SCHEDE TERAPEUTICHE
EMORROIDI
Sommario
Patogenesi
Diagnosi
Prevenzione
Terapia
Patogenesi della malattia emorroidaria
I problemi dovuti al sangue stagnante
Approccio terapeutico olistico
Un intervento interessante
Suggerimenti vari dal Progetto Caduceo
COME ASSUMERE IL CLORURO DI MAGNESIO
Siti interessanti
Emorroidici uniamoci! Liberiamo l’ano dal gonfiore con la cooperazione! (interventi in un Gruppo di discussione).
Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto
relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo,
che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino
la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità
da voi stessi.
Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo
informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
Le emorroidi sono delle dilatazioni dei vasi venosi dell'ano, l’ingrossamento rende
doloroso il passaggio delle feci e dei gas e ne riduce la tenuta.
www.salus.it/az/emorroidi.asp
Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto, con molti vasi sanguigni,
che rivestono la parte inferiore del retto. La loro funzione è quella di chiudere
completamente il canale anale, contribuendo alla continenza fecale.
Quando questi tessuti subiscono delle modificazioni, si generano dei sintomi
caratteristici di una malattia comunemente denominata "emorroidi".
Queste sono uno dei problemi più comuni dell'intestino, anche se
non se ne conosce il numero reale di casi in quanto solo una minoranza dei
pazienti consulta il suo medico, anche se e ricadute sono frequenti.
I calcoli fatti nei paesi industrializzati, indicano che ne soffra almeno
il 50% della popolazione adulta, specialmente fra i 45 e i 65 anni, senza notevoli
differenze fra i sessi.
Classificazione
- Esterne: poste vicino all’orifizio anale e ricoperte da uan cute sensibile,
- Interne: poste all’interno dell’ano, però ne possono uscire saltuariamente
o stabilmente.
La suddivisione anatomica le suddivide in:
- 1° grado: ectasie vascolari del canale anale (sanguinanti o meno),
- 2° grado: prolassano (escono) solo con la defecazione, tendono a rientrare spontaneamente,
- 3° grado: prolassono evacuando, ma si possono far rientrare manualmente,
- 4° grado: emorroidi prolassate. Sono stabilmente esterne e spesso trombosate
(con grumoli di sangue).
Nel caso di quelle di 3° o 4° grado il sanguinamento della mucosa prolassata
può essere tale da costringere il paziente all’uso del pannolino. Questo problema,
potrà generare un’anemia sideropenica microcitica. In altre parole, una carenza
di ferro (sideremia) e globuli rossi più piccoli.
Vi possono essere delle emorroidi grandi che non creano problemi, e delle emorroidi
piccole, ma che vanno eliminate perché possono dare complicazioni.
Il primo sintomo è un sanguinamento rettale rosso vivo, non misto alle feci e senza dolore.
In seguito si verifica il prolasso (uscita) solamente con la
defecazione, ma le emorroidi rientrano spontaneamente.
Anche un persistente prurito anale
potrebbe indicarle, ma vi sono anche altri motivi, tra cui una forte parassitosi,
una non accurata pulizia dell'orifizio anale (a causa dall'edema intorno all'ano),
e dalle fastidiose perdite, spesso dovute a una aumentata produzione di muco che se
ne fuoriesce dai tessuti prolassati.
Il dolore si verifica solamente quando le emorroidi prolassate presentano infiammazione
e edema, o quando è presente una lesione dolorosa, ad es. una ragade.
Nelle emorroidi prolassate si possono formare dei coaguli di sangue (trombi),
in questo caso può avvenire la rottura spontanea della vena e la fuoriuscita dei trombi.
Si tratta di una condizione tanto più dolorosa tanto più il sangue è abbondante.
Il dolore può essere alleviato con con un semicupio tiepido
(il sedere messo a mollo). Va notato che il semicupio può dare solo una soluzione
temporanea del disturbo.
L’esatta causa della malattia emorroidaria è ancora sconosciuta.
Sembra accertato che concorrano i seguenti fattori predisponenti:
- abuso di clisteri o lassativi,
- abitudine di star seduti sul water, ad es. per leggere,
- alimentazione scorretta (scarsità di fibre e scorie vegetali,
impiego di cibi irritanti, es. spezie, peperoncino ecc.
- età, dai 40 ai 60 anni, raramente nell’infanzia,
- fattori ereditari,
- gravidanza,
- ipertono dello sfintere interno, dimostrabile con manometria rettale. Questo crea
una elevata pressione nel canale anale e rende difficile il ritorno del sangue venoso verso
il fegato prima e il cuore poi,
- patologie epatiche che, come nel punto precedente, rendono difficile il deflusse del
sangue dalla fine dell'intesitno retto al cuore,
- posizione seduta protratta per lungo tempo (es. classico le emorroidi
del camionista),
- gruppo etnico: predomina tra gli Ebrei, gli Anglosassoni, i Turchi e gli Egizi,
- sesso, predomina quello maschile,
- stitichezza o diarrea cronica.
La gravidanza può indurre ed anche aggravare le emorroidi,
soprattutto nella fase del parto.
Si avvale dell’ispezione della regione esterna all'ano. Si considerano anche
l'entità del sanguinamento e dell’irritazione.
Si può anche fare un'esplorazione digitale al fine di percepire il tono dello sfintere
ed escludere altre patologie (ad es. cancro del retto).
Esami quali la rettoscopia o anoscopia, permettono di escludere altre tiologie di lesione
infiammatoria del canale anale (displasica o neoplastica) e valutare, in retrovisione,
la congestione del plesso mucoso interno.
Pulizia locale con semicupi tiepidi. Evitare la carta igienica che tende ad irritare,
preferire il cotone idrofilo imbevuto di olio di mandorle.
Regime alimentare: niente bevande alcoliche, spezie, pepe e/o peperoncino.
Usare cibi naturali e ricchi di scorie e semplici. Nei casi di stitichezza aiutarsi
con lassativi come il lattulosio ed evitare i purganti irritanti come l'olio di ricino,
la cascara sagrada, ecc.
Le emorroidi che danno pochi fastidi possono essere curate con il cambiamento di
certe abitudini di vita (alimentzione, meno stress, ecc.) o con medicine appropriate.
Quando le emorroidi sono di 3° o 4° grado, vengono operate con un ricovero breve,
generalmente una notte, ed in anestesia generale o spinale.
Altri tipi di emorroidi possono essere curate con metodiche ambulatoriali, quindi
senza ricovero, e senza forti dolori postoperatori.
Farmaci:
- Uso pomate cortisoniche o clismi medicati con corticosteroidi o 5-ASA.
Tipi di intervento:
- asportazione in anestesia locale,
- legatura elastica eseguita con anelli di gomma che, stringendolo alla base il
gavocciolo emorroidario, ne causa lo strangolamento, poi se ne cade
dopo due o tre giorni,
- trattamento sclerosante per emorroidi di 1° e 2° grado, sconsigliato per il 3° grado
in quanto le sostanze sclerosanti possono fluire fino al fegato,
- criochirurgia (krio=freddo), con cui si applicano basse temperature. Viene usata un'apparecchiatura
che impiega il protossido d'azoto o altri gas. Si sfrutta il principio della loro
espandibilità e, tramite una sonda, si lavora in una zona ben precisa, la cui temperatura
viene abbassare a circa -90°C. Talvolta viene usata al posto della chirurgia
tradizionale, la diatermocoagulazione e la chirurgia laser.
Le tecniche ambulatoriali
- Milligan Morgan modificata. Viene usata una nuova tecnologia (radiofrequenza-ligasure
o ultrasuoni-ultracision).
- Mucoprolassectomia sec. Longo con la suturatrice meccanica.
Possibili complicanze dopo-intervento:
- ritenzione urinaria,
- cicatrizzazione ritardata,
- dolore allo sfintere protratto,
- senso di peso pelviperineale,
- in rare occasioni: emorragia, incontinenza.
Nessun trattamento medico attuale può sinceramente
vantare un'alta percentuale di successi, infatti, per poterlo fare, dovrebbe essere
dedicato alla rimozione delle cause originarie della malattia (Dr. J.H. Tilden).
Contrariamente a quanto generalmente creduto non sono i reni che filtrano
il sangue dalle sostanze tossiche, bensì il fegato. Quest'organo è intensamente
implicato nell'attività con cui vengono rimosse dal sangue le molecole potenzialmente
nocive oppure estranee come l'alcool, le droghe, i farmaci, ecc.
I reni, invece, discriminano tra ciò che deve restare nel sangue e ciò che deve uscirne
tramite l'urina. Date queste premesse non dovrebbe essere difficile comprendere quanto
sia importante quest'organo, che non solo purifica il sangue,
ma adempie ad altre importanti funzioni.
Ciò che ci interessa, per comprendere la causa profonda della malattia
emorroidaria, è il fatto che il sangue, dopo aver nutrito tutti gli organi
del tratto gastrointestinale, intestino retto e ano compresi, torna al cuore passando attraverso
il fegato. Questo significa che una anomalia del fegato può rendere difficile il deflusso
del sangue che cercherà altre vie di sbocco, provocando emorroidi, varici all'esofago
e agli arti inferiori.
Tratto da: Healing Magnetism, di Leslie O. Korth, pp. 56-57.
Samuel Weiser INC, London, 1975.
Facendo delle verifiche con filmati a Raggi X ed altri mezzi, si è potuto constatare
che se una persona non respira in modo sufficiente vi è una parte di sangue che rimane
stagnante nel fegato perché la quantità di energia introdotta non è sufficiente.
Quasi un terzo del sangue totale viene così tenuto fuori della circolazione generale e
non può partecipare alla respirazione esterna e tantomeno a quella capillare. Da
questo fatto possono insorgere una congestione del fegato, crescite anomale di tessuto
ed anche una condizione tossica fonte di molti altri guai (vedi le emorroidi, Ndr.).
Brani tratti da un articolo di Catia Trevisani, pubblicato sulla rivista AAM Terranuova,
e prelevato da: www.ben-essere.net/index.asp?c_articolo=28
In caso di emorroidi, oltre all'intestino occorre riequilibrare sempre anche
fegato e milza, due organi che contribuiscono alla salute delle vene e quindi
anche dei plessi emorroidari. Se l'energia della milza è debole, essa non riesce
a nutrire sufficientemente il tessuto connettivo e di conseguenza, le pareti dei
vasi si sfiancano più facilmente.
Pertanto è importante evitare, oltre ai cibi raffinati (la milza soffre per
l'eccesso di zucchero, mentre è nutrita e riequilibrata dal consumo di cereali)
gli alimenti grassi e quelli che scaldano eccessivamente, come latte, formaggi,
insaccati, carni rosse, cioccolato e caffè.
È bene ridurre il consumo di carne,
eventualmente sostituendo le rosse con le carni bianche o, meglio ancora, dando la
preferenza a pesce e legumi come fonte proteica. Sempre per evitare di appesantire
il fegato è bene preferire le verdure verdi e ridurre il consumo di solanacee, in
particolare pomodori, peperoni e melanzane.
Numerose osservazioni testimoniano il legame diretto tra dieta ed emorroidi.
Raramente, infatti, questa patologia si riscontra in paesi in cui la dieta è ricca
di fibre e povera di alimenti raffinati. Una componente importante delle emorroidi
è la stitichezza, a causa del maggior sforzo richiesto dalla defecazione che aumenta
la pressione intraddominale e ostacola il ritorno venoso. Inoltre, la maggiore
pressione aumentando la congestione pelvica può indebolire la parete venosa,
facilitando la formazione di emorroidi.
Meglio le fibre
In definitiva, un'alimentazione ricca di fibre è il modo più efficace per prevenire
le emorroidi. Cereali integrali, verdura, legumi e frutta promuovono la peristalsi
intestinale, molti componenti delle fibre richiamano acqua e le feci diventano
soffici e corpose, facili al passaggio. Inoltre verdura e frutta contengono molti
nutrienti che aumentano l'integrità della parete venosa, in particolare sono
importanti i bioflavonoidi, le vitamine A, C, E, il complesso B e lo Zinco.
Mirtilli, ciliegie e more sono particolarmente ricchi di bioflavonoidi; albicocche,
meloni, zucche, carote e di nuovo mirtilli contengono vitamina A; agrumi, fragole,
ribes, broccoli, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, prezzemolo, crescione e spinaci
contengono vitamina C; cereali integrali e il lievito di birra in scaglie le
vitamine del complesso B; mentre lo Zinco è presente in semi oleosi, avena, grano,
grano saraceno, mandorle, nocciole, piselli, rape, prezzemolo, aglio, carote.
Miso, alghe e mochi
Alcuni alimenti, proposti dalla macrobiotica, possono svolgere un ruolo molto
efficace nella cura e prevenzione delle emorroidi. In particolare, un cibo
particolarmente curativo per le vene è il miso, ottenuto dalla fermentazione di
soia e orzo, riso o grano. Il miso, dal sapore molto salato, è utilizzato come
condimento soprattutto per le zuppe. Oltre a depurare il fegato e migliorare la
circolazione venosa, ristabilisce la flora batterica intestinale, ed è indicato
per stitichezze e flatulenze. Grazie alle proprietà di alimento alcalinizzante,
è indicato nelle patologie da accumulo di acidi, tra cui le artriti; infine
tonifica l'energia renale e quindi migliora il tono generale.
Anche le alghe sono un ottimo alimento nella cura delle emorroidi.
Aggiunte all'acqua di cottura di legumi e cereali, eliminano il calore interno
che peggiora le emorroidi e migliorano la peristalsi intestinale, grazie alle
mucillagini che richiamano acqua e accarezzano la mucosa intestinale.
In particolare l'alga kombu è ottima per l'intestino; mentre la wakame è più
indicata per il fegato. La prima si aggiunge alla cottura dei legumi, la
seconda nelle minestre.
Un altro alimento molto adatto per fortifica la milza (e oltrettutto buon
ricostituente) è il mochi. Si tratta di piccoli panetti di riso dolce che
si possono scaldare a fiamma bassa. Si gonfiano e possono essere consumati come
un dolcetto se si spalmano di miele, marmellata o crema di nocciole.
Impacchi di ricotta e bagni freddi
Altri rimedi efficaci contro le emorroidi sono gli impacchi locali di ricotta e i
semicupi freddi; in caso di prolasso delle emorroidi è meglio utilizzare prima acqua
tiepida per ammorbidirle e poterle riposizionare all'interno del retto con una leggera
pressione, infine acqua fredda per tonificare, disinfiammare e provocare vasocostrizione.
In ogni caso è bene evitare la vita sedentaria e lo stare in piedi fermi troppo a lungo.
È invece utilissimo camminare, fare delle belle passeggiate e respirare profondamente,
poiché il movimento del diaframma facilita la risalita del sangue venoso.
Come sempre uno stile di vita sano è la migliore prevenzione ed il massimo complemento
di ogni cura.
Brani tratti dal Blog di Jacopo Fo,
per gentile concessione di: www.jacopofo.com/?q=node/1918
Per leggere tutti gli interventi clicca qui.
Ringrazio gli intervenuti e Jacopo per i buoni consigli.
Vorrei aggiungerne qualcuno. Premetto che quanto riporto - a memoria - è farina del
sacco di una dottoressa naturopata della quale ho frequentato diversi corsi, circa una
ventina di anni fa, e della quale ho perso ogni contatto.
È la dottoressa Mercedes Salimei.
Sconsigliava di farsi operare: non serve a nulla, che poi le emorroidi ritornano.
Il retto è solo l'ultima parte dell'intestino: se compaiono le emorroidi
il problema riguarda comunque tutto l'intestino.
Ogni organo vitale ha un proprio specifico rapporto acido-base. L'intestino in condizioni
ottimali è tendenzialmente basico (o alcalino). Quando si acidifica troppo - e questo
vale per tutti gli organi vitali - in pratica si infiamma; l'infiammazione trascurata
deteriora poi l'intestino stesso: le emorroidi sono solo il culmine di un processo
che dura anni e anni.
Il problemaccio è che questo rapporto acido-base è quasi sempre ereditario: significa
che se abbiamo un intestino tendenzialmente troppo acido - e ce ne accorgiamo perché
siamo tendenzialmente diarroici o perché comunque le feci non si formano bene e non
galleggiano, dobbiamo sempre avere un po' di riguardo, perché l'intestino rimarrà un
nostro punto debole e tenderà ad essere infiammato.
Se nasciamo con un intestino sano ci ammaleremo magari da un'altra parte, ma non lì.
I problemi ereditari sono molto tenaci: è relativamente facile curare e risolvere una
contusione o un'influenza, ma per le nostre impostazioni di base c'è un sistema organico
(che grossomodo fa capo al sistema linfatico e al neurovegetativo) che tende a mantenerle
stabili; le curiamo, ma sono sempre lì.
Per risolvere il problema dell'acidità la dottoressa consigliava di
usare il CLORURO DI MAGNESIO (dettagli),
che è un sale dal sapore molto amaro; è igroscopico, e
significa che se non lo conserviamo in un contenitore ben sigillato si combina con
l'umidità dell'aria e diventa liquido (comunque non perde la propria efficacia).
... Come saprete, le verdure - soprattutto quelle verdi e selvatiche - sono ricche
di magnesio; ma in quelle coltivate coi metodi moderni e che possiamo reperire
ai mercati delle nostre città ce n'è una quantità inferiore e spesso per noi
insufficiente.
Nota del Progetto Caduceo. Tra i vari supplementi integratori di
Magnesio, che abbiamo avuto modo di sperimentare, uno valido è il "magnesio 188",
della Long Life.
Lo stesso avviene per la preziosa vitamina C, si forma nella frutta all'ultima
fase della maturazione; ma ai mercati la frutta così matura arriverebbe sfatta,
quindi viene raccolta ancora acerba; anche perché diventa praticamente impossibile
conservarla nei frigo (dove la frutta deposita prima di arrivare ai mercati): la
frutta matura marcisce in fretta. Abbiamo quindi bisogno di assumere piccole dosi
di ACIDO ASCORBICO ALIMENTARE (che è la vitamina C pura).
Costa molto al chilo, ma proprio per questo nelle caramelle o nei prodotti dove
è indicato che la vitamina C è contenuta, di acido ascorbico non ne mettono mai troppo!
Di CLORURO DI MAGNESIO (dettagli),
se ne prende - come integratore - circa mezzo cucchiaino scarso
al giorno e per cicli di 20 giorni; poi magari ci si ferma per un periodo e si riprende;
oppure se ne può assumere la stessa dose ogni tanto, quando necessita.
Ricordatevi che il Magnesio è un potente disintossicante, del fegato e
di tutti tessuti; quindi specialmente al giorno d'oggi che conviviamo con le
nostre intossicazioni è bene farne uso. Addirittura, però nelle dosi massicce che ho
indicato per gli attacchi di tetano o di poliomelite (3 cucchiai per litro), è in
pratica un potente antidoto naturale per il veleno dei serpenti.
Se ad esempio vi recate in posti dove è possibile veniate morsi da un serpente velenoso,
non andateci mai senza perché vi salva la vita.
Inoltre, il Magnesio è un grande protettore del sistema nervoso.
Ad esempio per il "crampo dello scrittore" (oggi ormai si usano solo le tastiere,
ma agli studenti ancora succede), cioè quando fa male il polso a forza di scrivere
in fretta, si usa il fosfato di magnesio. Se il problema è a livello dello stomaco
si usa invece l'Aspartato, che si presenta in scaglie, mentre il CLORURO DI MAGNESIO
(dettagli),
è cristallino come il Cloruro di Sodio (sale comune) nella nostra cucina.
Quando il problema dell'acidosi è arrivato fino all'intestino (e arriviamo finalmente
alle nostre emorroidi), è più indicato il Magnesio come Cloruro perché ha un'azione
più generale.
... Per correggere l'acidosi intestinale - responsabile delle emorroidi - aumentate il
dosaggio: provate con un cucchiaino di CLORURO DI MAGNESIO (dettagli),
forse meglio se lo assumete
in due volte durante la giornata; se sentite che il vostro organismo lo richiede aumentate
un po' la dose, ma non esagerate: se ne assumete troppo - e questo vale per tutti
gli integratori alimentari ed in genere per gli alimenti che assumiamo, vi fa
l'effetto esattamente contrario, e in questo caso vi acidifica ancora di più.
Si beve diluito in acqua circa venti minuti prima dei pasti (importante, subito
la mattina a digiuno) per circa venti giorni. Corretta l'acidosi intestinale,
gradatamente le emorroidi rientrano. Insistete e vedrete i risultati.
Se però siete arrivati al punto di averle già grosse, per dire, come ciliegie, fatevi
coraggio perché siete costretti a farvi operare: c'è un punto di non ritorno,
variabile da persona a persona, in cui l'organismo non riesce più a riassorbirle
perché lo sfintere - che è un muscolo - si è troppo deteriorato.
Come vi ho detto, le emorroidi sono la conclusione di un'acidosi trascurata da anni,
in cui tutto l'intestino tende a diventare ulceroso; comunque saprete poi come si
prevengono per il futuro.
A proposito: non vi spaventate del saporaccio, specie le prime volte che lo assumete;
poi generalmente l'organismo lo gradisce e ci si fa l'abitudine.
Naturalmente non è tutto qui; non basta il Magnesio,
e ci sono correlazioni importanti con il fegato, la cistifellea e anche col sistema
nervoso: lo stress e l'emotività sono un metodo infallibile per acidificare l'intestino
o per degenerare fegato e cistifellea.
La stitichezza è un problema che va corretto, infatti, diminuendo la consistenza delle feci,
si rende anche più facile l'evacuazione.
Più sopra abbiamo visto alcune utili indicazioni, a cui aggiungiamo l'eventuale
uso di prodotti a base di psyllio (ad es. Fibrolax, Psyllogel).
Questi lassativi agiscono sul volume e sulla consistenza delle
feci e posso aiutare, gli altri, invece, nel tempo possono risultare pericolosi.
Se il prurito diventa intollerabile può essere alleviato mediante un'accurata
igiene locale utilizzando acqua tiepida e sapone acido. Per asciugare evitare di sfregare,
ma tamponare delicatamente.
Un'altro modo per ottenere sollievo è quello di farsi dei
frequenti "bidè" con acqua tiepida, della durata di alcuni minuti.
Non interrompete l'evacuazione e se avete lo stimolo... non ignoratelo!
Non state seduti sul water più a lungo del necessario, magari intenti in una piacevole lettura,
ed evitate pure di sollevare oggetti pesanti.
Le ciambelle gonfiabili in plastica, usate per sedersi, vanno evitate perché
aumentano la pressione verso il basso, peggiorando le condizioni nella zona delle
emorroidi.
Assumere un integratori di Magnesio, tra tutti quelli che abbiamo avuto modo di
sperimentare, uno valido è il "magnesio 188", della Long Life.
Per verificare se un alimento o un prodotto vi fa bene, oppure no,
potete utilizzare il test radiestesico o kinesiologico.
Per dettagli cliccare qui.
Vi sono due possibili soluzioni, la prima è quella di utilizzare le tavolette
da 1 gr cadauna, e la seconda riguarda l'utilizzo di una soluzione
che va preparata comperando il Cloruro di Magnesio cristallizzato.
1. Utilizzo delle tavolette:
Assumere 2-3 tavolette da 1 gr al giorno. Non superare la dose consigliata.
Gli integratori alimentari alimentari non vanno intesi come sostituto di una dieta variata.
In farmacia potete ordinare le tavolette di Cloruro di Magnesio prodotte dalla
Casa Sentieri SL, Barcellona, Spagna.
Il prodotto è importato e distribuito in Italia dalla Ibersan SRL, Forlì.
www.ibersan.it/.
2. Utilizzo della soluzione:
La soluzione di Cloruro di Magnesio va preaparata
sciogliendone 20-25 (max 33) grammi in un litro di acqua.
Dopo aver ben mescolato, conservare in recipienti di vetro, non in contenitori di plastica.
Una dose equivale ad una tazzina di caffè.
In alternativa si può comperare in bustine pre-confezionate. Una bustina rappresenta
una dose giornaliera da aggiungere a 125 ml d'acqua. È più costosa, ma
più semplice da usare.
In certi casi può anche essere benefica 1 punta di cucchiaino da the,
sciolto in mezzo bicchiere di acqua da bere al mattino a digiuno.
Questo sale è contenuto in notevole quantità nel sale marino integrale, è un
ottimo rinforzante del sistema immunitario e tonico del sistema nervoso e muscolare.
È adatto in tutte le malattie cosiddette infettive in quanto aumenta notevolmente
la potenza fagocitaria dei globuli bianchi.
Per il trattamento delle malattie acute (influenza, raffreddore, bronchite, raucedine,
mal di gola, rosolia, morbillo) è opportuno che le dosi di seguito indicate vengano
inizialmente somministrate ogni 6 ore. In reazione a miglioramento ottenuto si potrà
poi somministrare la dose sogni 8-12 ore.
La somministrazione deve, continuare per 5-6 giorni anche dopo scomparsa dei sintomi
più fastidiosi (febbre, arrossamento, dolore alla gola, secrezioni nasali, ecc.).
- Per i bambini fino ai 2 anni: 60 ml (circa 3 cucchiai da minestra).
- Per i bambini di 3 anni: 80 ml (circa 4 cucchiai da minestra).
- Per i bambini di 4 anni: 100 ml.
- Per gli adulti e i bambini sopra i 5 anni: 125 ml (circa due tazzine di caffé).
È possibile che la somministrazione frequente (come quella necessaria nelle fasi
più acute della malattia) determini un leggero effetto lassativo.
A parte il fatto che la pulizia dell'intestino, nella maggior parte dei casi, influisce
favorevolmente sull'evoluzione della malattia, il fenomeno è comunque transitorio.
Potrà in ogni caso essere utile ridurre la quantità di ogni singola dose, mantenendo
invece invariata la frequenza.
Un altro problema, specialmente se il Cloruro di Magnesio è destinato ai bambini, è
costituito dal sapore molto amaro della soluzione. Si potrà tentare di rammentare loro
che la Fata Turchina, nel somministrare a Pinocchio un farmaco, diceva espressamente
che "la medicina più è amara e più fa bene".
Ma probabilmente un intervento più efficace per rendere meno sgradevole la pozione
consisterà nella sua diluizione con acqua addizionata con succo di limone, zuccherata
a piacere.
La dose di Cloruro di Magnesio si può anche assumere bevendone piccoli sorsi ogni
15/20 minuti.
Esistono in commercio anche le compresse, più facilmente ingeribili da parte di
bambini ed anziani, dato il sapore del Cloruro di Magnesio. In genere le compresse
sono di 1 grammo cadauna.
Ricordiamo che alle volte al posto del Cloruro di Magnesio, è possibile utilizzare
il Bicarbonato di Magnesio.
Con il Bicarbonato di Magnesio, si ottengono entrambi i benefici citati cioè una
integrazione di Magnesio ed una "alcalinizzazione" del nostro corpo. Cosa che il solo
Cloruro di Magnesio non è in grado di fare.
Consiglio importante
Tratto da www.salvelocs.it/magnesiocloruro.htm
Il Magnesio svolge un ruolo molto importante in numerose attività enzimatiche e
nella trasmissione neuromuscolare. Rischiare una possibile ipermagnesiemia con una
lunga terapia a base di questo sale non mi sembra opportuno...
... vogliamo mettere in guardia dai possibili effetti collaterali di una ipermagnesiemia.
Una elevata concentrazione di magnesio nel sangue può verificarsi per un suo uso massivo o
per un’insufficienza renale.
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