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SCHEDE TERAPEUTICHEL'INSONNIAImportante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi. Sommario
Nell'antica Grecia il sonno era rappresentato come un adolescente, che corre leggero sulla terra per dare agli uomini il riposo del corpo e della mente, recante nella mano sinistra un papavero e nella mano destra un recipiente colmo del suo succo. Sonno dunque come quiete, distacco dalle fatiche quotidiane e recupero di energia in funzione di una nuova giornata. Molte persone si addormentano con fatica oppure si svegliano di notte e non riescono ad addormentarsi di nuovo, restando sveglie per ore. Proponiamo pertanto alcune informazioni e qualche suggerimento per combattere questo problema tanto frequente, quanto disturbante. È noto come l’ammoniaca sia un agente molte irritante per il cervello. Infatti, una persona può essere risvegliata dallo svenimento facendole annusare l’ammoniaca o, in altre parole, "facendole annusare i sali". Noi produciamo ammoniaca in ogni istante della nostra vita, per es.: 1) con la digestione delle sostanze proteiche (carne, pesce, uova, latticini, ecc.), 2) con il ricambio cellulare del nostro organismo, 3) con l'eventuale presenza di parassiti. L'ammoniaca, per poter essere eliminata dai reni, deve essere trasformata in urea che viene secreta dai reni insieme all’acqua (urina). Noi abbiamo avuto modo di riscontrare come, talvolta, l'insonnia stessa possa essere provocata da un alto livello di ammoniaca nel sangue che irrora il cervello. Come riprova citiamo il fatto che l’ornitina, sostanza in grado di ridurre l’ammoniaca, riesce a rendere il sonno profondo e riposante anche in coloro che non riescono a dormire. Relazione cuore/reni
È necessario un cuore forte per spingere il sangue attraverso i reni. Spesso i problemi renali sono legati a disturbi cardiaci. I reni sono costituiti da tubi che divengono sempre più sottili. Serve la pressione, in sostanza la forza, per spingere il sangue attraverso di essi in modo che i rifiuti e l’acqua in eccesso possano passare nei forellini presenti nei tubi dei reni. Pensate ai reni come ad un colino pieno di tanti piccoli fori di varie dimensioni, che permettono a certe cose di passare, ma non ad altre di dimensioni maggiori. Il diametro di questi fori è costantemente aggiustato dalle ghiandole surrenali che si trovano proprio sopra i reni e fungono da "supervisori". Se la persona anziana non produce quattro tazze di urina al giorno (24 ore), il corpo non riesce ad avere un’azione di pulizia organica sufficiente, in tal caso deve essere consumato un quantitativo maggiore di liquido. Se la maggior parte dell’urina è espulsa di notte, significa che i reni sono poco sani (...). Reni efficienti = salute migliore
Man mano che si aprono i minuscoli forellini del "colino" (i reni, Ndr.), c’è un flusso di liquidi più libero e, come risultato, l’orinazione sarà maggiore. L’urina perderà il suo odore orribile (niente ammoniaca, acetone o batteri!) e otterrà un aspetto chiaro, che indica l’assenza di sedimenti. Quando l’acqua e i rifiuti (urea, acido urico ed altri acidi), possono lasciare il corpo velocemente passando da un numero maggiore di fori, servirà una pressione inferiore da parte del cuore per fare sì che il sangue sia spinto attraverso i reni. Questo darà sollievo al cuore perché il suo lavoro sarà più semplice. Il cuore e i reni lavorano insieme. Come un cavallo attaccato ad un carrozza il cuore fornisce la forza e i reni seguono. Questa è la ragione per i prodotti per il cuore e i diuretici di solito sono somministrati insieme. La diuresi (flusso dell’urina) aiuta il cuore ed un cuore più forte aiuta i reni. Come rinforzare l'azione dei reni
Per rinforzare i reni ed aiutarli nel loro processo di pulizia organica è molto valido l'infuso di Equiseto o Coda cavallina (Equisetum arvense). Si tratta di una pianta con carateristiche particolari: ha le radici come le felci, ma non ha né fiori né semi. Si riproduce mediante le spore raggruppate nella spiga. L'equiseto è una piante molto usata nella medicina popolare. La leggenda ci narra che circa 5000 anni, i Sumeri (antenati dei Babilonesi), ne facessero uso per curare gli edemi e le ferite da incidenti o da guerra. La fitoterapia moderna lo utilizza come potente diuretico e mineralizzante, in quanto agisce sui glomeruli renali permettendo così una miglior eliminazione dei liquidi in eccesso. Viene anche usato contro l'oetoporosi, in quanto è molto ricco di Calcio e Silicio. Utilizzo pratico
Per l'insonnia:Per l'equiseto: |
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