SCHEDE TERAPEUTICHE
TUMORI, CANCRI E METASTASI
TUMORE: UN NEMICO VISIBILE O UN AMICO INVISIBILE?
Come curare adeguatamente un tumore
combinando la cura allopatica ufficale con quella naturale omeopatica
SOMMARIO
Un tumore non è mai un male locale che poi si diffonde in
tutto il corpo, è invece un disturbo generale che si concentra in un punto ben
determinato da cui potrà eventualmente diffondersi e creare le cosiddette
metastasi. In altre parole, un tumore è in realtà "l’ultimo stadio" con cui
si manifesta uno squilibrio che si è creato ed è andato peggiorando negli anni
(dott. Razazian M. Farzad).
Quanto proposto è ad esclusivo scopo
informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
Premessa

Dopo tanti anni di pratica clinica, mi sono convinto che la
cosa più importante per motivare la guarigione è lo stato d’animo del paziente.
Infatti, quando lascia l’ambulatorio per tornare a casa dovrebbe portare con sé
il seme della Speranza; la speranza che nasce quando, dopo aver
conosciuto una strada nuova, si inizia a percorrerla sapendo che,
indipendentemente dal risultato ottenuto, ci troveremo a considerare da un altro
punto di vista quello che si è e quello che si vorrebbe diventare. Quando un
paziente è più triste, mentre lascia l’ambulatorio medico, o peggio ancora, è
terrorizzato e più disperato di prima, vengono messi in evidenza due errori del
professionista e precisamente:
- 1. non è stato capace di conquistare il paziente e la sua fiducia,
- 2. ha probabilmente emesso una prognosi senza speranza,
permettendosi con ciò di sostituirsi alla Volontà Divina, l’unica che può
realmente conoscere il destino del paziente. Questo modo di agire è uno dei
peggiori in quanto si basa solo su sintomi e statistiche, e dimostra un orgoglio
smisurato che si manifesta come vanità professionale.
Ho avuto il piacere di incontrare tanti pazienti, a cui
avevano dato solo pochi mesi di vita ed ora, dopo parecchi anni, grazie a Dio,
stanno bene e conducono una vita normale e tranquilla. Va notato che queste
persone sono cambiate e si sono convertite, considerando la Vita, come un
bene prezioso che va rispettato in se stessi e negli altri. Io credo che loro,
strada facendo, prima si sono incontrati con la parte più intima di sé stessi e
questa nuova visione li ha in seguito risanati. Prima avviene un cambiamento
totale e poi segue la guarigione.
Se osserviamo coloro che sono guariti dal tumore, scopriremo
che hanno cambiato il loro modo di vedere e vivere la vita, sono diventati più
tolleranti, si sono purificati di tante emozioni negative come la rabbia e i
rancori, sono diventati più docili, più gentili, più comprensivi ed accoglienti
e soprattutto più staccati dal denaro e dal mondo materiale. Questo è il motivo
per cui un professionista può ricevere molto dai suoi pazienti, i loro
cambiamenti, infatti, arricchiscono anche lui. Un paziente conquistato con tanto
Amore dal suo medico curante affronterà la vita a fronte alta, sapendo di poter
disporre di tutto il necessario per poter guarire e vivere una vita normale.
Un tumore non è mai un male locale che poi si diffonde in
tutto il corpo, è invece un disturbo generale che si concentra in un punto ben
determinato da cui potrà eventualmente diffondersi e creare le cosiddette
metastasi. In altre parole, un tumore è in realtà l’ultimo stadio con cui
si manifesta uno squilibrio che si è creato ed è andato peggiorando negli anni.
Ciò che appare nel corpo, a volte in modo evidente e doloroso, nasce in realtà
molto prima ed in diverse "aree" dell’uomo, ciò in cui lui crede, i suoi
pensieri e le sue emozioni.
Vantaggi e svantaggi della chemioterapia
Le mie ricerche mi hanno condotto verso una doverosa
riconciliazione con la medicina allopatica. Ho infatti compreso che non è
corretto essere contrario alle medicine chimiche, resto comunque contrario alla
loro prescrizione quando non servono oppure quando vengono utilizzate
senza prima provare a sfruttare le risorse naturali del paziente,
predisposte dalla natura e magistralmente organizzate per mantenere il corpo in
buona salute.
Quando è stato fatto tutto il possibile per aiutare le
risorse innate del paziente, oppure ci si trova di fronte ad una patologia seria
e degenerativa come il tumore, l’impiego della chemioterapia, pur per un periodo
limitato, è indispensabile. Va comunque sottolineato che i chemioterapici, che
sono delle sostanze chimiche alquanto tossiche, una volta compiuta la loro
missione, ovvero uccidere le cellule che si riproducono velocemente, vengono
intrappolate nei tessuti organici (connettivo o matrice) rendendoli molti
tossici.
Le statistiche dimostrano come buona parte dei pazienti
affetti da tumori non muoiono per la patologia tumorale, bensì per l’alta
tossicità di questi farmaci. Ne consegue che, durante la chemioterapia, è
necessario il drenaggio dei tessuti con vari prodotti naturali compresi quelli
omeopatici.
Vi sono due casi specifici in cui non condivido l’utilizzo
della terapia chimica:
- 1. la terapia ormonale nelle donne affette da cancro al seno,
perché risultano positive ai recettori specifici per estrogeni;
bisognerebbe invece ricercare e trovare la causa a monte del problema. La Natura
predispone la donna a produrre durante l’età fertile gli ormoni femminili e per
questo esiste un motivo. Se il tumore presenta i recettori per gli
estrogeni, bisogna semplicemente fare due cose:
- rinforzare il sistema immunitario;
- riequilibrare (e mai tamponare) l’asse ormonale nella donna.
- 2. la chemioterapia cosiddetta preventiva (e non curativa)
nel caso dei carcinoma in sitù; questo ultimo è un tumore, non importa se
maligno, che è anatomicamente localizzato e non è ancora evaso dalla sua
capsula, perciò una volta completamente asportato non crea nessun pericolo per
il paziente.
Il nostro lavoro e le nostre statistiche
Gruppo di studio: 49 pazienti.
Il lavoro sperimentale eseguito da noi è durato 12 mesi
durante i quali abbiamo trattato 49 pazienti affetti dalle varie patologie
tumorali di cui 34 donne e 15 uomini. La fascia di età variava da 32 a 68 anni.
Le patologie trattate con la chemioterapia erano: K stomaco (1), K colon (13), K
seno (23), K polmone (4), K esofago (2), K cervello (1), K prostata (1), K
fegato (2), Linfomi non-Hudgkin (2).
Di questi soggetti, 8 hanno abbandonato la cura e 4 sono
deceduti in quanto erano affetti da una patologia avanzate e irreversibile. Il
resto (37 pazienti) sono riusciti a sconfiggere il tumore e godono ancor oggi di
una buona salute.
Va notato che questi i pazienti, durante la chemioterapia
associata alla nostra energica cura drenante, hanno condotto una normale vita
quotidiana, alcuni di essi hanno persino ripreso a lavorare essendo pochi e
limitati i disturbi correlati al trattamento. Il vomito fastidioso,
caratteristico di questa terapia, era infatti limitato ad una leggera nausea e
anche la caduta dei capelli si è pure ridotta nei 30% dei casi. In generale lo
stato fisico dei soggetti era buono ed essi potevano disporre dell’energia
propria delle persone che godono una buona salute.
PROTOCOLLO SUGGERITO SECONDO LE NOSTRE ESPERIENZE

1. Chemioterapia prescritta ed eseguita dai colleghi Oncologi

Per ulteriori dettagli su questo argomento si rimanda alla
documentazione specializzata.
2. Drenaggi endovenoso

Questo drenaggio prevede una terapia endovenosa a domicilio,
fatta da un’infermiera professionale, che segua parallelamente quella eseguita
in ospedale. Purtroppo le infermiere rifiutano di fare questo tipo di terapia
domiciliare, anche quando sono espressamente richieste da un medico omeopata e
sotto la sua responsabilità.
Questo fatto mi rattrista molto. Perché mentre io, medico
omeopata, sono aperto verso la medicina ufficiale ed accetto le cure suggerite
dai medici allopatici, non vi dovrebbe essere una simile apertura anche da parte
loro? Entrambi, quando abbiamo ricevuto la Laurea in medicina, avevamo un solo
scopo da conseguire professionalmente: il benessere del paziente. Perché,
allora, continuiamo a guardarci come nemici concorrenti sottovalutandoci l’uno
all’altro? Abbiamo dimenticato il giuramento di Ippocrate, che mette in primo
luogo la salute del paziente e poi tutto il resto? Il mondo ha bisogno di
condivisione e di Pace, e dovremmo essere i primi a viverle dando l’esempio ai
nostri pazienti.
Comunque, personalmente, ritengo che sia un grave errore la
standardizzazione delle terapie, e nella fattispecie delle cure drenanti.
Bisognerebbe sempre personalizzare questo tipo di intervento, il suo
dosaggio e la sua durata.
Il farmaco principale utilizzato nel nostro protocollo è il
Dynaplex, prodotto esclusivamente sotto forma dei P.M. (Preparazione
Magistrale) dalla Farmacia Legnani di Milano. Non è un farmaco costituito da
sostanze che i medici non conoscono, si tratta di un preparato vitaminico
contenente anche gli aminoacidi Metionina e Cisteina, pertanto, grazie alla
presenza dei loro legami sulfurici, riesce facilmente a neutralizzare una buona
parte degli effetti indesiderati dei chemioterapici. Gli altri farmaci impiegati
nel nostro protocollo sono dei prodotti omeopatici in fiale, da usarsi per
via endovenosa.
Prima di intraprendere il trattamento drenante è necessario
valutare attentamente la funzionalità dei cinque organi emuntori (intestino,
reni, polmoni, fegato, cute), che permettono all’organismo di liberarsi dai
residui tossici (metaboliti) rilasciati dai farmaci chemioterapici.
Se gli emuntori sono in buone condizioni è comunque il caso
di stimolare la loro funzione, In questo caso, dopo aver considerato le esigenze
metaboliche del paziente, vengono valutati i seguenti farmaci: Lycopodium
Comp. (stimolante epatico), Mucosa Comp. (stimolante intestinale e
polmonare), Solidago Comp. (stimolante renale) e Thuja Comp.
(stimolante cutaneo).
Quando, invece, un emuntore è colpito direttamente dal tumore
o necessita un ripristino funzionale, vengono valutati: Chelidonium Homaccord
o Hepeel (ripristino epatico), Nux Vomica Homaccord (ripristino
gastro-intestinale), Berberis Homaccord (ripristino epatorenale),
Tarthephedreel gocce (ripristino polmonare) e Graphites Homaccord
(ripristino cutaneo).
Il Galium-Heel rappresenta il drenante prescelto per
il tessuto connettivale.
Devono anche essere presi nella giusta considerazione i
componenti del Ciclo di Krebs. Se necessario viene adottato il Coenyme Comp.
capace di migliorare la produzione energetica e la catena respiratoria delle
cellule.
Un farmaco, necessario a quasi tutti coloro che sono affetti
da tumore è il Thalamus Comp., in quanto rappresenta un immunostimolante
per eccellenza.
Talvolta possono risultare utili anche gli organoterapici,
ovvero i farmaci omeopatici prodotti partendo dagli organi del maiale (vi è
infatti una notevole somiglianza metabolica fra l’uomo e il maiale). Le
diluizioni prescelte sono spesso: 10D - 30D - 200D. L’utilizzo degli
organoterapici ha lo scopo di dare un input informativo per la rigenerazione
dell’organo colpito.
Tutti i farmaci citati sono prodotti dalla Heel, una ditta
farmaceutica tedesca, e vengono importati e distribuiti in Italia dalla ditta
farmaceutica Guna.
NOTA BENE: la valutazione della terapia drenante endovenosa
non è affatto una cura "fai da te" e deve essere assolutamente seguita da un
medico competente.
3. Correzione del pH acido presente nei pazienti dei tumori

Già negli anni 20 Otto Warburg ebbe modo di notare come le
cellule tumorali, pur duplicandosi più rapidamente del normale, per produrre
energia non utilizzavano ossigeno, bensì la glicolisi anaerobica (fermentazione
del glucosio in assenza di ossigeno). Questo fatto è rimasto un mistero finché
la conoscenze attuali, dovute ai dott. Heinrich Kremer e Alfred Hassig, non lo
hanno svelato.
Il fenomeno viene correlato alla situazione dei microbi, che
in condizioni estreme e prive di ossigeno, come possono essere i fondali marini
in prossimità dei crateri vulcanici, per la glicolisi utilizzano lo zolfo al
posto dell’ossigeno e, proprio per le difficoltà di sopravvivenza, tendono a
riprodursi assai rapidamente. Questi modo di operare, produce comunque poca
energia in quanto ogni molecola di glucosio genera solo 2 molecole di ATP
(Adenosin tri-fosfato) anziché le 38 che si generano con la glicolisi normale in
presenza di ossigeno (vedi il ciclo di Krebs).
Perciò ogni cellula tumorale ricava da ogni molecola di
glucosio solo due molecole di ATP, questo è il motivo per cui hanno estremo
bisogno di zuccheri e spesso "vampirizzano" il paziente. Solo 2 molecole di ATP
non bastano per gestire tutti i loro processi metabolici e la veloce
moltiplicazione, ed allora richiamano più sangue per avere più glucosio
disponibile. Questo è il motivo per cui i tessuti tumorali sono altamente
vascolarizzati.
Purtroppo, però, la glicolisi anaerobica, crea dell’acido
lattico. E più molecole di glucosio sono utilizzate e più acido lattico
viene generato ed immesso nel tessuto connettivo. Questo spiega perché i tessuti
di un portatore di tumore sono più acidi del normale. Siccome anche i farmaci
usati nella chemioterapia lasciano dei residui acidi, questi pazienti saranno
soggetti ad una notevole acidosi metabolica di tipo iatrogeno.
Quando, per mancanza di informazioni adeguate o per golosità,
tale paziente dovesse cibarsi di alimenti che lasciano ceneri acide, per es.:
pasta e pane fatti con farina bianca, dolciumi industriali, latte vaccino e
derivati, carne rossa, ecc., il suo livello di acidosi aumenterà ulteriormente
(per dettagli sugli alimenti vedere il capitolo "Correzione alimentare", posto
più innanzi).
Perché bisogna lottare contro l’acidosi? Perché l’eccessiva
presenza di acidi nel tessuto connettivale lo modifica da sol in gel.
Questo rende difficile i vari scambi fra le cellule e l’ambiente circostante,
creando i presupposti per numerose disfunzioni e malattie. Va notato che
l’acidosi non deriva solo dai residui acidi lasciati da alcuni alimenti,
riguarda anche direttamente i farmaci chemioterapici che, in un ambiente gel,
non solo fanno fatica a raggiungere le cellule, ma aumentano la tossicità
ambientale creando i presupposti per un intasamento delle vie linfatiche.
Quando si riporta il pH al suo giusto livello le funzioni del
tessuto connettivo ritornano normali, Le cellule, allora, possono ricevere e
smaltire sia i nutrimenti derivati dagli alimenti che le sostanze nocive
contenute nei farmaci chemioterapici. Il livello di intossicazione del paziente
si riduce notevolmente ed egli può rispondere meglio alla terapia.
Ci sono fondamentalmente due vie per lottare contro l’acidosi
metabolica e iatrogena:
- 1. digiuno terapeutico
- 2. preparati alcalinogeni.
La nostra esperienza ha dimostrato che pochi pazienti
abbracciano volentieri l’idea di un digiuno terapeutico, il che ci costringe a
scegliere la terapia drenante. Come supporto esiste in commercio un valido
preparato alcalinogeno, si tratta del Pascotabs prodotto dalla Pascoè,
una ditta farmaceutica tedesca, che viene importato e distribuito in Italia
dalla ditta Named.
Anche per questo rimedio il dosaggio e la durata devono
essere personalizzati, al fine di evitare che il pH del paziente diventi troppo
alcalino e creare qualche, seppur non grave, conseguenza.
4. Correzione alimentare

Spesso succede che un paziente, a cui è stata prescritta la
chemioterapia, chieda al suo oncologo: "Dottore, che dieta mi consiglia? Cosa
posso mangiare?". Purtroppo nel 95% dei casi si sentirà rispondere: "Stia
tranquillo, mangi un po’ di tutto, ma senza esagerare! Comunque è necessario che
consumi molta carne, perché Lei è molto anemico!".
La dott.ssa Kousmine, come molti altri medici-naturopati, ha
spesso ripetuto che "mentre i cibi vivi ci fanno vivere quelli morti
ci uccidono". Pertanto i primi alimenti che vanno eliminati, dalla dieta di
un paziente in chemioterapia, sono le carni di tutti i tipi ed il latte vaccino
con tutti i suoi derivati. Il latte per sempre in quanto siamo tutti
ormai svezzati!!!, e la carne per un periodo che va da 6 mesi ad un anno.
Dopo la ristabilizzazione del paziente si può suggerire di
mangiare un po’ di carne, ma non quella dei mammiferi (mucca, vitello, cavallo,
maiale, ecc.), pertanto possono essere usati il pesce, il pollo, il tacchino,
ecc.
La crema Budwig consigliata dalla Dott.ssa Kousmine non deve
mai mancare come colazione ai pazienti di tumore.
Clicca qui per la ricetta e le indicazione per prepararla.
Gli oli spremuti a caldo, comunemente venduti nei
supermercati, devono essere sostituiti con l’olio di girasole spremuto a freddo
che si trova nei negozi di prodotti biologici. Un cucchiaio per due volte al
giorno, sull’insalata del pranzo e della cena, garantisce l’apporto giornaliero
necessario di acido linoleico. Questi oli non devono mai essere riscaldati ed
una volta che la bottiglia è stata aperta, vanno tenuti nel frigorifero e
consumati entro 4-5 settimane.
Suggeriamo caldamante anche la cura dell'Aloe, su ricetta originale
brasiliana di padre Zago, ne trovate una descrizione
cliccando qui.
Se desiderate ulteriori informazioni sull’alimentazione potete
consultare il sito www.metodokousmine.it/kousmine.htm,
dove, gratuitamente, potete scaricare varie ricette.
5. Idrocolonterapia del colon (non per i pazienti affetti da tumori al colon)

Solo chi assiste ad una seduta di ITC (Idrocolonterapia del
colon), eseguita sui pazienti trattati con chemioterapici, può rendersi conto di
cosa vi possa essere nel loro intestino crasso, e considerare seriamente
l’importanza di una efficace pulizia del tratto intestinale. Solitamente,
purtroppo, si considera il colon come un deposito di rifiuti, mentre, a tutti
gli effetti, è un organo del sistema immunitario. Pertanto l’ITC, oltre che
un’azione ripulente, è anche un immunostimolatore per eccellenza, e deve essere
effettuata esclusivamente dal personale medico qualificato.
Le incrostazioni che si formano nelle tasche interne della
mucosa del colon, rappresentano i residui delle feci in transito che, nel tempo,
si induriscono producendo infiammazione della mucosa e riducendo la funzionalità
dei linfonodi, ovvero del sistema immunitario preposto alla difesa locale. Da
questo fatto si può comprendere quanto il colon possa essere causa, o concausa,
nella genesi di tante patologie correlate al sistema immunitario.

La flora batterica e sostanze nocive prodotte da essa
Science and technology in Japan (Università di Tokyo – Mitsuoka).
Per la gentile concessione di Bromatech s.r.l.
Una alimentazione errata, associata ad un uso eccessivo dei
farmaci di natura chimica, spingono gradualmente la flora batterica intestinale
verso una degradazione (disbiosi) che tende a ridurre il buon funzionamento del
sistema immunitario intestinale. Tale flora, infatti, non solo rappresenta una
barriera protettiva nei confronti di microrganismi estranei, ma sorveglia anche
la sintesi delle sostanze dotate di attività cancerogenica.
La Medicina biologica, che considera pure l’Energia vitale
che scorre nell’organismo, ritiene l’intestino ed i polmoni (che derivano
dal medesimo foglietto embrionale endodermico), come due centri di smistamento
di tale Energia. Anche gli organi emuntori, ovvero: intestino, reni,
polmoni, pelle e fegato (emuntore centrale), sono correlati all’Energia,
hanno infatti il compito di farla fluire in modo armonico attraverso i vari
canali energetici (meridiani), per permettere all’organismo di adattarsi alle
condizioni ambientali in cui si trova.
Fra i quattro emuntori che comunicano con l’esterno, l’unico
ad avere un rapporto diretto con il fegato, tramite la vena porta, è
l’intestino. Perciò il colon è il primo organo in cui possono generarsi, e
quindi venire trasmesse al fegato, le varie tossine di origine putrefattiva,
fermentativa e cancerogenica. L’ITC, pertanto, non solo disincrosta la parete
interna del colon, ma, promuovendo l’integrità della flora batterica
intestinale, limita l’afflusso di sostanze nocive al fegato.

La qualità delle feci secondo il loro pH – Comitato scientifico di Bromatech.
Quando le scorie e le tossine sono state eliminate dal colon,
si assiste ad una rigenerazione dei tessuti danneggiati ed al ripristino della
piena funzionalità degli organi e degli apparati compromessi. Si ottengono in
questo modo:
- una sensazione di leggerezza addominale, conseguente all’eliminazione di:
- tossine dovute ai chemioterapici,
- eccesso di muco,
- gas di putrefazione,
- particelle alimentari non digerite,
- eventuali parassiti
- eventuali funghi, come la Candida, molto
frequente nell’intestino dei pazienti affetti da tumore.
- una gradevole sensazione di benessere generale,
dovuto alla disincrostazione della mucosa intestinale ed al maggior
assorbimento delle sostanze nutritive.
- la normalizzazione della flora batterica intestinale,
con il miglioramento delle seguenti funzioni: rivitalizzare e proteggere
la mucosa intestinale, facilitare la digestione delle fibre, favorire la
trasformazione di vitamine ed enzimi, svolgere un’azione di barriera
contro i microrganismi estranei.
- ripristino immediato della funzionalità fisiologica
del sistema immunitario locale (MALT = Mucosa Associated Lymphoid Tissue),
con l’indiretta stimolazione secondaria dell’albero respiratorio
e la conseguente normalizzazione dell’ossigenazione delle cellule. I
linfociti B deputati alla produzione degli anticorpi si formano per
l’80% nelle stazioni linfatiche localizzate sulle mucose e
principalmente quelle intestinali. Poiché gli anticorpi si formano
principalmente nell’intestino, quando si pulisce la mucosa del colon si
ottiene il sistema più efficace per neutralizzare le tossine e
combattere i batteri patogeni ed altri agenti estranei.
- un vero e proprio rapporto di simbiosi mutualistica
tra i germi eubiotici della flora batterica ripristinata con l’individuo
ospite. Grazie agli effetti diretti ed indiretti (Mackoviak, 1982) ciò
esercita un controllo reciproco sulla flora potenzialmente patogena, sui
miceti e sui virus (vedi la tabella seguente).
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EFFETTI DIRETTI |
EFFETTI INDIRETTI |
- Produzione di metaboliti tossici
- Soppressione dell’adesività batterica
- Degradazione delle tossine
- Bassi potenziali OX / REDOX
|
- Aumento degli anticorpi
- Deconiugazione degli Acidi Biliari
- Aumento dell’interferone
- Stimolazione fagocitaria
|
- regressione parziale ed a volte totale della
sintomatologia di base, quali dolori addominali, prurito, cefalea,
dispepsia. Tale regressione può spesso essere ricondotta ai seguenti
fattori:
- a) la pulizia del colon, che decongestiona
immediatamente la vena porta con conseguente regolarizzazione della
funzionalità epatica-vescia biliare e pancreatica.
- b) la stimolazione della proliferazione delle Cellule
Natural Killer (NK) (v.n. 4-8) ed una diminuzione dei T8 citotossici
(v.n. 15-25). Nelle malattie autoimmuni, invece, si verifica un lento
movimento verso la normalizzazione del rapporto T4/T8 (v.n. 1.20-2.00).
Questo fatto è stato dimostrato dalla valutazione delle sottopopolazioni
linfocitarie eseguita prima e dopo varie sedute di ICT nei pazienti
affetti da tumore.
- c) la miglior ossigenazione del cervello. Infatti, a
seguito di una ICT, si riscontra un netto aumento metabolico delle
cellule nervose producenti endorfina, che si traduce in un innalzamento
della soglia del dolore.
- un beneficio globale a carico dell’intero sistema
endocrino, dovuto al fatto che ipotalamo ed ipofisi (direttori
dell’orchestra endocrina, da cui dipendono anche tiroide, surreni e
gonadi), con una migliore ossigenazione migliorano la qualità del loro
metabolismo. L’epifisi, invece, promuove il ripristino del normale tono
dell’umore.
La mucosa interna del colon in un paziente di 36
anni, fumatore. Come si vede, la presenza delle incrostazioni
fecali, formate nel tempo, ha fatto scomparire la struttura anelare
del colon responsabile per la sua peristalsi. L’iperemia dei vasi
locali è un indice dell’infiammazione.
Nel paziente sopra menzionato, dopo 10 sedute di
idrocolonterapia (1 anno di terapia), si assiste ad una eliminazione
delle incrostazioni fecali che hanno permesso la ricomparsa della
primitiva struttura anelare del colon.
(con il consenso del paziente al trattamento dei
dati personali al fine di una ricerca clinica),
6. Self-Love-Therapy (Auto-Amor-terapia)

È chiaro che noi non possiamo sorridere per un amico, deve
sorridere da solo; non possiamo guarire per un paziente, deve
guarire da solo e per guarire, prima di tutto,
DEVE volerlo.
Ogni cellula del Corpo umano (epatica, muscolare, nervosa,
cutanea, intestinale, renale, …), possiede una memoria ed intelligenza sua
propria. Queste, messe insieme, costituiscono una memoria ed intelligenza
Collettiva che può assurgere ad un Potere superiore capace di condizionare e
perfino sottomettere la memoria individuale. Si potrebbe paragonare questa
situazione alla elezione di un Primo ministro: ogni cittadino ha la propria
libertà, intelligenza ed un potere personale che, messi insieme, possono dare ad
una persona sola il potere di governare e decidere per lui.
Considerando la moltitudine di esseri esistenti nel Creato,
possiamo postulare che le loro coscienze altro non siano che un frammento della
Coscienza Globale, che potremmo chiamare Dio o Creatore. Possiamo perciò
concludere che Dio esiste, e non solo nei Cieli, come ci viene insegnato dalla
teologia, ma anche in tutte le cose, anche in quelle che apparentemente ci
sembrano senza coscienza individuale.
Dio è dappertutto, ma soprattutto è presente con la sua Vita
in ogni cellula del nostro corpo. Si dovrebbe sempre invitare un paziente a
parlare alle cellule sofferenti, dir loro di aprirsi all’energia vitale che è
sempre presente, e farla scorrere portando vitalità e guarigione. Così facendo
si possono ottenere dei magnifici risultati. Infatti, i paziente affetti da
epatite, colite, cancro, ecc., dopo gli amorevoli dialoghi con il loro organo
malato guariscono prima. Bisogna amare Tutto e ringraziare per il Tutto.
Quando, al mattino, troviamo una giornata di sole, diciamo:
"Che bella giornata", ma quanti sanno apprezzare una giornata buia, piovosa e
nuvolosa? Perché? Dopotutto anche le nuvole hanno il loro scopo, se ci sono
significa che devono esserci! Se considerassimo che le nuvole fanno parte del
creato, ed il Creatore è perfetto, allora potremmo accettare anche le nuvole e
la pioggia, e passare una buona giornata.
Nel momento in cui vediamo Dio nelle nuvole e nella pioggia e
Lo ringraziamo di esistere e di dare la vita a Tutto, cambierà la nostra
visione, apprezzeremo le nuvole e la pioggia, e diremo: "Che bella giornata! Che
belle nuvole! Dio ti ringrazio per questi tuoi doni". Questo è il segreto per
vivere sereni ed armonizzare la nostra vita quotidiana con l’ambiente che ci
circonda.
Quanti di noi si sono rivolti, almeno una volta nel corso
della vita, ai denti dicendo: "Cari denti, vi amo e vi ringrazio di esistere?",
(ringraziamento rivolto in realtà al Dio presente nelle molecole del dente).
Generalmente si pone l’attenzione sui propri denti solo quando sono cariati o
fanno male!. Ciò non è giusto, se possediamo un oggetto, diciamo un’automobile,
che ci sta servendo con Amore e ci aiuta a spostarci per andare al lavoro, fare
le spese, andare in vacanza, ecc., la minima cosa che potremmo è ricambiarla
"amandola" e "ringraziandola".
Questa potrebbe sembrare una visione spirituale spinta
all’eccesso, ma provate a dire "Ti amo" alla vostra macchina e vedrete che non
vi lascerà mai a piedi! Simile attira simile, nello stesso modo Attenzione e
Amore richiamano Attenzione e Amore; questo è una Legge Universale.
Anche una patologia grave, come un tumore, può avere uno
scopo: aiutarci a meglio comprendere il significato della Vita, ed a rispettarla
di più, in noi, negli altri ed in tutte le cose. Disse Richard Bach: "Quando hai
davanti a te un problema, guardagli nella mani, ha un regalo per te!". Anche un
tumore può offrirci un regalo: quello di aiutarci a cambiare il nostro modo di
vivere, ed a vivere in modo migliore. Non consideratole un nemico visibile,
bensì un amico invisibile!
Immaginate il vostro organo malato davanti a voi o fra le
vostre mani, inondatelo di luce, cominciate ad accarezzarlo, amatelo e
parlategli (anche a voce alta), chiedete all’Energia vitale di scorrere in lui
libera e tranquilla. Ed il Dio che si manifesta come energia vitale vi sentirà e
vi risponderà. L’Amore è come l’eco: appena donato ti ritornerà a dosso!
Buon Cammino!
Sito ufficiale dei medici Kousminiani: www.amik.it/home.aspx
CONTATTI:
Dr. Razazian M. Farzad.
Gastroenterologia e Medicina Naturale.
Membro della Società Italiana di Idrocolonterapia.
Via Leonzio Foresti, 40
25134 San Polino - Brescia (IT)
Tel. 030-2310392
Cell. 338-8800140
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