|
Semi di Linum usatissimum
(Lino o Linosa): contengono Lignani, che sembrerebbero efficaci su diversi
tumori, e soprattutto per cancro della mammella. Modalità di assunzione,
salvo parere medico contrario: 1 cucchiaino di Semi al giorno, e olio di
Semi di Lino aggiunto a Insalate o a fine cottura a minestre e altri
piatti. Nota: utilizzare semi freschi.
Corteccia giovane di Cinnamomum zeylanicum (Cannella, Cannella bella, cannella di Cylon,
o del Madagascar): salvo parere medico contrario, da assumere ogni giorno.
Foglie e radici di Taraxacum officinalis (Dente di Leone, Cicoria matta, Soffione,
Pisciacane): salvo parere medico contrario, da mangiare ogni giorno crudo
in insalata, per non perdere gran parte dei suoi principi attivi.
Fusti con fiori e foglie di Thymus vulgaris (Pepolina, Timo dei Giardini): salvo parere medico
contrario, da assumere ogni giorno.
Sommità fiorite di Thymus serpillum (Timo serpillo, Erba soltorella, Timo cedrato):
dosi elevate possono provocare nausea, vomito, bradicardia, astenia,
bradipnea e ipotermia (reversibili alla sospensione del fito-farmaco).
Rametti con foglie e sommità fiorite di
Rosmarinus officinalis: da assumere ogni giorno, salvo parere medico
contrario.
Stimmi del fiore di Crocus sativus (Zafferano): sembrerebbero dimostrare azione
anti-tumorale.
Semi di Coriandrum
sativum (Coriandolo, Erba Cimice): non nota la quantità terapeutica
(sospettata Apoptosi); ciò è particolarmente grave poiché la pianta è
tossica (tranne i semi). In ogni caso può presentare controindicazioni
per patologie renali.
Decotto da scorza di radice di Berberis vulgaris (Crespino): preparazione con circa 30 grammi messi
in 1 litro d'acqua, facendo poi bollire per 10 minuti. Assumere almeno 3
tazze al giorno, salvo parere medico contrario.
Curcuma longa
(Zafferano delle Indie): da assumere ogni giorno, salvo parere medico
contrario.
Salse di Menta
arvensis, rotundifolia, piperita, spicata:
da assumere ogni giorno, salvo parere medico contrario; sospettata azione
apoptotica su alcuni tumori.
Foglie e sommità fiorite di Origanum vulgare: come decotto o infuso, da assumere ogni giorno,
salvo parere medico contrario. Attività immuno-stimolante. Non dimostrata
attività apoptotica.
Bacche di Capsicum
annuum e frutescens
(Peperoncino, Pepe rosso, Pepe di Caienna, Paprika). Nota: dosi elevate
possono causare infiammazioni gastro-intestinali e renali. Possono essere
controindicate per coloro che soffrono di gastrite o ulcera.
L'Ananas
sativum o comosus, accanto
all'azione enzimatica della Bromelina (vedi cap.7), presenterebbe anche la
capacità d'inibire la crescita di cellule tumorali in vitro grazie ad un
altro enzima (641): di qui il suggerimento d'incrementare al
massimo l'assunzione dei gambi di Ananas, purchè di coltivazione e
produzione secondo Agricoltura Biologica.
Le Crocifere, quali: Brassica oleracea (Cavolo), Brassica
oleracea capitata (Cavolo Cappuccio), Brassica
oleracea bullata (Cavoletti di Bruxelles), Brassica oleracea botrytis (Cavolfiore), Brassica oleracea botrytis aut italica (Broccoli), Brassica
rapa (Rapa), Raphanus sativus
parvus (Ravanello), possiedono particolari sostanze anti-neoplastiche,
in particolare gli Isotiocianati (inibizione di crescita e sviluppo di
tumori), Indoli, Glucosinolati, Ditioltioni (anti-ossidanti).
Il decotto
d'erbe di Rene Caisse
Famosa è la formulazione base del decotto d'erbe di
Rene Caisse (520): radice di Arctium
lappa, Rumex acetosa,
corteccia di Ulmus rubra
(*)
, radice
di Rheum palmatum.
(*)
Nota : nel decotto d'erbe di
Rene Caisse è compresa la corteccia di Ulmus
rubra, che non esiste in Europa. Secondo l’autore del presente
lavoro, essa potrebbe essere sostituita dalla corteccia di Betulla
alba
(Betulla bianca)
Le proporzioni di questi 4 ingredienti sono in
multipli di 4 (520): 1 parte di radice di Rheum palmatum, 4 parti di Ulmus
rubra, 16 parti di Rumex acetosa,
24 parti di radice di Arctium lappa.
La preparazione è la seguente (520):
1). Si prendono 100 grammi di queste erbe e si
immergono in 5 litri di acqua in una pentola d'acciaio inox di almeno 10
litri di capienza.
2). Si porta ad ebolizione facendo bollire il tutto
per 12 minuti, con la pentola chiusa.
3) Si spegne il fuoco e si immergono le erbe che
fossero rimaste attaccate alle pareti della pentola.
4) Si rimette il coperchio e si lascia riposare per
almeno 6 ore o per tutta la notte.
5)
Si rimuove il coperchio e si dà una rimescolata.
6)
Si riporta sul fuoco fin quasi alla bollitura ma senza far bollire
di nuovo la tisana.
7)
Si aspetta che le erbe si depositino sul fondo e si versa il
contenuto ancora caldo in 4-5 bottiglie da un litro ciascuna,
possibilmente sterilizzate in precedenza.
8)
Analogamente all'Aloe
arborescens, conservare i preparati al buio e in frigorifero.
Le dosi consigliate sono le seguenti: 8 cucchiai
grandi da minestra 3 volte al giorno, a digiuno, da aggiungere in
bicchiere con acqua calda per rendere tiepida la bevanda. Se viene indotta
la risposta immunitaria, iniziare la fase di mantenimento con 4 cucchiai
grandi da minestra al giorno, a digiuno.
Nota: per digiuno si intende: 1 ora prima dei pasti,
oppure due ore dopo i pasti.
La formula di Renè Caisse è stata in seguito
migliorata da De Sylva (definita "Caisse
Formula"), aggiungendo in questo preparato (520) altre
tre erbe: Xantoxilum fraxineum, Plantago
major e Trifolium rubeus: essa
sembrerebbe più efficace di quella basata sulle sole 4 erbe.
Si prepara in piccole boccette, da versare poi con un
cucchiaino da The in tazza, aggiungendo acqua bollente, attendendo 15
minuti (contro i tre minuti del The verde), trascorsi i quali si filtra (o
si lascia il deposito sul fondo) e si assume come un normalissimo The.
Una boccettina dura dai 15 giorni ai due mesi, a
seconda delle dosi assunte; le dosi consigliate sono di un cucchiaino raso
da The quattro volte al giorno per forme gravi di tumore. Per il
mantenimento dell'eventuale stato di remissione dalla malattia, le dosi da
dare sono di due volte al giorno.
Una formulazione simile al decotto di Renè Caisse è
la formula di Hoxsey: Arctium
lappa, Glycyrrhiza glabra, Berberis
vulgaris, Xanthoxilum fraxineuem,
Trifolium rubeus, Erba Stella, Larrea
mexicana, Rhamnus sagrada
o purshiana, Ioduro di Potassio.
Nota: la Glycyrrhiza
glabra abbassa notevolmente la produzione di perossido d'Idrogeno, di
Superossido e di radicali idrossili da parte dei neutrofili (effetto
anti-infiammatorio, anti-ulcerogenico, anti-microbico e
anti-ossidante); essa è
anche in grado d'inibire l'insorgenza di tumori cutanei in animali da
esperimento; tra i suoi composti è stato individuato un potente
stimolatore della secrezione d'Interferone, denominato SNMC; Infine,
l'acido glicirrizico e gli acidi 18a- e 18b-glicirretinico hanno
dimostrato proprietà anti-mutagena.
Formula di
Rudolf Breuss:
Famosa, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, è
la formula di Rudolf Breuss: 3
etti di Beta vulgaris cruenta
(Barbabietola rossa), 1 etto di Carote crude biologiche (Daucus
carota), 1 etto di tubero di Meum
mutellina (Sedano di Monte, Levistico) o di Sedano selvatico (Apium graveolens), 30 grammi di Rafano (Cochlearia armoracia), 1 etto di decotto di bucce di Patate (Solanum
tuberosum bevute fredde; secondo l'autore tedesco è necessario
durante tutto il periodo di cura evitare di mangiare altro cibo (in
contrapposizione quindi con le altre preparazioni erboristiche oggetto del
presente capitolo), e le stesse componenti del suo preparato devono essere
bevute, cioè devono essere prive di residui solidi: pertanto le Verdure
devono essere centrifugate, filtrate attraverso un filtro fine o un telo
di lino. E' preferibile, secondo l'autore tedesco, usare una manciata di
scorze crude di Patata, fatte bollire per 4 minuti in 2 tazze d'acqua,
piuttosto che usare un etto di Patata intera. Egli, infine, raccomanda
l'uso d'insalivare bene prima d'inghiottire: fatto quest'ultimo di
riconosciuto valore medico data l'importanza degli enzimi salivari nella
digestione.
Nota: non consumare l'Apium graveolens (Sedano selvatico, Appio dolce, Appio palustre) se fresco.
Salvia
officinalis , Hypericum perforatum, Mentha
piperita e Melissa officinalis
Molto conosciuta è anche la preparazione di Salvia
officinalis: viene lasciata in infusione in acqua bollente per non
oltre 3 minuti (come il
The verde), mettendo 1-2 cucchiaini in mezzo litro di acqua bollente;
trascorsi i 3 minuti, si aggiunge Hypericum perforatum, Mentha
piperita, Melissa officinalis
e si lascia in infusione per altri 10 minuti. Mischiare ancora e poi bere,
con dosaggi decisi in base a criterio medico.
Dalle foglie di Salvia
officinalis sono stati isolati Flavonoidi, Fenoli, acidi
ossitriterpenici, Diterpeni, Tannini catechici, alfa e beta-Pinene,
Canfene, beta-Mircene, alfa-Terpinene, Limonene, Eucaliptolo,
gamma-Terpinene, Linalolo, etc..
Nota: la Salvia
officinalis sembrerebbe controindicata nel tumore della mammella.
Dalla Melissa
officinalis sono state isolate essenze, alcoli, acidi fenolici,
Triperpeni, Flavonoidi, Tannini catechinici, vitamine B1 e B2, sali
minerali; svolge anche un'interessante azione anti-ormonale (inibizione
del TSH); sospettata anche induzione di apoptosi selettiva in cellule di
glioma. L'Hypericum perforatum, secondo recenti lavori, sembrerebbe indurre
apoptosi selettiva in cellule di Linfoma umano a cellule T.
Tisana di Maria Treban:
Equisetum
arvense,
Calendula officinalis, Achillea
filipendulina, Urtica dioica,
Rumex acetosa.
Tisana di Melisse (Melissa monarda e Melissa
officinalis): salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in
acqua bollente per 10 minuti una dose da mezzo cucchiaio grande.
Sembrerebbe efficace su gliomi.
Infuso misto di Calendula
officinalis e di Achillea
filipendulina con Amaro svedese.
Infuso di Alchimilla
alpina e Alchimilla vulgaris
con Urtica dioica e Lamium album (Ortica
bianca): salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua
bollente per 10 minuti una dose complessiva da 1 cucchiaio grande.
Preparato di Pimpinella
major (Tragosellino, Pimpinella): per gargarismi (sospettata di agire
su tumori del cavo orale): salvo parere medico contrario, lasciare in
infusione in acqua bollente per 3 minuti una dose complessiva da 1
cucchiaio grande. Ingoiare comunque dopo il gargarismo.
Macerato di Acorus
calamus (Calamo aromatico, Acoro): sembrerebbe agire su carcinomi
gastrici; è una tisana a freddo (macerazione in acqua fredda).
Tisana di Salvia
officinalis (circa 1 litro), mista a fiori di Equisetum arvense (bolliti per 10 minuti) e/o fiori di Trigonella
foenum graecum (dati per sola infusione): sembrerebbe agire su
linfomi, leucemie e tumore del pancreas.
E' comunque certo che l'Equisetum
arvense stimola l'ematopoiesi, e che agisce efficacemente quasi quanto
la cartilagine di Squalo sui processi degenerativi della cartilagine e
delle ossa (artrite, artorsi, etcc); potrebbe forse indurre un controllo
angiogenico sui vasi neoformati, analogamente a quanto già dimostrato
dalla cartilagine di squalo (vedi cap.13).
Nota: la Salvia
officinalis sembrerebbe controindicata nel tumore della mammella.
Tisana di fiori di Epilobium parviflorum:
sembrerebbe agire su tumori della vescica, prostata e, forse, testicoli.
Sono pure conosciuti impacchi caldi di Plantago
major per i melanomi (preferibile comunque, secondo l'autore del
presente lavoro, l'impiego alternativo dell'Aloe
arborescens, sia per impacco che, soprattutto, per assim
|