SCHEDE TERAPEUTICHE
TUMORI, CANCRI E METASTASI
LA NUOVA MEDICINA DEL DOTT. HAMER
Sommario
|
Dott. Ryke Geer Hamer |
Il dott. med. Ryke Geer Hamer è nato in Germania nel 1935. A 18 anni ha conseguito
la maturità ed iniziò gli studi di medicina e teologia all'università di
Tubinger. Dopo diversi anni d'intensa attività nelle cliniche universitarie di
Tubinger e Heidelberg, nel '72 conseguì la specializzazione in medicina interna
e iniziò ad occuparsi quale primario in ginecologia di molti malati di cancro.
Parallelamente coltivava un hobby molto particolare: quello dell'inventore.
A lui si devono l'invenzione dello scalpello a taglio atraumatico utilizzato in
chirurgia plastica, con lama 20 volte più sottile di quella di un rasoio, della
sega speciale per ossa utilizzato in chirurgia plastica, del lettino da
massaggio che si adatta automaticamente alla forma del corpo, come pure di un
apparecchio per la transcutanea del siero.
Nel 1976 il dott. Hamer, con la
moglie ed i suoi quattro figli, volle ritirarsi in Italia, per curare
gratuitamente i malati nei quartieri più poveri, dal momento che i brevetti
depositati delle sue invenzioni gli permettevano un reddito sufficiente.
Il 18 agosto 1978, alle tre del mattino il principe Vittorio Emanuele di Savoia,
in un momento di follia, nel pressi dell'isola Cavallo sparò al figlio del
dott. Hamer, Dirk, che stava dormendo in barca. Per più di tre mesi Dirk lottò
tra la vita e la morte e alla fine il 7 dicembre spirò.
Questa perdita inaspettata cambiò la vita del dott. Hamer e della sua famiglia. Poco dopo la
morte di suo figlio infatti si ammalò di cancro ai testicoli. Lavorando come
primario in ginecologia nella clinica oncologica universitaria di Monaco, gli
venne il dubbio che la sua malattia potesse essere in rapporto allo choc della
morte di suo figlio e quindi che il suo tumore al testicolo non fosse scaturito
da una "cellula impazzita," ma dovesse essere in relazione al cervello. Chiese
ai suoi pazienti se anch'essi avessero vissuto un avvenimento terribile e scoprì
che tutti, in effetti, avevano subito un evento traumatico prima di
ammalarsi.
Questo diede l'inizio a numerose ricerche e sperimentazini che portarono il dr. Hamer a
formulare 5 Leggi fondamentali che spiegano, non solo come nascono le malattie
cancerogene, ma ne delineano il progresso e le possibilità di curarle rimuovendone
le cause profonde.
Tratto da "Il Capovolgimento diagnostico - la genesi delle malattie e in particolare del cancro".
Edizioni "Amici di Dirk," Fuengirola, Spagna.
Prima di poter iniziare lo studio del lavoro fatto dal dr. Hamer è necessario fare qualche
richiamo di embriologia, ovvero la scienza che studia lo sviluppo del feto umano nel
grembo materno.
Non appena l'embrione entra nell'utero si stabilisce nelle sue
pareti in modo permanente. All'incirca al nono giorno dopo le
fertilizzazione il piccolo globo che costituisce l'embrione giace
completamente sprofondato nella membrana uterina.
Poco tempo dopo si forma la placenta, che congiunge
intimamente l'embrione e la madre. L'insieme di parti, di cui la
placenta è costituita, provvederà lo scambio di nutrimento tra
la madre e l'embrione che si sviluppa lentamente nel suo grembo.
A dieci giorni il piccolo embrione si presenta come un
minuscolo dischetto, costituito della sovrapposizione di due
foglietti detti Ectoderma (o foglietto esterno) ed Endoderma o foglietto interno.
In un secondo tempo si svilupperà un terzo foglietto: il Mesoderma
(o foglietto medio). Gli embriologi li chiamano i foglietti germinali primitivi.
Le cellule di ogni foglietto continuano poi a differenziarsi, dando così origine a
vari organi specifici ed ai sistemi nel modo seguente:
Endoderma o endoblasto (foglietto interno)
Da questo foglietto si formano molte ghiandole
e il rivestimento interno di molte cavità.
Simbolicamenete rappresenta la vita vegetativa, dà infatti origine agli organi
del nutrimento ed assimilazione (mucose dell'apparato digerente e
respiratorio, fegato, pancreas, tonsille, polmoni, timo, tiroide,
paratiroidi).
La prevalenza di questo foglietto, durante la vita embrionale, darà origine ad
individui definiti a morfologia endoblastica o linfatica.
Mesoderma o mesoblasto (foglietto medio)
È il punto di origine per molti organi ed anche per le strutture che supportano
i tessuti formati dall'ectoderma e dall'endoderma.
Rappresenta, simbolicamente, il dinamismo del mondo animale, da esso originano infatti
gli organi del movimento e dell'attività in genere, come: cuore, vasi,
sangue, ossa (fatta eccezione per alcune della testa),
muscoli lisci e striati, reni, corticosurreni,
gonadi, ipofisi anteriore e la matrice o tessuto connettivo.
È anche il punto di origine per il derma della cute.
Lo sviluppo particolare di questo foglietto da origine a
individui dalla morfologia mesoblastica o sanguigna.
Mesoderma o ectoblasto (foglietto esterno)
È l'ultimo foglietto che si forma. Da esso originano molte delle strutture vicine alla superficie esterna
del corpo, come: l'epidermide della pelle, lo smalto dei denti, la cornea e il cristallino
dell'occhio, i muscoli e le ossa della faccia, le strutture di sostegno
dell'orecchio esterno e della cavità nasale.
Oltre a queste strutture periferiche, originano dall'Ectoderma anche vari
componenti del sistema nervoso, compresi l'encefalo e il midollo spinale.
Simbolicamente rappresenta il massimo punto evolutivo nell'organizzazione
della materia vivente. Costituisce a tutti gli effetti
un intimo collegamento tra il corpo ed il Sistema nervoso, ed è perciò il canale
in cui passano tutte le percezioni a livello epidermico, rivestendo con ciò il ruolo di
relatore tra l'esterno e l'interno del corpo e viceversa.
La prevalenza di questo foglietto, durante la vita embrionale
darà origine ad individui dalla morfologia ectoblastica o cerebrale.
Questi tre foglietti embrionali rappresentano il riassunto dell'evoluzione biologica,
che ha permesso ad una semplice cellula di diventare una organismo assai
complesso: l'organismo dell'uomo.
Alla base di tutto il lavoro compiuto dal dr. Hamer, sta la sua geniale intuizione
del fatto che ogni trauma psicologico, vissuto in modo repentino ed inaspettato, determina
un'influenza deleteria, sia in una zona del Sistema nervoso (dettagli più innanzi), che
nell'area del corpo fisico che si relaziona alla zona colpita.
Mentre è scientificamente risaputo che dai foglietti embrionali originano
le seguenti parti del Sistema nervoso:
- ectoderma: corteccia cerebrale (neoencefalo)
- mesodera nuovo: midollo cerebrale
- mesodera antico: cervelletto (paleoencefalo)
- endoderma: tronco cerebrale
Nessuno, finora, aveva intuito che, ad ognuna di queste parti, non solo corrisponde
una parte ben definata del corpo, ma anche alcuni microbi e la capacità
di reagire a secondo della tipologia del trauma subito.
Ne consegue che ogni trauma
psicologico, proprio per la tipologia di conflitto che ad esso compete, creerà un
danno sia in una parte ben precisata del Sistema nervoso, sia nell'area corporea a
quella parte correlata. Questo, purtroppo, comporta spesso
l'insorgere di una patologia tumorale.
In sintesi possiamo sintetizzare i fondamenti su cui il dr. Hamer fonda la sua
teoria, relativa alla patogenesi dei tumori, nel modo seguente:
- al verificarsi di un conflitto inatteso, senza soluzione apparente, vissuto
in solitudine, si crea un disturbo che colpisce contemporaneamente a livello mentale,
cerebrale ed organico; tale disturbo genera:
- a livello mentale, uno stress permanente,
- a livello cerebrale, una spece di cortocircuito in una zona specifica,
- a livello organico, uno di questi processi patologici:
- proliferazione cellulare (tumore),
- lisi (perdita di sostanza),
- blocco funzionale (paralisi).
E sarà solo eliminando il conflitto che si potrà risolvere il cortocircuito
cerebrale e permettere la guarigione dell'organo colpito.
LE CINQUE LEGGI DELLA NUOVA MEDICINA

L'opera del dr. Hamer è riassunta nelle 5 Leggi Biologiche Fondamentali e,
fondamentalmente, prende in considerazione la stretta correlazione tra l'organo ammalato e
una zona determinata del cervello.
Prima legge: Il trauma è il detonatore.

Ogni malattia è causata da un trauma emotivo
che ci coglie impreparati, ci prende in contropiede, un trauma che viviamo
in solitudine e che non sappiamo come risolvere.
Allo scopo di
continuare la specie, l'uomo ha sviluppato col passare del tempo dei
programmi biologici di sopravvivenza che sono diventati automatici e si
sono inscritti nel suo cervello, nelle sue cellule.
Esiste una triade
indissociabile: mente-cervello-corpo, tre unità che funzionano
sempre insieme.
a) Il cervello non è in grado di distinguere tra reale
e simbolico, tra realtà e immaginazione.
b) Siamo programmati per sopravvivere, quindi la malattia è la soluzione perfetta del cervello in
termini biologici di sopravvivenza.
c) Tutte le volte che un individuo
viene colpito da un trauma emotivo che abbia le seguenti
caratteristiche:
- vissuto in maniera drammatica,
- ci colga impreparati,
- l'emoziona abbia il sopravvento sulla ragione
- sia vissuto in solitudine, rimuginando continuamente il problema,
- non si trovi una soluzione soddisfacente.
Allora e solo allora il cervello
entra in azione mettendo in moto uno speciale programma biologico per la
sopravvivenza dell'individuo. L'intensità del trauma emotivo
determinerà la gravità della malattia, mentre il tipo di emozione
determinerà la localizzazione nel corpo.
Quindi la malattia è un imultaneo squilibrio a livello psichico, cerebrale
e fisico dovuto ad un trauma emotivo.
Senza conflitto non vi è malattia,
rendersene conto è il primo passo verso la guarigione!
Seconda legge: niente esiste senza il suo contrario.

Viviamo in un mondo polare, non esiste il
giorno se non c'è la notte, la salute non ha senso senza la malattia, ecc.
La medicina ufficiale ha individuato circa un migliaio di malattie,
suddividendole in malattie "fredde" e malattie "calde".
Quelle "fredde" sono: stato continuo di stress, insonnia, cancro, angina pectoris,
neurodermatiti, psicopatologie, ecc. quelle "calde" sono: infezioni,
reumatismi, allergie, esantemi, ecc.
In verità non esiste una malattia
"fredda" o una malattia "calda", ma piuttosto esistono fasi alterne
"fredde" e "calde". Tutte le malattie presentano appunto due fasi: fase
"fredda" detta simpaticotonia, e fase "calda" detta vagotonia.
È sempre la fase "fredda" che arriva per prima, seguita dalla fase "calda" di
riparazione una volta superato il trauma. Il superamento del trauma è la
chiave di volta per passare in fase di riparazione.
FASE FREDDA: al verificarsi di un trauma emotivo che ci coglie impreparati, ci
prende in contropiede, che viviamo in solitudine e che non sappiamo come
risolvere, i tre livelli dell'essere (mente-cervello-corpo) entrano in una
fase di reazione per poter sopravvivere:
- a livello psichico:
il paziente continua a rimuginare il suo problema, è stressato, non ha più
fame, dimagrisce, fa fatica ad addormentarsi. In questo continuo stato di
allarme tutte le energie sono mobilitate al solo fine di superare il
trauma.
- a livello cerebrale:
si producono dei cerchi concentrici (focolai) in una certa area del cervello che presiede al
funzionamento di un organo ben preciso. Alla TAC cerebrale senza liquido
di contrasto i focolai di Hamer sono chiaramente visibili.
- a livello fisico:
il cervello può dare solo quattro ordini: creare una
massa (tumore, ciste, ecc) scavare un buco (lisi), bloccare,
sbloccare un organo.
FASE CALDA:
questa fase ha inizio solamente al
momento della soluzione del conflitto.
- a livello psichico:
iniziamo a tirare il fiato. Lo stress si dilegua, il conflitto è stato
risolto. Torna l'appetito, le estremità del corpo riprendono ad essere
calde.
- a livello cerebrale:
nell'area del cervello dove si è
verificato il "cortocircuito" comincia a formarsi l'edema di
riparazione. Una volta terminata la riparazione una crisi epilettoide
(tremori, sudori freddi, stress, evacuazioni urinarie) verificherà se
l'evento conflittuale è stato completamente superato; in caso affermativo
l'edema sarà evacuato tramite la diuresi, in caso negativo si manifesterà
con fasi alterne di ricadute e risoluzioni che avranno come conseguenza il
formarsi di una cisti cerebrale al posto dell'edema.
- a livello fisico:
già prima della crisi epilettoide la malattia smette di
progredire ed il cervello si ripara. Nella fase di vagotonia
(fase calda) il paziente entra in uno stato di infiammazione;
tutte le energie sono ora tese alla risoluzione cerebrale e fisica:
può avere stati febbrili, dolori diffusi o localizzati e
molta stanchezza. Tutti gli stati infiammatori sono delle
riparazioni, ivi comprese le malattie infettive. È da
tener presente che la fase di riparazione può essere anche più
pericolosa della fase di malattia.
Terza legge: il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti.

Il termine ontogenetico si riferisce alla
vita embrionale dell'individuo e si parla di "malattie equivalenti"perché
non solo i tumori, ma tutte la malattie, si comportano secondo l'enunciato
delle cinque leggi.
La ragione di tutti i comportamenti biologici
risale alla notte dei tempi e comincia con l'apparizione della prima
cellula sul nostro pianeta.
Abbiamo già detto che l'uomo non sarebbe
potuto sopravvivere fino ad oggi se non avesse integrato nel suo cervello
programmi biologici di sopravvivenza volti al superamento di ogni genere
di ostacoli che nel corso dei millenni si sono presentati sul cammino
della sua evoluzione. Una volta superato l'ostacolo, la soluzione viene
trasmessa alle generazioni future: nei primi due mesi di vita
intrauterina il feto incarna tutta questa memoria dall'inizio della vita
ad oggi.
- Prima tappa dell' evoluzione:
La cellula
per continuare deve respirare, mangiare, eliminare e
riprodursi. Col passare dei secoli la nostra cellula si associa ad
altre cellule e diventa un organismo pluricellulare adattandosi così alle
situazioni contingenti.
Se, per esempio, esso vive in un luogo dove
l'ossigeno scarseggia, entra in una fase di stress e trova la soluzione al
problema moltiplicando le cellule specializzate nella respirazione. Creerà
una specie di tumore, una proliferazione cellulare. Dunque a questo stadio
della vita, la sopravvivenza è assicurata da un aumento delle cellule là
dove è necessario e l'ordine di proliferazione viene impartito da una
struttura cerebrale arcaica che diverrà il tronco cerebrale.
Ciò che avviene nel ventre materno in qualche modo ripercorre tutti gli stadi
dell'evoluzione, tant'è vero che, nel corso del suo sviluppo, l'embrione
sembrerà di volta in volta un'ameba, un girino, ecc.
Cos'à ereditato l'uomo moderno dalla prima tappa dell'evoluzione della vita sulla Terra?
Quali sono gli eventi conflittuali? Sono conflitti che riguardano
il...boccone! Un boccone di cibo, d'aria, un boccone da espellere,
un boccone in senso figurato (nutrirsi, respirare, eliminare). L'uomo
quando si sente crollare tutto addosso, il cervello trattiene i liquidi.
Per quanto riguarda la funzione riproduttiva, i conflitti interesseranno
l'endometrio e parte della prostata.
- Seconda tappa dell'evoluzione:
Qui
assistiamo al passaggio degli organismi viventi dall'ambiente acquatico a
quello terrestre. Ora deve proteggersi dal nuovo mondo che lo circonda: là
dove sarà aggredito dai raggi solari, il cervello produrrà un ispessimento
delle membrane per evitare di morire bruciato. Nel ventre materno,
l'embrione continua a perfezionarsi irrubostendo tutte le membrane: derma,
pleura, peritoneo, pericardio.
Quali tracce psichiche rimarranno
registrate nella memoria dell'uomo moderno? In generale tutti i conflitti
relativi alla paura di venire aggrediti, di subire un'aggressione contro
l'integrità fisica all'altezza del torace (mesotelioma pleurico), della
cavità addominale (mesotelioma peritoneale), del cuore (mesotelioma del
pericardio). Fanno ancora parte tutti i conflitti relativi al sentirsi in
qualche modo colpiti nella propria integrità morale, insozzati:
attacchi vissuti sulla pelle che daranno luogo a melanomi. La pelle è la
parte del nostro corpo che per prima entra in contatto con gli altri
individui.
- Terza tappa dell'evoluzione:
Per
il nostro piccolo organismo è ora di muoversi, esplorare l'ambiente
circostante. Dovrà quindi sviluppare uno scheletro, dei muscoli e dei
tendini. Ma se il mondo verso il quale tende (la terra) non è migliore di
quello dal quale proviene (l'acqua), deciderà di tornare indietro e dovrà
quindi perdere gli organi che aveva espressamente sviluppato: dovrà
fare una lisi (riduzione cellulare, necrosi), perdere sostanza.
Nel ventre materno comincia è il momento in cui compare il sistema osseo e
muscolare. Questa fase corrisponde allo sviluppo del proprio valore. Qui i
conflitti sono di svalutazione di sé (osteoporosi).
- Quarta tappa dell'evoluzione:
è un
ulteriore precisarsi di tutte le tappe precedenti, il passaggio da:
"mi sposto sulla superficie e mi misuro con il nuovo ambiente" a
"entro in comunicazione con altri individui". Si affinano gli organi
sensoriali:
Sul piano psichico assistiamo ad una proiezione di sé in un
contesto sempre più vasto e complesso.
Se ho paura di morire la soluzione
biologica del cervello sarà quella di aumentare gli alveoli polmonari per
prendere più aria e sopravvivere, insomma una proliferazione cellulare, un
cancro ai polmoni. Se invece mi "tolgono il fiato" mi "anca il respiro"
ossia un conflitto dipendente dal mio rapporto con gli altri, la soluzione
sarà quella di ulcerare i bronchi affinché passi più aria.
Mentre se il conflitto è legato a dover andare allo stesso tempo in due direzioni
diverse e non sappiamo cosa decidere, la soluzione biologica è la paralisi
delle gambe (blocco funzionale).
In sintesi: al verificarsi di un conflitto
inatteso, senza soluzione apparente, vissuto in solitudine, la patologia
si esprime contemporaneamente a livello mentale, cerebrale e
organico:
- a livello mentale c'è uno stato di stress permanente,
- a livello cerebrale si verifica un corto circuito in una specifica area del cervello,
- a livello organico avviene la proliferazione cellulare (tumore) oppure la lisi
(perdita di sostanza) o ancora un blocco funzionale (paralisi).
L'eliminazione del conflitto è la chiave
di svolta che permette di passare alla fase di riparazione.
Quarta legge: i microbi sono al servizio del cervello.

I microbi sono nostri alleati, sono loro che
si occupano di riparare i danni durante la seconda fase. È il cervello
che invia l'ordine ai nostri amici virus, funghi o batteri.
Tutti i microbi arrivano, proliferano e scompaiono per favorire la riparazione
secondo una logica ben precisa in sincronia con il nostro cervello e il
nostro corpo. Essi fanno parte del programma biologico della
Natura. L'uomo convive con i microbi, il nostro corpo contiene dieci
volte più batteri che cellule umane: centomila miliardi.
Quinta legge: della quintessenza.

Tutti i comportamenti dell'uomo (e malattie)
sono determinati da programmi speciali di sopravvivenza inscritti nel
cervello fin dalla notte dei tempi. La malattia è una soluzione biologica
del cervello, l'ultima possibilità di sopravvivenza.
Ogni organismo vivente possiede un cervello più o meno sviluppato, in grado di captare
inconsciamente le informazioni provenienti dal mondo che lo circonda. Le
cellule i batteri che abitano in noi, i vari organi, tutto funziona
all'unisono, con lo steso ritmo del cervello principale.
La malattia ha sempre un senso. Essa è
utile, necessaria, vitale per l'individuo e per l'evoluzione della
specie.
Tratto da La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?
di Giorgio Mambretti e Jean Séraphin. Ed. Amrita.
Ago aspirato. 
In base alla conoscenza della Nuova Medicina, riguardo al fatto che anche nel
caso di un cancro si trova sempre la stessa formazione istologica nel
medesimo punto dell'organo, diventano praticamente del tutto superflue
delle prove mediante ago aspirato o escissione. In base alla nostra
esperienza sappiamo che la TAC cerebrale può fornire dati più sicuri su
una formazione istologica rispetto a una biopsia.
Un'escissione, nel caso di un osteosarcoma, costituisce quasi sempre l'inizio di una
catastrofe, perché il liquido del callo che si trova sotto pressione si fa
strada attraverso il periosto aperto versandosi nel tessuto circostante e
li causa un enorme sarcoma. Se non fosse stata fatta nessuna prova di
escissione il tessuto circostante esternamente sarebbe stato "solo" gonfio
perché il liquido fuoriesce attraverso il periostio ma non le cellule del
callo. Avremo un processo, come nel caso di un reumatismo articolare
acuto, che dopo un certo periodo di tempo regredisce
spontaneamente.
L'aspirazione con l'ago può avere delle conseguenze
fatali ad esempio dove viene aperto verso l'esterno un cosiddetto ascesso
freddo del seno, cioè un adenocarcinoma della ghiandola mammaria nella
fase post conflittuale. Appare quindi una secrezione tubercolotica
maleodorante dal seno. Come nel caso dell'osteolisi in fase di riparazione
che viene aperta e dove la fuoriuscita di callo può essere impedita
momentaneamente con la chemio, va a finire perlopiù con l'amputazione,
così anche nel caso del seno agoaspirato si arriva spesso
all'amputazione.
Tratto da Il capovolgimento diagnostico,
la genesi delle malattie e in particolare il cancro, del dott. Ryke
Geer Hamer, ed. "Amici di Dirk," Fuengirola, Spagna.
Operazioni. 
Le operazioni eseguite
sono in gran parte delle cosiddette operazioni tumorali. Sappiamo che
tutte le necrosi dirette dal midollo cerebrale nella fase di riparazione
danno dei tumori sin qui chiamati maligni (linfomi, osteosarcomi, cisti
renali, cisti ovariche); per la Nuova Medicina sono tutti
"tumori di riparazione" cioè delle innocue proliferazioni
cellulari che è consentito operare solo se causano un impedimento meccanico
o se sono psichicamente inaccettabili al paziente.
Nei tumori diretti dal paleoencefalo
abbiamo ancora bisogno del chirurgo proprio come abbiamo bisogno del
cacciatore da quando non ci sono più lupi nel bosco: occorre distinguere
esattamente, ad esempio quanto è grande il tumore intestinale, se si
arrivasse alla soluzione del conflitto. Se il tumore è ancora
relativamente piccolo si può ritenere che anche in assenza di TBC non si
possono presentare delle complicazioni. Se però il tumore è grosso e in
qualunque momento può causa una occlusione intestinale allora si deve
valutare con molto attenzione se attendere la fase di riparazione.
Il caso sicuramente più favorevole per un'operazione chirurgica si ha quando
il paziente si trova nella fase attiva, perché nella fase di riparazione
l'anestesia presenta dei rischi più elevati a causa della
vagotonia.
Nella Nuova Medicina si sono anche delle indicazioni
chirurgiche, pure di tipo negativo, ad esempio una cisti ovarica o renale,
che hanno un ritmo simile a quello di una gravidanza e hanno bisogno di
nove mesi circa per indurirsi e per poter riprendere la funzione
organica che spetta loro. In questi nove mesi non è consentito operare
perché durante tale periodo le cisti sono cresciute a ridosso degli altri
organi viscerali dove, in mancanza di un proprio sistema arterioso e
venoso, si riforniscono temporaneamente del sangue necessario. Questo
processo è stato mal interpretato come
"crescita tumorale maligna infiltrante".
La prova si è avuta proprio quando dopo l'ablazione della
ciste tali "parti tumorali" infiltrate continuavano a crescere per il
resto dei nove mesi e in seguito dovevano essere operate di nuovo
rivelandosi così come particolarmente maligne. Ma se lasciamo che
trascorrano i nove mesi, allora le piccole cisti fino a 12 cm
possibilmente non dovranno essere operate perché queste cisti assolvono la
funzione della produzione ormonale, rispettivamente, per il rene, della
eliminazione dell'urina, come appunto l'organismo prevede.
Tratto da
Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro,
del dott. Ryke Geer Hamer, ed. "Amici di Dirk," Fuengirola, Spagna.
Sostanze cancerogene. 
Secondo Hamer non esiste alcuna prova
dell'esistenza di sostanze cancerogene. Le argomentazioni a sostegno di
questa tesi sono:
- non è possibile provocare tumori su organi le cui
connessioni nervose con il cervello sono state tagliate (organi
trapiantati)
- le sostanze inoculate agli animali per indurre il
cancro non inducono nulla se non c'è l'intervento del cervello. Esse
possono distruggere, avvelenare ma non indurre il tumore. Le radiazioni
distruggono le cellule ma non provocano i tumori.
Metastasi e chemioterapia. 
Secondo la
medicina ufficiale le cellule cancerogene migrano dal cancro primario per
via arteriosa o linfatica; ma questa è solo un'ipotesi, mai dimostrata
in laboratorio. Per di più il cancro al seno è una massa mentre il
cancro alle ossa è una lisi: queste cellule tumorali devono essere molto
intelligenti per modificarsi strada facendo! Secondo Hamer le metastasi
sono nuovi conflitti provocati da nuovi choc conflittuali, provocati cioè
dallo choc da diagnosi e prognosi mediche apparentemente ineluttabili.
Il paziente cui viene diagnosticato il cancro, cioè viene preso dal panico
del"brutto male che prolifera in modo anarchico e dal quale apparentemente non c'è scampo,"
e "uesto panico" sarebbe il nuovo choc all'origine di quelle
che vengono chiamate metastasi: autosvalutazione, "non ho più alcuno valore"
--> cancro alle ossa, paura di morire --> cancro ai polmoni,
tutto mi crolla addosso --> patologia renale, mi sento ai margini della società
--> patologia della pelle.
Secondo Hamer il 30% dei cancri operati, sono vecchi cancri senza pericolo. Se
questo 30% è sottoposto a sedute di chemioterapia, una parte di questi
subirà un nuovo conflitto di panico e morirà, ma coloro che non avranno
vissuto un nuovo trauma emotivo (malgrado l'intervento e la chemioterapia
che elimina il vecchio cancro incapsulato) certamente guariranno.
Tratto da: http://asac.multimania.com/, http://www.krebsinformation.de/ e
La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione? di Giorgio
Mambretti e Jean Séraphin ed. Amrita.
Minaccia di morte 
Il 15 maggio 2001 il dott. Hamer ha fatto
pubblicamente un'accusa formale della sua persecuzione affermando che la
comunità massonica Giudea vuole assassinarlo. A quanto pare tale
confraternita da oltre quarant'anni utilizza come metodo terapeutico e/o
preventivo i principi cardine della Nuova Medicina (di Hamer) e appunto la
diffusione incondizionata di tale teoria medica rivoluzionaria metterebbe
a rischio la "sopravvivenza" della comunità stessa.
Condanna a cinque anni di carcere 
Il 5 ottobre 2001 il dott. Hamer è stato
giudicato in appello, colpevole di "abuso della professione medica" da un
giudice del tribunale francese, e condannato a cinque anni di
carcere.
ELENCO DELLE PATOLOGIE
E SPIEGAZIONE SECONDO IL DOTT. HAMER

1. Cancro al seno sinistro, cervelletto destro: emozione detta
del "conflitto del nido". Hamer definisce tale
conflitto come "conflitto madre-figlio piccolo" (ancora
sotto la tutela dei genitori) reale o virtuale; per esempio,
succede qualcosa al figlio e la madre se ne attribuisce la colpa
; o succede qualcosa al marito invalido (vissuto come figlio
piccolo "virtuale"), e la moglie se ne attribuisce la
colpa; oppure ancora conflitto coniugale caratterizzato da
collera, verso marito ritenuto irresponsabile (cioè figlio
piccolo "virtuale").
2. Cancro seno destro, cervelletto sinistro: conflitto
madre-figlio grande; per esempio, la madre soffre, perché il
figlio o la figlia si allontana o si sposa, o non le dà retta
come lei vorrebbe o le crea preoccupazioni o in effetti non è in
accordo, ma può anche essere il caso di uno stress fisico,
legato al rimanere in casa dei figli grandi, che devono essere
accuditi.
3. Cancro dei linfonodi ascellari, della pleura: come il
cancro del seno, con uno sviluppo temporale più rapido.
4. Cancro dei bronchi: in fase attiva vi è ulcerazione e in
fase di riparazione le ulcere si chiudono. Conflitto di
territorio indiretto, cioè quando la sfera personale e dello
spazio vitale è insidiata da sensi di colpa, da minacce o
semplicemente da paure, da insicurezze irrisolte dell'infanzia o
dell'adolescenza, riattivate da specifici eventi. Per es.
"Mi togli l'aria," "Lasciami respirare,"
"non ho più il mio spazio," ecc.
5. Cancro peribronchiale del mediastino: simile, anche come
localizzazione cerebrale, al cancro bronchiale, causato da paura
di perdere la salute, paura di perdere il partner, paura della
solitudine, paura dell'ignoto.
6. Cancro dei polmoni (alveoli polmonari): in fase attiva
carcinoma, la fase di riparazione avviene mediante tubercolosi
polmonare. Qui rappresenta la paura arcaica di morire, di non
poter più respirare. Solitamente conflitti familiari, ma anche
di lavoro, dove l'individuo è stato lungamente e pesantemente
soppresso, e infine è accaduto un episodio che ha fatto
traboccare il vaso, eventualmente anche qualcosa obiettivamente
ma non soggettivamente insignificante.
7. Cuore e coronarie: dalla letteratura medica è noto che i
tumori del cuore sono un'eventualità rarissima; ma Hamer
considera i disturbi ischemici del cuore alla stregua di tumori.
Per effetto di un conflitto, il tessuto cardiaco e la parete
delle coronarie si gonfia, sino ad occludere la circolazione,
provocando dunque un infarto. Le sedi cerebrali colpite
parallelamente al cuore, sono il cervelletto e il lobo temporale
controlaterale: se il disturbo ha sede nella parte destra del
cuore, sono coinvolti il lobo cerebellare sinistro e il lobo
temporale sinistro; viceversa nel caso della parte sinistra del
cuore.
Il conflitto riguarda la difesa e la conquista del territorio,
per esempio sul lavoro(connessione con il cuore sinistro) ma
anche nel campo degli affetti (connessione con il cuore destro).
8. Cancro dei gangli linfatici del collo, dei gangli
sopraclavicolari, dei gangli linfatici mediastinici: bulbo
spinale e corteccia frontale controlaterale; conflitto: paura
delle malattie e della morte, che diviene una fissazione dopo un
episodio nel quale si è temuto per la propria salute o quella
dei propri cari o dopo un episodio di malattia o di morte, da cui
si è rimasti molto impressionati.
9. Tiroide: area cerebrale e conflitto del tutto
sovrapponibile a quelli dei gangli linfatici del collo,
sopraclavicolari e mediastinici; "bisogna fare in
fretta,", "presto, presto, non c'è abbastanza tempo
per far tutto," "non ce la faccio a star dietro agli
avvenimenti".
10. Cancro della laringe: simile ai tumori della tiroide e dei
gangli linfatici del collo, ma con un episodio scatenante, nel
quale l'individuo rischiò di soffocare o annegare o qualcuno a
lui caro; area cerebrale: corteccia frontale interemisferica.
11. cancro della mucosa orale, dei seni paranasali, delle ossa
facciali: regione encefalica retro-orbitale, frontobasale e/o
temporale omolaterale (dalla stessa parte); conflitto legato a
qualcosa difficile da masticare, o da odorare o difficile da
affrontare.
Per esempio, una situazione familiare di litigi continui è
difficile da masticare quotidianamente e ci può essere sempre
una goccia che fa traboccare il vaso; l'odore può essere
connesso ad episodi emozionalmente molto negativi (traumi,
operazioni), dove era presente un forte odore(per esempio di
benzina nel caso di incidente stradale o di etere o alcool, nel
caso di interventi chirurgici); il viso è connesso ad episodi,
nei quali il viso è stato sfigurato o traumatizzato oppure nei
quali si è trovato insopportabile affrontare "a viso
aperto" qualcuno, di cui si ha timore.
12. Cancro delle ossa: la localizzazione nel sistema nervoso
è a carico della sostanza grigia cerebrale; conflitto di
autosvalutazione, in quanto lo scheletro è la parte che
maggiormente nel corpo rappresenta l'Io. In fase attiva si ha
decalcificazione, mentre in fase di riparazione leucemia o
osteosarcoma.
13. Cancro della pelle, melanoma: connesso in generale con il
cervelletto; qualche malattia o deformazione della pelle vista su
di sé o su altri ha impressionato profondamente l'individuo,
creando in lui forte repulsione per tutto ciò che appare sporco
o deformato oppure il conflitto può nascere da una profonda
delusione relativa al proprio aspetto o al proprio modo di
apparire agli altri.
14. sclerosi a placche: colpisce la guaina isolante che
riveste i nervi, formata da un lipide complesso chiamato mielina;
il venir meno della mielina produce delle "placche" di
demielinizzazione, dove i nervi, nei quali si propaga
l'elettricità per la regolazione degli organi e dei muscoli in
particolare, sono fra di loro in cortocircuito e sono
inutilizzabili per la conduzione nervosa; perciò si producono
delle paralisi muscolari, che possono regredire o peggiorare
alternativamente, in relazione con la rigenerazione delle guaine
e la loro distruzione, come una costruzione di sabbia sul
bagnasciuga viene azzerata dalle onde e nuovamente ricostruita
dai bambini.
Aree del sistema nervoso centrale colpite: qualsiasi area può
venire colpita, in modo del tutto variabile e imprevedibile. Il
conflitto alla base della sclerosi è un conflitto di dipendenza
da una figura genitoriale, che imprigiona la personalità
individuale dentro un involucro isolante (una guaina psichica),
che impedisce all'individuo il contatto diretto con l'ambiente
circostante. L'inizio della sclerosi è connesso con un evento
psichicamente traumatico (per esempio un divorzio da un partner,
che di solito viene scelto inconsapevolmente del tutto simile
alla figura genitoriale).
15. Cancro dello stomaco: tronco cerebrale inferiore, bulbo;
conflitto: episodio o episodi indigesti, il "boccone"
che rimane nello stomaco, spesso con familiari, costretti a
vivere sotto lo stesso tetto o in vicinanza; in fase attiva
adenocarcinoma in fase di riparazione intervengono funghi e
micobatteri a caseificare il tumore.
16. Cancro del duodeno: tronco cerebrale inferiore, bulbo;
conflitto analogo a quello dello stomaco, ma in personalità
sanguigne, che devono sopprimere i propri normali sfoghi
emozionali per convenienza sociale o materiale.
17. Cancro del pancreas: tronco cerebrale; conflitto analogo a quello dello
stomaco e duodeno, in personalità molto fini e sensibili, che si
offendono molto per le indelicatezze subite.
18. Cancro del fegato e cistifellea: tronco cerebrale, bulbo;
conflitto: forte arrabbiatura, spesso con parenti, per questioni
economiche, associato a sentimenti negativi, come la gelosia e
l'invidia. Paura di morire di fame per mancanza di mezzi, paura
di mancare all'essenziale. Il "cibo" è tutto quello
che serve alla sopravvivenza, quindi: soldi, lavoro, ecc.
19. Cancro all'esofago: area encefalica colpita è la regione
interventricolare, vicino alla base del cranio; conflitto: un
episodio per il quale "non si è riusciti a mandar giù
qualcosa"; personalità: orgoglio eccessivo, dolersi
eccessivamente anche per piccoli torti; precedente episodio
solitamente accaduto nell'infanzia di scampato soffocamento per
ingestione di un oggetto o per asfissia, per esempio, dopo avere
messo la testa in un sacchetto di cellophane o per rischio di
annegamento.
20. Cancro del piccolo intestino: del tutto simile a quello
del duodeno.
21. Grosso intestino: tronco cerebrale; conflitto: situazione
eccessivamente complessa e pesante, difficile da mandare avanti,
sulla quale insorge un evento traumatizzante, che toglie ogni
gusto della vita; personalità insicura, eccessivamente timorosa
di sbagliare e che ha soffocato la propria vita sentimentale.
22. Sigma: tronco cerebrale; conflitto e personalità: come
per il grosso intestino, ma in modo ancora più accentuato.
23. Cancro del retto: tronco cerebrale; conflitto: avere
subito una "stronzata" spesso da persona della quale si
aveva fiducia. Personalità: come per il grosso intestino, con
un particolare atteggiamento perfezionista.
24. Cancro alla vescica: lobi temporali; conflitto:
eccessiva assunzione di responsabilità, spesso dei genitori nei
confronti dei figli adulti, che non sanno badare da soli alla
propria vita, ma anche di manager, che si trovano in situazioni
troppo stressanti per loro; personalità; testardaggine,
impongono a se stessi e agli altri una disciplina eccessivamente
rigida.
25. Rene: mesencefalo; conflitto: episodio connesso con un
liquido: latte nei poppanti (per esempio rigurgito che quasi lo
soffocava), acqua (per esempio rischio di annegamento o acqua
bollente su una parte del corpo), acidi (causticazione
accidentale di un bambino, o anche di una persona adulta sul
lavoro); condizione di fondo: dover sopportare una personalità
sopraffacente la propria sensibilità sul lavoro o in famiglia.
In medicina cinese il rene è l'organo della volontà e
l'acqua è la portatrice della sensibilità.
26. Cancro alla prostata: ponte, nel tronco cerebrale;
conflitto da sessualità impropria, non nella norma, relativo
alla vita di coppia, ad un partner che si comporta male, in modo
spiacevole.
27. Cancro al testicolo: mesencefalo; conflitto di perdita in
seguito alla perdita reale o figurata di un figlio; soppressione
sessuale, impedimento a formarsi una famiglia, da parte del
padre.
28. Cancro alle ovaie: mesencefalo; conflitto: figlia, che
subisce soppressione sessuale e non, da parte della madre o, al
contrario, madre che non riesce a sopprimere la vita sessuale del
figlio o della figlia, volendo trattenere la prole con sé;
problemi sessuali con il marito o con il compagno, nati dal fatto
che lei non desidera concepire, mentre lui vuole un figlio, o
viceversa; timore di essere rimasta incinta in seguito a un
rapporto extraconiugale o, viceversa, timore di non essere in
grado di concepire, di non essere fertile; litigio con il marito
o il compagno sui problemi della contraccezione.
29. Cancro al corpo dell'utero: ponte (tronco cerebrale);
conflitto: legato ad aborti temuti, subiti o provocati a se
stessa; episodi prenatali di tentativo di aborto subito, che
agiscono come fattori scatenanti profondi del conflitto legato
all'aborto.
30. Cancro all'orifizio e collo dell'utero, vagina: lobo
temporale sinistro; conflitto sessuale, che origina dal fatto
di non sentirsi posseduta, ma anzi rifiutata, perché l'uomo
agognato ha preferito un'altra, oppure di sentirsi trascurata sul
piano sessuale; mancanza di figli e/o di rapporti sessuali.
Spesso tale conflitto è connesso con disturbi coronarici o della
conduzione a carico del cuore destro o con embolia polmonare
destra.
Altre situazioni patologiche, anche se non tumorali,
presentano lo stesso andamento bifasico, cioè una
predisposizione fisica, seguita da uno scatenamento psichico
conflittuale del problema.
31. malattie autoimmuni: conflitto di auto-disistima in
seguito a una sconfitta vera o supposta; l'area più colpita
chiarisce il tipo di emozione implicata; per esempio, se viene
colpito in particolare il fegato, l'emozione è di rabbia, se
viene colpito il polmone l'emozione è di paura, se vengono
colpiti i vasi arteriosi in particolare, l'emozione è di
antagonismo, in seguito a un conflitto di territorio; se vengono
colpite le articolazioni, il conflitto è di soppressione subita,
di solito da una figura parentale reale o virtuale (artrite
reumatoide).
32. Malattie allergiche: Non esiste allergia senza un
conflitto a monte. Ipersensibilità a situazioni difficili reali
o virtuali; anche qui il territorio più colpito chiarisce le
emozioni e le motivazioni implicate.
33. Morbus Crohn: depressione per chiusura dei rapporti
interpersonali e impossibilità di comunicare, perché una
persona emotivamente importante ha negato la sua comunicazione.
34. Vitiligine: in seguito ad un episodio traumatico, perdita
della gioia di vivere, che conduce ad una visione pessimistica,
"nera" delle cose. Sono implicati organi endocrini, in
particolare l'ipofisi e l'epifisi.
35. Malattie infettive acute, come l'influenza: Il virus
dell'influenza (come tutti i virus) nella fase di riparazione
aiuta a risolvere piccoli conflitti di territorio, prevenendo
così il cancro ai bronchi. Ben venga l'influenza!
36. Sindromi da immunodeficienza: conflitto di perdita
profondo, legato alla perdita della stima di sé. Anche in
presenza di trauma da diagnosi.
37. Malattie del sangue: il sangue, come l'osso, è connesso
con l'Io: in effetti il sangue si produce all'interno del midollo
osseo; il conflitto in questo caso è legato a una crisi di
identificazione con modelli di comportamento o di pensiero
proposti dall'ambiente in cui si vive e a perdita del senso di
gioia e libertà della vita.
38. Anoressia: conflitto: venire rifiutati, sentirsi
abbandonati e in pericolo.
39. Leucemia: fase di riparazione di profondi conflitti di
autosvalutazione. A grosse lisi ossee seguiranno grosse
ricalcificazioni che richiederanno una maggiore quantità di
cellule sanguigne (una leucemia). La leucemia si arresterà alla
fine di questo processo.
Per quanto riguarda i bimbi che nascono
con la leucemia, siamo sempre in presenza di una fase di
riparazione conseguente ad un conflitto di svalutazione che si è
prodotto in fase intrauterina (cordone ombelicale attorcigliato
attorno al collo, desiderio di uscire, ecc).
40. Morbo di Parkinson: è un conflitto relativo alla
motricità che è vissuto con un'alternanza di fasi attive e di
fasi di risoluzione. I tremiti sono presenti nella fase di
vagotonia, ma il malato li teme, e ricade in fase attiva.
41. Torcicollo: conflitto di autosvalutazione intellettuale;
voler girare la testa per guardare qualcuno, ma avere forti
remore d'ordine etico: due ordini contraddittori al cervello,
riguardanti la mobilità del collo.
Tradotto dal sito http://www.naturalismedicina.com/
Lingua inglese