sto affrontando" e "Ogni volta che qualcuno mi diceva quanto per me sarebbe stato opportuno un atteggiamento positivo, quello che intendevano dire davvero era quanto un tale atteggiamento positivo avrebbe reso le cose più facili a loro."

Egli era noto anche per le sue severe critiche verso quasi tutte le cure non-ortodosse e per la sua disponibilità a sottoporsi a tutto quello che la medicina ortodossa aveva da offrire; un servizio che persino lui, fautore delle cure convenzionali, aveva a vario titolo descritto come "emorragie a pagamento" e "aggressioni chirurgiche".

Secondo me, le immagini più memorabili di John furono catturate da Inside Story della BBC - un programma televisivo che seguì John nel corso dell'anno di cure, mostrandone le sofferenze. Un intervento alla gola fece perdere a John la voce il che, per un noto speaker radiofonico, costituì un grave colpo. In seguito, a causa di cure chirurgiche e con radiazioni, perse quasi tutta la lingua e, con essa, il senso del gusto e la capacità di mangiare in modo appropriato - un doppio smacco, dato che era sposato con la superba cuoca televisiva Nigella Lawson.

Nel suo straordinario libro (che divorai) dal titolo 'C': Because Cowards Cet Cancer Too (Perché anche i vigliacchi si ammalano di cancro, ndt), scrisse:

"Lui che non si era reso conto di quale dono fosse una voce non menomata, che aveva consumato i propri pasti senza soffermarsi a degustarne il meraviglioso sapore, che era stato criminalmente dissoluto con le parole, che aveva dato per scontata la vicinanza di partner, figli e amici - in breve, che non sapeva di essere vivo..."4

John morì nel marzo del 2001, all'età di 47 anni, dopo orribili sofferenze durate quattro anni. Con la sua morte, si è aggregato alla presentatrice sportiva Helen Rollason, a Bill "Compo" Owen, a Ian Dury, a Roy Castle, al cardinale Basil Hume, a Linda McCartney e, ultimissimo, all'ex Beatles George Harrison, più altri 152.500 individui che nel Regno Unito soccombono ogni anno all'ordalia del cancro.

Kate Law, della Cancer Research Campaign, ha affermato che in Gran Bretagna la vicenda di John ha contribuito a tirar fuori dal cassetto il mondo del cancro. Gli scritti di John hanno certamente portato nelle case la brutalità delle convenzionali cure anticancro.

Tuttavia coloro che, fra i meglio informati sul dibattito intorno a tale malattia, abbiano letto gli articoli ed il libro di John, avranno riconosciuto che i suoi scritti, sebbene brillanti, non hanno sviscerato affatto la questione nella sua interezza.

Effetti collaterali della chemioterapia ../../up.jpg

Esaminate la seguente dichiarazione dell'esperto in oncologia Professor Charles Mathe:

"Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualche possibilità di farcela.''5

Walter Last, che scrive su The Ecologist, ha di recente riportato:

"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università di California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: '... quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano. Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate.6

Oppure che dire di quanto segue?

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti" (Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol. 337, p. 901).

O ancora di questo?

"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia; la chemioterapia non elimina il cancro ai polmoni, al seno o al colon. Questo fatto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici la utilizzano ancora per questi tumori.
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer).

La chemioterapia è un veleno che uccide tutta la materia vivente ../../up.jpg

Nonostante il diffuso impiego della chemioterapia, negli ultimi 70 anni il tasso di mortalità da cancro al seno non è variato (Thomas Dao, MD, New England Journal of Medicine, marzo 1975, vol. 292, p. 707).

La chemioterapia è una cura invasiva e tossica che si presume elimini le cellule cancerose; tuttavia, sfortunatamente, la sua feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste ultime da cellule e tessuti circostanti sani.

Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per via endovenosa che uccide tutta la materia vivente. Le ripetute somministrazioni di chemioterapia e di radiazioni uccidono gradualmente l'intero organismo; il sistema immunitario viene colpito in modo particolarmente duro dalla chemioterapia e spesso non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza da proteggere adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può portare alla morte.

Qualcosa come il 67 per cento delle persone che muoiono durante le cure anticancro finiscono in tal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienza del sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed aggressiva dei farmaci.7 Di cosa si tratta, se non di morte per trattamento medico?

Gli stessi effetti collaterali della chemioterapia e delle radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tanto per citarne alcuni, vertigini, decolorazione della cute, calo sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea, diarrea, caduta dei capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione, perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi, lesioni permanenti e malfunzionamento degli organi, emorragie interne, danni ai tessuti e infiltrazione cardiovascolare (deterioramento delle arterie).

Due anni fa, ad Hazel fu diagnosticato un cancro al seno; ella ha descritto la chemioterapia come la peggiore esperienza della sua esistenza:

"Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie vene. L'infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse venuta a contatto con la sua pelle l'avrebbe bruciata. Non potei fare a meno di chiedermi 'Se precauzioni di questo genere sono richieste all'esterno, che diamine sta avvenendo nel mio organismo?' Dalle 19.00 di quella sera vomitai alla grande per due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli, l'appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero una morta che camminava."

Più avanti riporteremo altre vicende relative ad Hazel, per quanto in circostanze assai diverse.

Sembra comunque che con la chemioterapia stiamo nuovamente osservando l'aspetto accettabile della cura di ammoniaca somministrata a re Carlo dai più insigni medici del regno. Analogamente, riguardo alla tossicità della "terapia" con radiazioni, John Diamond notò che fu soltanto quando cominciò la cura che iniziò a stare davvero male.

L'esperto oncologo Dr. Charles Moertal, della Mayo Clinic statunitense, ha affermato:

"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici; e dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale..."8

Il Dr. Ralph Moss è l'autore di The Cancer Industry, una sconvolgente denuncia del mondo delle convenzionali politiche e prassi relative al cancro. Moss, intervistato nel 1994 nel corso della trasmissione radiofonica di Laura Lee, affermò:

"In fin dei conti, non vi è alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza e questa è la grande menzogna su tale terapia, cioè che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato."9

Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano; fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.

Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatin - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano (il quale attualmente raggiunge un fatturato complessivo mondiale di circa 110.000.000 di dollari l'anno), mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia.

Le ricerche del Dr. Ulrich Abel ../../up.jpg

Soltanto di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, è solo uno 'squallore scientifico' ed almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore (Dr. Ulrich Abel).

Il seguente brano è tratto da Tim O'Shea a The Doctor within:

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia, ed i suoi risultati andrebbero consultati da chiunque stia per salire sul 'Chemio Express'. Abel, per assicurarsi di aver passato in rassegna tutto quello che era stato pubblicato sulla chemioterapia, inviò delle lettere ad oltre 350 centri medici di tutto il mondo, invitandoli a spedirgli qualsiasi cosa avessero pubblicato in materia; egli esaminò migliaia di articoli, ed è improbabile che al mondo esista qualcuno che sull'argomento ne sappia più di lui.

"L'analisi comportò alcuni anni di lavoro, ma i risultati sono sorprendenti: Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era 'spaventoso' in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a 'prolungare in modo apprezzabile la vita di pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico'.

Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno 'squallore scientifico' e sostiene che almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore ed affine agli 'abiti nuovi dell'imperatore', anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi! (Lancet, 10 agosto 1991). Nessuno, fra i principali media, ha mai nemmeno citato questo esaustivo studio: è stato completamente insabbiato."10a

Lo squilibrio di potere medico-paziente ../../up.jpg

John Diamond, anche se essenzialmente scartava le cure degli "alternativisti", come li chiamava lui, e descriveva in modo per lo più convinto la sua fiducia nel paradigma medico convenzionale, a volte titubava:

"E se quegli altemativisti rinnegati avessero ragione? Se fosse vero che con la radioterapia non si è mai salvata alcuna vita e che con tutta probabilità la mia condizione sarebbe stata peggiorata dall'irradiamento? Se fosse vero, come dichiarato in un paio di libri, che l'effetto principale della chirurgia anticancro fosse quello di rilasciare nell'organismo cellule del cancro vaganti, consentendo loro di insediarsi altrove?... Mi sono rivolto ai libri di medicina per cercarvi conforto, senza trovarne alcuno."11

Parlando con i malati di cancro si scopre ben presto che molti di essi riferiscono che, per quanto abbiano avuto la spiacevole sensazione istintiva che in prospettiva ci debba essere in qualche modo un approccio migliore, si ritrovano comunque a ritornare dal loro oncologo per altre dosi della stessa devastante cura. Perché tutto questo succede, quando sono disponibili già da subito sperimentate terapie non nocive, non convenzionali?

Sicuramente, uno dei fattori rilevanti è il nostro ereditario atteggiamento deferente verso l'ortodossia medica ed il suo simbolismo archetipico: il camice bianco, lo stetoscopio, gli anni di sapienza rappresentati da quei diplomi di laurea incorniciati; ogni particolare parla del nostro essere nelle mani degli esperti. Poi vi è la pressione supplementare che l'oncologo può esercitare sul paziente al momento della diagnosi.

In un saggio dal titolo The $200 Billion Scam, Jeff Kamen descrive il modo in cui la diagnosi di cancro venne comunicata a Kathy Keeton, ultima moglie del magnate della rivista Penthouse, Bob Guccione, la quale ricorda così le parole del suo medico:

"Mi dispiace. Si tratta di una forma assai rara della malattia. La natura di questo cancro ne determina un rapido sviluppo ed una veloce metastasi, quindi dobbiamo intervenire in fretta ed iniziare subito la chemioterapia. Abbiamo a disposizione alcuni dei migliori esperti mondiali del settore; la invito a lasciare che io la affidi alle loro cure, non c'è tempo da perdere. Questa forma di cancro è spesso letale, e lo è velocemente. Senza cure le restano sei settimane di vita. Dobbiamo davvero agire in modo aggressivo con la chemio".11u

Hazel rammenta un'esperienza simile.

"Fondamentalmente rimasi sconvolta dalla diagnosi. Me ne stavo seduta mentre il medico mi diceva che questa era la migliore cura disponibile e che il fatto che mi ci sottoponessi era davvero una questione di vita o di morte. Mio marito era seduto al mio fianco, e mi disse che era necessario che io fossi d'accordo. Caddi in una sorta di trance e, sebbene qualcosa mi mettesse a disagio, mi ritrovai ad annuire riguardo alla chemioterapia."

Certamente lo squilibrio di potere presente in tutti i rapporti medico-paziente (da cui deriva il termine psichiatrico "strizza") costituisce un aspetto fondamentale nello stabilire l'approccio terapeutico.

Informazioni confuse e contrastanti ../../up.jpg

A parte la potente influenza di cui sopra, il trasferimento in massa dalle convenzionali cure anticancro verso sperimentate cure non convenzionali è stato pesantemente ostacolato anche dagli effetti negativi della ridda di confuse, contrastanti e spesso bizzarre informazioni che circolano nell'ambiente, le quali assumono la foggia di "utili" consigli altemativi sul cancro. Un individuo che, per la prima volta, cerca consigli altemativi su Intemet ad esempio, può ben presto ritrovarsi del tutto scoraggiato; alla sola voce "cure altemative per il cancro" esistono qualcosa come 4.000 link!

Un malato ansioso, che non dispone del tempo per separare il grano dal loglio, si ritrova quindi a dover affrontare una serie di calcoli basati esclusivamente sulle sue negative esperienze con Internet, e su di una sorta di cieca e disperata fiducia che, in qualche modo, l'esperto oncologo deve aver ragione.

"Non ci aveva forse avvertito che lì su Internet c'erano un sacco di pazzoidi?" Il paziente quindi si ritrova al punto di partenza e, per default, la chemioterapia suggeritagli in precedenza appare nel complesso la carta "più sicura".

Secondo l'opinione del giornalista del settore sanitario Phillip Day, autore di Cancer: Why We're Still Dying to Know The Truth: "Molte persone deglutiscono, entrano nel tunnel del cancro e sperano di uscire dalla parte opposta."

Tuttavia, nonostante il fatto che la ricerca su Internet possa generare confusione con molta facilità, relativamente a terapie naturali e autenticamente efficaci per una serie di gravi malattie, fra cui il cancro, vi è di fatto a disposizione una messe di informazioni attendibili e documentate con competenza, informazioni che in alcuni casi esistono da molti anni.

Comunque le informazioni su queste terapie non sono propriamente di pubblico dominio, forse perché la medicina naturale ha dovuto lottare con forza per essere compresa con chiarezza, aspetto a monte del quale vi sono motivazioni specifiche. Spesso la questione non riguarda tanto dove cercare autentiche terapie naturali quanto come andare a cercarle.

Prima di analizzare più approfonditamente specifiche cure anticancro, è importante che esaminiamo brevemente le ragioni alla base degli attuali livelli di confusione attorno alla medicina naturale nel suo complesso: deformazione deliberata, stupidità non intenzionale, chiamatele come vi pare. Convenzionale o alternativa che sia, succede da entrambi i lati della barricata, e noi dobbiamo imparare a leggere fra le righe.

Seconda parte

Riferimenti bibliografici ../../up.jpg

  • 1. Vedere il sito web: http://www.crc.org.uk cancer/cs mortality1.html.
  • 2. "Cancer - The Social Impact", presso http/yakko.bme.virginia.edu/biom304/notes/cancer.htm.
  • 3. Buckman, Dr. Rob, Magic or Medicine, Pan Books,1994.
  • 4. Diamond, John, 'C': Because Cowards Get Cancer Too, Vermilion Press, 1999.
  • 5. Mathe, Prof. George, "Scientific Medicine Stymied", Mèdicines Nouvelles (Parigi),1989.
  • 6. Last, Walter, The Ecologist, vol.28, no.2, marzo-aprile 1998.
  • 7. La Sede dell'Oncologia Ortomolecolare, presso http://www.canceraction.org.gg index2.htm.
  • 8. Griffin, Edward G., World Without Cancer, American Media Puhlications, 1996.
  • 9. Day, Phillip, Cancer Why We're Still Dying To Know The Truth, Credence Publications,2000.
  • 10. Day, ibid.
  • 10a. "Chemotherapy - an unproven procedure", presso http://www.thedoctorwithin.com index20.html.
  • 11. Diamond, ibid.
  • 11a. Vedere http://www.kathykeeton-cancer.com.
  • 12. Le Carré, John, intervista su The Nation, New York, 9 aprile 2001.
  • 12a. L'intera vicenda, descritta come "prostituzione professior)ale", presso httpl/www.guardian.co.uk/medicine/story/0,11381,646078,00.html.
  • 13. Ryan, Robert, BSc, "Cancer Research -A Super-fraud?", presso http://www.worldnewsstand.net/health/cancer2.htm.
  • 13a. Vedere il sito web del Dr. Tim O'Shea, http/www.thedoctorwithin.com.
  • 14. "Paraguaritore": il prefisso "para" significa "vicino a", "unitamente a", "simile", "oltre", "irregolare".
  • 14a. Kalweit, Holger, Dream Time and Inner Space, Shambala Publications, 1 998.
  • 15. Diamond, John, "Quacks on the Rack", Observer, 3 dicembre 2000, e 'C': Because Cowards Get Cancer Too, Vermilion Press, 1999.
  • 16. Nel solo Regno Unito si spendono 95.000.000 di sterline in sciroppi per la tosse. Il BMJ, comunque, ha riportato un recente esperimento, che ha coinvolto 2.000 partecipanti, nel quale si è riscontrato che nella maggior parte dei casi gli sciroppi non erano più efficaci di quanto non lo fosse un placebo. Ulteriori dettagli presso: http/news.bbc.co.uk/hi/english/health/newsid_1807000/1807252.st.
  • 17. Gould, Donald, The Black and White Medicine Show, Hamilton, 1985 .


Articolo pubblicato su NEXUS, New Time Magazine, Edizione Italiana, N. 44.
Tel. 049-9115516, E-mail: info@nexusitalia.com, Sito: www.nexusitalia.com

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