ELEMENTI DI TERAPIA A SOSTEGNO DEL SISTEMA IMMUNITARIO
Tratto da www.mednat.org/aids/consigli_cura.htm
Fonte originale: www.oikos.org/aids/it/raccomandazioni.htm
Raccomandazioni terapeutiche basate sulle ricerche del Dr. med. Heinrich Kremer
(Barcellona) La Rivoluzione Silenziosa della Medicina del Cancro e dell’AIDS,
Macroedizioni 2003 – ISBN 88-7507-331-7,
dei Prof. Dr. med. Alfred Hässig (Berna), Dr. Eleni Papadopulos (Perth),
Dr. Stefan Lanka (Stoccarda), Etienne de Harven (Francia),
MD Roberto Giraldo (USA) e Gerry B. Mullis (USA),
disponibili su www.aids-info.net
- www.ummafrapp.de
- www.virusmyth.com
E dei lavori di L.A. Herzenberg, J.D. Peterson e S.C. De Rosa, W. Droege, J.K. Shabert,
G. Ohlen-schlaeger, C. Richter, V.Hack, H. Rode, E.A. Newsholme, C De Simone,
S.J. Ferrando, C. de Back, M. Clerici, G.M. Shearer, M.C. Dalakas, G.Tomelleri,
E. Benbrik, G.A. Cannon, B.D. Cheson, e L. Chaitow:
www.ncbi.nlm.nih.gov
Le diverse patologie che definiscono la sindrome dell’AIDS - affezioni
dovute a miceti patogeni a livello polmonare, delle mucose, del cervello e degli organi
interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle cellule endoteliali dei vasi
sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) - sono la conseguenza di una carenza
protratta di glutatione che altera la produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali di
ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule dell’organismo.
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(...) La somministrazione di glutatione
ridotto (400-600 mg/dì) in capsule resistenti ai succhi gastrici
(S-acetil-L-glutatione in combinazione con Ginko bilobae o
antociani), permette di risolvere un’insufficienza protratta di
glutatione. (Marien Apotheke, Tel: 0049 (0) 6838 86140).
All’inizio
della terapia di ripristino e in presenza di una cachessia,
somministrare fino a 5 grammi di glutatione al dì per via endovenosa
o parenterale. In presenza di problema intestinali, il glutatione
può essere somministrato anche sotto forma di
spray.
La Curcumina(6 x 500 mg al dì in
capsule) (Holistic Med, Mercusan), estratta dalla pianta officinale
Curcuma longa e altri polifenoli (PADMA 28 (www.cosvalit) o
artemisia uwemba (www.nusag.com)) inibiscono nella lunghezza d'onda
dell'ultravioletto i segnali responsabili delle infiammazioni
prolungate, delle infezioni opportuniste e degli sviluppi
degenerativi (cancro).
Soprattutto in presenza di una carenza di
glutatione non devono essere somministrato contemporaneamente a
altri polifenoli o a dosaggi elevati di vitamina C, E e betacarotene
in quanto si trasforma in una sostanza pro-ossidativa che non
sviluppa più alcun'azione antinfettiva. (In presenza dei cosiddetti
metalli di transizione come il ferro (Fe) e il rame (Cu), la
vitamina C viene trasformata in una sostanza proossidativa,
acutizzando così la carenza di glutatione e di
tioli).
- L’apporto di composti proteici di zolfo (N-acetil-cisteina 3-8 g/dì)
– anche sotto forma di ricotta e prodotti latteo-caesari – e di
acido folico (5 - 30 mg/dì) consente di ripristinare il livello di
glutatione. Gli acidi grassi polinsaturi contenuti nell’olio di
canapa, di lino, di cardo e di anice stellata (5-6 cucchiai/dì)
migliorano l’assorbimento di ossigeno delle cellule e la protezione
cellulare.
- La somministrazione di glutamina (40 g/dì) e di L-arginina (20-30
g/dì) può supportare la produzione di glutatione e la sintesi di NO
a livello epatico, entrambi decisivi per la modulazione della
risposta immunitaria delle cellule T-4 e per la remissione dei
tumori.
- Il coenzima Q10 (100 – 200 mg/dì) e l’antiossidante microidrina
(Active-H) favoriscono il trasporto degli elettroni nella catena di
respirazione a livello mitocondriale. L’acido folico (5-20mg/dì),
l’acido alfalipoico (300-600 mg/dì), la vitamina B1 (150-300 mg/dì),
B6 e B12 e la somministrazione di basse dosi di cromo (100-300
mg/dì), selenio (250 mg) e zinco (10 mg/dì) possono supportare
l’attività mitocondriale e la riparazione dei danni al DNA
mitocondriale.
- I parassiti (p. es. vermi) compromettono la sintesi dello NO. Un
attacco contro questi con il gas NO distruggerebbe il proprio
tessuto. Le foglie di papaia in capsule o in infuso
sono efficaci contro parassiti intestinali.
I tiocianati
contenuti nelle cipolle, nei broccoli, nel cavolo cappuccio e in
altre brassicacee, e nell’aglio (possibilmente sotto forma di succo
spremuto fresco) attivano i sistemi di disintossicazione.
L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata Kombucha, ricavata
da un fungo fatto macerare con tè verde o infusi di erbe) favorisce
l’eliminazione delle sostanze tossiche a livello epatico. L’attività
epatica può inoltre essere stimolata con epatoprotettori vegetali
(p. es. artiglio del diavolo (fiteuma), cardo mariano (Silybum
marianum) e Liv. 52).
- La L-carnitina serve per l’introduzione degli acidi grassi
macromolecolari (trigliceridi) nei mitocondri. Una carenza di
L-carnitina provoca l’aumento della produzione energetica tramite
fermentazione (glicolisi). La somministrazione di 6 grammi di
L-carnitina per 14 giorni permette di compensare le carenze di
carnitina spesso associate ai malati di AIDS.
- I polianioni (condroitina solfato, cartilagine di squalo, estratto
di mollusco perna canaliculus oppure alghe marine (agar, kelp ecc.)
consentono di proteggere la matrice carica negativamente che
esercita un ruolo importante nel sistema immunitario. In funzione di
inibitori di proteasi naturali che attivano le antiproteasi
specifiche del corpo e legano i cationi che attaccano gli involucri
cellulari, i polianioni consentono di frenare i processi flogistici
cronici che favoriscono la necrosi delle cellule e un’attivazione
eccessiva dei macrofagi.
- Le microalghe (p.
es. alghe chlorella - 3-4 g/dì) e gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6
ricavati da olio di lino, di canapa, di enotera e di pesce (3
cucchiai al dì) in quanto modulatori della prostaglandina possono
stimolare l’immunità cellulare. In casi particolarmente gravi, le
infezioni opportunistiche possono essere trattate con gli inibitori
selettivi della ciclossigenasi-2 e con
gammaglobuline.
- L’equilibrio fra immunità cellulare ed anticorpi (profili delle
citochine Th1 e Th2) è modulato dall’asse dello stress ormonale fra
ipotalamo, ipofisi e surrenali. L’ormone dello stress cortisolo,
rilasciato a livello di surrenali, attiva l’immunità basata sugli
anticorpi. Il suo pendant ormonale, il DHEA, presente ovunque
nell’organismo, supporta l’immunità cellulare. La somministrazione
di DHEA-S in presenza di uno stress psichico persistente permette di
correggere uno squilibrio durevole dell’asse dello stresso in
direzione del cortisolo. L’uso di ormoni steroide per la formazione
degli muscoli cause una soppressione continuante alla immunità.
- I mitocondri controllano il metabolismo cellulare nonché la
trasformazione e ritrasformazione delle cellule.
Gli enzimi nei
mitocondri sono controllati da ioni, a loro volta modulati da più di
300 diversi sali minerali presenti nell’organismo. Un
approvvigionamento sufficiente è possibile con miscele basiche di
sali minerali (p. es. nel sedimento di coralli).
- La Candida
Albicans può essere combattuta efficacemente con capsule
resistenti ai succhi gastrici di acido caprilico (Mycopril Biocare,
in Germania: Runge Pharma), ricavato dalla noce di cocco, con
biotina (vitamina H), con aloe vera e sostanze probiotiche (Bevanda
di pane Kanne, acidi lattici destrogiri, Vitabiosa, EM, Mankoso),
con i batteri bifidus e
acidofilus e con artemisia annua.
Perché la terapia abbia
successo è necessario seguire una dieta completamente senza zucchero
e bevande addolcite, miele, farina bianca, prodotti a base di latte
acido, panna, tuorlo fresco, frutta secca, funghi, prodotti
fermentati (vino, tè nero, salse di soia, dato), prodotti
affumicati, sotto olio e sott’aceto o contenenti malto, che dovranno
essere sostituiti da un’alimentazione povera di grassi, ma ricca di
basi con carboidrati integrali (patate, fiocchi integrali, pane e
pasta integrali, riso integrale, joghurt biologico fresco, noci
fresche, succhi di frutta freschi, frutta, verdura, insalate, olio
d’oliva, aglio, pesce e carne biologica fresca, nonché tè verde e
infusi di erbe.
L’equilibrio acido-basico
può essere migliorato con la somministrazione di miscele di basi e
la digestione in generale con enzimi (Wobenzym). La
N-acetil-glucosamina, la crusca di riso, la L-glutamina e FOS
(Fructooligosaccharidi) favoriscono il ripristino della mucosa
intestinale.
- Le malattie fungine e infezioni interne, sulla pelle e in bocca
possono essere trattate con estratti di pompelmo (gocce) e con le
emulsioni ricavate da questi, efficaci contro un gran numero di
funghi, virus e batteri gram-positivi e gram-negativi. Esternamente
sono efficaci anche le creme con veleni di serpenti o zolfo, nonché
l’olio di melaleuca o l’acidophilus.
- Con una riduzione mirata dello stress (training autogeno, stretching
e massaggi), l’uso di sonniferi naturali (melatonina) e la rinuncia
al consumo frequente di droghe per migliorare le prestazioni fisiche
e psichiche (zucchero, caffè, alcool, nicotina, hashish, anfetamine,
extasy, ecc., cocaina, eroina e poppers), che producono un rilascio
maggiore di ormoni dello stress.
- Le reazioni flogistiche ed infezioni (epatiti e malattie veneree)
ripetute possono essere evitate riducendo al minimo le ferite,
curando accuratamente le ferite ed utilizzando il preservativo per i
rapporti anali. Rinunciando all’inalazione di nitriti (poppers) si
evita l’ingrossamento dei linfonodi che potrebbe dare luogo ad
alterazioni del tessuto (KS) e a patologie fungine
(PCP).
- Riducendo l’infusione di proteine coagulanti con emoderivati.
... nei sieropositivi e nei pazienti affetti da AIDS, è possibile
ripristinare l’endosimbiosi cellulare e una risposta immunitaria
flessibile. Nella somministrazione limitata nel tempo di antibiotici
è assolutamente necessario proseguire con questa terapia di base.
- Il successo di questa terapia supportante il sistema immunitario che deve essere
adattata al quadro clinico individuale può essere monitorato
misurando gli oligoelementi, il profilo degli ormoni dello stress,
il rapporto fra cellule T-4/T-8, l’attivazione dei macrofagi (test
della neopterina), il livello di ferritina nel siero, il livello di
glutatione
nel plasma e nelle cellule helper T-4 e con il test dell’anergia
cutanea (test DTH, reazione della pelle agli
antigeni).
Le diverse patologie che definiscono la sindrome dell’AIDS - affezioni
dovute a miceti patogeni a livello polmonare, delle mucose, del cervello e degli organi
interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle cellule endoteliali dei vasi
sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) - sono la conseguenza di una carenza
protratta di glutatione che altera la produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali di
ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule dell’organismo (...).
In queste condizioni, le cellule T-4 helper sono
presenti prevalentemente sotto forma di cellule con citochine dal
profilo Th2 che "dopo il contatto con le cellule B" producendo
anticorpi, attivano la difesa contro batteri e tossine, ma in misura
minore rispetto alle cellule T-4 helper con citochine dal profilo
Th1 che, a loro volta, attivano cellule killer per attaccare con gas
NO le cellule infette da funghi, virus e micobatteri. Ove questa
condizione di commutazione Th1-Th2 persiste, la produzione di gas NO
viene a cessare completamente. L’incrementato decadimento delle
cellule provoca un maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e
dei mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di anticorpi
contro queste e contro un gran numero di antigeni diversi. Quando la
quantità di tali anticorpi raggiunge un determinato livello, i test
degli anticorpi HIV danno il noto esito di "HIV-positività" o
"sieropositività".
Una commutazione Th1-Th2 persistente a livello di citochine delle
cellule T-4 helper è il risultato:
- di una sensibilità redox fortemente
accresciuta di natura genetica o non genetica, sempre più frequente
in seguito alla diffusione (dopo il 1945) dei moderni vaccini ed
antibiotici che esercitano un’azione intracellulare. Se associata al
contatto con le contaminazioni tossiche normali nella nostra epoca
(ambiente, alimentazione e farmaci), conduce ad una rapida e
persistente controregolazione del tipo II (commutazione Th1-Th2) e
compromette la sintesi del glutatione e di altri enzimi
antiossidanti (carenze di tioli).
- di un contatto ripetuto con antigeni
dovuto a lesioni ripetute ed interventi chirurgici, alle infezioni
croniche (ad es. epatite B) e all’assunzione di acqua contaminata,
alla penetrazione ripetuta di proteine estranee nel circolo del
sangue (causata dalle proteine coagulanti nei preparati ematici e
dallo sperma nei rapporti anali non protetti), al contatto con
sostanze tossiche negli alimenti (conservanti e fungicidi), alla
trasmissione attraverso la pelle (colori ago nitrosativi e sostanze
usate nella lavorazione dei prodotti tessili) e al contatto con i
metalli pesanti (p. es. mercurio, alluminio e formaldeide nei
substrati dei vaccini e nell’amalgama delle otturazioni).
Queste
cause conducono ad un’attivazione persistente dell’attività
immunitaria cellulare con una produzione eccessiva di gas NO. Ne
consegue l’inibizione delle citochine del tipo Th1 (per impedire la
distruzione del tessuto proprio) e, attraverso un consumo maggiorato
di tioli, ad un’alterazione permanente dello stato redox nella
cellula con conseguente controregolazione persistente verso le
citochine del tipo 2 e quindi all’aumento della produzione di
cellule helper Th2 che stimolano le cellule B ad una produzione
maggiorata di anticorpi.
- dell’assunzione di nitriti tramite
inalazione („poppers"), di acque e alimenti contaminati da nitriti
(soprattutto nei paesi in via di sviluppo). I nitriti bloccano la
sintesi delle citochine del tipo 1 e la maturazione delle cellule
helper T-4. Come l’Azatioprina, gli antibiotici, i chemioterapici e
i fungicidi essi conducono ad una commutazione Th1-Th2 prolungata e
quindi a rigonfiamenti e cambiamenti degenerativi nell’endotelio dei
vasi sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) e in altri
tessuti.
- di un deficit di molecole di
glutatione, frutto di una ridotta capacità di sintesi del glutatione
nel fegato a causa dei chemioantibiotici, dell’epatite cronica, del
forte consumo di alcool e dell’assunzione di sostanze fortemente
ossidanti, associato ad un deficit di composti proteici tiolici
(cisteina) assunti per via alimentare. Una carenza protratta di
glutatione fa sì che, nel trasporto attraverso la cellula,
l’ossigeno non possa più essere gradualmente ridotto, altera la
produzione di energia nelle cellule tramite i mitocondri e provoca
l’autodistruzione tramite l’NO delle cellule killer quando attaccano
cellule infette da funghi, virus e micobatteri. Una carenza
protratta di glutatione favorisce la diffusione di funghi (ad es.
Candida Albicans) a livello intestinale e nelle mucose con
conseguente rilascio di metaboliti tossici (acetaldeide) che, a
livello epatico, compromettono la produzione di glutatione, mentre i
metabolici stessi possono essere metabolizzati solamente con il
glutatione e l’acido glucoronico. La carenza persistente di
glutatione nelle cellule che presentano antigeni infine fa sì che le
cellule helper T-4 vengano prodotte prevalentemente nella forma di
cellule Th2, in grado cioè di attivare le cellule B per la
produzione di anticorpi contro batteri e tossine, ma non nella forma
di cellule Th1 preposte all’attivazione di cellule killer che,
tramite il gas NO, attaccano le cellule infette da funghi, virus e
micobatteri.
- dei chemioantibiotici
(sulfonamidici e trimetoprim, come il Bactrim e Septrim),
insetticidi (p. es. il Lindan nelle pomate contro le piattole), dei
chemioterapici e nucleosidi analogici (come l’AZT, Nevirapine).
Questi bloccano la formazione e il rilascio di acidi folici e
purine, necessari per la costruzione del DNA nei mitocondri. Essi
bloccano gli enzimi contenenti ferro e rame, necessari per la
respirazione cellulare, chiudono la membrana mitocondriale bloccando
così la produzione di energia e l’attività antiossidante. I
mitocondri - organelli unicellulari presenti nelle cellule umane -
utilizzano l’ossigeno e gli elettroni ricchi di energia provenienti
dagli alimenti per la sintesi della molecola vettore dell’energia
metabolica ATP (Adenosintrifosfato), necessaria per tutte le
funzioni del corpo. I mitocondri sono inoltre di fondamentale
importanza per il sistema redox, la disintossicazione (anche dei
radicali di ossigeno) e per il sistema immunitario. I
chemioantibiotici bloccano inoltre l’enzima diidrofolato riduttasi,
necessario per la produzione del tetraidrofolato, a sua volta
necessario per la produzione della cisteina e del glutatione a
livello epatico, e per la produzione della tetraidrobiopterina (TH
IV) necessaria per la produzione del gas NO con cui le cellule
killer attaccano le cellule infette da funghi, virus e
micobatteri.
Le conseguenze del trattamento antiretrovirale ed antibiotico
Allo stato attuale, nessuno è mai riuscito ad isolare, fotografare o
caratterizzare per via biochimica come trasmettibili e riproducibili
secondo i criteri di Koch, i cosiddetti retrovirus HIV, ritenuti
responsabili di più di 30 patologie che definiscono l’AIDS. Con
l’AIDS si trasmettono solamente virus, batteri e funghi noti, in
grado di propagarsi solo nelle persone con uno squilibrio prolungato
del sistema immunitario. Per ipotizzare la presenza dei cosiddetti
retrovirus HIV, nel 1984 Gallo e Montagnier coltivarono i linfociti
helper di malati di AIDS con leucociti leucemici e cellule
embrionali presentanti un’azione fortemente incrementata della
trascrizione inversa, attivando la coltura con l’aggiunta di
idrocortisone, un ormone dello stress. La presenza incrementata
della trascrizione inversa in queste colture cellulari veniva poi
interpretata come la prova dell’esistenza di un nuovo virus. Nei
test HIV sviluppati in seguito, un aumento degli anticorpi contro
cellule leucemiche, associato a diverse reazioni immunitarie, dà
perciò l’esito di "HIV-positività" o "sieropositività" quando
raggiunge un determinato valore stabilito
empiricamente.
I nucleosidi
analogici (aciclovir, nevirapine, DDI, ecc.) compromettono nel giro
di pochissimo tempo e in misura determinante la maturazione di tutti
gli immunociti nel midollo osseo: delle cellule B, delle cellule T
che successivamente vengono prodotte nel timo, delle cellule
dendritiche che presentano gli antigeni e dei macrofagi. Il
danneggiamento del processo di maturazione dei nuovi linfociti B ha
come conseguenza la forte diminuzione del loro numero e della loro
attività, e l’indebolimento della difesa contro i batteri da parte
degli anticorpi, che in questo modo si possono propagare senza
ostacoli nelle cellule. Quando le cellule helper T-4 sono in
circolo, nel tessuto linfatico incontrano un numero molto minore di
cellule B in grado di attivarle. Le cellule helper T-4 con le
citochine dal profilo Th2 circolano per 24 ore nel plasma e nel
tessuto linfatico senza avere alcuna funzione. Ciò conduce ad un
aumento delle cellule helper T-4 misurabili nel plasma.
I nucleosidi
analogici e gli inibitori della proteasi riducono fortemente il
livello dei tioli e, nei sieropositivi, acutizzano ulteriormente la
carenza di glutatione. La carenza di glutatione nelle cellule che
presentano antigeni fa sì che le cellule helper T-4 siano presenti
soprattutto con citochine dal profilo Th2 che promuovono la
produzione di anticorpi, e meno con il profilo Th1, che attivano la
difesa contro funghi, virus e micobatteri tramite le cellule killer.
Gli inibitori della proteasi sintetici inibiscono la produzione
delle proteine per i nucleotidi, utilizzati per la costruzione di
nuove cellule in tutti gli organi. Perciò, chi assume queste
sostanze, è a rischio di diabete, spostamento degli acidi grassi
dalle estremità, metabolismo diabetico, retiniti, formazione di
calcoli renali (calcolosi) ed insufficienza
epatica.
I chemioantibiotici (Bactrim, Septrin, TMPSMX, ecc.) che bloccano la
sintesi degli acidi folici, delle purine e dell’enzima DHFR,
compromettono la produzione di glutatione nel fegato, la produzione
di NO e il trasporto dell’ossigeno nelle cellule. In questo modo
generano un blocco persistente di tutta l’attività immunitaria
cellulare e, attraverso una commutazione Th1-Th2 permanente,
generano un’immunodeficienza funzionale permanente. Inibendo la
respirazione cellulare generano affezioni croniche da miceti
patogeni (PCP, Candida
Albicans, ecc.) a livello di mucose, nell’intestino
diarrea cronica) e della pelle.
La
somministrazione prolungata di chemioantibiotici comporta anche
l’inibizione del tetraidrofolato necessario per la produzione
dell’uracile, e quindi all’inibizione dell’interleuchina 2, il
fattore di crescita delle cellule T. Inibendo l’acido folico
biologicamente attivo, i chemioantibiotici inibiscono anche la
trasformazione della base RNA uracile nella base DNA timina e quindi
la riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’alterazione del genoma nei batteri che questi scambiano fra di
loro tramite plasmidi, conduce inoltre ad una resistenza progressiva
agli antibiotici.
I nucleosidi
analogici (come AZT, DDI, DDC, ecc.), bloccando la produzione di
DNA, riducono per un periodo limitato le infezioni batteriche,
fungine e la formazione di particelle non meglio caratterizzate di
sostanza messaggera (RNA) ritenute particelle del virus HI. Ma i
nucleosidi analogici vengono fosforilati solo in ragione dell’1% e
praticamente non innestate nel nucleo, dove si presume che fungano
da terminatori DNA per l’inibizione dei virus HI. I nucleosidi
analogici e gli inibitori di proteasi e i inibitori di fusione
conducono inoltre ad un’alterazione della biosintesi di proteine ed
enzimi e, alterando la produzione dell’acido nucleico, al
danneggiamento sia del DNA del nucleo che di quello mitocondriale.
In questo modo, prima o poi, danno luogo a danni gravi a livello del
cervello, dei muscoli (infarto e paralisi) e degli organi interni.
In queste
condizioni le cellule passano sempre più a un metabolismo
fermentativo anaerobico che causa un eccesso di acido lattico
nell’organismo o al wasting (cachessia), in cui le cellule attingono
le sostanze necessarie direttamente dalle proteine dei muscoli, e
conducono alla formazione di cellule neoplastiche. In presenza
di un’alterazione persistente dei mitocondri a causa della carenza
di glutatione e di danni al DNA, questi dissolvono la loro simbiosi
con il nucleo della cellula (fenomeno di Warburg); in questo caso
nel nucleo della cellula vengono attivate sequenze di DNA
primordiali e il DNA nel nucleo garantisce la propria sopravvivenza
con la trascrizione inversa (trasferimento della sostanza messaggero
RNA nel DNA). In questo modo aumenta la quantità di RNA misurabile
nel plasma (il cosiddetto aumento della carica
virale).
Per riparare i
danni al DNA sempre più frequenti con le terapie combinate (HAART),
il consumo di RNA aumenta sensibilmente, per cui il numero di
frammenti di cellule che, con il test PCR (reazione a catena della
polimerasi) viene misurata come carica virale HIV, diminuisce.
L’alterazione della sintesi degli acidi nucleici prodotta dalle
terapie combinate produce un’alterazione delle sequenze di codifica
del DNA del nucleo e mitocondriale, compromettendo ulteriormente la
riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’esaurimento degli enzimi di riparazione, infine, fa sì che i
prodotti della trascrizione inversa non possano più essere integrati
nel DNA (nuovo aumento della cosiddetta carica virale e definiva
"resistenza contro le terapie combinate").
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