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SCHEDE TERAPEUTICHE

CANCRI E TUMORI, UN APPROCCIO INTEGRATO

Note. In questa sede, dove non altrimenti specificato, viene usato il termine "tumore" per indicare sia i tumori benigni che quelli maligni, detti comunementi "cancro".

Sommario



Quando ricorriamo all’assistenza del più accorto dei medici, è probabile che costui faccia affidamento ad una "verita scientifica" la cui infondatezza diventerà manifesta nell’arco di pochi anni (Marcel Proust).

Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.



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Cachessia cancerosa. È la condizione finale del cancro, quando le cellule cancerogene hanno invaso varie zone dell'organismo. Comporta dimagrimento, anemia, astenia estrema e talvolta dolori la cui intensità dipende dal luogo ove è originata la malattia.
Cancro. Viene così definito un tumore maligno.
Iatrogena. Malattia generata da medicinali o cure che hanno causato dei danni al paziente.
Metastasi o Neoplasia. Si indica con tale termine la crescita di un nuovo tessuto, che dipende da cellule tumorali che si sono localizzate e si stanno moltiplicando, in un luogo diverso da quello originario. Può essere benigna o maligna.
Il tessuto di una neoplasia si presenta capace di accrescimento evolutivo, autonomo e progressivo senza una sua propria finalità evolutiva. Pian piano sostituisce i propri tessuti a quelli dell'organo che la ospita, pur non avendo con esso alcuna correlazione definita.
Recidiva. Dicesi di una malattia che si ripresenta dopo un periodo in cui sembrava che la guarigione fosse stata totale.
Tumore. Il termine tumore, viene generalmente usato per indicare uno sviluppo incontrollato di cellule anormali che può localizzarsi in differenti parti del corpo. Questo sviluppo da luogo ad un accumulo denominato grumo o tumore. Il tumore può essere benigno o maligno.


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APPROCCIO MEDICO UFFICIALE up.jpg

Nessun trattamento medico attuale può sinceramente vantare un'alta percentuale di successi, infatti, per poterlo fare, dovrebbe essere dedicato alla rimozione delle cause originarie della malattia (Dr. J.H. Tilden).

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Il termine "tumore", viene generalmente usato per un certo numero di malattie che presentano uno sviluppo incontrollato di cellule anormali e può trovare la sua localizzazione in differenti parti del corpo. In circostanze normali, la riproduzione e lo sviluppo di tutte le nostre cellule avviene sotto controllo, talvolta, purtroppo, le cellule normali sono attaccata da agenti cancerogeni che ne danneggiano il ciclo vitale: ciò le porterà a duplicarsi in modo anomalo ed a generare cellule tumorali.

Le cellule tumorali, a loro volta, si moltiplicheranno senza misura dando luogo ad un accumulo denominate grumo o tumore. Questo tumore può essere benigno o maligno, quello benigno non si diffonde, non è canceroso e raramente rappresenta un pericolo per la vita del paziente. Molti grumi del seno, per esempio, sono tumori benigni.

Il tumore maligno (detto cancro) può invece diffondere le sue cellule (metastasi), e localizzarsi in altre aree creando altri tumori denominati tumori secondari o metastasi. La propagazione di queste cellule avviene attraverso i vasi sanguigni e linfatici, che permettono loro di giungere in aree lontane da quella originale. Vi sono dei casi, come nelle leucemie e linfomi, in cui tale propagazione avviene molto velocemente.

Con il termine cancro si comprendono circa 150 diverse forme di tumori maligni, e la loro classificazione viene fatta in relazione alle cellule che ne vengono colpite, esempio:

  • la leucemia colpisce il sangue.
  • i sarcomi sono cancri del tessuto osseo, connettivo, cartilagineo, muscolare.
  • i carcinomi colpiscono le cellule epiteliali, ovvero della pelle.
  • l'adenocarcinoma si riferisce al carcinoma derivato dalle cellule dell'origine ghiandolare.

Nello stesso organo possono comparire tumori diversi, in quanto diverse possono essere le cellule che ne sono colpite. Ognuna di queste affezioni presenta le proprie caratteristiche.

Un tumore si può svilupparsi molto lentamente e non creare alcun sintomo, e quando si manifesta la situazione può cambiare a secondo il tipo di tumore. Tra i sintomi possiamo annoverare: grumi o ispessimenti nel seno o nei testicoli, cambiamento nella forma e/o colore di una verruca, pelle irritata, gola continuamente irritata, cambiamenti nello svotamento della vescica o dei visceri, tosse persistente, difficoltà costanti di digestione, spurghi anomali, scariche vaginali, affaticamento cronico, continua perdita di peso, ecc.

Molti tumori sono curabili se vengono rilevati mentre sono ancora nella fase iniziale.

Note dal Dizionario medico Larousse. Questa malattia, all'inizio, si presenta con cellule o gruppi di cellule localizzati. In questa fase (detta fase 0) la guarigione è possibile al 100%. Poi, nel tempo, il focolaio si espande, sia per moltiplicazione delle cellule malate, sia per la distruzione del tessuto circostante. Tale espansione può estendersi all'intero organismo e le metastasi ne sono l'espressione.
Va notato che le cellule malate hanno un nucleo particolarmente ingrossato.

Possibili cause determinanti up.jpg

Il tumore può essere causato dai fattori genetici, dalla dieta, dal fumo di tabacco, da fumi industriali, dal sole, dalla radiazione, dalla mancanza di vitamina A, da cure o trattamenti medicali, da alcuni minerali (Mercurio, ecc.), da prodotti chimici cancerogeni, ecc.

La Medicina Ufficiale ha trovato parecchie cause che possono sviluppare cancro o tumore, da sole o interagendo tra loro. Va comunque ricordato che lo sviluppo della malattia dipende anche dalla presenza o dall'assenza di determinati fattori che possono promuoverne la crescita oppure inibirla. Tra essi citiamo l'età, l'ereditarietà, la sedentarietà, l'approccio alla vita, ecc.

Alimentazione. Vi sono degli alimenti che, sotto questo aspetto, sono tutt'altro che salutari, troviamo tra essi gli alimenti affumicati, salati e marinati. Anche l'assunzione eccessiva di bevande alcoliche può creare i presupposti per parecchi tipi di tumori, tra cui citiamo quello nel cavo orale, nella gola, nell'esofago, nello stomaco e nel fegato.
Una grande assunzione di carne rossa, specie quella grassa, viene associata con vari tipi di tumori, tra cui quello dell'intestino retto, dello stomaco, della prostata, ecc.

Fattori genetici. Sembra che quando in una famiglio vi sono stati casi di tumore, abbiano delle probabilità di rischio anche gli altri familiari. Vi possono comunque essere degli elementi nella loro vita personale in grado di promuoverne la crescita delle cellule tumorali oppure di inibirla. Per questo motivo viene suggerito di fare dei controlli frequenti.

Minerali pesanti. Tra essi citiamo: Amianto, Arsenico, Cobalto, Cromo, Nichelio, Berillio, Piombo e il velenosissimo Mercurio. Va tristemente notato come il Mercurio sia stato ampiamente utilizzato nelle amalgame dentarie e nelle vaccinazioni.

Prodotti chimici. Purtroppo, vi possono essere nel nostro ambiente esterno degli agenti cancerogeni, tra questi citiamo gli idrocarburi cancerogeni spesso presenti nei gasi di scarico delle automobili, nei catrami, nel fumo da tabacco, nei fumi industriali ed in qualche insetticida.

Sottoliniamo il fatto che il fumo da tabacco è una delle cause determinanti per vari tipi di tumori, tra cui quello dei polmoni, delle vie respiratorie superiori, dell'esofago, dello stomaco, del fegato, del pancreas, del rene, della vescica e talvolta anche dell'intestino retto. Anche i non fumatori sono esposti a questo pericolo quando si trovano a vivere con fumatori. Questa condizione viene chiamata "fumo passivo".

Alcuni studi hanno dimostrato come gli alimenti ricchi di vitamina C (come gli agrumi), costituiscano una certa protezione per questo tipo di pericolo.

Radiazioni ionizzanti (solari, industriali o medicali). È risaputo come un'esposizione eccessiva ai raggi solari possa causare i cancri della pelle. Se si ama l'abbronzatura è il caso di non esporsi al sole nelle ore più calde ed usare una buona crema abbronzante con un alto fattore di protezione (SPF).

Anche l'esposizione a scopo medicale alle radiazioni dei raggi X, o le radiazioni dovute all'energia nucleare, possono generare dei danni al DNA e creare cellule cancerogene. Viene perciò suggerito di esporsi ai raggi X solo se strettamente necessario. Evitare anche ogni altro tipo di radiazione.

Patogenesi (nascita e crescita della malattia) up.jpg

Vi sono varie teorie, ognuna ha senz'altro parte della verità, ma nessuno spiega tutte le manifestazioni cliniche e sperimentali della malattia.

Teoria cellulare. Presume che all'inizio vi sia una cellula anomala (da residuo embrionale, teoria di Cohnheim), oppure una cellula che si è modificata a causa di qualche motivo (teoria di Ribbert).

Teoria tissutale. Presume che l'alterazione non risieda nelle cellule, ma nei tessuti. Ne fornisce un esempio il cancro del fegato sviluppato su una cirrosi.

Teoria biologica. Vede il processo cancerogeno come una malattia generale, dovuta a fattori sconosciuti, che si localizza in un'area determinata a causa di stimoli determinati (vedi, tra le altre, la teoria del Dr. Hamer).

Gli specialisti up.jpg

Gli specialisti interessati nella cura di cancri e tumori vengono così definiti:

  • Patologo. Specialista nell'osservazione dei tessuti al microscopio (diagnosi istologica).
  • Oncologo. Specialista del trattamento farmacologico dei tumori.
  • Radio-oncologo. Specialista del trattamento con le radiazioni (radioterapia).
  • Onco-ematologo. Specialista delle malattie cancerose del sangue, in particolare delle leucemie.

La diagnosi di un tumore up.jpg

Per diagnosticare se un tumore è benigno o maligno (canceroso) ci si avvale dell'esame microscopico di un frammento del tessuto colpito. Viene pertanto effettuata una biopsia, ovvero il prelievo di alcune cellule sospette, quindi il patologo le osserva al microscopio. Comunque, per una diagnosi completa, vi sono altri esami che sono necessari per poter scegliere il trattamento che offre le migliori probabilità di guarigione.

Prima di poter decidere delle direttive terapeutiche il medico deve conoscere i seguenti elementi:

  • da quale tessuto proviene le cellule cancerose,
  • le dimensioni del tumore,
  • se le cellule tumorali hanno invase il sistema linfatico,
  • se vi sono già delle metastasi.

Con questi elementi è possibile classificare ogni tumore secondo criteri ben precisi. Saranno il chirurgo, il patologo, il radio-oncologo e l'oncologo che, nell'ambito di un colloquio interdisciplinare, valuteranno questi elementi per decidere il protocollo terapeutico ottimale da applicarsi per quel dato paziente.

Il trattamento del tumore up.jpg

Ogni tumore ha le sue caratteristiche ben precisa, pertanto non esiste una terapia specifica contro i tumori ed il cancro in generale. Solo il medico, in base al risultato degli accertamenti diagnostici, potrà determinare il trattamento da proporre al suo paziente. Va sottolineato il fatto che, insieme agli accertamenti, dovranno essere considerati pure le caratteristiche del malato, la sua età o lo stato generale della sua salute.

L'accertamento diagnostico. Il primo accertamento viene fatto mediante una biopsia, ovvero un prelievo delle cellule sospette. Su queste cellule viene fatto l'esame microscopico, che rimane il mezzo principale per diagnosticare se il tumore è di tipo benigno oppure maligno (canceroso).

All'accertamento iniziale seguono numerosi altri esami per dare al medico tutte le indicazioni necessaria per poter scegliere il trattamento migliore. Generalmente, prima di formulare un trattamento, deve disporre delle informazioni seguenti:

  • Quale area del corpo è stata colpita?
  • Quanto è grande il tumore?
  • Vi sono cellule tumorali nelle ghiandole linfatiche?
  • Vi sono delle metastasi, ovvero le cellule tumorali emigrate dal luogo originario?

I possibili trattamenti. A fronte delle informazioni ricevute il medico curante classificare il tumore secondo criteri ben precisi. Quindi si incontra con il patologo, l'oncologo, il chirurgo, il radio-oncologo ed insieme cercano di elaborare il trattamento ottimale per il paziente.

I trattamenti antitumorali non godono di buona reputazione perché spesso vengono usati medicamenti tossici (chemioterapia) o cure (radioterapia), che possono comportare effetti indesiderati. Esistono i seguenti tipi di trattamento tradizionale:

  • Radioterapia: irradiazione della parte malata.
    Viene fatta irradiando la parte malata con raggi X, raggi gamma o semplici elettroni. I raggi X sono quelli già utilizzati in radiologia, ma la dose irradiate per curare un tumore, e la loro l’intensità, è molto maggiore. La radioterapai può essere utilizzata da sola oppure in combinazione con altri trattamenti. I raggi X toccano in primo luogo le cellule che si dividono rapidamente, come le cellule tumorali. Agiscono a livello del nucleo della cellula bloccando la divisione cellulare.
    Si spera che in un futuro verranno scoperte altre fonti di radiazione in grado di meglio focalizzare l'azione sulla parte malata, evitando così di danneggiare i tessuti circostanti.

  • Chirurgia: asportazione della parte malata.
    Nella maggior parte dei tuomori si ritiene necessaria un’operazione il cui obiettivo è l’eliminazione di tutte le cellule tumorali. Quando ciò non è possibile ci si accontenta di ridurre la dimensione del tumore o di risolvere il problema localmente. Talvolta è necessaria una pre-operazione, detta "esplorativa", al fine di poter meglio comprendere come intervenire.
    In un prossimo futuro si potranno utilizzare delle tecniche che permetteranno di conservare la funzione dell’organo affetto dalla malattia.
  • Trattamento del cancro con farmaci (CT = chemioterapia).
    La chemioterapia è derivata dagli studi fatti, dopo la II Guerra mondiale, sulla capacità dell'iprite di uccidere le cellule che si moltiplicano rapidamente, come le radici dei capelli, le mucose della bocca, dello stomaco e dell’intestino, del midollo osseo e del sistema linfatico.
    Siccome anche le cellule del cancro si moltiplicano rapidamente si è pensato che un farmaco a base di iprite le avrebbe uccise, pur sapendo che avrebbe danneggiato anche le cellule sane (cosa che avviene ancor oggi a 50 anni di distanza, in quanto i farmaci utilizzati sono "parenti stretti" dell'iprite).
    I medicamenti attuali vengono chiamati citostatici (cito=cellula, statico=fermare), si propagano in tutto l’organismo ed agiscono anche sulle cellule sane degli organi citati. Questo spiega le nausee, le diarree e la perdita di capelli. Tutti effetti collaterali che possono rendere il trattamento molto spiacevole.
    Per permettere all'organismo di rimediare, almeno in parte, a simili danneggiamenti si osserva una pausa fra i vari cicli di chemioterapia.
  • Trattamento con farmaci (ormonoterapia).
    Vi sono dei tumori, detti "ormonodipendenti", vale a dire che la loro crescita è sensibile alla presenza di ormoni. In questi casi vengono utilizzati dei farmaci capaci di bloccare l’azione degli ormoni sul tumore. Questa terapia è riservata a certi tumori del seno (tamoxifen) o della prostata.

Con l'avanzare della tecnologia si è scoperto che alcune cellule del corpo fabbricano delle sostanze che permettono di regolare la dinamica della divisione cellulare. Alcune di queste sostanze naturali sono state sintetizzate in laboratorio (interferone, citokine) e utilizzate con successo nel controllo della crescita di alcuni tumori. Sono state pure usate per controllare alcuni effetti collaterali dei medicamenti citostatici (ad es. stimolazione della produzione di globuli bianchi).

Vi sono alcuni tumori le cui cellule sono dotate di antigeni, una specie di firma biologica che le contraddistingua. Siccome gli antigeni permettono al sistema immunitario di riconoscere se ciò che ha di fronte è un nemico e deve essere eliminato, si sta cercando di trovare il modo di stimolarlo affinché elimini il tumore con tali caratteristiche. Attualmente, a tal riguardo, vi sono numerosi studi per il trattamento del melanoma (cancro della pelle).

La prevenzione up.jpg

Esistono due definizioni del termine PREVENZIONE?
Prevenire, afferma il dizionario, significa precedere qualcosa per impedire che si verifichi. Nel linguaggio medico vuol dire impedire alla malattia di manifestarsi, fare in modo che non compaia mai.

Le autorità, invece, parlano di prevenzione per curare le malattie il più presto possibile, il che contraddice la definizione del dizionario.
Quando la malattia appare, la si cura; non la si previene.
Quando si previene, la malattia non compare.
Prevenire significa evitare di dover curare per guarire.
(Guylaine Lanctot, La mafia della sanità. Macro edizioni).

Un parere autorevole, da parte di una fonte ufficiale, è stato dato dal Dott. Lorenzo Tomatis il quale, in più occasioni, ha sottolinato il pericolo degli inquinanti ambientali, anche in piccole, o relativamente piccole dosi. Per leggere un suo articolo a tal proposito clicca qui.

È di questi giorni (dicembre 2007) una lettera della Dott.ssa Patrizia Gentilini che, rivolgendosi alla classe medica, sottolinea in modo chiaro che la strada intrapresa per combattere il tumore è decisamente sbagliata. Per leggere detta lettera clicca qui.

Prospettive future up.jpg

Si stanno cercando dei prodotti che siano validi, ma i cui effetti secondari siano più sopportabili, sono perciò valutate moltissime sostanze d'origine minerale, animale o vegetale. Si cercano anche medicamenti efficaci per prevenire o alleviare gli effetti indesiderati (malattie iatrogene) di alcune medicine oggi utilizzate (ad es. gli effetti indesiderati della chemioterapia).

Tra i vari trattamenti che sono in corso di studio e valutazione possiamo citare:

Diagnosi precoce. Tanto prima un tumore viene diagnosticato, è tanto è più facile circoscriverlo e ottenere la guarigione del paziente. Partendo da questo fatto si cerca di sviluppare delle tecniche di diagnosi che siano più precise ed affidabili.

Terapia genica. Siccome si è riscontrato che alle origine di un tumore si trova una mutazione, ovvero un errore di trascrizione a livello di un gene, si cercano delle tecniche che permettano di riparare il o i geni che si presentano difettosi Sono già in corso degli studi correlati al trattamento dei tumore del polmone o del colon.

Immunoterapia. Vi sono certi tumori che sulla loro superficie hanno degli antigeni, ovvero delle particelle che li indicano come nemici dell'organismo e pertanto capaci di stimolare la difesa organica esercitata da sistema immunitario.

Sulla base di questi studi si cerca di sviluppare un vaccino in grado di stimolere il sistema immunitario del paziente, facendo in modo che aggredisca e distrugga le cellule tumorali. Sono già in corso numerosi studi per il trattamento del melanoma (cancro della pelle).

Inibizione della neovascolarizzazione. Si è visto che i tumori sono altamente vascolarizzanti (hanno molti vasi sanguigni) in quanto, per poter vivere, hanno bisogno di molto glucosio portato dal sangue. Sulla base di questo fenomeno si cerca una sostanza che impedisca la fabbricazione di nuovi vasi sanguigni, provocando così la "morte per fame" delle cellule tumorali.

Farmaco-prevenzione. Una volta che si è individuata una perdisposizione verso una forma di tumore potrebbe essere vantaggioso utilizzare dei farmaci (magari una speciale chiemioterapia) a scopo puramente preventivo. Sembra, ad es. che l'aspirina possa essere usata per diminuire il rischio di tumore del colon, ed i derivati della vitamina A possano servire per prevenire altri tipi di tumore.


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Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi.

Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.

Premessa up.jpg

La guarigione è una cosa di cui i medici non hanno nessuna colpa (Pierre Véron).

Permettetici di iniziare, facendovi notare come il concetto di malattia incurabile esista solo nella nostra civiltà, mentre non lo si trova nelle varie medicine tradizionali. Nella Medicina Orientale, ad es. le malattie si dividono in due categorie: facili e difficili da curare. Quelle facili da curare provengono da causa esterna (tagli, contusioni, rotture, avvelenamento, malnutrizione, stress, ecc.), e sono facili perché, se si tolgono le cause prima che sia troppo tardi, il corpo può tornare da solo verso la buona salute.

Quelle difficili provengono da causa interna (pensieri ed emozioni), e sono difficili perché la motivazione necessaria ai processi di guarigione deve nascere all'interno del soggetto e coinvolgere la sua voglia di vivere. E tale voglia di vivere, deriva a sua volta da quanto egli è stato amato, protetto e favorito nella sua crescita. Così come un albero può vivere solo se espone le foglie alla luce e possiede l'energia interna necessaria per crescere anno dopo anno, così una persona può guarire solo se nasce al suo interno una forte motivazione verso la vita.

Spostando questo concetto nel campo terapeutico, troviamo che le informazioniche che provengono dagli studi di Hamer, Kremer, Reich, Alice Miller e altri ricercatori, forniscono dei validi strumenti per comprendere le varie realtà, psichiche e fisiologiche, che stanno alla base dei tumori ed offrono delle chiavi di interpretazione finora inedite nella nostra Medicina moderna. Questo rappresenta un grande vantaggio in quanto permette di affrontare la terapia in modo globale, considerando anche le realtà energetiche del paziente, e non solo la realtà fisica: visione parziale, sempre più settoriale, mantenuta dala Medicina Ufficiale.

Siccome la natura stessa della vita è dinamica e pulsante, più un approccio considera queste sue qualità e più le tiene in considerazione, tanto più si creano le possibilità per intervenire favorevolmente nel recupero dell'equilibrio psicofisico, purtoppo andato perduto nella cosidetta "malattia".

Purtroppo questi concetti sono completamente ignorati dall'Oncologia Ufficiale che, conseguentemente, è costretta ad ammettere di non conoscere la natura delle cellule tumorali e neppure perché le cellule sane non riescano più a differenziarsi e perdano la loro logica riproduttiva fino a consumare l'organismo che le ospita. Come soluzione, la Medicina Ufficiale ricerca ciò che può distruggere o eliminare le cellule tumorali, e non i motivi profondi che hanno creato i presupposti per la loro comparsa.

La stessa Oncologia non riesce a spiegare la scoperta, fatta negli anni 20 di Otto Warburg, il quale ha notato come le cellule tumorali, per nutrirsi (respirazione cellulare), non utilizzino ossigeno. Tali cellule, infatti, si nutrono nello stesso modo usato dai batteri, dalle cellule di una ferita e quelle di un feto. Come si può vedere dalle ricerche del

  • Dott. Heinrich Kremer la visione olistica offre una chiara e logica spiegazione di questo fenomeno.

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    Approccio fisico (per dettagli clicca sul nome).

    • Dott. Giuseppe Nacci
      Una cura valida deve modificare il terreno biologico del corpo e stimolare l'azione delle difese immunitarie.
    • Dott. Heinrich Kremer
      L'importanza della purezza del mesenchima o tessuto connettivo, per la buona salute di tutte le cellule organiche.
    • Prof. Luigi Di Bella
      L'uso della somatostatina e dei suoi omologhi per bloccare la crescita di elementi tumorali. Per conoscere come ottenere i farmaci gratis per la cura del prof. Di Bella clicca qui.
    • Dott. Valsè Pantellini
      L'Ascorbato di Potassio è un fortissimo agente antiossidante, che offre straordinari effetti contro le patologie degenerative ed i tumori.
    • Dott. Walter Pierpaoli
      Con la melatonina si possono prevenire i tumori.
    • Dott. Tullio Simoncini
      Il pH acido nei TUMORI, presupposto per nuove Linee Terapeutiche.
    • Dott. Lorenzo Tomatis
      Ha sottolinato, in più occasioni, il grande pericolo degli inquinanti ambientali, anche in piccole, o relativamente piccole dosi.
    • Prof. Umberto Veronesi
      Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento; è un alimento che introduce sostanze tossiche e cancerogene.
    • Dr. Robert A. Weinberg
      La causa primaria del cancro non è di natura genetica.
    • www.cellulacancerosa.it Un sito per comprendere, con l'aiuto di filmati, come si forma la cellula cancerosa. Vi sono anche le foto di due test per la diagnosi precoce di cancro ed un filmato che ne riproduce uno dal vivo. Sono immagini stupende ed incredibili.
    • Una ricerca del Progetto Caduceo:
      - correlazione tra acidosi e forme tumorali
      - come è stato eliminato un tumore sulla pelle cambiando il pH delle sue cellule.
    Approccio energetico
    Approccio fitoterapeutico
    • Renè Caisse
      Una tisana di provata validità contro le forme tumorali ed altre malattie.
    Approccio igienistico
    • Dott. Herbert M. Shelton
      Il cancro non è, per noi, una "affezione locale", bensì la manifestazione localizzata di un disordine di tutto l'organismo e di un avvelenamento diffuso, durato molto a lungo.
    Approccio omeopatico
    • Dott. Razazian M. Farzad
      Tumore: un nemico visibile o un amico invisibile? Come curare adeguatamente un tumore associando la cura allopatica ufficale con quella naturale omeopatica.
    Approccio psicologico
    • O. Carl Simonton
      Ritengo che il cancro sia spesso una spia dell'esistenza di problemi in altre sfere della vita, aggravati da tensioni e altro.
    • Dott. Ryke Geerd Hamer
      La deleteria influenza dei traumi psicologici visti come il momento iniziale di cancri e tumori.

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    Lavori in corso
    In allestimento.

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    Mentre il dr. Hamer ci spiega la ragione emotiva per cui si genera il cambio cellulare osservato dal dr. Kremer, il dr. Reich, propone un quadro della struttura biofisica dell'essere umano molto utile per concatenare lo studio di Hamer a una realtà più complessa, non solo mentale, ma bioenergetica.

    Da quanto sopra appare chiaro che, se non si modificano le condizioni fisiologiche e psicologiche di un malato, le sue cellule tumorali continueranno a riprodursi. Qualora, con i trattamenti ufficiali e un'alimentazione scorretta, si dovessero peggiorare le sue condizioni, la cura diventerà ancor più dannosa della stessa malattia.


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    Siti interessanti up.jpg


    Bibliografia up.jpg

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