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SCHEDE TERAPEUTICHE

TUMORI, CANCRI E METASTASI

IL CENTRO E LE RICERCHE
DEL DR. O. CARL SIMONTON

SOMMARIO

Il metodo Simonton up.jpg

Il metodo Simonton è un metodo di sostegno psicologico per le persone affette da tumore che sono pronte a lavorare su se stesse e ad accettare la sfida della malattia. Basandosi sulle connessioni mente-corpo, guida il paziente verso una presa di coscienza e verso la ricerca di una migliore qualità di vita che includa gioia e dolcezza. Insegna ai malati a vivere la loro malattia e i trattamenti in modo più costruttivo, aumentandone l'efficacia grazie a una migliore gestione dello stress e delle emozioni. L'uso di tecniche immaginative e cognitive potenzia il sistema immunitario e lo rende un efficace sostegno complementare ai trattamenti medici, riducendone gli effetti collaterali.

Le nostre emozioni influenzano il sistema immunitario: si può quindi agire sulla propria salute migliorando la consapevolezza e la gestionedelle emozioni. Ognuno è partecipe della propria salute o malattia in ogni momento: il seminario di due giorni ha lo scopo di illustrare il metodo, gli strumenti terapeutici che sostengono il malato e lo aiutano a impegnarsi attivamente verso la sua guarigione... verso la sua vita...

Il Simonton Cancer Centre Italia up.jpg

Il Centro rappresenta ufficialmente in Italia il metodo del dr Simonton. Organizza conferenze informative, incontri terapeutici, seminari con il dr Simonton, corsi di formazione in . La filosofia del metodo si basa sulla presa di coscienza che i pensieri, gli atteggiamenti mentali, lo stile di vita influenzano considerevolmente la salute. Si indirizza tanto ai malati affetti da tumore che al loro sistema di sostegno.

Per il suo approccio sia razionale che induttivo, esso è valido per qualsiasi persona in ogni momento della sua vita, sul piano sociale o esistenziale. I suoi interventi terapeutici poggiano tanto su dati teorici innovativi quanto su conoscenze ancestrali. La sua ricchezza e profondità lo rendono uno strumento versatile, applicabile sia in terapia individuale che di gruppo, familiare o sociale, come auto-training o auto-terapia.

Per informazioni su attività, conferenze o seminari, contattare:
Simonton Cancer Centre Italia
Tel. 0761 344870 - cell. 338 3633010
Fax: 040 3487023
Sito: www.simonton.it
E-mail: info@simonton.it


Brani dal libro "Ritorno alla salute" up.jpg

Premessa

pp. 9-10

Siccome il cancro è una malattia così paurosa, non appena si viene a sapere che quella certa persona ha il cancro, questo fatto diventa la caratteristica che la definisce. Non importa se svolge molti altri ruoli (genitore, padrone, amante), non importa se possiede molte altre qualità (intelligenza, fascino, senso dell'umorismo): da quel momento in poi non è altro che un "malato di cancro". L'identità umana globale di quella persona viene cancellata dall'identità di malato di cancro. L'unica cosa che gli altri, compreso spesso il medico, hanno presente è il dato fisico del cancro, e qualunque trattamento è rivolto al paziente in quanto corpo, e non in quanto persona.

La nostra premessa di base è invece che la malattia non costituisce esclusivamente un problema fisico, bensì un problema della persona nella sua totalità, il che comprende non soltanto il corpo, ma anche la mente e le emozioni. Siamo convinti che gli stati emotivi e mentali svolgano un ruolo significativo sia nella suscettibilità alle malattie, cancro compreso, sia nella guarigione da qualunque malattia.

Siamo convinti che il cancro sia spesso una spia dell'esistenza di problemi in altre sfere della vita di un individuo, problemi aggravati da un accumularsi di tensioni e di stress in un periodo che va dai sei ai diciotto mesi prima dell'insorgere del cancro. Tipicamente, il malato di cancro è una persona che reagisce a questi problemi con un profondo senso di impotenza e di "rinuncia". A sua volta, secondo noi, questa reazione emotiva dà il via a una serie di reazioni fisiologiche che paralizzano le difese naturali del corpo rendendolo suscettibile al riprodursi di cellule anomale.

Partendo dal presupposto che le nostre convinzioni siano sostanzialmente esatte (e nei prossimi sette capitoli cercheremo di dimostrare perché ne siamo così sicuri), è evidente che, per arrivare alla guarigione, sia il paziente sia il medico devono tener conto non solo di quello che succede a livello fisico, ma anche, cosa altrettanto importante, di quello che succede nella altre sfere della vita del paziente.

Se il sistema integrato composto di mente, corpo ed emotività, che costituisce la persona nella sua totalità, non opera in direzione della salute, allora è probabile che un intervento a livello puramente fisico non produca alcun risultato Un programma terapeutico efficace, dunque, dovrà riguardare l'essere umano complessivo, e non focalizzarsi esclusivamente sulla malattia. Altrimenti sarebbe come voler curare un'epidemia di febbre gialla soltanto con i sulfamidici, senza contemporaneamente prosciugare gli acquitrini in cui prolificano le zanzare portatrici del morbo.

I risultati del nostro metodo ../../../0_immagini/up.jpg

Dopo tre anni di esperienze nell'insegnare ai pazienti a usare la mente e le emozioni per modificare il decorso della loro malattia, decidemmo di condurre una ricerca volta differenziare gli effetti dovuti al trattamento a livello emotivo da quelli dovuti alle terapie fisiche, appunto per dimostrare scientificamente che il trattamento a livello emotivo era efficace. Abbiamo incominciato con lo studiare un gruppo di pazienti affetti da tumori maligni ritenuti incurabili. Le prevenzioni per tali pazienti sono in media circa dodici mesi di vita.

(...) Alcuni, forse, si preoccuperanno che noi stiamo dando "false speranze", che prospettando la possibilità che l'individuo riesca a influire sul decorso della malattia alimentiamo aspettative poco realistiche. E vero che una malattia come il cancro presenta decorsi così vistosamente diversi da una persona all'altra che di certo non abbiamo la pretesa di garantire l'infallibilità del nostro metodo. Esiste sempre una misura di incertezza, come esiste del resto per qualunque procedura della medicina tradizionale; ma di fronte all'incertezza, ci sembra, la speranza costituisce un atteggiamento appropriato.

Come vedremo meglio nei prossimi capitoli, le aspettative, sia positive che negative, possono svolgere una parte significativa nel determinare l'esito di una malattia. Un'aspettativa negativa potrà forse proteggere dalla delusione, ma può anche contribuire al realizzarsi di un --- fine 11

Il legame fra stress e malattia ../../../0_immagini/up.jpg

p. 47

(...) Nella loro analisi delle ragioni per cui lo stress può portare alla malattia, Holmes e Masuda riconoscono l'importanza della reazione individuale. La spiegazione, ci sembra di capire, sta nel fatto che l'atto stesso di far fronte a uno stress può abbassare la resistenza alle malattie, soprattutto quando le tecniche per farvi fronte sono difettose: quando cioè non sono appropriate ai problemi da risolvere.

Questo modo di affrontare la malattia è una lezione sulla natura finita dell'uomo, [in quanto ci ricorda] che le nostre energie sono limitate. Se ce ne vogliono troppe per far fronte all'ambiente, ce ne rimangono meno per resistere alle malattie. Quando la vita è troppo frenetica, e quando i tentativi per farcela falliscono, l'infausto risultato è la malattia. La ricerche condotte su animali confermano queste condizioni.

In che modo lo stress aumenta la suscettibilità alle malattie ../../../0_immagini/up.jpg

pp. 47-48

Il mondo medico ha impiegato molto tempo a riconoscere il ruolo dello stress nel determinare la malattia Questo è in parte dovuto alla formazione fisicistica dei medici in generale: i malanni fisici sono prodotti da cause fisiche e vanno trattati con rimedi fisici. Quello che mancava agli studi citati per renderli meglio accetti agli ambienti medici è l'individuazione di uno specifico meccanismo fisiologico attraverso il quale gli stati emotivi contribuirebbero all'insorgere della malattia. La descrizione appunto di un meccanismo del genere incomincia a emergere da recenti studi sugli effetti dello stress cronico. Ma per meglio capire i risultati di questi studi, può essere utile sapere qualche cosa di più sulla fisiologia dello stress.

Il sistema nervoso dell'uomo è il prodotto di milioni ai anni di evoluzione. Per gran parte dell'esistenza dell'uomo sulla terra le richieste a cui è stato sottoposto il sistema nervoso sono state molto diverse da quelle a cui sia no sottoposti noi oggi dalla civiltà moderna. Nelle società umane primitive la sopravvivenza richiedeva che l'uomo fosse in grado di identificare immediatamente un pericolo e di decidere immediatamente se combattere o fuggire.

Il nostro sistema nervoso è conformato appunto per questo tipo di mobilitazione: quando c'è un pericolo esterno, il nostro corpo riceve immediatamente l'istruzione (attraverso una modificazione dell'equilibrio ormonale e dell'energia nervosa) o di combattere o di fuggire.

Invece la vita del mondo moderno richiede che si inibiscano continuamente questa reazione combattimento-o-fuga. Quando il vigile ci ferma per darci una multa, o quando il datore di lavoro ci dà una strigliata, il nostro corpo viene istintivamente mobilitato dalla presenza di un pericolo. Tuttavia, in queste circostanze, sia il "combattimento" sia la "fuga" sarebbero risposte socialmente inappropriate, c quindi noi abbiamo imparato a sopprimere questa reazione. Per tutta la giornata continuiamo a sopprimere le risposte del nostro corpo allo stress: quando viene fatto un errore, quando il taxi strombazza, quando si deve fare la coda, quando si perde l'autobus, e così via.

Il nostro corpo è fatto in modo che i momenti di stress, seguiti da una reazione fisica come il combattimento o la fuga, non riescano troppo nocivi. Quando invece la risposta fisiologica allo stress non viene scaricata (a causa delle conseguenze a livello sociale del combattimento o della fuga) allora si ha un effetto negativo che è cumulativo. E' lo stress cronico, uno stress che rimane dentro nel corpo invece di scaricarsi. E lo stress cronico svolge un ruolo significativo, come da più parti si tende a riconoscere, in molte malattie.

p. 49

(...) Ma c'è un altro effetto ancora che interessa particolarmente il malato di cancro. Selye ha scoperto che lo stress cronico inibisce il sistema immunitario che è preposto al riassorbimento ed alla distruzione delle cellule cancerose e dei microrganismi estranei. Il punto importante è il seguente: le condizioni fisiche che vengono prodotte dallo stress, come le descrive Selye, sono praticamente identiche alle condizioni in cui le cellule anomale riescono a riprodursi e a diffondersi fino a diventare un tumore maligno. Non sorprende quindi che spesso i malati di cancro abbiano il sistema immunitario indebolito.

I "vantaggi" della malattia o "beneficio secondario" ../../../0_immagini/up.jpg

p. 117

In una cultura come la nostra, dove si dà così scarsa importanza ai sentimenti, ed i bisogni emotivi vitali per il benessere dell'individuo, vengono cosi spesso ignorati, la malattia può adempiere a un fine importante: può offrire la possibilità di soddisfare dei bisogni che non si è trovato il modo di soddisfare a livello cosciente.

La malattia comporta molto dolore e angoscia, è vero, ma risolve anche molti problemi di vita. Serve a dare il "permesso" di mettere in atto comportamenti che normalmente una persona non adotterebbe se stesse bene. Riflettete un momento sulle cose che si ottengono quando si è malati: manifestazioni di amore e maggiore attenzione del tempo libero dal lavoro, minori responsabilità, minori impegni, e così via. I malati di cancro, che spesso sono persone che tendono a mettere in primo piano i bisogni degli altri, troverebbero ovviamente piuttosto difficile permettersi queste libertà senza la scusante della malattia.

Da questo punto di vista, la malattia serve a sospendere molti degli atteggiamenti che impediscono di dare retta ai propri bisogni emotivi. Anzi, forse i periodi di malattia sono gli unici in cui appare accettabile sottrarsi alle responsabilità e alle pressioni della vita e badare a noi stessi senza sensi di colpa e senza bisogno di dare spiegazioni o di giustificarsi.

Benché possa dare un sollievo temporaneo, però, la malattia può anche diventare una trappola. Se riuscite a vivere esperienze di amore, attenzione e rilassamento soltanto ammalandovi, c'è una parte di voi che ha interesse a rimanere malata. E' chiaro che non si può consigliare di usare la malattia per avere un po' di respiro. Malattie come il cancro costituiscono un prezzo ben elevato da pagare per risolvere problemi che potrebbero essere risolti altrimenti, per esempio, modificando le regole che impediscono di prestare attenzione ai propri bisogni.

La Scala di riadattamento sociale ../../../0_immagini/up.jpg

Da anni i medici hanno notato che ci sono maggiori probabilità di ammalarsi dopo che si sono verificati eventi fortemente stressanti. Il dottor Thomas H. Holmes dell'University of Washinton Scool of Medicina e il dottor Rahe hanno elaborato una scala atta a misurare oggettivamente la quantità di stress o di turbamento emotivo nella vita delle persone. Il totale numerico di tutti gli eventi stressanti della vita di una persona indica la quantità di stress a cui quella persona è stata sottoposta.

Evento                         Valore
------                         ------
Morte del coniuge               100
Divorzio                         73
Separazione                      65
Reclusione in carcere            63
Morte di in familiare stretto    63
Incidente del soggetto           53
Malattia del soggetto            53
Matrimonio                       50
Licenziamento                    47
Riconciliazione con il coniuge   45
Pensionamento                    45
Malattia di un familiare         44
Gravidanza                       40
Problemi sessuali                39
Aumento della famiglia           39
Riorganizzazione del lavoro      39
Cambio condizioni economiche     38
Morte di un amico intimo         37
Cambio radicale del lavoro       36
Discussioni con il coniuge       36
Ipoteca superiore a 10.000 Euro  31
Mutuo superiore ai 10.000  Euro  31
Non poter cancellare un'ipoteca  30
Non poter cancellare un prestito 30
Cambi responsabilità sul lavoro  29
Figlio che se ne va via di casa  29
Figlia che se ne va via di casa  29
Problemi con parenti acquisiti   29
Realizzare cose eccezionali      28
Coniuge che inizia a lavorare    26
Coniuge che smette di lavorare   26
Inizio o fine degli studi        26
Cambio delle condizioni di vita  25
Revisione abitudini personali    24
Problemi col datore di lavoro    23
Cambiamento orari di lavoro      20
Cambiamento condizioni           20
Cambiamento di residenza         20
Cambiamento di scuola            20
Cambio abitudini ricreative      19
Cambio delle attività religiose  19
Cambio delle attività mondane    18
Ipoteca inferiore a 10.000 Euro  17
Mutuo inferiore a 10.000  Euro   17
Cambio abitudini del sonno       16
Cambio riunioni di famiglia      15
Cambio abitudini alimentari      15
Vacanze                          13
Feste di Natale                  12
Fatto piccole infrazioni         11

La scala comprende eventi che tutti consideriamo stressanti. come la morte del coniuge, il divorzio, la perdita del lavoro, e altre esperienze dolorose. La cosa interessante è che comprende anche avvenimenti come il matrimonio, la gravidanza e la realizzazione di qualcosa di notevole, che di solito si considerano esperienze gradite. Anche queste però sono esperienze che possono richiedere un cambiamento di abitudini del modo di porci in rapporto con gli altri, o della nostra immagine di noi stessi.

Per informazioni su attività, conferenze o seminari, contattare:
Simonton Cancer Centre Italia
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Sito: www.simonton.it
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Bibliografia ../../../0_immagini/up.jpg

  • O. C. Simonton & S. M. Simonton, Ritorno alla salute (ex Star bene nuovamente).
    Edizioni Armenia, Viale Cà Granda 2, Milano.
    Un libro scritto da specialisti che lavorano in un Centro di casi terminali. Un trattato dove, finalmente, si trova una logica spiegazione sul come si generano i cancri ed i tumori, perché qualche malato guarisce ed altri no, e tanti consigli che dovrebbero conoscere coloro che contattano gli ammalati terminali.








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