SCHEDE TERAPEUTICHE
UNA CURA MlRACOLOSA PER LA MALARIA
E ALTRE MALATTIE
con un integratore alimentare
a base di biossido di cloro
Di Jim V. Humble - 2007.
Email: jim@jimhumble.com
Sito web: www.miraclemineral.org
Tratto da NEXUS - Edizione Italiana. Anno XIV, Numero 74
(www.nexusedizioni.it).
Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo
informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
Sommario
Il fatto che non si siano condotte ulteriori ricerche su una soluzione
utilizzata da oltre un secolo per uccidere germi patogeni non ha scusanti. Le
società farmaceutiche non solo non hanno svolto le ricerche, ma di fatto in
numerose occasioni si sono rifiutate di testare l'ossigeno stabilizzato
(Jim V. Humble).
Quella che segue è la storia della scoperta e dell'elaborazione del metodo
di potenziamento del sistema immunitario forse più straordinario mai scoperto
sinora.
Nel mio libro dal titolo Breakthrough: The Miracle Mineral Supplement of
the 21st Century (la prima parte è disponibile gratuitamente online presso
www. miraclemineral.org
ho descritto nel dettaglio le modalità di
preparazione dell'integratore a casa vostra, con la maggior parte degli
ingredienti prelevati dai comuni scaffali di un supermercato; è assolutamente
possibile che vi troviate nella condizione di salvare la vita di qualcun altro,
o magari la vostra.
Dato che il Miracle Mineral Supplement (MMS) svolge la funzione di
sovralimentatore del sistema immunitario, non è indicato per una particolare
malattia ma, piuttosto, è destinato a migliorare il sistema immunitario sino al
punto di sconfiggere numerose patologie, spesso in meno di ventiquattr'ore. Ad
esempio, uno dei principali attuali killer dell'umanità a livello mondiale, la
malaria, solitamente viene debellata da questo integratore nell'arco di appena
quattro ore. Lo si è dimostrato tramite prove cliniche effettuate in Malawi,
Africa orientale, dove l'uccisione del parassita della malaria presente
nell'organismo non ha riscontrato un solo esito negativo. Oltre 75.000 malati di
malaria hanno assunto l'integratore e ora sono tornati a lavorare e a condurre
una normale vita produttiva. Dopo aver assunto l'integratore, i malati di AIDS
spesso si liberano della malattia nell'arco di tre giorni, mentre altre malattie
semplicemente scompaiono.
Il telefono squillava dall'altro lato dell'abitazione, una casa lunga e
stretta piena di mobili da aggirare e con un corridoio da attraversare, ma
nonostante tali impedimenti riuscii ad arrivare in tempo. Il mio amico di lunga
data Bill Denicolo mi chiamava da Chicago. Parlammo del più e del meno, quindi
mi chiese, "Jim, sei bravo a cercare l'oro?" Non sono mai stato
particolarmente modesto, quindi gli risposi con sincerità (la mia sincerità).
"Certo, sono fra i migliori, se non il migliore in assoluto." Questo
gli bastò. Era un amico, già a conoscenza del mio lavoro in ambito minerario,
quindi mi diede credito, e continuò: "Sto lavorando con un gruppo che
intende effettuare estrazione di oro nelle giungle del Sudamerica. Ci serve il
tuo aiuto, ti pagheremo secondo le tariffe correnti e in più avrai una
percentuale sui profitti."
Questo fu quanto. Mi accordai per partire di lì a un mese circa. Erano
intenzionati a utilizzare la mia tecnologia per il recupero dell'oro, il che
comportava la spedizione anticipata delle mie attrezzature. Per predisporre
tutto e prepararmi alla giungla occorse il mese nella sua interezza. In
relazione alla nostra vicenda, gli oggetti più importanti che portai al seguito
furono vari flaconi di ossigeno stabilizzato (vi invito a non farvi l'idea che
l'ossigeno stabilizzato sia la miracolosa soluzione di cui tratto in questa
sede). L'acqua reperibile nella giungla è sempre pericolosa da bere.
Nell'America settentrionale l'acqua dei corsi d'acqua a flusso rapido di solito
è abbastanza sicura da bere, ma nella giungla, indipendentemente dalla
velocità del corso d'acqua, le cose non stanno in questi termini.
In molti mi avevano riferito che l'ossigeno contenuto nell'ossigeno stabilizzato
purificava l'acqua uccidendo gli elementi patogeni in essa presenti, in
particolar modo se la si lasciava decantare durante la notte. Una volta, dopo
aver trattato una certa quantità di acqua di scolo con ossigeno stabilizzato,
ne avevo spedito a un laboratorio un campione da analizzare; in base agli esiti
tutti gli elementi patogeni erano morti. Ero relativamente sicuro di riuscire a
purificare la mia acqua potabile nella giungla.
In realtà avevo lavorato per qualche tempo con ossigeno stabilizzato. Un mio
amico, il quale abitava a breve distanza da Las Vegas, lo utilizzava in una
qualche misura con i suoi animali; lo aggiungeva all'acqua dei rol]i per
mantenerli in salute e lo usava anche con i cani, a uno dei quali, malato, lo
iniettò in vena; I'animale guarì nell'arco di alcune ore.
Bill Denicolo mi fece pervenire il contratto presso la mia abitazione di Las
Vegas, Nevada, dove mi ero ritirato in pensione dopo aver lavorato nel settore
minerario. Il contratto era decisamente allettante; comportava un salario
ragionevole e, posto che avessi trovato oro nella giungla, prevedeva che ne
avrei trattenuto il 20 per cento. Ne firmai una copia e lo rispedii, per poi
ricevere un biglietto aereo. All'epoca avevo 64 anni, nondimeno ero in
eccellenti condizioni fisiche; non avrei avuto alcun problema nell'affrontare la
giungla.
Il paese in questione era la Guyana, in precedenza nota come Guyana britannica,
sulla costa orientale del continente sudamericano, appena sotto il Venezuela. Vi
giunsi in un piovoso giorno qualunque, verso la metà del 1996; fui raggiunto da
numerose persone del luogo che avrebbero preso parte alle operazioni, con le
quali viaggiammo per circa trenta miglia sino a Georgetown, capitale nonché
più estesa città della Guyana. Mi condussero presso un'abitazione locale, dove
mi sarei trattenuto sino alla partenza per l'interno, area in cui avremmo
eseguito ricerche minerarie all'interno della foresta pluviale e della giungla
del paese.
Presso l'abitazione incontrai Mike, un individuo del luogo il quale vantava
diritti su una vasta porzione di giungla e sarebbe stato uno dei nostri soci.
Joel Kane, il quale abita nella zona orientale degli USA, era anch'egli uno dei
soci elencati nel contratto che avevo firmato; sarebbe arrivato entro due
settimane dalla data prevista per la partenza verso l'interno. Vi era un altro
socio atteso a breve termine ma, probabilmente, sarebbe giunto dopo la suddetta
data. Si chiamava Beta (il suo vero nome era Satkumar Hemraj, ma preferiva Beta)
ed era connesso a un alto funzionario governativo, tale Moses Nagamotoo,
principale ministro alle dirette dipendenze del primo ministro Sam Hinds.
Beta non era presente tuttavia, essendo nostro socio, la seconda sera venni
invitato a cena presso la residenza del primo ministro. Mentre mi trovavo lì
costui si lamentò dei suoi problemi di schiena, che quasi gli impedivano di
svolgere il proprio lavoro all'interno del governo. Gli spiegai che a volte
sistemavo il collo delle persone e forse avrei potuto dare il mio contributo per
il suo problema alla schiena. Così, dopo cena, mi permise di sistemargli il
collo, operazione che effettuai con gran delicatezza, assicurandomi di non
produrre strappi o lesioni. Nel volgere di alcuni minuti il suo problema alla
schiena iniziò a placarsi; restammo tutti sbalorditi e ben presto egli si
aggirava per la casa camminando agevolmente.
Il giorno successivo uno dei domestici mi contattò telefonicamente, chiedendomi
se fossi disposto a sistemare il collo della figlia di Moses, anch'ella afflitta
da notevoli problemi alla schiena. Risposi affermativamente, quindi quella sera,
la terza che mi trovavo in loco, mi vennero a prelevare per la cena; concluso il
pasto, sistemai il collo della figlia, Angela. Moses aveva un'altra figlia,
Adila, la quale tuttavia non aveva problemi di sorta. Per quanto possa sembrare
sorprendente, di lì a poco Angela prese a camminare agevolmente e il suo
problema alla schiena sembrava scomparso. Non mi capitava sempre di ottenere
tali risultati spettacolari, ma a volte ciò accadeva.
Ero assai contento di aver dedicato del tempo per imparare a sistemare il collo
delle persone. Farsi amico un individuo potente come Moses Nagamotoo fu
importante; all'epoca non me ne resi conto appieno, tuttavia senza dubbio in
seguito mi evitò di trascorrere un periodo in carcere.
Nella nostra prima spedizione nella giungla avremmo usufruito di otto uomini
per il trasporto del materiale e allestito un campo nelle varie località
raggiunte di volta.in volta. I nostri lavoratori, chiamati drogger e assoldati
da Mike, giunsero alla casa con circa una settimana di anticipo, onde iniziare a
predisporre il trasporto di attrezzature e rifornimenti. Uno di costoro era il
caposquadra e gli altri, ovviamente, lavoratori.
Alla fine giunse il momento di intraprendere la nostra spedizione; Joel e Beta
non erano ancora arrivati, ma noi non potevamo aspettare. Gli uomini costavano
solo sei dollari al giorno, pur sempre un costo per averli lì a disposizione,
mentre noi intendevamo venire a capo della situazione. Quindi la squadra finale
risultò formata dal sottoscritto, dal proprietario delle terre Mike, e da otto
drogger.
Il viaggio verso l'interno richiese all'incirca due giorni. Prima ci volle
un'ora per trasferirci da Georgetown alla città di Parika, sul fiume
Mazaruni-Cuyuni; avevamo caricato su un grande autocarro e quattro taxi il
materiale che, una volta arrivati a Parika, verso le 9.00, trasferimmo su
quattro grandi motoscafi veloci.
Infine giungemmo alla nostra successiva destinazione, la città di Bartica,
considerata la via d'accesso alle zone interne della Guyana. A Bartica
acquistammo perlopiù forniture alimentari. Vi sono alcuni negozi di generi
alimentari costruiti come magazzini, che in massima parte riforniscono le
escursioni verso l'interno; il nostro vivandiere acquistò soprattutto fagioli e
riso; solitamente per viaggi del genere si procuravano solo riso ma, data la mia
presenza, aggiunsero vari sacchi di fagioli. In altri viaggi mi riuscì di far
loro acquistare altre varietà di generi di drogheria.
Quindi caricammo tutto il materiale su vari battelli e attraversammo il fiume
sino a un porto distante un miglio, sulla riva opposta, dove trasferimmo
rifornimenti e attrezzature su due capienti autocarri, provvisti di ruote del
diametro di oltre due metri, onde transitare sulle strade fangose della giungla.
Persino quelle imponenti ruote non riuscivano ad addentrarsi dove non esistevano
strade. 11 materiale era fissato con cura e per la maggior parte gli uomini
scelsero di procedere a piedi seguendo un percorso leggermente più breve, sino
al successivo punto di partenza all'interno della giungla. Appresi ben preso
come mai preferivano camminare. La strada era talmente dissestata e gli
autocarri ballonzolavano a tal punto che bisognava impegnare la massima
attenzione solo per rimanervi aggrappati. Nelle cinque ore impiegate dagli
autocarri per raggiungere il punto finale dell'ultima tappa fluviale del nostro
viaggio non vi fu occasione di riposare, arrivammo col buio e dormimmo alla
bell'è meglio. Io mi sdraiai su una panchina situata all'esterno del piccolo
negozio del luogo.
La mattina seguente caricammo tutto il materiale su battelli e proseguimmo lungo
quello che era il ramo Cuyuni del fiume.
Considerando tutti i dati che avevo acquisito sull'ossigena e sapendo che
uccide gli elementi patogeni nell'acqua pensai che avrebbe potuto curare la
malaria (Jim V. Humble).
Il resoconto che segue vi dà un'idea di quanto ci eravamo addentrati nella
giungla. Diversi giorni più tardi, allorquando due nostri uomini furono colpiti
dalla malaria, eravamo proprio allarmati. Ci era stato assicurato che in
quell'area della giungla la malaria era assente e non avevamo pensato di portare
al seguito medicine contro tale patologia. Inviai immediatamente due uomini al
più vicino campo minerario, nella speranza che lì potessero essere provvisti
dei suddetti medicinali. Il viaggio avrebbe richiesto almeno due giorni e, in
caso di riscontro negativo, prima del ritorno degli uomini ne sarebbero
trascorsi altri sei. Dovemmo limitarci ad accettare la situazione, poiché era
quanto di meglio potessimo fare.
Avremmo potuto chiamare un elicottero, ma non avevamo una radio. Ad ogni modo
nella giungla le radio non funzionano, se non su brevissime distanze.
Considerando tutti i dati che avevo acquisito sull'ossigeno stabilizzato e
sapendo che uccide gli elementi patogeni nell'acqua, pensai che avrebbe potuto
curare la malaria. Mi sedetti con i due uomini colpiti dalla malattia e chiesi
loro se fossero interessati a provare questa "bevanda della salute"
proveniente dagli Stati Uniti. I due erano molto malati e soffrivano. Se ne
stavano distesi nelle amache, tremanti per i brividi e al contempo doloranti per
la febbre alta. Fra i sintomi manifestavano emicranie, muscoli e giunture
doloranti, nausea, diarrea e vomito. Erano disposti a tentare qualsiasi cosa, e
lo fecero presente.
Somministrai a entrambi una salutare dose di ossigeno stabilizzato in acqua, che
bevvero d'un fiato. Pensai, "questo è tutto quello che posso fare per il
momento; dovremo solo attendere il ritorno delle staffette." Un'ora più
tardi i tremiti erano cessati, il che di per sé non significava molto, dato che
i tremiti vanno e vengono, nondimeno i due avevano un aspetto leggermente
migliore. Quattro ore dopo si erano messi a sedere, scherzando su quanto male
erano stati; quella sera si alzarono dai loro giacigli e si sedettero a tavola a
consumare la cena. Il mattino successivo altri due uomini risultarono colpiti
dalla malaria; assunsero la medesima dose di ossigeno stabilizzato e a
mezzogiomo si sentivano bene. Restammo tutti strabiliati. (Questa non è la
storia integrale, e l'ossigeno stabilizzato non funziona sempre.)
Continuai con le ricerche minerarie dell'oro. Avevo elaborato un metodo alquanto
semplice per saggiare l'oro (vale a dire, determinare la quantità di oro
presente). Riuscivo a condurre analisi io stesso, invece di dover inviare i miei
campioni a un qualche laboratorio e aspettare un paio di settimane per i
risultati. Ben presto avevo individuato alcuni giacimenti auriferi, quindi
iniziammo a pianificare di allestire nella giungla un impianto per la
frantumazione dell'oro.
Mentre ero impegnato in questo compito e in ulteriori ricerche minerarie, mi
dedicai ad alcuni spostamenti nella giungla; ovunque capitavo, curavo persone
colpite da malaria (e a volte da febbre tifoide). Anche se l'ossigeno
stabilizzato funzionava solo in circa il 70 per cento dei casi, questo fu
sufficiente a rendermi alquanto famoso nella giungla.
Sulla via del ritorno in città da quel primo viaggio, arrivammo a uno scavo
minerario che era stato chiuso per ferie; lì si trovavano alcuni uomini che
stavano aspettando la ripresa dei lavori. Uno di costoro, dall'aspetto assai
malandato, se ne stava seduto a un tavolo. Gli chiesi cosa non andasse ed egli
replicò che stava aspettando che un battello lo venisse a prendere, essendo
colpito al contempo da malaria e febbre tifoide. Gli accennai al mio ossigeno
stabilizzato, che definivo semplicemente una "bevanda della salute",
ed egli rispose che l'avrebbe provata. Al mio ritorno dalla città mi corse
incontro, mi afferrò la mano e la strinse con vigore, riferendomi che era
migliorato dopo alcune ore che me ne ero andato e che in definitiva non si era
nemmeno recato in città. Gli lasciai una boccetta di gocce, come avevo fatto in
altre località della giungla.
Vi sono numerose belle storie come quella, tuttavia sfortunatamente all'epoca vi
erano molte persone alle quali l'ossigeno stabilizzato non recava alcun
giovamento; era tuttavia una cura che produceva esiti di gran lunga migliori di
quelli prodotti dai farmaci antimalaria utilizzati in loco. Coloro che abitano
nelle zone malariche non si possono permettere di assumere farmaci preventivi
antimalaria, in quanto dopo un certo periodo si sviluppano sempre effetti
collaterali; di conseguenza, costoro non prendono mai i suddetti farmaci. Devono
affidarsi alle cure antimalaria standard dopo aver contratto la malattia e,
malauguratamente, il parassita della malaria ha sviluppato una certa resistenza
a tali medicine. I visitatori possono permettersi di assumere farmaci preventivi
antimalaria solo per un breve periodo; come risultato, in conseguenza
all'assunzione di farmaci preventivi, vari miei colleghi sono stati ricoverati
in ospedale.
Di ritorno a Georgetown telefonai a un amico, tale Bob Tate, descrivendogli la
cura della malaria tramite ossigeno stabilizzato; egli prese subito un aereo per
venire in Guyana. Discutemmo della questione e decidemmo di valutare se potevamo
vendere ossigeno stabilizzato in Guyana. Pubblicammo un annuncio sulla stampa
locale, nel quale si dichiarava che la nostra soluzione curava la malaria. Fu un
errore. Immediatamente l'emittente televisiva locale inviò giornalisti presso
la località in cui ci trovavamo e ci ritrovammo in TV a parlarne. Poi
arrivarono le radio e i quotidiani. Per tre giorni restammo agli onori della
cronaca, poi il governo sganciò su di noi una bomba. Il Ministro della Sanità
ci convocò per un colloquio, per informarci che se avessimo venduto la nostra
soluzione a qualcun altro saremmo finiti in prigione, cosa che non avremmo
gradito. Avevo visto le loro prigioni e sapevo che il ministro aveva ragione.
Una sera conferii con il mio amico, il ministro Moses Nagamotoo, ed egli mi
spiegò che due aziende farmaceutiche avevano contattato il Ministro della
Sanità e minacciato di sospendere l'invio di farmaci agli ospedali locali
qualora ella non avesse intrapreso una qualche iniziativa in merito al tizio che
sosteneva di essere in grado di curare la malaria. Nagamotoo spiegò che data la
situazione non vi era nulla che il suo governo potesse fare per aiutarmi, ma
accennò al fatto di aver suggerito al Ministro della Sanità di conferirmi una
certa libertà d'azione.
In quel frangente commisi un errore ancor più grande. Anche se eliminammo dal
giornale il nostro annuncio, continuai a vendere la soluzione ad altri che ne
avevano bisogno. Il mio socio Bob Tate era già tornato a Gasa, tuttavia io
stavo ancora pianificando di svolgere ricerche minerarie nella giungla. Eravamo
quasi pronti con il materiale quando mi giunse voce che stavano per accusarmi di
un qualche reato e che avrei fatto meglio a trasferirmi da qualche altra parte.
Mi resi conto che la gente di Georgetown teme la giungla più di quanto non la
tema la popolazione di Las Vegas; di rado i primi danno la caccia alle persone
addentrandosi nella giungla. Risalii immediatamente il fiume, mentre il
materiale mi seguì a distanza di qualche giorno.
Questa è essenzialmente la storia della scoperta che l'ossigeno stabilizzato
cura la malaria, tuttavia costituisce solo l'inizio della mia vicenda. Non avevo
ancora preso in considerazione l'ossigeno stabilizzato come miracoloso
integratore.
Mi trattenni nell'alto bacino del fiume per poco più di sei mesi, lavorando
all'impianto adibito al recupero dell'oro; finanziai di tasca mia tale parte
dell'operazione in quanto Joel Kane tardava ad arrivare e non fornì mai fondi
supplementari. Quando infine arrivò, dopo aver visto parte dell'oro che il mio
impianto stava recuperando volle la proprietà integrale e mi offrì il tre per
cento, invece del venti per cento pattuito nel contratto. Quando non
acconsentii, egli incaricò Mike, il proprietario dei terreni, e i drogger da
quest'ultimo assoldati, di smontare il mio impianto perfettamente funzionante e
di portarlo via nella giungla. In base al contratto, se egli non avesse
impiegato la mia tecnologia non avrebbe dovuto corrispondermi il venti per
cento. Il problema era che la nuova tecnologia approntata da Mike non
funzionava, quindi andò perso non solo il mio investimento, ma anche quello di
Joel; egli era un milionario e in realtà non gliene importava granché, ma per
me la faccenda assunse una valenza alquanto più critica.
Quando, trascorsi i sei mesi, feci ritorno in città, tutti i problemi con il
Ministero della Sanità erano ormai caduti nel dimenticatoio, quindi abbandonai
il paese e tornai negli USA. Avevo perso il denaro investito, ma sapevo quello
che l'ossigeno stabilizzato era in grado di fare - una situazione assai
stimolante. L'oro non mi interessava più. Non vedevo l'ora di tornare a casa
per avviare un programma di test finalizzato a scoprire ia ragione per cui
l'ossigeno stabilizzato funzionava solo in alcuni casi.
Mi recai nuovamente in Guyana un paio di mesi più tardi, allorquando un'altra
società mi assoldò affinché contribuissi a perfezionare i loro metodi di
recupero dell'oro. Stavo ancora lavorando con l'ossigeno stabilizzato. Una sera
mi lasciai negligentemente pungere centinaia di volte dalle zanzare la cosa in
realtà non era pianificata, ma quando iniziarono a pungere le lasciai fare.
Molti giorni dopo cominciai a sviluppare la malaria. Il primissimo sintomo è
soltanto una lieve indigestione a seguito di un pasto. Non è particolarmente
intenso, solo una leggera sensazione di nausea che passa nell'arco di quindici
minuti. Non si percepisce nausea vera e propria sino al giorno successivo. Dato
che mi ammalai, decisi che avrei potuto verificare la mia medicina. Prima di
iniziare qualsiasi cura decisi di attendere gli esiti degli esami del sangue da
effettuarsi presso l'ospedale di Georgetown; un errore quasi fatale.
La corriera che copre il percorso da quella parte della giungla sino a
Georgetown non arrivava, e so che coloro che aspettano troppo prima di farsi
curare finiscono quasi sempre per lasciarci le penne. Aspettai il mezzo un paio
di giorni, ma non arrivava e io stavo davvero male. Tuttavia, avvalendomi degli
esami del sangue, volevo essere assolutamente sicuro di aver contratto la
malaria. Ben presto sarei tornato a casa e negli USA non avrei avuto la
possibilità di condurre ulteriori test di questo genere.
Non dissi ad anima viva che stavo conducendo un test su me stesso. I miei datori
di lavoro, vedendo quanto ero malato, si sentirono in dovere di farmi tornare in
città così, quando accettai di pagare parte del costo di un aereo che mi
venisse a prendere, essi acconsentirono immediatamente. In quella parte della
giungla dispongono di una radio e di una pista di atterraggio. Il velivolo
giunse il giorno successivo (il mio quarto giorno di malattia). Mi recai in
bicicletta sino alla pista, ormai in condizioni critiche. Quando arrivai a
Georgetown mi infilarono in un taxi e mi portarono difilato all'ospedale, dove
attesi diverse ore gli esami del sangue. Manifestavo palesemente i sintomi della
malaria. Il medico mi informò che in base agli esami risultavo positivo alla
malattia. Essendo un paziente esterno7 mi diede un flacone di pillole contro la
malaria, che naturalmente non presi, assumendo invece una corposa dose della mia
medicina. Nel volgere di alcune ore mi sentii meglio; nel mio caso funzionò.
Per dare l'ultimo tocco, tornai in ospedale per altri esami del sangue, che
risultarono negativi alla malaria. Ero euforico! Ero il primo paziente ad essere
stato sottoposto a esami del sangue tanto prima quanto dopo l'assunzione di
ossigeno stabilizzato; ero convinto di aver scoperto una cura per la malaria.
Tornai negli USA alla fine del 1997 e mi trasferii a Walker Lake, Nevada, dove
Bob Tate aveva dislocato i miei laboratori mobili. Il piano era quello di
predisporre e produrre le mie speciali attrezzature minerarie per ricavarne di
che vivere, svolgendo al contempo ricerche sull'ossigeno stabilizzato che avevo
utilizzato nella giungla. Ci dedicammo alla questione delle attrezzature per
circa un anno, ma poi Bob iniziò a sviluppare la tremenda patologia nota come
morbo di Lou Gehrig (sclerosi laterale amiotrofica, ndt) e non fu più nelle
condizioni di lavorare granché.
Le vendite delle attrezzature iniziarono a vacillare per varie ragioni. La
rivista su cui le avevamo pubblicizzate commise un grande errore con il nostro
annuncio e quindi si rifiutò di riconoscerlo7 il che ci costò migliaia di
dollari. Alla fine mi ritrovai a vivere con il sussidio della previdenza
sociale, anche se a volte mi capitò di effettuare uno o due saggi di minerale
aurifero, il che mi aiutò a sbarcare il lunario.
Grazie all'aiuto di mio figlio, il quale mi procurò un computer e mi insegnò
come accedere a Internet, iniziai a scrivere a vari amici di penna in Africa.
Alla fine strinsi amicizia con un uomo in Tanzania, tale Moses Augustino, il
quale accompagnava la gente in safari sul Kilimangiaro. Compresi che egli era
interessato principalmente a fare amicizia con persone negli Stati Uniti, in
quanto sperava di cogliere qualche opportunità. Nei suoi panni avrei fatto lo
stesso. Ben presto mi chiese 40 dollari; compresi che per lui si trattava di una
cifra cospicua, come d'altronde era anche per me. Tuttavia, dato che volevo che
egli provasse l'ossigeno stabilizzato in alcuni casi di malaria in Tanzania, gli
inviai la somma.
I 40 dollari diedero un buon risultato, in quanto Moses, in base alle mie
istruzioni, iniziò a somministrare la mia soluzione ad alcuni malati di malaria
che conosceva nella sua zona. Ben presto i pazienti migliorarono - ma, ancora
una volta, non tutti i casi. Moses aveva un amico che era medico, al quale
riferì dell'ossigeno stabilizzato (all'epoca lo definivamo Humble Health
Drink). Inviai al medico due flaconi, ed egli replicò via email affermando che
non riusciva a capire in che modo dell'acqua salata potesse giovare in un caso
di malaria. A mia volta gli inviai una email dicendo, "provi e
vedrà." Bene, di fatto egli provò e rimase sbalordito. Cominciò a curare
tutti i suoi pazienti con la soluzione.
Nel frattempo mi davo da fare per scoprire che tipo di elemento chimico fosse
in realtà l'ossigeno stabilizzato e la natura della sua composizione. Dovevo
venire a capo del motivo per cui non era efficace nella totalità dei casi.
Venni a sapere che il Dr. William F. Koch iniziò a lavorare con questa
soluzione nel 1926 in Germania. La utilizzava con bambini mentalmente ritardati,
in quanto riteneva che l'ossigeno stabilizzato producesse ossigeno non tossico
identico all'ossigeno prodotto dalla respirazione. Il Dr. Koch impiegò questa
formula per i dieci anni successivi, nella convinzione che in qualche modo
aumentasse l'afflusso di ossigeno al cervello dei bambini mentalmente ritardati.
La formula arrivò negli Stati Uniti intorno al 1930. Nel corso degli anni,
coloro che riuscirono a scoprire la formula effettiva iniziarono ad aggiungerla
a vari prodotti, ritenendo che si trattasse di una forma di ossigeno di cui
l'organismo poteva avvalersi.
Nel 1998 scoprire la formula dell'ossigeno stabilizzato era un compito arduo se
si aveva una limitata competenza in chimica. Tutti coloro che disponevano della
formula non ne parlavano e anche quando la commercializzavano non riportavano
gli ingredienti sull'etichetta (si tratta di clorito di sodio, NaClO2).
Venni a conoscenza di un'azienda che forniva istruzioni per l'impiego
dell'ossigeno stabilizzato. Costoro dichiaravano che dopo averne aggiunto alcune
gocce in un bicchiere d'acqua, l'ossigeno stabilizzato diventa instabile -
quindi non si dovrebbe lasciar trascorrere più di un'ora prima di assumere la
miscela. Trovai la cosa interessante, cosicché ne aggiunsi 10 gocce in un
bicchiere d'acqua, attesi circa otto ore e quindi annusai la miscela, come fanno
spesso i chimici. Pensavo di riuscire a percepire il cloro con l'olfatto.
Compresi che se l'acqua rendeva l'ossigeno stabilizzato instabile, ciò accadeva
perché l'acqua lo aveva reso meno alcalino (più neutro). Avevo usato 10 gocce,
ma all'epoca stavo accarezzando l'idea di doverne usare di più. Dopo aver
aggiunto 20 gocce, decisi di unirvi un po' di aceto, alimento che contiene acido
acetico, che sapevo avrebbe reso l'ossigeno stabilizzato meno alcalino di quanto
non accadeva con l'acqua. In tale frangente attesi più di 24 ore, quindi
riuscii a percepire un odore di cloro assai più intenso.
All'epoca i miei amici in Africa nutrivano una certa fiducia nei miei confronti,
quindi erano disposti a fare una prova. Iniziarono utilizzando la formula
perfezionata di 20 gocce di ossigeno stabilizzato in un bicchiere colmo d'acqua
assieme a un cucchiaino di aceto. Trascorse 24 ore la somministrarono a coloro
per-i quali l'originaria dose non aveva sortito effetti; seguendo tale prassi la
miscela funziono in tutti i casi.
Per testare la mia miscela acquistai alcune stecche per la misurazione del
cloro, di quelle utilizzate nelle piscine, e...indovinate un po'? Dopo alcune
ore la miscela iniziava a presentare un leggero quantitativo di cloro, che dopo
24 ore ammontava a 1 ppm (parte per milione). In realtà non si trattava della
risposta complessiva, ma ci si avvicinava. Inizialmente non me ne resi conto, ma
le stecche stavano misurando biossido di cloro. Quindi misi un coperchio sul
bicchiere contenente la miscela e rilevai che in due ore sviluppava
un'intensità di cloro pari a quella prodotta in 24 ore in assenza del
coperchio. Naturalmente questo accadeva quando impiegavo anche l'aceto, in
virtù del fatto che il cloro non si disperdeva nell'aria altrettanto
velocemente.
Trasmisi la novità in Tanzania ed essi iniziarono ad applicare tale procedura.
Aggiungevano un cucchiaino di aceto, ricorrevano a un coperchio e attendevano
due ore prima di somministrare la miscela ai malati di malaria. Funzionava ogni
volta, senza casi di insuccesso.
Adesso tutto questo appare facile, nondimeno per capire tutte queste
"semplici" cose condussi oltre 1.000 test nell'arco di un anno. I miei
fondi erano assai limitati e le strisce per i test da piscina assai costose,
così come le varie sostanze chimiche che mi servivano per condurre i miei
esperimenti. Devo ammettere di non aver realizzato alcunché di particolarmente
intelligente o brillante; mi sono limitato a pasticciare con le mie limitate
conoscenze di chimica metallurgica. Senza trascurare il fatto che ero stato per
25 anni ingegnere di ricerca nel settore dell'industria aerospaziale; avevo
predisposto collaudi per bombe atomiche e simili, maturando una certa esperienza
nell'allestimento di test. Provai una dozzina o più di acidi e un centinaio di
combinazioni.
L'ossigeno stabilizzato è stabile in virtù della sua assai elevata
alcalinità. Quando si aggiungono alcune gocce in un bicchiere d'acqua, la loro
alcalinità viene neutralizzata dall'acqua e gli ioni presenti nelle gocce
diventano instabili e iniziano a rilasciare cloro o, almeno, questo è quello
che pensavo all'epoca.
Quindi il problema è: in che modo acceleriamo tale processo? Dopo aver provato
tutti gli acidi minerali e vari acidi organici, rilevai che l'aceto, contenente
un cinque per cento di acido acetico, che è un acido organico, produceva i
risultati migliori.
Poi feci un discreto, semplice passo avanti. Invece di utilizzare un bicchiere
d'acqua, eliminai del tutto quest'ultima. Mi limitai a versare 20 gocce di
ossigeno stabilizzato e tre cucchiaini di aceto in un bicchiere pulito a
asciutto, facendo mulinello per miscelarli.
Funzionò, in soli tre minuti! Controllai la miscela con le strisce per il cloro
e questa presentò un valore di oltre 5 ppm in soli tre minuti; quando aggiunsi
due bicchieri d'acqua questa diluì la miscela sino a meno di I ppm - ma il
sapore era orribile.
Prima del rilascio del cloro la miscela di ossigeno stabilizzato e acqua non ha
un sapore particolarmente sgradevole; dopo però. . . Alcuni non sembrano far
caso al sapore, ma la maggioranza delle persone la pensa diversamente. Provai
vari succhi per stabilire quali fossero più adatti. Si presentarono due
problemi: in primo luogo avevo bisogno di qualcosa che avesse un buon sapore, ma
che al contempo non modificasse la quantità di cloro. Dopo vari tentativi e
assaggi, optai per il tradizionale succo di mela puro e semplice, senza aggiunta
di vitamina C.
Nel 2001 mi trasferii nella cittadina di Mina, in Nevada, dove mi mantenevo
grazie a una proprietà adibita alla frantumazione dell'oro concessami a titolo
gratuito dal mio amico Dick Johnson, il quale mi fece questo favore per aiutarmi
nelle mie ricerche sull'ossigeno stabilizzato, fornendomi allo scopo anche del
denaro extra.
Iniziai a rendere la soluzione assai più concentrata dell'ossigeno stabilizzato
in commercio. Per molti anni l'ossigeno stabilizzato era clorito di sodio nella
misura del 3.5 per cento, una quantità che all'epoca nella mia soluzione, che
avevo denominato Miracle Mineral Supplement (MMS), ammontava al 28 per cento,
vale dire otto volte più concentrata rispetto all'ossigeno stabilizzato
ordinario. Nel caso di escursioni nella giungla, questo significa che posso
portare al seguito otto volte il "potere curativo" dell'originaria
formula dell'ossigeno stabilizzato.
Lasciate che vi spieghi i precedenti. Negli ultimi 80 anni i ricercatori hanno
condotto i loro test utilizzando da 5 a 20 gocce - al massimo - della soluzione
al 3.5 per cento. Nel periodo in cui iniziai a curare persone colpite da malaria
e altre patologie, quando alcune gocce non sortivano effetti ne somministravo di
più. In tutte le ricerche riguardanti l'ossigeno stabilizzato che sono riuscito
a consultare, nessuna oltrepassava la soglia delle 25 gocce e ben poche vi
arrivavano. Dove era andata a finire l'antica nozione secondo cui se 10 gocce
vanno bene, 40 vanno ancora meglio? L'unica misura di precauzione che adottai
sempre fu quella di provare prima su me stesso le dosi più abbondanti.
In linea generale avevo a che fare con persone che desideravano rimettersi in
salute e queste accettavano di provare la soluzione dopo che io l'avevo testata.
Non passai direttamente da 10 a 120 gocce di ossigeno stabilizzato, ma finii col
prenderne 120, per poi assumerne altre 120 un'ora più tardi. Procedetti poco
per volta, sino a quando non scoprii quel che necessitava per curare una
malattia.
Non si tratta di un farmaco, bensì di un integratore minerale; e io sono un
inventore, non un medico. Non conosco nemmeno il testo del giuramento di
Ippocrate; non mi propongo di fare quello che fanno i medici. Dal momento in cui
l'ho ritenuta possibile, il mio lavoro - che ho assolto - è stato quello di
inventare una cura infallibile per la malaria.
A mio avviso non ho mai messo a repentaglio la salute di chicchessia, e ho
curato personalmente oltre 2.000 soggetti. Sono stati risolti oltre 75.000 casi
di malaria, per lo più da individui addestrati dal sottoscritto. I soggetti
trattati sono stati curati, senza che nel gruppo fossero riportati decessi. In
linea generale si potevano prefigurare oltre 300 decessi. Quando dico
"curati" mi riferisco al fatto che i soggetti in questione si sono
alzati, hanno sorriso, hanno indossato i propri abiti e sono tornati alle
rispettive occupazioni. A quanto ci risulta non hanno avuto ricadute. Abbiamo
condotto test a doppio e triplo cieco? No. Non disponevamo di fondi sufficienti.
Bill Gates ci comunicò telefonicamente che non avrebbe dato il suo contributo
se non dopo l'approvazione della Food and Drug Administration (FDA-Ente
statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico, ndt). Solitamente
l'approvazione da parte della FDA costa milioni di dollari, tuttavia agli
Africani che sono tornati alle loro mansioni sentendosi in buone condizioni non
importava se noi disponevamo o meno dell'autorizzazione della FDA. Quando
contattai la FDA mi dissero che se stavo utilizzando la formula in Africa,
laggiù loro non avevano voce in capitolo e quindi non avrebbero espresso
commenti; se, tuttavia, intendevo che la formula venisse approvata negli Stati
Uniti, allora era tutta un'altra questione. A loro non importava che non si
trattasse di un farmaco. Non appena dissi "cura per qualsiasi
malattia", replicarono che in tal caso la formula diventa un farmaco, per
la cui approvazione prima è necessario svolgere tutti gli innumerevoli test e
prove di laboratorio del caso; stiamo parlando di una cifra non inferiore - nel
migliore dei casi - ai 50 milioni di dollari.
Sino al momento in cui qualcuno utilizza un integratore minerale nell'ottica di
far stare meglio le persone, nessun biasimo. Sino al momento in cui qualcuno
utilizza un integratore minerale nell'ottica di far stare le persone più in
salute, nessun biasimo. Ma nell'attimo in cui qualcuno tenta di curare qualcun
altro per qualche malattia specifica con il medesimo integratore in uso da
almeno 80 anni, allora la questione cambia. Bisogna essere medici, effettuare
prove cliniche, disporre di un centinaio di milioni di dollari per test a doppio
e triplo cieco e soddisfare dozzine di altri requisiti. Nessuno si offre di
fornire il denaro; si limitano a dirvi cosa siete tenuti a fare. Il loro
atteggiamento è: "Come osi tentare di curare la malattia di qualcuno?
Questo spetta esclusivamente ai medici e alle aziende farmaceutiche."
Sappiamo che l'MMS (28 per cento di clorito di sodio) quando miscelato con aceto
genera biossido di cloro (vale a dire CIO2), il che accade in quanto l'acido
acetico presente nell'aceto fa sì che la soluzione venga neutralizzata o,
meglio ancora, diventi lievemente acida. Solitamente la soluzione MMS è
estremamente alcalina; quando viene resa acida con l'aggiunta di aceto, diviene
leggermente instabile e inizia a rilasciare biossido di cloro. Dosando le gocce
e l'acido acetico, sappiamo che crea all'incirca tre milligrammi (3 mg) di
biossido di cloro in pressappoco tre minuti. Quando si aggiunge succo di mela (o
un altro succo privo di vitamina C), questo diluisce la soluzione al punto che
nella miscela complessiva di succo vi è circa 1 ppm di biossido di cloro. La
soluzione MMS continua a generare biossido di cloro, ma ora a un ritmo assai
inferiore.
Il cloro e il biossido di cloro hanno vari impieghi antisettici; da oltre un
secolo si utilizzano per depurare l'acqua e uccidere gli elementi patogeni negli
ospedali; negli ultimi tempi l'impiego del biossido di cloro è divenuto sempre
più frequente, in particolare per depurare l'acqua, e ha l'autorizzazione della
FDA per la pulitura di polli, carni e altri alimenti.
Le ricerche hanno dimostrato che il biossido di cloro è assai più sicuro del
cloro, in quanto quando usato in acqua è più selettivo per gli agenti patogeni
e non crea composti da altri elementi costitutivi dell'acqua, come invece fa il
cloro. La chimica elementare ci dice che, senza dubbio, la medesima situazione
si verifica all'interno dell'organismo. Si è dimostrato che quando penetra
nell'organismo, il cloro presente nell'acqua potabile crea almeno tre differenti
composti cancerogeni, nessuno dei quali è stato riscontrato nel caso del
biossido di cloro. Nel 1999 la American Society of Analytical Chemists ha
dichiarato che il biossido di cloro è il più potente killer di agenti patogeni
noto.
Il fatto che non si siano condotte ulteriori ricerche su una soluzione
utilizzata da oltre un secolo per uccidere germi patogeni non ha scusanti. Le
società farmaceutiche non solo non hanno svolto le ricerche, ma di fatto in
numerose occasioni si sono rifiutate di testare l'ossigeno stabilizzato.
Ho curato personalmente oltre 2000 soggetti. Sono stati risolti oltre 75.000
casi di malaria, per lo più da individui addestrati dal sottoscritto
(Jim V. Humble).
La soluzione Miracle Mineral Supplement è prontamente disponibile per
l'acquisto. Se desiderate evitare la seccatura di realizzarla e gradireste
provare la mia formula esatta, potete ordinarla in Canada dal mio amico Kenneth
Richards, oppure negli USA da altri che la stanno producendo. Al momento il
prezzo applicato è più o meno lo stesso ovunque. I più utilizzano un flacone
da quattro once (di fatto contiene 5.5 once) al costo di soli 20 dollari più
spese di spedizione, un costo minimo.
Sinora hanno mantenuto i prezzi bassi.
Desidero che chiunque abbia la possibilità di permettersi l'MMS senza spendere
grosse cifre. Nel flacone vi sono 650 dosi da sei gocce, che dovrebbero durare
sino a due anni; un quantitativo di soluzione di gran lunga superiore rispetto a
quello disponibile presso chiunque altro venda la debole soluzione di ossigeno
stabilizzato. Quindi preparatela voi stessi o acquistatela; fatela circolare il
più possibile.
Per informazioni, visitate i siti web
www.health4allinfo.ca
e
www.miraclemineral.org
Non ho interessi personali negli affari del mio amico, ma Kenneth ha convenuto
di donare un dollaro per flacone all'iniziativa grazie alla quale si sta
distribuendo l'MMS in Africa, quindi con il vostro acquisto darete il vostro
contributo al progetto africano.
Se desiderate contattarmi per qualsiasi motivo, il mio indirizzo email è jim@jimhumble.com.
Comunque sia, solo le mail con la dicitura "Stories of Success"
digitata nello spazio riservato all"oggetto' passeranno il filtro antispam
del server; tutte le mail così pervenute verranno lette.
Jim V. Humble ha iniziato la sua carriera nell'industria aerospaziale, dove
ben presto è diventato ingegnere di ricerca. Ha lavorato al primo missile
intercontinentale e al veicolo lunare, stilato manuali di istruzioni per i primi
computer a valvole termoioniche, predisposto esperimenti per la detonazione di
bombe atomiche e la generazione di-elettricità tramite magnetoidroclinamica,
lavorato a elettronica segreta per il controllo radio, cablato integralmente la
prima macchina controllata da computer presso la Hughes Aircraft Company e
inventato l'originale congegno per l'apertura automatica della porta dei garage.
In ambito minerario Jim ha scritto quattro libri, aggiornato tecnologie obsolete
e scoperto come annullare i pericoli per la salute derivanti da! mercurio
nonché, ovviamente, come eliminarlo dalle procedure di estrazione mineraria. La
sua tecnologia include metodi per la prevenzione della lisciviazione chimica e
il recupero dell'oro tramite l'impiego di sola acqua.
Il prossimo obiettivo di Jim è quello di far ritorno in Africa, dove ha
condotto esperimenti, con l'intento di debellare interamente la malaria in un
singolo paese, allo scopo di dimostrare al mondo che ciò è possibile.
Jim Humble ha scritto un libro, dal titolo Breakthrough: The Miracle Mineral
Supplement of the 21st Century - Parts I and 11, disponibile presso il suo sito
web http://www.miraclemineral.org (la Parte 1, seconda edizione, è scaricabile
gratuitamente come PDF). Raccomandiamo ai lettori di visitare il suo sito web,
procurarsi una copia e familiarizzarsi con le informazioni che Jim mette a
disposizione tanto sul biossido di cloro quanto sull'impiego del suo Miracle
Mineral Supplement e relativi protocolli di trattamento.