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SCHEDE TERAPEUTICHE

GOTTA


Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.

Questo brano è stato tratto dal famoso libro del Dr. J.H. Tilden, The impaired health, Vol II. (La salute indebolita, Vol II).
Si tratta di due volumi di pubblico dominio, puoi leggere il primo volume facendo clic qui, ed il secondo volume facendo clic qui.

Classificazione degli alimenti
Cibi amidacei: legumi (fagioli, ecc.), cereali (riso, frumento. mais, orzo, ecc.), patate, pasta, pane ed altri prodotti da forno (torte, biscotti, ecc.).
Cibi proteici: carne, pesce, pollame, uova, formaggi, soia.

Definizione della Gotta. La gotta è il risultato finale di una diatesi "gottosa". Questa diatesi crea un terreno adatto alle malattie osteo-articolari, infiammazione del liquido e delle membrane delle articolazioni; malattie della pelle come psoriasi, eczema ed altre; indurimento delle arterie; depositi calcarei nelle valvole cardiache, nell'aorta e nelle altre grandi arterie; arteriosclerosi; calcoli biliari e nella vescica, depositi di calcaree.

Eziologia. La gotta è un disturbo che deriva dall'alimentazione e da un metabolismo che non avviene nel modo dovuto: i processi eliminativi sono particolarmente lenti e consentono ai minerali di accumularsi nell'organismo. Quando vi è la predisposizione (diatesi gottosa), la digestione non sarà particolarmente buona e si formeranno fermentazioni nello stomaco e nell'intestino. Questo fenomeno creerà delle tossine che si accumuleranno e, nel tempo, provocheranno la gotta.

Le influenze ereditarie. La statistiche mostrano che dal cinquanta al sessanta per cento dei gottosi hanno avuto genitori o nonni con questa malattia. Perché? Perché la diatesi gottosa si può trasmettere ed è tanto pronunciata quanto una forte una personalità, lo stesso si può dire anche della diatesi tubercolare. Una ricerca fatta sui malati di tubercolosi mostrerà infatti che tra i loro nonni o genitori vi sono stati casi di tubercolosi, sia essa polmonare che di altri organi del corpo.

Questa malattia raramente si manifesta come gotta al di sotto dei trenta, trentacinque anni di età. Nei bimbi si manifesta con quelli che vengono definiti "dolori della crescita" o reumatismi articolari. Qualche volta si manifesta come reumatismo infiammatorio che può eventualmente evolvere in reumatismo cardiaco.

Cause scatenanti. Si suppone che l'alcol sia la maggiore causa scatenante, si sono comunque riscontrate diverse forme reumatiche anche in persone che non consumavano alcolici, in questi casi l'alcol veniva generato dal loro stesso organismo a causa di un eccessivo uso di prodotti amidacei.

Nei poveri la gotta si sviluppa per un eccesso di farinacei (pane, pasta, ecc.), nei ricchi per un abuso di bevande alcoliche. Anche alcuni veleni presenti nei cibi, nei medicinali o nell'ambiente (mercurio, piombo, arsenico, ecc.), possono agire come causa scatenante. Qualsiasi cosa che riesca ad abbassare l'energia nervosa può portare ad un attacco di gotta nelle persone predisposte.

Sintomi. La gotta può essere di tipo acuto, cronico ed irregolare. La forma acuta si manifesta nelle persone che superano il peso medio di almeno il 25% e sono nello stato che viene definito "pletorico": uno stato in cui vi è un eccesso di sangue nelle arterie e nelle vene. Dopo aver abusato della "buona tavola" per parecchio tempo, questi soggetti sono costretti a soffrire di forti dolori ai piedi o alla caviglie e spesso sono costretti a giacere nel letto. Le parti menzionate sono così rosse, dolenti e sensibili che anche una coperta può diventare fonte di dolore.

Se il paziente viene curato in tempo e gli è imposto il digiuno, questa triste condizione è accompagnata da pochissima febbre, se, invece, continuerà a mangiare, la temperatura potrà alzarsi fino a 40-41°.

Quando l'attacco è sotto controllo il paziente può camminare con le grucce e, dopo alcuni mesi si cura appropriata, potrà eliminare anche quelle. Va comunque precisato che gli stessi eccessi che hanno condotto al primo attacco di gotta ne potranno provocare uno simile. Se le vittime della gotta desiderano liberarsi della malattia, e continuare ad esserne liberi, dovranno vivere ed alimentarsi in modo corretto.

Va precisato che la gotta di tipo cronico può svilupparsi quando i vari attacchi di gotta non sono mai stati curati in modo definitivo. In questi casi, tra un attacco e l'altro, il paziente soffre in modo più o meno accentuato.

La gotta di tipo irregolare può attaccare una o più dita delle mani o dei piedi, spesso manifestandosi come un bugnone o rigonfiatura. In questi casi il paziente non è ancora arrivato agli eccessi che, degradando l'organismo in modo notevole, permettono l'instaurarsi del tipo acuto di questa malattia. La gotta irregolare può infatti essere definita come una forma sub-acuta di gotta; una forma in cui il degrado organico porta alla comparsa dei primi sintomi o, in altre parole, le tossine presenti nel sangue si manifestano alterando in modo non eccessivo alcune articolazioni del corpo.

Trattamento. Quando si è compreso che la gotta non è altro che il risultato di una forte intossicazione organica, è facile stabilire il trattamento più opportuno. Per arrivare a contrarre la gotta si deve infatti vivere, giorno dopo giorno, in modo irrazionale, cercando di soddisfare la gola, mangiando in eccesso, bevendo alcolici più o meno forti, fumando ed assumendo tè e caffè. Appare evidente come, dopo diversi anni di questi eccessi, l'organismo appaia ridotto piuttosto male e problemi come gotta, artrite o reumatismi, siano pronti a fare la loro comparsa.

In cosa consiste il trattamento più opportuno? Nel rimuovere le cause che hanno generato la malattia. Pertanto il paziente dovrà fare una vita molto semplice per almeno una settimana. Potrà mangiare frutta cruda (esclusa quella acida). A colazione mele cotte al forno, senza zucchero, a mezzogiorno mele crude e, se vi sono frutti di stagione, può prendere dei frutti di bosco o altra frutta fresca da prendere al naturale.

Dopo una settimana solo a frutta, come pasto di mezzogiorno potrà assumere una tazza di brodo di carne con verdura cruda. Al posto del brodo potrà prendere dello stufato di pollo. Questa dieta andrà seguita per un'intera settimana.

Nella terza settimana verranno aggiunti al pasto di mezzogiorno dei vegetali cotti (non amidacei).

Per la quarta settimana le direttive per la colazione ed il pranzo resteranno le stesse, ma nel pasto serale si potranno aggiungere due fette di pane tostato, burro ed un bicchiere di latte. In alternativa, una tazza con un terzo di latte e due terzi di tè.

Fintanto che permangono i dolori nelle articolazioni, il paziente dovrebbe fare un bagno caldo al mattino per dieci minuti. La temperatura dell'acqua dovrà essere alta quanto il paziente riesce a sopportarla. Alla fine del bagno il paziente dovrebbe asperso, per un minuto e non di più, con acqua fredda usando una spugna e quindi essere asciugato con un lenzuolo da bagno. Se è gradito si può anche praticare un massaggio.

Quando il paziente inizierà ad avvertire un sensibile miglioramento, dovrà essere ben informato di quanto possa pericoloso riprendere le sue consuete abitudini alimentari. Se egli desidera rimanere in buona salute, dovrà sacrificare molte di queste abitudini: potrà assumere prodotti carnei (carne, pollo, pesce, salame, ecc.) due o tre volte la settimana e cibi amidacei a un solo pasto al giorno.

La carne dovrà sempre essere accompagnata da vegetali non amidacei cotti, i medesimi dovranno anche accompagnare gli amidi quando verranno assunti nel pasto serale. Frutta fresca e verdure crude dovranno far parte della dieta di ogni giorno.

Quando dovessero comparire delle rigidità, dolori o gonfiori nelle giunture, tutti i cibi dovranno essere eliminati eccetto la frutta e, se risulta gradito, tre bicchieri di latticello al giorno, continuando fintano che i sintomi spariranno.

In estate una valida alimentazione potrebbe consistere in un pranzo a base di frutta, oppure di frutta con non più di 100g di formaggio, ed una cena con vegetali cotti (non amidacei), verdura fresca e pane tostato.

In inverno, come pranzo alternare un giorno prodotti carnei ed un altro patate cotte al forno o altri cibi amidacei, sempre con vegetali cotti (non amidacei) e verdura cruda.

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  • Brano tratto dal famoso libro del Dr. J.H. Tilden, The impaired health, Vol II. (La salute indebolita, Vol II).
    Si tratta di due volumi di pubblico dominio, puoi leggere il primo volume facendo clic qui, ed il secondo volume facendo clic qui.

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