SCHEDE TERAPEUTICHE
LEUCEMIA
Sommario
Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto
relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo,
che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino
la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità
da voi stessi.
Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo
informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
Con "Leucemia" si indicano varie forme tumorali delle cellule del sangue
e del sistema omopoietico. I tipi di cellule coinvolte caratterizzano la malattia in:
- leucemie mieloidi (popolazione granulocitarie e monocitarie del sangue),
- leucemie linfoidi (elementi della serie linfoide).
Entrambe le forme di malattia sono caratterizzate dall'eccessiva
emissione nel sangue di globuli bianchi. A seconda dell'aggressività e dalla durata
della malattie si distinguono in acute e croniche.
Si suppone che nel 2020 il 90% delle leucemie sarà guarito. Noi crediamo che se non si
inizia a considerare il sistema immunitario come un ente intelligente che agisce in
un certo modo perché vi sono delle buone ragioni, sarà ben difficile che la malattia
venga debellata.
Leucemia acuta promielocitica. È rara (100 casi all'anno in Italia) però pericolosa
al punto di diventare letale. Gli studi di P. G. Pellicci hanno evidenziato
il guasto genetico (la fusione di elementi cellulari
che normalmente vivono separati) alla base della leucemia.
La cura della Medicina Ufficiale si avvale
di acido retinoico e della chemioterapia curando così circa il 70% ca. di pazienti con
meno di sessanta anni.
Leucemia linfatica acuta. È quella più difficile da curare.
La variante legata al cromosoma Filadelfia (25% negli adulti e circa 35% degli anziani malati),
viene curata come la Leucemia mieloide cronica, quella di Burkitt con una
terapia d'urto breve e intensa.
Leucemia linfatica cronica. (circa 1.200 casi annui).
Nel 2001 A. Cerutti ha scoperto che l'indebolimento del sistema immunitario
è dovuto all'intervento di una molecola (Cd30), bloccando la quale si potrebbero evitare
le infezioni, causa prima di morte in questo tipo di leucemia.
È una patologia che si presenta in modo lieve o molto aggressivo.
Si cura farmaci specifici (come la fludarabina) ed il trapianto da
donatore: valido mezzo per ottenere la guarigione.
Leucemia mieloide acuta. Con una terapia d'urto può regredire in circa il 75%
dei casi, ma vi possono essere delle recidive anche letali.
Sono in sperimentazione anticorpi monoclonali capaci di veicolare dei farmaci
sulle cellule tumorali, per evitare la loro tossicità qualora
assunti per via generale.
Leucemia mieloide cronica (600 casi annui). Sembra
causata da un guasto genetico dovuto al cromosoma Filadelfia in gardo di produrre
un enzima che trasforma le cellule sane in malate.
Si cerca di contrastarla con farmaci intelligenti (vedi l'STI571, sviluppato dal
gruppo C. Gambacorti-Passerini) capaci di riparare i problemi genetici.
La terapia migliore è costituita dal trapianto di midollo, in quanto
assicura la guarigione in circa il 60% dei casi. Gli altri malati possono arrivare
a sopravvivere per circa sei anni. Sembra che l'interferone possa permettere una
certa sopravvivenza anche senza il trapianto.
Va ricordato che nei pazienti anziani si può utilizzare il miniallotrapianto,
che, a differenza di un trapianto normale, utilizza una chemioterapia non aggressiva
al fine di non distruggere tutte le cellule tumorali e preparare l'attecchimento
del nuovo midollo.
È da poco iniziato in Italia (2002)la sperimentazione del farmaco
"imatinib" (commercializzato come "Glivec") che sembra ottenre dei validi risultati.
Eziologia:
nei casi che abbiamo visto questa patologia era dovuta ad
un'Infezione focale subdola.
Abbiamo riscontrato questa eziologia anche nell'unico caso di leucemia felina
che ci è capitato di contattare.
Terapia: utilizzare la
cura per l'Infezione focale subdola.