SCHEDE TERAPEUTICHE
TUMORI, CANCRI E METASTASI
UN PARERE DEL DOTT. UMBERTO VERONESI
Sommario

Articolo apparso su l'Espresso on line il 29 marzo 2005.
www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=sa&idCategory=4803&idContent=791222
Niente carne e frutta e verdura a volontà. È questa la scelta dello scienziato
che ci spiega perché la salute dipenda molto più da ciò che mangiamo che da ciò che respiriamo.
Ne uccide più la gola che la spada: questo antichissimo proverbio mi viene quasi automaticamente alla memoria quando si affronta il problema di come ci troviamo a vivere. Perché tutti siamo convinti che la minaccia maggiore alla nostra salute arrivi da ciò che respiriamo, ma questo è vero solo in minima parte. Siamo tutti in psicosi da smog e da effetto-serra (due situazioni che non sono certo da sottovalutare), ma pochi sanno che è l'alimentazione il più grande determinante della salute. La salute dipende molto di più da ciò che mangiamo che da ciò che respiriamo. E questo vale soprattutto in campo oncologico.
Se fumiamo, la nicotina, il catrame e le altre sostanze nocive sviluppate dalla combustione del tabacco possono procurarci il carcinoma del polmone e altri tumori, ma anche un'alimentazione non sana può essere cancerogena. Basta ricordare che i tumori dello stomaco sono diventati sempre più rari da quando è stato inventato il frigorifero, e io sono convintissimo di un ragionamento che ripeto spesso: si sarebbe dovuto conferire un premio a chi ha inventato il frigorifero e la lavatrice. Sono due strumenti che hanno accompagnato lo sviluppo di oltre la metà del mondo, e che hanno migliorato la salute. Il frigorifero ha portato praticamente a zero le intossicazioni alimentari e ha ridotto al minimo i tumori dello stomaco; la lavatrice ha liberato le donne dal peso del bucato (risparmiandone le forze, e quindi la salute) e ha permesso di arrivare a un'igiene del vestire che i secoli precedenti non avevano mai conosciuto.
Il cibo ci è necessario per vivere, come a tutti gli esseri viventi, ma la quantità, la qualità e la natura di questo cibo sono come l'antica statua di Giano bifronte, che aveva un volto per la guerra e un altro per la pace. L'alimentazione ci può aiutare a conservare la salute, oppure al contrario può comprometterla, perché il cibo può diventare un veicolo di sostanze nocive, tossiche per l'apparato cardiocircolatorio e per il sistema digerente, e talvolta potenzialmente in grado di provocare tumori.
Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, che criticò la filosofia hegeliana, aveva postulato che l'uomo dovesse avere l'obiettivo di passare dalla religione (l'uomo che pone al di là di sé l'amore, il senso d'infinito e la perfezione), all'antropologia, riconoscendo l'origine naturale della religione nelle aspirazioni dell'uomo stesso. Nello sviluppare questa filosofia che correla strettamente gli uomini tra di loro, nel 1850 Feuerbach recensì favorevolmente uno scritto del fisiologo Jakob Moleschott sull'alimentazione, interpretata come la base che rende possibile il costituirsi e perfezionarsi della cultura umana: un popolo può migliorare migliorando l'alimentazione. Nel 1862, Feuerbach scrisse il saggio per cui viene ricordato come un materialista: 'Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangià. Il filosofo tedesco sosteneva che esiste un'identificazione dell'anima con la psiche, e che per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio. Ora, io credo che una buona alimentazione faccia una buona salute, ivi compreso il buon funzionamento del cervello.
Nella buona alimentazione, caposaldo della prevenzione, devono entrare molti vegetali e poca o nulla carne. Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali), ma nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni scientifiche più che accertate. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti, che la sensibilità collettiva ritiene ormai un rischio per la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo.
Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall'atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull'erba che, mangiata dal bestiame, si accumulano nei suoi depositi adiposi, e infine arrivano sul nostro piatto quando mangiamo la carne.
Una sostanza tossica è più pericolosa se viene ingerita piuttosto che se viene respirata. Io porto sempre l'esempio del gatto, che è l'animale più colpito da cancro. I ricercatori che hanno indagato su questo fatto, hanno scoperto una ragione che ci deve trovare molto attenti: il gatto infatti ha per sua abitudine quella di lavarsi leccandosi il pelo, che è impregnato di sostanze tossiche e cancerogene cadute sul terreno. Con il suo continuo leccarsi, il povero micio introduce queste sostanze nel suo organismo, rimanendone vittima.
L'inquinamento ambientale è un rischio soprattutto per le sue conseguenze sulla catena alimentare, e ogni tanto ci sono notizie alle quali bisognerebbe prestare molta più attenzione. Una recentissima, viene dal Dipartimento di alimentazione umana dell'Università di Pavia: in una ricerca su 230 puerpere, è stato trovato che nell'80 per cento di esse il latte conteneva l'ochratoxina A, che è un possibile agente tossico, e che nel latte di una di queste mamme, intenzionata ad allattare la sua creatura, c'era addirittura l'aflatossina, la potentissima sostanza cancerogena che si trova a volte anche nel mais. Non posso qui non ricordare che il mais geneticamente modificato riesce a difendersi dal parassita piralide e dalle micotossine prodotte dalle muffe che si insediano dove la piralmide scava i suoi buchi, e una delle quali è la temibile aflatossina.
A novembre 2004, quando ho presentato il 'Manifesto biotech', 18 società scientifiche l'hanno sottoscritto, affermando: "Non ci sono prove di danni in chi consuma prodotti derivati da coltivazioni geneticamente modificate". Si sono levate molte contestazioni, e tuttavia io sono convinto che l'agricoltura tecnologica contribuirà a risolvere il problema della fame nel mondo, che riguarda 800 milioni di persone. Siamo già sei miliardi di individui, nel 2020 saremo otto miliardi. Procediamo con cautela, ma procediamo. Non penso che sia utile, umano e intelligente opporsi alla ricerca. Le grandi questioni dell'umanità e del nostro futuro non si risolveranno con meno ricerca, ma con più ricerca, più conoscenza e cultura.
In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco economico enorme, e l'ascoltato economista e sociologo Jeremy Rifkin ne ha dato una dimostrazione in cifre: se nel mondo ci sono 800 milioni di persone che soffrono la fame è perché gran parte del terreno coltivabile viene dedicato a farvi nascere foraggio e cibo per gli animali da carne. Ogni anno sono destinati a bovini, ovini, suini e polli circa 150 milioni di tonnellate di cereali. Con uno spreco finale enorme, perché se facciamo un bilancio tra quanto nutrimento s'impiega per allevare un animale da carne e quanta resa se ne ha ai fini dell'alimentazione umana, vediamo che il conto non torna. È molto più conveniente impiegare direttamente nell'alimentazione umana un chilo di cereali (può nutrire più persone in un giorno, e non ha sprechi) che impiegarne la stessa quantità per nutrire un animale da macello.
Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Non solo i vegetali ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, ma in essi si trovano anche le proteine, contrariamente a quanto la gente crede. Del resto, in termini evoluzionistici l'uomo discende dalla scimmia, è un primate. Proprio la recentissima mappatura del genoma ci ha permesso la prova scientifica dell'intuizione di Darwin. Il 99 per cento del nostro Dna è esattamente identico a quello dello scimpanzé, e noi siamo uguali a lui per le nostre funzioni di ogni tipo. Abbiamo in più il gene del linguaggio, e questo ci differenzia. Senza linguaggio non c'è civiltà, come senza la scrittura non ci sarebbe la storia del genere umano. Per il resto, il nostro metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di bacche, cereali, legumi, frutti.
Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. Solo tre anni fa, il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità sulla salute nel mondo attribuiva a un insufficiente consumo di frutta e legumi quasi tre milioni di decessi.
Umberto Veronesi

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VERONESI DALLE CITAZIONI D’ORO NEL PAESE
IN CUI LE GALLINE FANNO LE UOVA D'ORO?
www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=giuseppe+parisi&tipo=
Firenze, 17 Marzo 2005.
L’ultima considerazione di un grande medico come Umberto Veronesi ha fatto il giro d’Italia, riorganizzando come un programma del computer le idee del comune benpensante.
Veronesi ha detto: quello che si mangia incide sul tumore più di quel che si respira.
Siamo destinati a vivere di poche parole, e quindi deframmentiamo e riorganizziamo, nell’ordine di citazioni brevi, spesso non molto chiare come ci sembra questa di Veronesi.
Un grave problema italico, le citazioni d’oro -possiamo chiamarle così- nel Paese in cui chi ci governa pensa che siano in molti a credere che le galline fanno le uova d'oro.
Che ciò che mangiamo incida sulla nostra salute, noi medici olistici (e non solo), lo diciamo da sempre, e siamo contenti che la grande dottrina scientifica se ne accorga ora, anche se con un ritardo di almeno 50 anni.
A Veronesi forse sfugge che l’alimentazione risponde ed è lo specchio dell’ambiente dove l’essere umano vive. L’alimentazione è proporzionatamente inquinata al grado di inquinamento dell’ambiente.
È l’ambiente a determinare la natura dell’alimento. Bere ad esempio un’acqua con dosi di nitrati e nitriti, significa danneggiare l’organismo. Ma come sono finiti questi composti nell’acqua?
Ed è bene ricordarsi che quando questo si somma con la completa alimentazione umana (vegetali, farine, carni, ortaggi, etc.) c'è il rischio enorme di alterazioni cancerose.
Quindi l’ambiente, attraverso l’alimentazione, è padre del nostro essere e di ciò che ci nutre.
A proposito di alimentazione: che tormentone quello del prof.Veronesi quando cita le sostanze dannose contenute negli alimenti al naturale, le biotecnologie invece no! Queste sono salutari!
Abbiamo l'impressione che ci sia sempre meno contatto con la realtà, che spesso si rivela politicamente ed eticamente discutibile.
Le esternazioni di Veronesi, a nostro avviso, testimoniano solo che i suoi indubbi meriti di oncologo gli danno il diritto e il credito per intervenire anche su temi che non sono propriamente i suoi. Sicuramente saranno pochi coloro che ricorderanno le sue parole di quando, ministro della Salute, sull’invenzione dell’inquinamento elettromagnetico, asserì che non esisteva. Ovviamente ognuno è libero di dire ciò che vuole, ma ci preme ricordare che il nostro è un Paese dove la cultura scientifica è moneta poco spendibile, dove il cosiddetto uomo della strada continua ad avere il peggior atteggiamento acritico nei confronti dell’esperto, quasi misterioso e sempre più lontano.
Si procede con le "citazioni d’oro" e si cancella l’informazione diffusa. Si mandano opuscoli sui farmaci e non si permette l’informazione sulle staminali embrionali.
Eppure, forse non sono così tanti che credono alle galline che fanno le uova d'oro,
visto che tra i comuni mortali italici, 7 su 10 sarebbero a favore dell’uso
di "staminali da embrioni" a scopo terapeutico, e 5 su 10 pensano che sia eticamente
inaccettabile modificare i geni dei prodotti agricoli.
Siamo davvero un Paese bizzarro.
Dott. Giuseppe Parisi - Presidente della FOMECO (www.fomeco.org).

Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) - Sito: www.ssnv.it/
MENZOGNA E COMUNICAZIONE
in merito all'articolo apparso sul Corriere della sera (24/2/05).
www.scienzavegetariana.it/agg/news/2005_02_26_studio_allen.html
Giovedì 24 febbraio 2005, in prima pagina sul Corriere della sera, nei
telegiornali, alla radio, la grande rivelazione: uno studio di
popolazione afferma che per i bambini la carne e i derivati
animali sono indispensabili!
Tutti pronti a scagliarsi contro i vegetariani e peggio ancora
vegan che mettono in pericolo i propri figli! Qui sotto è
riportato un comunicato stampa di Società Scientifica di
Nutrizione Vegetariana, che illustra come questo tanto celebrato
studio sia una frode scientifica (e non difficile da smascherare,
basta solo sapere di che si tratta prima di scrivere un articolo
di giornale...) oltre a essere stato finanziato... da
associazioni di allevatori! Capirete che credibilità può avere...
Inoltre hanno tenuto di proposito per 2 anni dei bambini in
stato di malnutrizione, per effettuare questo studio! Davvero dei
begli esempi di eticità anche verso gli umani...
Sul sito dedicato alla Scienza Vegetariana (SSNV) www.ssnv.it/
potete trovare il testo originale apparso su BBC NEWS, da cui l'articolo del Corriere
è stato tratto, assieme alle risposte di nutrizionisti e associazioni vegan nel mondo e
all'articolo del Corriere della Sera.
Un'osservazione di vegsource:
Uno degli aspetti più sconcertanti che emerge da tutto questo
è che sta sperimentando su bambini denutriti. Questi sono
bambini che stanno palesemente patendo la fame, la loro non è
una dieta "vegana", bensì una dieta da fame.
E come fecero già i nazisti che sperimentarono sui
prigionieri, questi "ricercatori" alle dipendenze
dell'industria della carne non nutrono gli affamati, non danno
loro cibo a sufficienza, fanno degli assurdi esperimenti in
favore dei cibi animali tentando di tramutare la cosa in un
fattore politico, ma col fine ultimo di dare appoggio alle
fondamenta dell'industria della carne.
Perché questa industria fa esperimenti sui bambini affamati
dell'Africa? Se Lindsay Allen, figura di spicco dell'industria
della carne, avesse tentato di realizzare un simile esperimento
negli Stati Uniti, sarebbe probabilmente stata processata e
condannata per crimini contro l'umanità. Questi ricercatori sono
veramente malati ed eticamente compromessi.
Dal canto nostro, non esitiamo a scrivere al Corriere della
Sera, portando la nostra testimonianza di vegetariani e vegan e
sottolineando l'estrema antiscientificità e non-eticità di
questo studio finanziato dagli allevatori. In realtà l'articolo
del Corriere dava molto spazio anche alla voce dei vegetariani e
vegan, peccato fosse tutto vanificato dal titolo: "Dieta
vegetariana pericolosa per i bimbi"!!! Scriviamo a:
segretcor@corriere.it
Grazie a tutti per la partecipazione.
Marina Berati Segreteria di Redazione di SSNV

Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-ONLUS - Sito:
www.scienzavegetariana.it
NON È VERO CHE I CIBI ANIMALI SONO NECESSARI PER I BAMBINI
Lo studio della Allen è una frode scientifica sovvenzionata dagli allevatori di bestiame
In relazione all'enorme scalpore suscitato dalla notizia
apparsa sulla stampa statunitense, riferita alle dichiarazioni
delle dr.ssa Lindsay Allen sui supposti benefici dei cibi animali
e sugli altrettanto supposti svantaggi delle diete a base di cibi
vegetali nello sviluppo psicofisico dei bambini, Società
Scientifica di Nutrizione Vegetariana precisa quanto segue:
1. La dr.ssa Allen appartiene all'US Agricultural Research
Service, che fa parte dell'US Department of Agricolture, quello
stesso USDA che nel 1992 ha emanato la Piramide Alimentare USDA,
che abbonda di latticini, prodotti di origine animale, grassi ed
olii.
2. Lo studio al quale fa riferimento la dr.ssa Allen,
pubblicato sul Journal of Nutrition del 2003 (133, pp
3965S-3971S) è stato presentato alla conferenza "Animal
Source Foods and Nutrition in Developing Countries"
(Washington, D.C. 2002), organizzata dall'International
Nutrition Program e sponsorizzata dal Global
Livestock-Collaborative Research Support Program (per chi non
conoscesse l'inglese, precisiamo che Livestock significa
bestiame, cioè i finanziatori del progetto sono allevatori di
bestiame), nonché supportato dal Child Nutrition Project del
Global Livestock CRSP.
Questo studio, dal titolo "I cibi animali migliorano lo
stato dei micronutrienti e le funzioni (cognitive, ndr) nei paesi
in via di sviluppo?", è stato condotto in Kenya su circa
500 bambini malnutriti, che assumevano solamente cibi amidacei
quali grano e fagioli, e che sono stati suddivisi in 4 gruppi: un
gruppo di controllo, rimasto a grano e fagioli, e altri 3 gruppi
ai quali sono stati rispettivamente somministrati carne, latte e
olio vegetale. I risultati hanno dimostrato che i bambini del
gruppo di controllo, malnutriti, avevano i peggiori risultati ai
test di valutazione delle funzioni cognitive.
Si noti che lo studio è stato sostenuto per 2 anni,
mantenendo i bambini in stato di malnutrizione per tutto il tempo
necessario alla conclusione dello studio stesso: un comportamento
assolutamente non etico verso i bambini-cavia.
Appare chiaro anche ad un lettore inesperto come utilizzare
questi risultati per concludere che le diete a base di cibi
vegetali siano dannose per i bambini, per il cui corretto
sviluppo sarebbero indispensabili i cibi animali, sia una frode
scientifica. Un bambino africano malnutrito, purtroppo per lui,
non ha nulla in comune, dal punto di vista dell'apporto
nutrizionale, con un bambino dei paesi occidentali che assuma una
dieta variata a base di cibi vegetali, la cosiddetta dieta
vegana. Pertanto i bambini malnutriti che fungevano da gruppo di
controllo non possono essere equiparati ai bambini vegani dei
paesi occidentali, la cui crescita e sviluppo sono risultati
normali in studi scientifici internazionali.
Questo studio e le relative dichiarazioni della dr.ssa Allen
non rimettono in discussione quanto è patrimonio della
letteratura medica internazionale, risultato di oltre 50 anni di
ricerche e studi nel campo della nutrizione vegetariana e sancito
dall'American Dietetic Association e dai Dietitians of Canada, e
cioè che le diete vegane ben bilanciate e altri tipi di diete
vegetariane risultano appropriate per tutti gli stadi del ciclo
vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda
infanzia e adolescenza, e che le diete vegetariane nell'infanzia
e nell'adolescenza possono essere d'ausilio nello stabilire sani
schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita, e
possono offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali .
I risultati di questa ricerca non etica, sovvenzionata dagli
allevatori di bestiame, non possono venire trasferiti alla
situazione dei bambini vegani dei paesi occidentali, che assumono
grandi varietà di cereali, legumi, frutta, verdura, semi
oleaginosi e che utilizzano alimenti fortificati con vitamina
B12. Bambini che avranno uno sviluppo psicofisico nomale e che
saranno protetti, anche se non totalmente immuni, dalle gravi
malattie che flagellano la nostra società, le malattie della
ricchezza: infarto, ictus cerebrale, ipertensione, diabete,
obesità, cancro e osteoporosi. A differenza dei bambini africani
dello studio, che probabilmente contrarranno le malattie della
povertà, legate alle infezioni e alla malnutrizione.