GLI STUDI DEL DR. HEINRICH KREMER
Tratto da: http://digilander.libero.it/controinfoaids/doc/corso_kremer.htm
Sommario
Il fatto importante è che tutti i "sintomi AIDS" si possono spiegare
come uno squilibrio endogeno (relativo ai tessuti organici)
trattabile con medicine non tossiche e che,
soprattutto, non rappresenta una "minaccia mortale incurabile" da trattare
con medicinali tossici ritenendo che sia il male minore
(Dr. Heinrich Kremer).
Quando nel 1984 escono i primi test HIV e il suo ospedale deve
sperimentarli, analizza il funzionamento del test e lo ritiene non specifico.
Esprime i suoi dubbi al Ministero della Sanità ma non viene ascoltato e gli
viene confermato l’obbligo di utilizzarlo. Accetta a patto che il test sia
anonimo. Prepara quindi le provette numerate col sangue dei pazienti e aggiunge
altre provette numerate col sangue suo e dei medici dell’ospedale.
Mentre non tutti i pazienti risultarono positivi, sia lui che tutti i medici
risultarono positivi. Tutti erano stati sottoposti al vaccino dell’epatite B come
categoria a rischio dato che operavano in un ospedale per tossicodipendenti, e
ciò era sufficiente a produrre abbastanza anticorpi da dare positivo al test.
Si rifiuta quindi di applicare un test chiaramente falso ai suoi pazienti, tanto
più che ciò rappresenta una condanna a morte con pesanti conseguenze sui
livelli di stress e quindi sullo stato psicofisico. In più rifiuta di
somministrare farmaci altamente tossici a persone che invece avevano bisogno di
trattamenti per stimolare la rigenerazione cellulare, soprattutto per danni
epatici.
Si licenzia e fa una previsione: nelle carceri tedesche (l’unico posto in cui le persone vengono sistematicamente testate
all’HIV all’entrata e all’uscita) non ci sarebbe stata nessuna
sieroconversione, nonostante la presenza di ventimila tossicomani che scambiano
siringhe e hanno rapporti sessuali non protetti.
Dopo 10 anni tale previsione venne confermata. Nonostante numerosi contagi di epatite
e malattie veneree, non ci furono sieroconversioni per "l’HIV", tutti
coloro che erano negativi all’entrata del carcere lo erano all’uscita.
Quanto sopra fu la conferma che gli anticorpi che danno risultato positivo ai test HIV sono
endogeni (interni), indicano uno stato di metabolismo personale, non trasferibile perché
si è formato nel tempo e che può essere o no patologico (La
dottoressa Papadopulos del Real Perth Hospital elenca 78 situazioni che possono
produrre un test HIV positivo fra cui per esempio avere avuto molti parti).
Perciò, per capire se la persona è o no in uno stato patologico bisogna
analizzare altri parametri per capire il reale stato del metabolismo. I fattori
che possono provocare una destabilizzazione della salute sono cumulativi e
possono essere di origine tossica, da infezione, traumatica, nutrizionale e
psicologica. I danni provocati da una falsa diagnosi mortale sono stati
enormemente sottovalutati: dieci o quindici anni di aumento di tensione, rifiuto
e paura chiaramente influiscono sulla salute di una persona almeno quanto una
epatite cronica o subcronica trascurata per anni.
Stabilito cosa non è l’AIDS
comincia la ricerca di cosa è. Nel
'95 comincia la collaborazione col Dr. Hassig, immunologo svizzero, ex direttore
della Croce Rossa svizzera per la raccolta e distribuzione di sangue, e
fondatore del "Gruppo di studio su immunità e nutrizione".
L’articolo di Hassig, Kremer e altri "Patologia della immunosoppressione negli stati
ipercatabolici" (vedi al sito
http://digilander.iol.it/controinfoaids
oppure il testo 1980-1999: quella sporca storia dell'AIDS - Un virus
mai isolato - Una epidemia inventata - Una strage causata da farmaci e pensieri
di morte, Reprint N. 13, Ed Andromeda, Bologna 1999) pone la prima
base importante per una vera conoscenza della patologia.
In essi si analizza a livello cellulare la reazione di stress e si
comparano le alterazioni metaboliche negli stati di shock traumatico,
malnutrizione e AIDS trovando analogie importanti, pur senza riuscire a spiegare
tutti i sintomi e le alterazioni dei parametri dell’AIDS.
Ciò può avvenire solo dopo il '98, quando gli studi di Furchgott e
Ignarro ricevono il premio Nobel: si tratta dell’analisi della funzione del
gas ossido di azoto (NO) nel metabolismo. In particolare Kremer focalizza la sua
attenzione sulla attività del NO nella modulazione dell’immunità cellulare.
Contemporaneamente studi della Stanford University confermano che la popolazione
di linfociti TCD4 è composta di due sottogruppi Th1 e Th2. Il gruppo Th1
produce NO per svolgere la funzione di immunità cellulare e in un secondo tempo
il gruppo Th2 migra dal sangue verso i linfonodi e il midollo osseo per
stimolare la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B. La quantità di
Th1 e Th2 sono inversamente proporzionali. In caso di stress cellulare cronico
si ha una soppressione permanente del gruppo Th1 per meccanismi di
controregolazione e questo determina il cosidetto "quadro AIDS":
- scarsa immunità cellulare (patologie da virus, micobatteri, funghi e parassiti
intracellulari)
- elevata attività di immunità umorale (esclusione
esplicita di malattie batteriche, in adulti, dall’elenco ufficiale delle
malattie caratteristiche dell’AIDS), e nello stesso tempo,
- produzione di anticorpi sufficientemente alta da far scattare positivo il
"test HIV" ingannevolmente costruito da Gallo, che non ha mai isolato il
virus (le foto che mostra sono sempre di una parete cellulare con qualcosa che
sgorga) e ha preso proteine endogene e le ha definite virali (ciò
è spiegato nell’ottimo lavoro della Dr.ssa Papadopulos).
- limitata presenza di linfociti T4 nel sangue che non è dovuta alla loro
distruzione da parte del fantamatico "virus HIV" che nessuno ha visto (all’entrata
del congresso di Ginevra nel '98 c’era un grande cartello con una taglia di £.
50milioni per chi avesse portato la dimostrazione che qualcuno aveva isolato il
virus HIV, premio andato deserto) ma dal fatto che i Th2 non sono presenti
nel sangue e quindi non sono misurabili.
Il fatto importante è che tutti i "sintomi AIDS" si possono spiegare
come uno squilibrio endogeno trattabile con medicine non tossiche e che,
soprattutto, non rappresenta una "minaccia mortale incurabile" da trattare
con medicinali tossici ritenendo che sia il male minore.
Diventa quindi chiaro che il trattamento deve orientarsi a un recupero di questo
equilibrio Th1-Th2. Lo studio della Standford University lega questo equilibrio
alla presenza di glutatione ridotto come protezione delle fasi della catena
respiratoria dei mitocondri.
I mezzi per riottenere questo equilibrio cellulare possono essere molti,
una volta ottenuta la comprensione di base di ciò che sta succedendo a un
sieropositivo.
Può essere semplicemente un falso positivo perché il suo metabolismo produce un
numero di anticorpi maggiore della norma ma essere sano, o effettivamente si è
in presenza di un certo tipo di squilibrio. Si tratta, perciò, attraverso una
corretta anamnesi e una corretta interpretazione dei parametri di analisi, di
individuare i fattori che hanno portato a questo squilibrio che possono essere
di natura tossica, da infezione, traumatica, nutrizionale o psicologica.
Una visione corretta porta anche a comprendere il trattamento necessario per quella
persona che può essere diverso, ma equivalente a seconda della disciplina
che il terapeuta pratica.
I trattamenti che si stanno facendo negli ospedali a base di antivirali
e inibitori di proteasi (questi ultimi creati per fermare la sepsi in caso di shock
traumatico o grandi ustioni) funzionano solamente sopprimendo i sintomi.
Le dosi sono state ridotte negli anni per limitare gli effetti tossici (secondo
i dati del Ministero della Sanità italiano il primo calo di mortalità avviene
semplicemente con la riduzione di AZT da 1500 mg a 500 mg al giorno, il secondo
calo di mortalità con l’introduzione degli inibitori di proteasi). I
pazienti, vedendo diminuire i sintomi, prendono sicurezza e diminuiscono lo
stress psicologico ottenendo una stabilizzazione della salute, anche perché
viene detto loro che ormai l’AIDS è stata trasformata in una malattia cronica
con cui si può convivere, ma a caro prezzo: se i cocktails possono fermare uno
stadio acuto a lungo andare risultano ugualmente tossici provocando la morte
della persona.
Secondo la LILA è un grande successo avere portato la
sopravvivenza da 4 a 16 anni. Questo malinteso ha ingannato molti medici in
prima linea negli ospedali che avevano cominciato ad avere dubbi sulla versione
dell’AIDS di Gallo ma che vedevano finalmente calare la mortalità dei loro
pazienti.
In questi ultimi 2-3 anni il Dr. Kremer ha analizzato le scoperte fatte nei
principali istituti di ricerca nel mondo e ha riunito informazioni isolate per
ottenere questa comprensione. Ogni medico e terapeuta le potrà poi utilizzare e
confrontare con la sua esperienza e tipo di approccio.
Le scoperte che sono alla base della ricerca sulla simbiosi cellulare
negli ultimi 15 anni confermano il paradigma della naturopatia.
La vita cellulare avviene sul confine tra la fase solida (macromolecolare) e la
fase fluida (liquida e gassosa). L'ampiezza quantodinamica del campo dei
biofotoni autoorganizzato di tutti i sistemi cellulari umani si modula
attraverso l'equilibrio nel flusso tra differenze di fase, di alta fluidità e
di bassa fluidità. Queste ultime determinano le condizioni di ossido-riduzione
nella complessa rete delle simbiosi cellulari ecto-, endo-, e mesodermali e del
mesenchima (tessuto fondamentale), la produzione di energia cellulare per
fermentazione o per ossidazione governata dal potenziale redox, così come le
espressioni genetiche per la biosintesi e per la divisione cellulare, che senza
eccezione dipende dalla condizione redox.
Nato nel 1937 in Germania, si è laureato in medicina nel 1965 e ha poi studiato
sociologia, psichiatria e politica nella Università libera di Berlino.
Tra il 1968 e il 1975 è stato primario della clinica specializzata per adolescenti
e giovani adulti tossicodipendenti di cinque Land, compresi Berlino, Brema e Amburgo.
Durante il suo incarico introdusse il primo monitoraggio clinico del test HIV nella
Repubblica Federale Tedesca.
La conoscenza clinica che sviluppò lo portò a porre critiche fondamentali alla
teoria secondo la quale "l'HIV causa l'AIDS".
Da allora, come consulente indipendente, ha pubblicato articoli nel campo della
medicina sociale quali: "Quanto è seria la medicina dell'AIDS", "Avere paura e mettere
paura" (1990), "Il mito mondiale dell'AIDS" (1994), "Attenzione alla medicina dell'AIDS:
pericolo mortale" (1996, coautore il dr. Stefan LANKA).
Dal 1996 è membro del "Study Group on Nutrition and Immunity", guidato dal prof.
Alfred HASSIG di Berna (Svizzera), ed ha fondato col dr. Stefan LANKA "REGIMED" il
"Research Group for Investigative Medicine and Journalism", una cooperazione
internazionale di medici, scienziati e giornalisti.
Informazioni più dettagliate sul dr. Kremer ed alcuni suoi articoli sono
reperibili nei siti:
http://digilander.libero.it/controinfoaids/ (italiano)
www.virusmyth.net/aids/index/hkremer.htm (inglese)
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