Progetto Caduceo
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LA VERITÀ SU CANCRI E TUMORI

IL LAVORO DEL DOTT. GIUSEPPE NACCI

Vitamine NATURALI  che fanno ”suicidare” i tumori


 

Un aspetto particolare riguarda le sostanze vitaminiche o minerali, o di altro genere, aventi capacità anti-tumorale selettiva sulle sole cellule tumorali, tramite induzione di apoptosi, cioè d’indurre il “suicidio” di queste cellule, senza provocare danno alle cellule sane.

Per apoptosi s'intende l'attivazione di endonucleasi specifiche che frammentano il DNA, agendo a livello di siti nucleosomiali costituenti l'unità strutturale primaria della cromatina nucleare della cellula. Le molecole d'induzione, in genere di derivazione fito-chimica (piante), inducono l’apoptosi nella cellula neoplastica, mediante l’attivazione di enzimi proteolitici intracellulari, che provocano degradazione per proteolisi di sequenze vitali del DNA, e provocando così la morte della cellula per apoptosi. In terapia anti-neoplastica tali molecole devono riattivare il comando di suicidio nelle cellule tumorali, senza determinare danni alle cellule sane. L'esperienza clinica iniziale ha già individuato nell'Emodina, contenuta nell'Aloe, un buon esempio di molecola particolarmente selettiva per certi tipi di tumori umani, di cui riportiamo, per esteso, due articoli in PDF (247,333).

Un’altra forma di “suicidio” provocato in cellule tumorali, simile all’apoptosi, è stata dimostrata da un lavoro giapponese nel caso dei neuroblastomi, che tendono a regredire quando all’interno delle cellule si accumula una certa quantità di proteina H-Ras(1042-43).  E’ipotizzabile che tale fatto possa verificarsi anche nel caso di glioblastomi umani (astrocitomi maligni di grado terzo o quarto), essendo stata documentata,  nell’uomo,  regressione di questi tumori dopo somministrazione di estratti fito-terapici caratterizzati da induzione di produzione endogena della medesima proteina (H-Ras)  in glioblastomi umani. In particolare, per i tumori al cervello, rivestono particolare importanza i fito-estratti di Morinda citrifolia (1043); ma sono anche sotto studio l’Hypericum perforatum, la Pueraria species (1046), la Melissa officinalis, la Momordica carantia, la Betula alba (1037), la Yucca schidigera (1118) e la Gardenia  species (1061).

Nota: la Morinda citrifolia è causa sia di apoptosi che di inibizione dell’angiogenesi (1172).

 

 

Molte delle seguenti indicazioni bibliografiche sono disponibili in PDF (vedi in fondo, dopo la bibliografia).

 

Le piante note sono numerosissime, qui vengono riportati soltanto alcuni articoli, in particolare si sono cercati lavori già disponibili in PDF.

Le piante e/o le vitamine trovate sono le seguenti:

 

Crucifere (809);

Glucosinolati (1137),

Isprenoidi per leucemia e melanoma (1141);

Quercitrina per la leucemia (1146),

Bioflavonoidi per la leucemia (1130);

Flavonoidi in genere (1122);

Flavonoidi e isoflavonoidi (1129)

Ferutinina (Ferula communis [1136]);

Ellipticina della Ochrosia elliptica per il cancro mammario (1135);

Acido betulinico per melanoma, leucemia, neuroblastoma, gliomi (1036-1041, 1027,1128,1166);

Mimosa species (1142);

Bacche di Pittosporum tobira e di Chamerops excelsa (84);

Emodina-Aloe (333, 487, 715);

Flavonoidi (1122);

Catechine (1123);

Acido carnosico (712)

Acido ursolico, dall’Asparagus species (700);

Citrus limonum (693);

Allium sativum (694, 696);

Rosmarinus officinalis (1062);

Sutherlandia frutescens (1147);

Uncaria tomentosa e Uncaria guianensis (714);

Acacetina (1165);

estratto metanolico di fiori di Hypericum perforatum ;

Vaccinium vitis idaea;

Bacopa monnieri (640);

Vari flavonoidi (Wagonina, Fisetina) per l’epatocarcinoma umano (713);

Diosgenina efficace sull’osteosarcoma (1134), contenuta ad esempio nel Tribulus terrestris;

Capsicum frutescens aut annuum sulla leucemia (719);

Thalictrum acutifolium per il cancro polmone (711);

Lepidozamia peroffskyana (1044),

Sophora flavescens per la leucemia (716);

Hibiscus sabdaiffa, sperimentata in vitro sulla sola leucemia umana (692);

Polygonum cuspidatum, quest’ultimo caratterizzato oltre che da attività apoptotica su cellule di leucemia linfatica cronica, anche da proprietà di anti-angiogenesi (695);

Senecio latifolius, provato su cellule tumorali del fegato (697), ancora allo studio per possibile tossicità.

Pereskia bleo per carcinoma mammario (1144);

Nerium oleander (1145), ancora allo studio per possibile tossicità;

Panax ginseng (1170,1171);

Gordonia axillaris, provata in tumori umani (698);

La Baicalina e la Baicaleina (718)

Rizoma di Atractylodes ovata è stata provata su leucemia  (704);

 Il Solanum lyratum per cancro del fegato (705);

Boswellia carterii, verificata sulla leucemia (706);

Phyllanthus urinaria sul cancro polmone (720);

Salvia miltiorrhiza (708),

Camellia sinensis (173,309,1123,1124,1159,1160,1164).

L’acido boswellico induce apoptosi nel melanoma metastatico e del fibrosarcoma (1131);

Flavonoidi della Tartary buckwheat attivano la Caspasi 3 e inducono apoptosi in cancri (1064);

Zingiber officinale (6-paradolo) attiva anch’esso la Caspasi 3 (1143);

Cupressus lusitanica induce apoptosi (1132);

Interessante la Goniotalamina  del Goniothalamus species (1138,1139);

Spinacia oleracea (spinaci) hanno una certa azione sui papillomi (1154).

Alpinia oxyphylla (Zingiberaceae) nella leucemia promielocitica umana (1156).

Altro processo di apoptosi è indotto dalla woodfordin I nella leucemia umana (1157)

Clorofillina e  clorofilla  modulano anch’esse l’apoptosi  (1158).

Phyllanthus orbicularis è efficace nel cancro dell’ovaio (1163).

I triterpeni pentaciclici delle Crisobalanaceae sono pure interessanti (1167).

La Genisteina inibisce il cancro umano della mammella (1168).

Parecchi ingredienti di erbe medicinali cinesi sono attualmente sotto studio per l’epatocarcinoma umano (1169).

Molte piante alimentari, presenti nelle diete di tanti popoli, presentano interessanti caratteristiche mediche (1149-1153).

 

 

Altri dati:

Curcumina induce apoptosi sul cancro polmonare (1133); è contenuta nella Curcuma longa e Curcuma zedoaria; la Curcuma zedoaria, attualmente sperimentata in vitro sulla sola leucemia (690), era già menzionata da Castore Durante fin dal 1617; la curcumina è attiva anche su metastasi (1161).

 

Resveratrolo (1162), contenuto nella Polygonum cuspidatum, Vitis vinifera e anche nella Yucca schidigera (1118) che è caratterizzato da attività apoptotica (1121,1148), e da proprietà di anti-angiogenesi (695).

 

Il Partenolide lattone sesquiterpene, presente in molte piante, induce apoptosi in molti tumori, con deplezione of Glutatione, attivazione delle Caspasi 7,8,9, over-espressione di GADD153, un gene anticancro, e susseguente apoptosi (701).

 

Citrus species (Mandarino, Arancia, Pompelmo, Limone, Cedro, Bergamotto…) inducono apoptosi in vari tipi di cancro, mediante beta Criptoxantina ed Esperidina (1063).  Si vogliono però proibire le utilizzazioni commerciali di questi estratti,  proibendo per Legge dosi elevate di Esperidina e di altre sostanze come ad esempio la Sinefrina: si riporta il Decreto Ministeriale del 25 luglio 2002 in merito alle “Disposizioni specifiche per ingredienti erboristici”:“Citrus aurantium: l’apporto giornaliero di Sinefrina con le quantità d’uso indicate non deve essere superiore a 30 mg corrispondenti a circa 800 mg di Citrus aurantium con un titolo del 4% di tale sostanza”…..

 

Dal Vietnam, la moderna ricerca scientifica ha comprovato la tradizione popolare locale per la Caesalpinia sappan, il Coscinium fenestratum, l’Eurycoma longifolia, l’Hydnophytum formicarum, lo Streptocaulon juventas (provati sull’adenocarcinoma della cervice umana, sull’adenocarcinoma polmonare, e sul melanoma (710).

 

Esistono molte altre piante, tutte raccolte in particolari estratti ad uso terapeutico, non solo come piante a potenziale uso apoptotico o psudo-apoptotico, ma anche come piante immuno-stimolanti (cap.4), e/o ad azione anti-ossidativa (vedi: www.lecurenaturali.com ).

Si riportano, a titolo d’esempio, in fondo alla presente, un breve lavoro scientifico in PDF  sul Germanio organico: particolare vitamina contenuta soprattutto nell’Allium species, e i cui effetti sono riferiti su un caso guarito di cancro polmonare, caso riportato dalla rivista scientifica “Chest”(269).

Il Germanio organico ha dimostrato anche in altri lavori scientifici la sua efficacia contro i tumori (107, 110, 119, 139, 174, 193, 237, 249, 269, 336, 357, 386, 399, 440, 441, 460, 476), analogamente al Selenio organico (79, 108, 112, 129, 133, 136, 143, 156. 228, 229, 276, 338, 339, 364, 367, 404, 405, 407, 443, 452, 458, 501, 510, 511, 1155), alla vitamina A (1, 3, 10, 13, 14, 17, 18, 23, 24, 28, 34, 35, 36,  45, 56, 59, 69, 73, 76, 94, 92, 93, 100, 106, 111, 120, 121, 129, 128, 131, 137, 138, 137, 138, 165, 187, 200, 202, 203, 208, 209, 212, 213, 214, 216, 218, 222, 235, 255, 256, 257, 263, 264, 265, 266, 280, 282  286, 287, 288, 298, 303, 304, 305, 307, 313, 315, 322, 324, 325, 326, 334, 338, 340, 341, 347, 348, 352, 354, 362, 363, 365, 382, 383, 385, 390, 398, 402, 404, 405, 409, 410, 420, 425, 426, 427, 445, 446, 447, 448, 454, 457, 461, 463, 468, 469, 470, 471, 473,  477, 478, 488, 493, 508, 512), alla vitamina C (25, 33, 47, 54, 83, 91, 122, 129, 181, 197, 202, 218, 244, 246, 270, 299, 311, 335, 339, 367, 404, 405, 414, 415, 416, 496, 489, 510, 511), alla vitamina D (28, 157, 160, 188, 208, 209, 231, 240, 246, 254, 302, 323, 479, 489), alla vitamina E (6, 19, 20, 30, 45, 91, 95, 112, 125, 129, 142, 165, 167, 190, 202, 228, 229, 246, 261, 280, 332, 404, 405, 452, 494). In merito a queste vitamine naturali vi è una ricca casistica di documentazione scientifica sulle varie e diversificate azioni di tali vitamine contro i tumori, che non riguardano soltanto l’apoptosi.

 

Sulla base delle recenti scoperte d’induzione apoptosica dei semi di Momordica charantia (Cocomero d'Africa)  (639), particolare interesse è attualmente rivolto anche ai semi di altre piante come l’ Helianthus annuus (Girasole),  ai semi di Citrus paradisi (Pompelmo), ai semi di Cucumis melo (Melone), ai semi di Cucumis sativus (Cetrioli), ai semi di Citrullus vulgaris (Cocomero, Anguria, Melone rosso), ai semi di Solanum lycopersicum (Pomodoro), ai semi di Solanum melongena ( Melanzana), ai semi di Rubus idaeus (Lampone) ai semi di Actinidia chinensis (Kiwi),  ai semi di Citrus aurantium (Arancio), ai semi di Vitis vinifera.  Ma è estremamente grave il fatto che le grandi aziende semeniere OGM stiano immettendo sul mercato agricolo mondiale gli stessi frutti privi però di semi e/o deprivati di vitamine naturali, in particolare: Cucumis melo, Citrus limonum, Citrullus vulgaris, Solanum lycopersicumVitis vinifera.

 

Noi riteniamo che la modificazione genetica delle piante (piante O.G.M.) sia un inaccettabile danno al patrimonio  della salute umana.

 

Ad esempio, la Pueraria species induce apoptosi sul  neuroblastoma umano SK-N-MC (1046) ma, il contenuto di Antocianine (che inducono apoptosi su tumori) della Pueraria-GMO (modificata geneticamente) è gravemente ridotto del 40% (1119).

Altre gravi modificazioni sono state compiute a carico della Brassica rapa (968), e della Brassica oleracea botrytis (968),della Lotus corniculatus (1012), che era curativa contro i tumori, della Prunus domestica (1013)  e del Citrus paradisi (1014). In particolare è estremamente grave il tentativo di modifica OGM (Organismi Geneticamente Modificati) a carico dell’Allium sativum e dell’Allium cepa, che rivestono particolare valore anti-neoplastico. Di recente, anche il Solanum lycopersicum (pomodoro) è oggetto di danni da introduzione di modifiche OGM: in particolare si è introdotto il gene del Solanum pennellii, determinando l’incremento glicemico dell’alimento, con rischio ulteriore per i pazienti neoplastici e/o diabetici.

 

Gravissimo è anche il deliberato tentativo da parte delle aziende produttrici di OGM di disattivare questo prezioso meccanismo naturale contenute nelle piante: tale fenomeno di blocco dell’apoptosi (azione di anti-apoptosi), già introdotto sperimentalmente nella pianta del tabacco tramite virus (748) è, secondo noi, un gravissimo atto di danno deliberato inflitto all’Ecosistema tramite gli O.G.M.: un danno che, se propagato a piante alimentari di uso comune, potrebbe rendere del tutto impossibile la cura dei tumori e di molte altre malattie.

 

 

La domanda che ci si è posti è stata pertanto la seguente: è possibile che vi sia da parte delle Multinazionali Chemio-Farmaceutiche, cioè quelle che producono i farmaci per la KEMIO, la volontà di distruggere il patrimonio naturale delle centinaia di vitamine anti-tumorali contenute nella frutta e nelle verdure allo scopo, entro i prossimi decenni, di “annullare la concorrenza delle terapie alternative” e di rendere quindi la KEMIO l’unica terapia possibile contro il cancro ?

 

Per quanto complessa possa sembrare la questione, si pongono all’attenzione del lettore i seguenti dati:

 

Il possibile connubio delle Multinazionali agro-alimentari (O.G.M.) con quelle chimico-farmaceutiche (KEMIO).

 

Multinazionali agro-alimentari (Biotech, OGM)

Da alcuni anni si sta verificando la nascita di multinazionali che si definiscono "multinazionali di scienze della vita" attive sul mercato farmaceutico, dell’agro business (sementiero e pesticidi) e veterinario. Sono settori tra loro diversi, ma che sono legati insieme dall’utilizzo delle biotecnologie (OGM) per la realizzazione dei loro prodotti. Queste multinazionali stanno utilizzando delle strategie economiche molto spregiudicate ed aggressive: dai primi anni ’90 stanno operando per acquistare aziende anche di grande dimensioni.

Una di queste, la Monsanto, ha acquisito nel termine di pochi anni Asgrov, Agracetus, De Calb, Cargil, con un investimento di 10 miliardi di Euro attuali.

La Dupont, altro grande gruppo, ha acquistato la Pioneer con un investimento di circa 8 miliardi di Euro attuali.

Questi investimenti sembrano avere una logica anti-economica: esse pagano le aziende che rilevano molto più del loro reale valore, come se cercassero di eliminare un potenziale concorrente piuttosto che ottenere un risultato economico a breve termine.

Accanto alle acquisizioni abbiamo anche le fusioni:  Ciba Geigy e Sandoz creano Novartis (fatturato di 20 miliardi di Euro attuali nel 1997-98).

La stessa Novartis ha fuso recentemente il suo settore agro-alimentare con Astra Zenic.

Dalla fusione della francese Rhone Poulenc e della tedesca Hoest nasce Aventis .

È sempre in questo contesto che nasce, nell'ottobre 2000, il primo gruppo mondiale di agrochimica, Syngenta, - risultato della fusione della svizzera Novartis (Azienda ben nota come produttrice di farmaci per Chemioterapia [nota dell'autore del presente sito] con l'anglo-svedese Astra-Zeneca (anch'essa azienda ben nota come produttrice di farmaci per Chemioterapia [nota dell'autore del presente sito]) – che realizzerà un giro d'affari di circa otto miliardi di euro. Monsanto, dopo la fusione con Pharmacia & Upjohn, una grande ditta farmaceutica (anch'essa azienda ben nota come produttrice di farmaci per Chemioterapia [nota dell'autore del presente sito]), si occupa ormai solo di agricoltura, con un giro d'affari che nel 2000 ha raggiunto i 5,49 miliardi di dollari.

 

La situazione attuale è la seguente: pochissime multinazionali (Syngenta, Monsanto, Novartis, Dupont,  Aventis) detengono il 25-30% del mercato sementiero (ma oltre il 90% del mercato delle sementi transgeniche) e dietro questi grandi gruppi si nota una tale polverizzazione da indurre a pensare che questo andamento non potrà che rafforzarsi in futuro non potendo delle aziende di medie dimensioni contrastare la concorrenza di grandi gruppi economici, e l’obiettivo sembra chiaro: riconvertire il settore sementiero tradizionale in biotecnologico (cioè OGM). Ma il dato impressionante è che ritroviamo gli stessi nomi nel settore dei pesticidi, dove le stesse aziende detengono il 55% del mercato, e soprattutto nel settore farmaceutico, dove le stesse multinazionali hanno una posizione dominante.

 

Multinazionali chimico-farmaceutiche (Big-Farma)

La storia delle multinazionali chimico-farmaceutiche è incredibile per il loro svilupp

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