Un aspetto particolare
riguarda le sostanze vitaminiche o minerali, o di altro genere, aventi
capacità anti-tumorale selettiva sulle sole cellule tumorali, tramite
induzione di apoptosi, cioè d’indurre il “suicidio” di queste
cellule, senza provocare danno alle cellule sane.
Per apoptosi s'intende
l'attivazione di endonucleasi specifiche che frammentano il DNA, agendo a
livello di siti nucleosomiali costituenti l'unità strutturale primaria
della cromatina nucleare della cellula. Le molecole d'induzione, in genere
di derivazione fito-chimica (piante), inducono l’apoptosi nella cellula
neoplastica, mediante l’attivazione di enzimi proteolitici intracellulari,
che provocano degradazione per proteolisi di sequenze vitali del DNA, e
provocando così la morte della cellula per apoptosi. In terapia
anti-neoplastica tali molecole devono riattivare il comando di suicidio
nelle cellule tumorali, senza determinare danni alle cellule sane.
L'esperienza clinica iniziale ha già individuato nell'Emodina,
contenuta nell'Aloe, un buon esempio di molecola particolarmente
selettiva per certi tipi di tumori umani, di cui riportiamo, per esteso,
due articoli in PDF (247,333).
Un’altra forma di
“suicidio” provocato in cellule tumorali, simile all’apoptosi, è stata
dimostrata da un lavoro giapponese nel caso dei neuroblastomi, che tendono
a regredire quando all’interno delle cellule si accumula una certa
quantità di proteina H-Ras(1042-43). E’ipotizzabile che tale
fatto possa verificarsi anche nel caso di glioblastomi umani (astrocitomi
maligni di grado terzo o quarto), essendo stata documentata, nell’uomo,
regressione di questi tumori dopo somministrazione di estratti
fito-terapici caratterizzati da induzione di produzione endogena della
medesima proteina (H-Ras) in glioblastomi umani. In particolare, per i
tumori al cervello, rivestono particolare importanza i fito-estratti di
Morinda citrifolia (1043); ma sono anche sotto studio l’Hypericum
perforatum, la Pueraria species (1046), la
Melissa officinalis, la Momordica carantia, la Betula
alba (1037), la Yucca schidigera (1118) e
la Gardenia species (1061).
Nota: la Morinda
citrifolia è causa sia di apoptosi che di inibizione dell’angiogenesi
(1172).
Molte delle seguenti
indicazioni bibliografiche sono disponibili in PDF (vedi in fondo, dopo la
bibliografia).
Le piante note sono
numerosissime, qui vengono riportati soltanto alcuni articoli, in
particolare si sono cercati lavori già disponibili in PDF.
Le piante e/o le
vitamine trovate sono le seguenti:
Crucifere (809);
Glucosinolati (1137),
Isprenoidi per leucemia
e melanoma (1141);
Quercitrina per la
leucemia (1146),
Bioflavonoidi per la
leucemia (1130);
Flavonoidi in genere (1122);
Flavonoidi e
isoflavonoidi (1129)
Ferutinina (Ferula
communis [1136]);
Ellipticina della
Ochrosia elliptica per il cancro mammario (1135);
Acido betulinico per
melanoma, leucemia, neuroblastoma, gliomi (1036-1041, 1027,1128,1166);
Mimosa species (1142);
Bacche di
Pittosporum tobira e di Chamerops excelsa (84);
Emodina-Aloe (333,
487, 715);
Flavonoidi (1122);
Catechine (1123);
Acido carnosico (712)
Acido ursolico, dall’Asparagus
species (700);
Citrus limonum (693);
Allium sativum (694,
696);
Rosmarinus
officinalis (1062);
Sutherlandia
frutescens (1147);
Uncaria tomentosa
e Uncaria guianensis (714);
Acacetina (1165);
estratto metanolico di
fiori di Hypericum perforatum ;
Vaccinium vitis
idaea;
Bacopa monnieri
(640);
Vari flavonoidi (Wagonina,
Fisetina) per l’epatocarcinoma umano (713);
Diosgenina efficace
sull’osteosarcoma (1134), contenuta ad esempio nel Tribulus
terrestris;
Capsicum frutescens
aut annuum sulla leucemia (719);
Thalictrum
acutifolium per il cancro polmone (711);
Lepidozamia
peroffskyana (1044),
Sophora flavescens
per la leucemia (716);
Hibiscus sabdaiffa,
sperimentata in vitro sulla sola leucemia umana (692);
Polygonum cuspidatum,
quest’ultimo caratterizzato oltre che da attività apoptotica su cellule di
leucemia linfatica cronica, anche da proprietà di anti-angiogenesi (695);
Senecio latifolius,
provato su cellule tumorali del fegato (697), ancora allo
studio per possibile tossicità.
Pereskia bleo
per carcinoma mammario (1144);
Nerium oleander
(1145), ancora allo studio per possibile tossicità;
Panax ginseng (1170,1171);
Gordonia axillaris,
provata in tumori umani (698);
La Baicalina e la
Baicaleina (718)
Rizoma di
Atractylodes ovata è stata provata su leucemia (704);
Il Solanum lyratum
per cancro del fegato (705);
Boswellia carterii,
verificata sulla leucemia (706);
Phyllanthus urinaria
sul cancro polmone (720);
Salvia miltiorrhiza
(708),
Camellia sinensis
(173,309,1123,1124,1159,1160,1164).
L’acido boswellico
induce apoptosi nel melanoma metastatico e del fibrosarcoma (1131);
Flavonoidi della
Tartary buckwheat attivano la Caspasi 3 e inducono apoptosi in cancri
(1064);
Zingiber
officinale (6-paradolo) attiva
anch’esso la Caspasi 3 (1143);
Cupressus lusitanica
induce apoptosi (1132);
Interessante la
Goniotalamina del Goniothalamus species (1138,1139);
Spinacia oleracea
(spinaci) hanno una certa azione sui
papillomi (1154).
Alpinia oxyphylla
(Zingiberaceae) nella leucemia promielocitica umana (1156).
Altro processo di
apoptosi è indotto dalla woodfordin I nella leucemia umana (1157)
Clorofillina e
clorofilla modulano anch’esse l’apoptosi (1158).
Phyllanthus
orbicularis è efficace nel
cancro dell’ovaio (1163).
I triterpeni
pentaciclici delle Crisobalanaceae sono pure interessanti (1167).
La Genisteina inibisce
il cancro umano della mammella (1168).
Parecchi ingredienti
di erbe medicinali cinesi sono attualmente sotto studio per l’epatocarcinoma
umano (1169).
Molte piante alimentari, presenti nelle
diete di tanti popoli, presentano interessanti caratteristiche mediche (1149-1153).
Altri dati:
Curcumina induce
apoptosi sul cancro polmonare (1133); è contenuta nella
Curcuma longa e Curcuma zedoaria; la Curcuma zedoaria,
attualmente sperimentata in vitro sulla sola leucemia (690),
era già menzionata da Castore Durante fin dal 1617; la curcumina è attiva
anche su metastasi (1161).
Resveratrolo (1162),
contenuto nella Polygonum cuspidatum, Vitis vinifera
e anche nella Yucca schidigera (1118) che è
caratterizzato da attività apoptotica (1121,1148), e da
proprietà di anti-angiogenesi (695).
Il Partenolide
lattone sesquiterpene, presente in molte piante, induce apoptosi in molti
tumori, con deplezione of Glutatione, attivazione delle Caspasi 7,8,9,
over-espressione di GADD153, un gene anticancro, e susseguente apoptosi (701).
Citrus species
(Mandarino, Arancia, Pompelmo, Limone, Cedro, Bergamotto…) inducono
apoptosi in vari tipi di cancro, mediante beta Criptoxantina ed Esperidina
(1063). Si vogliono però proibire le utilizzazioni commerciali
di questi estratti, proibendo per Legge dosi elevate di Esperidina e di
altre sostanze come ad esempio la Sinefrina: si riporta il Decreto
Ministeriale del 25 luglio 2002 in merito alle “Disposizioni specifiche
per ingredienti erboristici”:“Citrus aurantium: l’apporto
giornaliero di Sinefrina con le quantità d’uso indicate non deve essere
superiore a 30 mg corrispondenti a circa 800 mg di Citrus aurantium con un
titolo del 4% di tale sostanza”…..
Dal Vietnam, la moderna ricerca
scientifica ha comprovato la tradizione popolare locale per la
Caesalpinia sappan,
il Coscinium fenestratum, l’Eurycoma longifolia, l’Hydnophytum
formicarum, lo Streptocaulon juventas (provati sull’adenocarcinoma
della cervice umana, sull’adenocarcinoma polmonare, e sul melanoma (710).
Esistono molte altre
piante, tutte raccolte in particolari estratti ad uso terapeutico, non
solo come piante a potenziale uso apoptotico o psudo-apoptotico, ma anche
come piante immuno-stimolanti (cap.4), e/o ad azione anti-ossidativa
(vedi:
www.lecurenaturali.com ).
Si riportano, a
titolo d’esempio, in fondo alla presente, un breve lavoro scientifico in
PDF sul Germanio organico: particolare vitamina contenuta soprattutto
nell’Allium species, e i cui effetti sono riferiti su un caso
guarito di cancro polmonare, caso riportato dalla rivista scientifica “Chest”(269).
Il Germanio organico ha dimostrato anche in
altri lavori scientifici la sua efficacia contro i tumori (107, 110,
119, 139, 174, 193, 237, 249, 269, 336, 357, 386, 399, 440, 441, 460, 476),
analogamente al Selenio organico (79, 108, 112, 129, 133, 136, 143,
156. 228, 229, 276, 338, 339, 364, 367, 404, 405, 407, 443, 452, 458, 501,
510, 511, 1155), alla vitamina A (1, 3, 10, 13, 14, 17, 18, 23,
24, 28, 34, 35, 36, 45, 56, 59, 69, 73, 76, 94, 92, 93, 100, 106, 111,
120, 121, 129, 128, 131, 137, 138, 137, 138, 165, 187, 200, 202, 203, 208,
209, 212, 213, 214, 216, 218, 222, 235, 255, 256, 257, 263, 264, 265, 266,
280, 282 286, 287, 288, 298, 303, 304, 305, 307, 313, 315, 322,
324, 325, 326, 334, 338, 340, 341, 347, 348, 352, 354, 362, 363, 365, 382,
383, 385, 390, 398, 402, 404, 405, 409, 410, 420, 425, 426, 427, 445, 446,
447, 448, 454, 457, 461, 463, 468, 469, 470, 471, 473, 477, 478, 488,
493, 508, 512), alla vitamina C (25, 33, 47, 54, 83, 91, 122,
129, 181, 197, 202, 218, 244, 246, 270, 299, 311, 335, 339, 367, 404, 405,
414, 415, 416, 496, 489, 510, 511), alla vitamina D (28, 157,
160, 188, 208, 209, 231, 240, 246, 254, 302, 323, 479, 489), alla
vitamina E (6, 19, 20, 30, 45, 91, 95, 112, 125, 129, 142, 165, 167,
190, 202, 228, 229, 246, 261, 280, 332, 404, 405, 452, 494).
In merito a queste vitamine naturali vi è una ricca casistica di
documentazione scientifica sulle varie e diversificate azioni di tali
vitamine contro i tumori, che non riguardano soltanto l’apoptosi.
Sulla base delle
recenti scoperte d’induzione apoptosica dei semi di Momordica charantia
(Cocomero d'Africa) (639), particolare interesse è attualmente
rivolto anche ai semi di altre piante come l’ Helianthus annuus
(Girasole), ai semi di Citrus paradisi (Pompelmo), ai semi di
Cucumis melo (Melone), ai semi di Cucumis sativus (Cetrioli),
ai semi di Citrullus vulgaris (Cocomero, Anguria, Melone rosso), ai
semi di Solanum lycopersicum (Pomodoro), ai semi di Solanum
melongena ( Melanzana), ai semi di Rubus idaeus (Lampone) ai
semi di Actinidia chinensis (Kiwi), ai semi di Citrus aurantium
(Arancio), ai semi di Vitis vinifera. Ma è estremamente grave il
fatto che le grandi aziende semeniere OGM stiano immettendo sul mercato
agricolo mondiale gli stessi frutti privi però di semi e/o deprivati di
vitamine naturali, in particolare: Cucumis melo, Citrus limonum,
Citrullus vulgaris, Solanum lycopersicum, Vitis vinifera.
Noi riteniamo che la modificazione genetica
delle piante (piante O.G.M.) sia un inaccettabile danno al patrimonio
della salute umana.
Ad esempio, la Pueraria
species induce apoptosi sul
neuroblastoma umano SK-N-MC (1046) ma, il contenuto di
Antocianine (che inducono apoptosi su tumori) della Pueraria-GMO
(modificata geneticamente) è gravemente ridotto del 40% (1119).
Altre
gravi modificazioni sono
state
compiute
a
carico della Brassica rapa (968),
e della
Brassica oleracea botrytis
(968),della Lotus
corniculatus (1012),
che
era curativa
contro
i
tumori, della Prunus
domestica (1013)
e del
Citrus
paradisi
(1014). In particolare è
estremamente grave il tentativo di modifica OGM (Organismi Geneticamente
Modificati) a carico dell’Allium sativum e dell’Allium cepa,
che rivestono particolare valore anti-neoplastico. Di recente, anche il
Solanum lycopersicum (pomodoro) è oggetto di danni da introduzione di
modifiche OGM: in particolare si è introdotto il gene del Solanum
pennellii, determinando l’incremento glicemico dell’alimento, con
rischio ulteriore per i pazienti neoplastici e/o diabetici.
Gravissimo è anche il deliberato tentativo
da parte delle aziende produttrici di OGM di disattivare questo prezioso
meccanismo naturale contenute nelle piante: tale fenomeno di blocco dell’apoptosi
(azione di anti-apoptosi), già introdotto sperimentalmente nella pianta
del tabacco tramite virus (748) è, secondo noi, un gravissimo
atto di danno deliberato inflitto all’Ecosistema tramite gli O.G.M.: un
danno che, se propagato a piante alimentari di uso comune, potrebbe
rendere del tutto impossibile la cura dei tumori e di molte altre
malattie.
La domanda che ci si è posti è stata
pertanto la seguente: è possibile che vi sia da parte delle Multinazionali
Chemio-Farmaceutiche, cioè quelle che producono i farmaci per la KEMIO, la
volontà di distruggere il patrimonio naturale delle centinaia di vitamine
anti-tumorali contenute nella frutta e nelle verdure allo scopo, entro i
prossimi decenni, di “annullare la concorrenza delle terapie
alternative” e di rendere quindi la KEMIO l’unica terapia possibile
contro il cancro ?
Per quanto complessa possa sembrare la
questione, si pongono all’attenzione del lettore i seguenti dati:
Il
possibile connubio
delle
Multinazionali agro-alimentari (O.G.M.)
con quelle
chimico-farmaceutiche (KEMIO).
Multinazionali
agro-alimentari (Biotech, OGM)
Da alcuni anni si sta verificando la
nascita di multinazionali che si definiscono "multinazionali di scienze
della vita" attive sul mercato farmaceutico, dell’agro business (sementiero
e pesticidi) e veterinario. Sono settori tra loro diversi, ma che sono
legati insieme dall’utilizzo delle biotecnologie (OGM) per la
realizzazione dei loro prodotti. Queste multinazionali stanno utilizzando
delle strategie economiche molto spregiudicate ed aggressive: dai primi
anni ’90 stanno operando per acquistare aziende anche di grande
dimensioni.
Una di queste, la Monsanto, ha
acquisito nel termine di pochi anni Asgrov, Agracetus, De
Calb, Cargil, con un investimento di 10 miliardi di Euro
attuali.
La Dupont, altro grande gruppo, ha
acquistato la Pioneer
con un investimento di circa 8
miliardi di Euro attuali.
Questi investimenti sembrano avere una
logica anti-economica: esse pagano le aziende che rilevano molto più del
loro reale valore, come se cercassero di eliminare un potenziale
concorrente piuttosto che ottenere un risultato economico a breve termine.
Accanto alle acquisizioni abbiamo anche le
fusioni: Ciba Geigy e Sandoz creano Novartis
(fatturato di 20 miliardi di Euro attuali nel 1997-98).
La stessa Novartis ha fuso
recentemente il suo settore agro-alimentare con Astra Zenic.
Dalla fusione della francese Rhone
Poulenc e della tedesca Hoest nasce Aventis .
È sempre in questo contesto che nasce,
nell'ottobre 2000, il primo gruppo mondiale di agrochimica, Syngenta,
- risultato della fusione della svizzera Novartis (Azienda ben nota
come produttrice di farmaci per Chemioterapia [nota dell'autore del
presente sito] con l'anglo-svedese Astra-Zeneca (anch'essa azienda
ben nota come produttrice di farmaci per Chemioterapia [nota dell'autore
del presente sito]) – che realizzerà un giro d'affari di circa otto
miliardi di euro. Monsanto, dopo la fusione con Pharmacia
& Upjohn, una grande ditta farmaceutica (anch'essa azienda ben nota
come produttrice di farmaci per Chemioterapia [nota dell'autore del
presente sito]), si occupa ormai solo di agricoltura, con un giro d'affari
che nel 2000 ha raggiunto i 5,49 miliardi
di dollari.
La situazione attuale è la
seguente: pochissime multinazionali (Syngenta, Monsanto,
Novartis,
Dupont, Aventis) detengono
il 25-30% del mercato sementiero (ma oltre il 90% del mercato delle
sementi transgeniche) e dietro questi grandi gruppi si nota una tale
polverizzazione da indurre a pensare che questo andamento non potrà che
rafforzarsi in futuro non potendo delle aziende di medie dimensioni
contrastare la concorrenza di grandi gruppi economici, e l’obiettivo
sembra chiaro: riconvertire il settore sementiero tradizionale in
biotecnologico (cioè OGM). Ma il dato impressionante è che ritroviamo gli
stessi nomi nel settore dei pesticidi, dove le stesse aziende detengono il
55% del mercato, e soprattutto nel settore farmaceutico, dove le stesse
multinazionali hanno una posizione dominante.
Multinazionali
chimico-farmaceutiche (Big-Farma)
La storia delle
multinazionali chimico-farmaceutiche è incredibile per il loro svilupp
|