FATTORI DI MALATTIA
L'ACCUMULO DI TOSSINE
Sommario
Si chiamano "tossine" i rifiuti che si accumulano
nell'organismo. Vi sono tossine interne (alimentazione eccessiva o
sbagliata, cellule morte o degradate, veleni dovuti al muco intestinale,
residui di medicinali, depositi di minerali tossici, ecc.) ed esterne
(fumo, aria od acqua inquinata, ecc.).
Le tossine possono accumularsi nell'organismo perché gli organi escretori
(reni, pelle e polmoni), non sono riusciti ad eliminarle. Perché?
Perché l'alimentazione non era corretta o lo snervamento non
ha concesso agli organi escretori l'energie necessaria per un
buon funzionamento
L'accumulo di tossine di natura endogena (interna) ed esogena
(esterna) nell'organismo determina un fattore predisponendo per
l'insorgere di malattie e spesso costituisce di per sé stessa in
primo sintomo di una patologia incombente. Si è riscontrato che,
liberando il paziente dalle tossine endogene, diminuiscono i
disturbi nella maggior parte dei casi trattati.
Quando le cellule sono in pieno vigore e attività, la loro
funzione di nutrizione e di eliminazione si svolge
armoniosamente, ma non appena la loro energia e vitalità si
affievolisce, i processi di escrezione ed eliminazione non
possono avvenire nel modo dovuto e nei tessuti cominciano ad
accumularsi i rifiuti organici solitamente definiti come
"tossine". È proprio questo avvelenamento autogeno o
autogenerato che viene chiamato "tossiemia". Va
precisato tale accumulo persiste finché, con la rimozione delle
cause, non viene ripristinata la giusta quantità di energia
vitale.
Alcuni naturalisti considerano l'avvelenamento causato dalle
putrefazione e fermentazione degli alimenti nell'intestino come
prima causa di tossiemia. Questa idea potrebbe non essere
corretta perché questa categoria di veleni
possono avvelenare soltanto se vengono assorbiti
e lo possono essere solo se l'energia vitale disponibile per le
funzioni di escrezione ed eliminazione "non è
sufficiente".
Il corpo, non tollerando le tossine, cercherà di eliminarle
con un processo di pulizia; questo lavoro farà apparire ciò che
viene chiamato "disfunzione o malattia". Purtroppo, se
non si pone rimedio al continuo accumulo di tossine, le crisi
periodiche di pulizia diventeranno più frequenti e
nell'organismo si creeranno i presupposti per una malattia acuta
prima e cronica poi.
Quando queste crisi organiche durano solo pochi giorni vengono
definite "malattie acute", se invece perdurano nel
tempo vengono chiamate "malattie croniche".
Partendo da questi presupposti moltissime malattie possono
essere esaminate e comprese nella loro eziologia o causa
profonda. Le spiegazioni fornite a tal proposito dalla medicina
ufficiale possono soddisfare un giovane medico agli inizi della
professione, ma non di certo uno anziano di provata esperienza,
soprattutto se è logico e onesto con se stesso.
Tutti sanno che i vegetali si alimentano tramite la
linfa che porta in tutta la loro struttura ciò che è stato
estratto dalla terra. Pochi, invece, conoscono che anche
all'interno del corpo umano vi sono ben dodici litri di linfa in
continuo, seppur lento, movimento. La linfa, biancastra e
lattiginosa, contiene acqua, sali minerali e proteine, in un
certo senso potrebbe essere paragonata al mare dove vivono le
creature marine; nella linfa, infatti, vivono, muoiono e si
riproducono la maggior parte delle cellule del corpo umano.
Mentre la funzione del sangue consiste nel nutrire le cellule
e asportare le tossine che hanno creato, la linfa, si
muove raccogliendo in tutto l'organismo i liquidi in eccesso, i
prodotti di scarto, i batteri uccisi e le cellule morte. Nel suo
lungo percorso attraversa alcune ghiandole, dette
"linfonodi" dove i rifiuti organici vengono finemente
triturati.
La linfa, sempre più pulita, prosegue il suo viaggio e,
superati tutte i linfonodi si riversa nel sangue che, come
abbiamo visto, verrà purificato dai reni e dai polmoni. Se i
reni funzionano bene le tossine passeranno nell'urina mentre le
sostanze utili (ad esempio i sali minerali) verranno lasciati nel
sangue.
Va notato che il movimento della linfa dipende esclusivamente
da vari muscoli e principalmente da quelli delle gambe; questi,
contraendosi e dilatandosi, creano delle pressioni forzano la
linfa a riversarsi nel sangue nelle vicinanze del cuore. A
rimpiazzare la linfa che si è riversata nel sangue provvede la
stessa circolazione sanguigna, lasciando filtrare fuori dalle
vene e dalle arterie, la quantità d'acqua sufficiente per
riequilibrare la situazione.
Una linfa che circola male (per il poco movimento), oppure
troppo intossicata a causa di cibi non adatti o male abbinati tra
loro, può creare seri problemi, ad esempio vene varicose o
gonfiori ai piedi ed alle gambe. Alcune persone sono
"corpulente" non perché sono grasse ma per una
ritenzione dei liquidi, con i quali il corpo cerca di diluire le
tossine presenti nella linfa per evitare che l'ambiente dove
vivono le cellule diventi troppo intossicato e pericoloso.
Le principali funzioni delle cellule sono quelle di vivere,
eliminare gli scarti dovuti alla loro vita e moltiplicarsi in
modo da rimpiazzare quelle da eliminare, perché vecchie, malate
o deteriorate. L'insieme dei lavori compiuti dall'organismo,
compreso quello di rinnovo cellulare prende il nome di
"metabolismo", un processo che comprende due fasi:
- Catabolismo. Comprende la distruzione
ed eliminazione delle cellule vecchie o malate. Quando vengono create le nuove cellule,
si producono anche dei prodotti di scarto che devono essere
prontamente eliminati perché, essendo tossici, se si accumulano
nell'organismo lo avveleneranno. Questi prodotti di scarto
vengono definiti come "tossine endogene" perché sono
prodotte dall'organismo stesso a fronte dei suoi processi vitali.
Tale eliminazione avviene per mezzo degli organi escretori
(sangue, linfa, reni, epidermide e polmoni).
Non si deve confondere questo tipo di tossine endogene, dovete
alla vita organica, con gli escrementi che rappresentano lo parte
scartata dei nutrimenti assunti con i cibi e le bevande.
- Anabolismo. Comprende la costruzione di nuove
cellule e tessuti partendo dai nutrimenti che assumiamo attraverso i cibi e le bevande.
I nutrimenti, prima di poter essere utilizzati, devono essere trasformati in minuscoli
elementi costitutivi, anche questo processo genera delle tossine endogene che, in presenza
di una sufficiente energia vitale e buon funzionamento degli organi
escretori, vengono eliminate senza problemi.
Quando questa trasformazione non è completa, si formano delle sostanze che sono estremamente
dannose, tra esse citiamo gli acidi organici (acido lattico, l'acetico, ecc.).
Vengono così definiti i prodotti tossici presenti
nell'organismo dopo essere entrati dall'esterno. Possono derivare
da diversi fattori, ne elenchiamo qualcuno a scopo indicativo.
Fattori di produzione assai frequenti:
- Choc organico
- Geopatie dovute a nodo di Hartmann e/o di Curry, minerali o
acqua sotto la casa, ecc.
- Presenza di metalli pesanti:
- mercurio (le amalgame color argento ne contengono almeno il 52%).
- alluminio (da uso delle pentole di alluminio).
- Stress: l'affaticamento generale esagerato conduce facilmente
a condizioni prepatologiche e invecchiamento prematuro.
- Uso di cibi contenenti coloranti, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei.
- Uso indiscriminato di antiacidi, lassativi, antibiotici.
- Utilizzo di corticosteroidi, estroprogestinici.
- Trasfusioni di sangue: creano anticorpi a livello delle gamma globuline, e alterano il terreno biologico.
- Vaccini: alterano il terreno biologico.
Altri fattori di produzione meno frequenti:
- Batteri, virus.
- Cosmetici: attraverso la pelle assorbiamo tutto ciò che sulla
stessa viene applicato. Fare molta attenzione ai prodotti che li
costituiscono ed alla serietà delle fabbriche che li propongono.
- Condizioni di affaticamento causate da rumori, vibrazioni, ultrasuoni, ecc.
- Malattie infettive acute.
- Malattie organiche.
- Metalli pesanti (piombo, argento, oro, zinco, rame, stagno).
- Radioterapia e chemioterapia.
- Uso di bevande gassate.
- Variazioni climatiche.
Questi veleni organici vengono anche definite "tossine autogene" perché si
creano nell'organismo anche in presenza di una vita equilibrata ed un'alimentazione perfetta.
Sono infatti dovute alla vita propria dell'organismo, alle attività che svolge sotto
la guida della nostra volontà ed al suo necessario ricambio di cellule e tessuti.
Anche il nostro mondo psichico è una fonte di tossine endogene di giorno e di notte,
con le sue emozioni, i suoi pensieri, i suoi spaventi, i suoi dispiaceri, i suoi amori, i
suoi desideri. In questa sede abbiamo considerato come tossine endogene anche quei prodotti
velenosi derivanti da un'alimentazione sbagliata o eccessiva.
Le tossine endogene, se non vengono prontamente eliminate tendono a raggrupparsi in
tessuti specifici e in particolare nelle vicinanze dei vasi sanguigni, delle articolazioni,
dei legamenti, dei tessuti muscolari, delle ghiandole e del cervello.
Sono spesso in grado di provocare irritazioni locali, infiammazioni e reazioni allergiche.
Fattori di produzione assai frequenti:
- Alimentazione sbagliata, ovvero:
- pochi cibi biodinamici (frutta, verdure).
- errato accostamento dei cibi (pane, pasta o riso con proteine).
- eccesso di alcolici ed ancor peggio superalcolici.
- eccesso di grassi (olio, burro, ecc.).
- eccesso di proteine (carne, pesce, pollame, uova, latticini).
- eccesso di zuccheri (specie zucchero bianco, doliciumi e cioccolata).
- uso sregolato di cereali (riso, avena, orzo, grano saraceno,
miglio ecc.), pochi non nutrono, troppi acidificano.
- uso di cibi raffinati o/e industrializzati.
- uso di latticini di mucca (latte, formaggi) che sono molto acidificanti.
Quelli di capra e pecora sono tollerabili in modiche quantità.
- uso di salumi e insaccati.
Altri fattori di produzione meno frequenti:
- Dessert a fine pasto.
- Frutta consumata durante i pasti.
- Pasti ingeriti con premura.
- Poca e cattiva masticazione.
- Pensieri ed emozioni negativi (rabbia, odio, rancori, paura, ecc.).
In presenza della pressione economica è
ingenuo aspettarsi dall'insegnamento medico o dalla pratica
medica un minimo di carattere scientifico. G. B. Shaw Nei
trattati di patologia medica il capitolo sulle intossicazioni è
relativamente poco importante; si limita di solito agli aspetti
seguenti:
- sostanze chimiche ingerite incidentalmente (arsenico,
barbiturici, ecc.),
- sostanze la cui azione tossica è dovuta alla ripetizione
delle ingestioni (alcool, oppio, cocaina, ecc.),
- sostante utilizzate nell'industria e la cui utilizzazione
conduce a una forma di intossicazione professionale (saturnismo,
silicosi, ecc.),
- intossicazioni dovute all'ossido di carbonio o gas di guerra,
- intossicazioni di origine alimentari (funghi, pellagra,
botulismo, ecc.).
La Medicina chimica scolastica si limita cioè all'esame di
quelle intossicazioni la cui particolare sintomatologia risulta
evidente e il cui sviluppo, generalmente rapido, può facilmente
riallacciarsi alla loro causa.
La vita dell'uomo moderno si svolge in modo tale da subire
quasi in permanenza delle intossicazioni (soprattutto alimentari)
le quali non si traducono immediatamente in manifestazioni
cliniche o malessere notevole. La discrezione delle loro
manifestazioni e la lentezza di formazione delle malattie
determinate da queste intossicazioni (o micro-intossicazioni)
fanno dimenticare facilmente la loro vera origine.
Sono intossicazioni che assumono importanza solo in seguito al
loro ripetersi continuo nel tempo; sono esse che provocano
l'apparizione delle malattie che si incontrano più di frequente
e che la Medicina naturale definisce con il termine generico di
"tossiemia".
È evidente che non riconoscendo le cause reali di
queste malattie la Medicina ufficiale naviga nell'incertezza e i
suoi metodi sono destinati all'insuccesso.
L'influenza delle micro-intossicazioni nella formazione delle
malattie più diffuse è stata dimostrata scientificamente da
Kalmar. In particolare egli ha dimostrato:
- la tossicità delle vitamine sintetiche, basandosi sullo
studio della struttura delle molecole in biochimica,
- la tossicità degli ormoni medicinali, mediante lo studio
delle costanti cellulari,
- la tossicità dello zucchero industriale, mediante lo
studio dello stato di diluizione speciale nel quale si trovano le
sostanze naturali negli umori,
- la tossicità degli alimenti cotti, delle conserve, della
carne e del pesce,
- la tossicità del calcio medicinale, in quanto non risponde
alle esigenze della fisiologia umana e non partecipa in nessun
modo ai metabolismi calcici,
- La tossicità di tutte le medicine tradizionali che sono
talvolta utilizzate a dosi superiori del necessario. In altre
parole, Kalmar ha dimostrato scientificamente tutte quelle
verità alle quali la Medicina naturale era arrivata già da
tempo mediante la semplice logica e l'intuizione.
L'uomo moderno, allontanandosi dalla natura, dalle sue leggi
fisiologiche, dai suoi ritmi, ha creato l'intossicazione del
proprio organismo e provocato la propria degenerazione fisica.
Il processo tossico degenerativo e facile a capirsi:
l'organismo si difende dall'intossicazione mediante alcuni organi
appositamente creati: fegato, rene, polmoni, ghiandole della
pelle. Sottoposti a un lavoro eccessivo e contro natura tali
organi si stancano. Ne deriva una eliminazione incompleta delle
sostanze tossiche. Queste invadono rapidamente l'organismo
creando una perturbazione più o meno profonda nell'equilibrio
chimico degli umori.
Le sostanze colloidali contenute nel protoplasma delle cellule
precipitano (come l'albume dell'uovo cotto, N.d.R.); i liquidi
organici cellulari si coagulano; le cellule si sovraccaricano, si
sporcano, si incrostano di prodotti morti.
Il ritmo degli scambi cellulari si rallenta provocando il
rallentamento del ritmo vitale dei gruppi cellulari e degli
organi; i liquidi organici perdono la loro fluidità; la
vitalità generale non tarda a diminuire; l'organismo perde la
facoltà di resistere agli attacchi ambientali atmosferici, si
stanca presto, diventa un terreno ideale allo sviluppo dei
microbi.
L'individuo subisce l'invasione del grasso o il dissecamento
dei tessuti, perde la sua forma naturalmente atletica e
armoniosa, si incammina verso la malattia, la vecchiaia, la
morte.
Quasi tutti gli uomini muoiono dei loro rimedi e non delle loro malattie (Moliere).
Lo stato di salute di una persona dipende in gran parte da quante tossine sono
accumulate nel suo organismo ed in special misura nella linfa, nel sangue e nel
sistema nervoso.
Un affaticamento, di carattere mentale o fisico, riduce
l'energia nervosa al punto in cui l'organismo non riesce più ad
eliminare le tossine (rifiuti organici) che si sono accumulate
nell'organismo. Ciò crea un'accumulo di tali rifiuti nel sangue
generando una condizione chiamata "tossiemia". Il
corpo, non tollerando tale condizione, cercherà di liberarsi
dalle tossine con una "crisi" o lavoro di pulizia;
questo lavoro farà apparire ciò che viene chiamato disfunzione
o malattia".
Secondo questa teoria, ogni cosiddetta malattia è una crisi
in cui l'organismo cerca di liberarsi dalle troppe tossine che si
sono accumulate. Le malattie, perciò, non sono altro che uno
sforzo fatto dalla natura per sbarazzare il corpo dai rifiuti
organici accumulati.
Ogni trattamento che intralci questo lavoro di eliminazione fa
fallire la natura nel suo intento di autoguarigione. Se queste
crisi organiche durano solo pochi giorni vengono definite
"malattie acute", se invece perdurano nel tempo vengono
chiamate "malattie croniche".
Qualsiasi malattia venga esaminato, si può provare che la sua
causa scatenante è la tossiemia. Le spiegazioni della medicina
ufficiale possono soddisfare un giovane medico agli inizi della
professione ma non di certo uno anziano di provata esperienza,
soprattutto se è equilibrato e se la sua logica non è a
rimorchio di una credenza o di una scuola. In definitiva possiamo
considerare le "malattie" come il risultato di un
avvelenamento organico dovuto sia a causa dell'alimentazione che
dello stress.
La ritenzione dei rifiuti nel sangue con un autoavvelenamento
che viene definito "tossiemia". Quando l'organismo è
normale le tossine vengono normalmente eliminate e non creano
problemi. Quando, invece, non vengono completamente eliminate in
seguito all'accumulo di stress o altre ragioni, allora ne risulta
la tossiemia, causa di ogni malattia.
Secondo il Dr. Tilden, non esiste all'origine che una sola
tossiemia che ingloba tutto ed è l'avvelenamento del sangue
causato dall'incapacità organica di eliminare tutte le cellule
morte che la linfa vi ha riversato. Gould da all'avvelenamento da
cellule morte la priorità rispetto a quello da microbi.
Certamente le affermazioni di Gould oltrepassano l'insegnamento
medico ufficiale, ma corrispondono alla realtà.
Dopo questi accenni apparirà assai chiara l'importanza che
deve essere attribuita alle condizione della linfa; del sangue
(plasma vitale che porta il nutrimento alle cellule e le libera
dai rifiuti accumulati con il loro lavoro); e del sistema nervoso
che permette agli stimoli sensoriali di raggiungere il cervello
ed agli stimoli nervosi di propagarsi nel corpo.
Già nel secolo scorso lo scienziato Claude Bernard disse al
proposito del pericolo rappresentato dai microbi: "Il fatto
che degli elementi deleteri penetrino, o si fermino, dentro di
noi, non è sufficiente ad alterare le nostre funzioni organiche.
È invece necessario che un componente tossico si fissi in
qualche cellula del nostro corpo. È per questa ragione che un
organo cessa di funzionare perfettamente ed accusa dei sintomi
anomali".
Anche Pasteur, giunto in tarda età, confermò
questa teoria dicendo: "Bernard aveva ragione, il microbo
non ha alcuna importanza. Il terreno di cultura è il corpo ed i
germi si moltiplicano assai rapidamente quando i tessuti sono
congestionati o intossicati."
- 1. Tratto da Tossiemia e disintossicazione, del Dr. John Tilden.
Michele Manca Editore, Via Pinetti, 91/4, 16144 Genova.
- 2. Giosuè Bambini, Il Metodo Naturale, p. 185.
C.E.E.N, Centre Européen Etudes Naturistes, Nizza, 1963.