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SCHEDE TERAPEUTICHE

MICROORGANISMI E MALATTIE MENTALI

Tratto da Nexus Times Magazine - Edizione italiana, n. 55, aprile-maggio 2005. Sito www.nexusitalia.com

A cura di Frank Strick (c) 2004
Clìnical Research Director The Reasearch Institute for Infectious Mental lllness
Santa Cruz, California, USA
Email: riimi@gawab.com

Sommario


Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi.

Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.


I sintomi "mentali" spesso migliorano drasticamente quando si curano efficacemente infezioni neuroimmuni nascoste e si - ripristina un normale metabolismo cerebrale, in particolar modo nelle sindromi ad "insorgenza improvvisa".

Verso la fine del 19° secolo, in concomitanza con l'uso di tenere gatti domestici, schizofrenia e disordine bipolare, prima alquanto rare, divennero affezioni relativamente diffuse.

"Malati infestati da parassiti presentano con maggiore probabilità variazioni dello status mentale laddove, in seguito a cure per l'eliminazione dei suddetti parassiti, un sottogruppo di malati psichiatrici ha manifestato un miglioramento delle condizioni mentali".

Molte malattie mentali sono il risultato di un'infezione di microrganismi, fra cui batteri, virus, parassiti e funghi, tuttavia si tratta di situazioni che si possono migliorare drasticamente allorquando tali agenti invasori vengono eliminati.

COSA VI AFFLIGGE REALMENTE? up.jpg

Concedo al mio psicanalista un altro anno di tempo, poi andrò a Lourdes (Woody Allen).

La cura psicologica delle "malattie mentali" croniche è spesso lunga e di limitata efficacia. Carolyn Raser era una sana, vivace e allegra psicologa, amante dell'avventura e dei viaggi. Nel 2002, dopo un viaggio in Butan, Carolyn tornò a casa, in California, in preda a grave depressione e spossatezza, e con le articolazioni talmente gonfie da non riuscire nemmeno ad aprire la porta della sua camera d'albergo.

Infine il terzo medico da lei consultato le diagnosticò un'artrite reumatoide e le prescrisse vari farmaci, tuttavia, anche dopo circa un centinaio di terapie consecutive somministratele da agopuntori, chiropratici e specialisti in riabilitazione, la depressione, la letargia e la spossatezza persistevano. Aveva speso una piccola fortuna ed era alquanto disperata e scoraggiata, quando venne a sapere di un ricercatore del Research Institute for Infectious Mental Illness, e decise dì metterlo in contatto telefonicamente.

Dopo averla intervistata, il ricercatore le propose un work-up diagnostico per parassiti e disordini dell'apparato digerente, che rivelò un sistema secretorio di IGA compromesso e la presenza, non individuata in precedenza, di tre parassiti protozoici. Tre settimane più tardi, dopo aver seguito le indicazioni per eliminare le infezioni, la depressione e la spossatezza cronica erano scomparse, accompagnate dal ritorno dell'energia e del gusto della vita, giusto in tempo perché Carolyn potesse assistere la figlia nel dare alla luce il suo nuovo bambino. Informato dei risultati, il ricercatore commentò argutamente: "La strada che porta alla salute è lastricata di buone viscere".

QUATTRO TIPI DI INFEZIONE up.jpg

Nell'esaminare l'eziologìa infettiva di qualsiasi malattia mentale cronica o acuta, vanno considerate almeno quattro categorie.

• In primo luogo vi sono le infezioni già note per indurre sintomatologie di tipo psichiatrico. Fra queste si annoverano polmonite, infezione del tratto urinario, sepsi, malaria, morbo dei legionari, sifilide, clamidia, febbre tifoide, difterite, HIV, febbre reumatica ed herpes (Chuang).

Anche se i postumi psichiatrici di queste infezioni non sono in discussione, nondimeno se inizialmente la questione viene sottoposta ad uno specialista di disturbi mentali, di rado tali infezioni vengono vagliate; per di più la rilevanza di alcune di esse può essere ricondotta ad uno sviluppo prenatale.

Una ricerca svolta presso il Johns Hopkins Children's Center e pubblicata nel 2001 su Archives of General Psychiatry, ha riscontrato che alcune madri, le quali durante la gravidanza presentavano sintomi di infezione da herpes simplex di tipo 2, hanno avuto bambini che a loro volta presentavano una probabilità sei volte maggiore di sviluppare successivamente schizofrenia (la schizofrenia si sviluppa ad età differenti, ma in genere qualche tempo dopo la pubertà). Negli USA, in Europa ed in Giappone le nascite in eccedenza di individui che successivamente sviluppano la schizofrenia rispecchia la distribuzione stagionale di zecche Ixodes (implicate nella malattia di Lyme) al momento del concepimento.

• In secondo luogo vi sono infezioni parassitiche come la neurocisticercosi, in cui il cervello viene invaso direttamente dall'agente infettivo tramite un consolidato meccanismo imagabile (cisti, lesioni, encefalite, rigonfiamenti cerebrali, etc.). In oltre il 65% dei casi di neurocisticercosi (provocata da una tenia la cui incidenza negli USA sta aumentando in virtù dell'incremento demografico delle popolazioni di immigrati) si sono riscontrati sintomi di disturbi psichiatrici (depressione e psicosi) (Forlenza).

Anche se i meccanismi delle manifestazioni psichiatriche sono facili da dimostrare quando il tessuto cerebrale viene colpito direttamente, nella letteratura esistono anche molteplici rapporti di sintomi psichiatrici associati ad altri parassiti come Giardìa, psicosi di Ascaris (vermi filiformi) e Trichinella, virus come il Borna e batteri come il Borrelia burgdorferi, responsabile della borreliosi di Lyme (malattia di Lyme), nonché documentazione relativa a pazienti i cui sintomi "psichiatrici" si sono risolti una volta trattata la sottostante infezione nascosta.

Il Borna virus, noto per provocare encefalite e disturbi comportamentali nei cavalli ed in altri mammiferi, è presente in quasi tutti i soggetti affetti da schizofrenia e depressione, mentre si riscontra solo in un terzo dei controlli sani; inoltre i marcatori virali del Borna, isolati dai monociti di pazienti affetti da disturbi dell'umore, coincidono con episodi acuti dei suddetti disturbi.

Nel 1992 il Dr. J. Packman della Yale University scrisse che i "malati infestati da parassiti presentano con maggiore probabilità variazioni dello status mentale laddove, in seguito a cure per l'eliminazione dei suddetti parassiti, un sottogruppo di malati psichiatrici ha manifestato un miglioramento delle condizioni mentali". Infatti in una rassegna eseguita in Germania su 1.300 casi di trichinosi umana, nel 24% di questi si è riscontrato il coinvolgimento del sistema nervoso centrale (infiammazione meningea o encefalite) (Froscher).

In casi come la neurocisticercosi, clinicamente il problema non consiste nella mancanza di un meccanismo adeguatamente definito, bensì nella mancanza di esperti di salute mentale qualificati per fare tale diagnosi o persino sospettarla (Se non ci avessi creduto, non l'avrei visto.") Anche gli specialisti in malattie infettive hanno la tendenza a sottovalutare la portata del problema, situazione in parte dovuta a scarse segnalazioni (nella maggior parte degli stati la neurocisticercosi non è una malattia da notificare, mentre riteniamo che l'incidenza di trichinosi sia ampiamente sottovalutata, e ciò in virtù di analisi sugli anticorpi di nuova concezione rese disponibili soltanto nella primavera/estate del 2003).

• In terzo luogo vi sono quelle infezioni parassitiche, batteriche e virali come la toxoplasmosi, lo streptococco, il Borna virus e il CMV, per le quali si è dimostrato un forte legame statistico con le malattie mentali, mentre vi sono in atto ricerche volte a determinare una connessione causale. Negli esseri umani le infezioni acute di Toxoplasma gondii possono provocare lesioni cerebrali, mutamenti della personalità e sintomi di psicosi, fra cui deliri e allucinazioni uditive.

Ricerche condotte presso la Rockefeller University e il NIMH (National Institute of Mental Health, ndr) hanno indicato che dopo un'infezione di streptococco alcuni bambini possono sviluppare, nel giro di settimane, disordine ossessivo-compulsivo ad insorgenza improvvisa (Swedo, NIMH).

Il Toxoplasma gondii può alterare il comportamento e la funzione dei neurotrasmettitori. Dal 1953, su 19 studi eseguiti sugli anticorpi del T. gondii in soggetti affetti da schizofrenia ed altri gravi disturbi psichiatrici, 18 hanno riportato una maggiore percentuale dei suddetti anticorpi nei malati. In uno studio esteso, ad esempio, nei soggetti portatori di handicap mentali l'infezione da toxoplasmosi era doppiamente diffusa rispetto ai controlli sani, mentre in un recente studio tedesco su "individui affetti da primi episodi di schizofrenia rapportati ai controlli, il 42% dei primi presentava anticorpi per il Toxoplasma contro il solo 11% dei secondi".

Altri due studi hanno evidenziato che nei bambini l'esposizione ai gatti (principali vettori per la trasmissione della toxoplasmosi) costituiva un fattore di rischio per lo sviluppo della schizofrenia. Inoltre determinati farmaci antipsicotici e stabilizzatori dell'umore, come Phaloperidol e l'acido valproico, inibivano in vitro questo parassita con una concentrazione inferiore a quella riscontrata nel fluido cerebrospinale e nel sangue di individui curati con tali farmaci, ad indicare che alcuni farmaci impiegati per curare la schizofrenia e il disordine bipolare potrebbero effettivamente funzionare inibendo la replicazione del Toxoplasma gondii (Jones-Brando, Torrey, Yolken).

In concomitanza con queste scoperte nel regno delle erbe medicinali, potrebbe anche risultare che la potente azione del naftodiantrone contro i virus circondati da una struttura glico-proteica, dimostrata dall'erba di San Giovanni (iperico, ndt), sia un elemento dei suoi effetti antidepressivi; le più recenti ricerche indicano che, in virtù dei suoi effetti di elevazione dell'umore, è l'iperforina - un peculiare componente floroglucinolo antibiotico dell'erba di San Giovanni, efficace contro i batteri gram-positivi farmacoresistenti - il più probabile ingrediente attivo responsabile, e non l'ipericina - sulla quale sono standardizzati quasi tutti i preparati in commercio (Lawrance).

Altri studi hanno dimostrato che i farmaci antipsicotici come torazina, haldol e clozapina inibiscono la replicazione virale e che il fluido cerebrospinale di individui affetti da schizofrenia recente presenta un aumento del 400% nell'attività della trascrittasi inversa, importante componente dei retrovirus infettivi (anche l'ipericina agisce sulla trascrittasi inversa). Per di più, quando si è impiegato il CSF di questi malati per inoculare la linea cellulare di una scimmia del Nuovo Mondo, si è verificato un aumento di dieci volte nell'attività della trascrittasi inversa, il che suggerisce la presenza di un virus replicante.

In modo indipendente, il Dr. Darren Hart della School of Medicine della Tulane University ha rilevato la presenza di anticorpi a retrovirus nel sangue di metà dei pazienti da lui testati e a cui erano stati diagnosticati schizofrenia e disordine bipolare. Malhotra, prendendo in considerazione i fattori di predisposizione genetica, ha dimostrato l'assenza di omo-zigoti CCR5-32 in oltre 200 pazienti schizofrenici, il che accresce drammaticamente la suscettibilità ad infezione retro-virale (F. Yee). (I soli geni cattivi non possono tuttavia dare ragione di gravi affezioni come la schizofrenia, poiché malattie di questo genere riducono drasticamente la capacità riproduttiva del soggetto e, in definitiva, cadrebbero vittime della selezione naturale; i tassi di schizofrenia, invece, continuano ad aumentare.)

Sono ricerche di questo tipo che hanno portato Robert Yolken, virologo della Johns Hopkins, e il Dr. E. Fuller Torrey, docente di psichiatria nonché ex assistente speciale del direttore del National Institute for Mental Health, a ritenere che il Toxoplasma sia uno dei vari agenti infettivi che provocano la maggior parte dei casi di schizofrenia e di disordine bipolare. Tale concezione non è nuova; in realtà, già nel 1922, il famoso psichiatra Karl Menninger avanzò l'ipotesi che la schizofrenia fosse "nella maggior parte dei casi la conseguenza di encefalite virale". Torrey nota che verso la fine del 19° secolo, in concomitanza con l'uso di tenere gatti domestici, schizofrenia e disordine bipolare, prima alquanto rare, divennero affezioni relativamente diffuse.

Yolken predispose uno studio retrospettivo su 2.500 famiglie dimostrando che, rispetto alle madri sane dei gruppi di controllo, le madri di bambini che in seguito svilupparono psicosi presentavano una probabilità 4,5 volte maggiore di avere anticorpi per il Toxoplasma. (Per coloro che cercano una nuova linea di difesa giuridica nel settore degli infortuni stradali, recenti ricerche indicano che gli individui affetti da toxoplasmosi presentano tempi di reazione più lenti ed una probabilità doppia di essere coinvolti in incidenti stradali.)

Yolken è stato anche il ricercatore di punta in un recente studio su pazienti che avevano sofferto di schizofrenia per un periodo medio di durata superiore ai 22 anni. In 21 pazienti, risultati fra l'altro positivi al citomegalovirus, si è riscontrato un significativo miglioramento dei "sintomi psichiatrici" complessivi allorquando, i soggetti sono stati sottoposti per otto settimane alla somministrazione orale di valacyclovir, un farmaco antivirale (American Journal of Psychiatry, dicembre 2003). Un altro antivirale, l'amantadine, è stato impiegato in studi tedeschi per favorire ricoveri notevolmente abbreviati e rapide remissioni di manifestazioni psichiatriche in gran parte del 4-15% dei pazienti psichiatrici risultati positivi al test del vini; del morbo di Borna (BDV), rispetto allo 0-2% dei soggetti normali (Bode, Ludwig).

Studi statunitensi meno estesi hanno riscontrato che sino alla metà dei pazienti schizofrenici e bipolari erano positivi a Borna, rispetto a nessun caso rilevato nei controlli sani (Lipkin). Si ritiene che il BDV si trasmetta attraverso le secrezioni nasali e salivari di cavalli, pecore, bovini, conigli, capre cervi, gatti ed altri animali; è risaputo che il BDV provoca encefalite e disturbi comportamentali nei cavalli ed in altri mammiferi, ha un tropismo per il sistema limbico e i circuiti della dopamina, presenta stretti legami con disordini distimici depressivi, bipolari e schizofrenici negli umani - e i marcatori virali del Borna, isolati dai monociti di pazienti affetti da disordini dell'umore, coincidono con gli episodi acuti di tali disordini dell'umore.

In virtù della diffusione del possesso di gatti domestici un'ampia percentuale della popolazione statunitense (sino a 50%) è rimasta esposta al Toxoplasma, tuttavia la maggior parte dei vettori di immunocompetenti resta asintomatico sino a quando un altro carico immunologico come l'HIV o un parassita separato indebolisce le difese dell'ospite e fa precipitare la manifestazione patogena; tale aspetto è ciò che rende così complicata l'interpretazione della condizione cronica. Presse il Research Institute for Infectious Mental Illness, prima di decidere l'appropriato percorso terapeutico da intraprendere, ci assicuriamo di cercare di identificare tutte le co-infezioni parassitiche.

• Infine, anche se alla toxoplasmosi vengono riservate molte attenzioni, grazie agli avanguardistici studi di Torrey e Yolken ed alla conoscenza dei meccanismi inerenti alle lesioni cerebrali, esistono molti altri agenti infettivi che possono non colpire specificamente il cervello ma che sono in grado di danneggiare gravemente le funzioni mentali attraverso le cumulative conseguenze a valle di un'infezione cronica. Sebbene nell'eziopatogenesi della malattia mentale l'importanza di questo legame venga di rado riconosciuta, queste infezioni focali e sistemiche sono assai diffuse e i loro postumi psichiatrici spesso gravi. (I parassiti costituiscono le più diffuse cause di mortalità e morbilità a livello mondiale.)

In questa categoria non specifica rientrano decine e decine di parassiti, protozoi, elminti, batteri, funghi e virus che, se non invadono ed invalidano direttamente le funzioni dei neurotrasmettirori e del tessuto cerebrale, agiscono indirettamente deprivando l'ospite di sostanze nutritive essenziali, interferendo con le funzioni enzimatiche e neuroimmunitarie e rilasciando ingenti quantitativi di prodotti di scarto, tossine e veleni enterici che dissestano il metabolismo cerebrale. (Una singola tenia adulta può deporre un milione di uova al giorno; i vermi filiformi, che infestano circa il 25% della popolazione mondiale, ne depongono 200.000 al giorno.)

PARASSITI E DISFUNZIONI COGNITIVE up.jpg

Tenete presente che il cervello è l'organo del vostro organismo che consuma più energia; il suo peso ammonta al 3% del vostro peso corporeo ma esso utilizza il 25% dell'ossigeno, degli elementi nutritivi e del glucosio dell'organismo stesso. Di conseguenza, qualsiasi rilevante dissesto metabolico può colpire in primis le funzioni cerebrali; questa connessione è avvalorata da statistiche.

Rispetto alla popolazione nel suo complesso, i malati mentali presentano tassi assai più elevati di infezioni parassitiche. Fra il 1995 e il 1996 alcuni ricercatori dell'Università di Ancona hanno eseguito dei test sulle feci di 238 ospiti di quattro istituti psichiatrici italiani, rilevando la presenza di parassiti nel 53,8% di costoro, compresi tutti i ricoverati affetti da aberrazioni comportamentali (Giacometti).

La nostra esperienza ci insegna che i parassiti sono spesso implicati nei disordini da stress emotivo cronico e da disfunzioni cognitive. All'occhio inesperto, sintomi classici quali apatia, spossatezza, confusione, perdita della memoria e dell'appetito, "stomaco irritabile", asocialità, letargia e perdita degli stimoli sessuali e della motivazione vengono di frequente interpretati come segnali di disordine depressivo, senza che venga eseguita o nemmeno tentata un'adeguata diagnosi differenziale. A suscitare ulteriore confusione vi è il fatto che nei casi cronici gli indicatori classici di infezione acuta, come febbre o elevato numero di anticorpi, spesso diventano cronici anch'essi a causa di immunodepressione o ipotiroidismo secondari.

Il problema di una diagnosi "psichiatrica" è che mentre questa cerca di descrivere un sintomo o una serie di sintomi, non fornisce alcun indizio sulla/e causa/e alla loro radice. Purtroppo fino a quando la psichiatria occidentale non giungerà a riconoscere che la connessione corpo/mente è bidirezionale, i pazienti continueranno a scontare la mancanza de facto di criteri diagnostici differenziali per sindromi clinicamente identiche.

Una diagnosi accurata presenta formidabili ostacoli anche per quei clinici che riconoscono gli effetti devastanti che le infezioni croniche intestinali, focali o anche dentali possono avere sulle normali funzioni cerebrali. In realtà alcune procedure standard di esame delle feci identificano meno del 10% delle infezioni attive ed anche i laboratori con uno specifico approccio distico "politicamente corretto" trascurano molte delle infezioni che non sono individuabili nei campioni delle feci, che manifestano schemi di diffusione incoerenti, che sono extra-intestinali o altrimenti difficili da individuare.

Oltre due miliardi di individui sono affetti da parassiti intestinali (elmintiasi) up.jpg

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ad esempio, oltre due miliardi di individui sono affetti da elmintiasi, che tuttavia raramente compare negli esami delle feci. (Queste cifre non devono sorprendervi una volta compreso che i vettori di esposizione sono potenzialmente tutto quello che mangiate, bevete, respirate o toccate; e se pensate che per essere esposti a parassiti esotici negli alimenti dovete lasciare il vostro paese, farete meglio a ricredervi...).

PROCEDURE DI CONTROLLO up.jpg

Presso il Research Institute for Infectious Menta! Illness utilizziamo laboratori multipli con organici complementari e una combinazione di procedure diagnostiche scientificamente avanzate, fra cui microscopia O & P (cellule UQVO & parassiti), individuazione multifluido di anticorpi ed antigene, colture fecali, immunoanalisi degli enzimi, marcatori mucosali, analisi degli stati infiammatori, tecniche di formazione di immagini ed altri indicatori di laboratorio indiretti combinati con estese valutazioni di ordine storico e clinico per individuare gli stressor (stimoli che producono lo stress, ndt) infettivi cronici.
In pazienti cui è stata in precedenza diagnosticata "candidiasi cronica" spesso si riscontra che la Candida era solamente un co-fattore o una conseguenza di infestazioni ed infezioni più rilevanti, che ostacolavano le terapie a lungo termine. I sintomi "mentali" spesso migliorano drasticamente quando si curano efficacemente infezioni neuroimmuni nascoste e si ripristina un normale metabolismo cerebrale, in particolar modo nelle sindromi ad "insorgenza improvvisa".

Dopo aver identificato e curato le infezioni primarie, ci concentriamo sul ripristino delle difese immunologiche e dell'integrità mucosale dell'ospite, al fine di evitare ricadute.

L'integrazione nutrizionale prematura, anche in caso di anemia conclamata, può rivelarsi controproducente, poiché alcune vitamine e minerali (ad esempio il ferro) possono costituire fattori di crescita per microrganismi la cui assunzione viene intenzionalmente limitata dall'organismo durante la fase dell'infezione attiva; ad ogni modo, una successiva integrazione nutrizionale formulata specificamente per il singolo soggetto spesso risulta utile per il pieno recupero.

Inoltre eseguiamo sui pazienti analisi finalizzate all'individuazione di metalli pesanti, sostanze chimiche di origine ambientale, muffe e stressor elettromagnetici, problemi inerenti allo zucchero nel sangue, "allergie cerebrali", sensibilità alimentari, disordine affettivo stagionale (SAD), disordini ormonali, squilibri dei neurotrasmettitori, carenze nutrizionali, regime dietetico ed altre numerose variabili che possono influire sulle funzioni cognitiva ed affettiva.

Per rendere più rapido il recupero, il nostro approccio di medicina integrativa basata sulle prove di efficacia può comprendere terapie ausiliari desunte da esperti di nutrizione, omeopati, agopuntori, erboristi o bodyworker.

L'erosione o la perdita delle funzioni cerebrali è presumibilmente l'esperienza più spaventevole e incapacitante che un individuo può sperimentare. Un intervento di tipo psicologico o psichiatrico standard postula, quasi per definizione, una dicotomia fra i disordini dell'organismo e quelli della mente, e deve fare ancora molta strada prima di riconoscere l'importanza delle eziologie infettive nella tutela della salute mentale.

RIFERIMENTI SELEZIONATI up.jpg

• Forlenza, O.V. et al., "Psychiatric manifestations of neurocysticercosis: a study of 38 patients from a neurology clinic in Brazil", J. Neurol. Neurosurg. Psychiatry 62(6):612-6 (giugno 1997)

• Froscher, W., "[Involvement of the nervous System in trichinosis (author's translation)]", Fortschr. Neurol. Psychiatr. Grenzgeb. 45(4):269-77 (aprile 1977) (in tedesco)

• Swedo, S.E., "Pediatrie autoimmune neuropsychiatric disorders associated with streptococcal infections (PANDAS)", Mal. Psychiatry 1 Suppl 2:824-5 (2002)

• Jones-Brando, L., Torrey, E.F., Yolken, R., "Drugs used in the treatment of schizophrenia and bipolar disorder inhibit the replication of Toxoplasma gondii", Schizophr. Res. l;62(3):237-44 (agosto 2003)

• Dickerson, F.B., Boronow, J.J., Stallings, C.R., Origoni, A.E., Yolken, R.H., "Reduction of Symptoms by Valacyclovir in Cytomegalovirus-Seropositive Individuate with Schizophrenia", Am. J. Psychiatry 160(12):2234-2236 (dicembre 2003)

• Bode, L., Ludwig, H., "Borna disease virus infection, a human mental-health risk", din. Microbiol. Rev. 16(3):534-45 (luglio 2003)

• Lipkin, W.I., "Borna disease virus and neuropsychiatric disease - a reappraisal", Trends Microbiol. 9(7):295-8 (luglio 2001)

• Giacometti, A. et al., "Epidemiologie features of intestinal parasitic infections in Italian mental institutions", Eur. J. Epidemiol. 13(7):825-30 (ottobre 1997)




A proposito dell'Autore e dell'Istituto up.jpg

Frank Strick è il direttore di Ricerca Clinica del Research Institute for Infectious Mental Illness (RIIMI) di Santa Cruz, California. Ha al suo attivo esperienze di ricerca in campo nutrizionale e negli ultimi 20 anni ha ricoperto l'incarico di direttore del The Professional Institute for the Study of Somatopsychic and Environmental Disease.

Il RIIMI è il risultato di osservazioni cliniche indicanti che, nonostante integrazione nutrizionale, controlli ambientali e del regime alimentare, per migliorare sostanzialmente i propri profili sintomatici molti pazienti abbisognavano di risolvere le infezioni inerenti.

Il Research Institute for Infectious Mental Illness è il primo istituto completo del suo genere negli USA, fornisce servizi clinici, di analisi e di consulenza a pazienti provenienti da ogni parte del mondo e prepara professionalmente personale per quest'area critica delle eziologie infettive nella tutela della salute mentale; sono inoltre disponibili consulenze telefoniche a distanza.

L'Istituto può essere contattato via email presso riimi@gawab.com.

DICHIARAZIONE up.jpg

Nell'ottobre dello scorso anno [2002] ho trascorso un mese in Asia, dove ho visitato templi e scalato le pendici della catena dell'Himalaya. Durante il viaggio ho sofferto di gonfiore alle mani, accompagnato da rossore, e di un dolore talmente intenso da non riuscire ad aprire la porta della stanza dell'hotel; al mio arrivo a casa, dolori e gonfiore si erano estesi a piedi e ginocchia.

Ho trovato un eccellente specialista di reumatismi, il quale ha confermato la diagnosi: osteoartrite e artrite reumatoide; quindi mi ha prescritto Vioux e Salagen per la xerostomia (secchezza orale, ndr) e detto di tornare di lì a un mese dopo ulteriori esami del sangue, ed anche che si sarebbe potuta presentare la necessità di cambiare la terapia farmacologica assumendo farmaci più potenti.

Rispetto al mio consueto standard energetico, soffrivo anche di grave depressione, spossatezza e letargia. Io e il mio medico abbiamo parlato della possibilità che a monte della mia artrite vi fossero dei parassiti, tuttavia egli non è stato in grado di essermi d'ausilio nelle analisi e nelle terapie.

In base alle mie personali ricerche, ho scoperto che la medicina tradizionale cura i sintomi e tenta di bloccare i danni alle articolazioni; quindi ho cercato assistenza presso la comunità della medicina alternativa. Ho avuto la fortuna di essere indirizzata presso un individuo che ha svolto approfondite ricerche sui problemi e le infezioni intestinali, nonché sulle complesse misure da adottare per curarle efficacemente; costui ha diretto la mia terapia con l'ausilio di uno dei medici a lui associati. I risultati dei miei test avevano rilevato la presenza di parassiti: Blastocisti, Toxoplasmosi ed Amebiasi.

Ho di recente ultimato un regime trisettimanale di antibiotici appositamente miscelati per uccidere gli invasori e le rispettive uova e cisti. 1 risultati sono stati sorprendenti. La depressione è sparita, mentre hanno fatto la loro ricomparsa energia e gusto per la vita; per la prima volta sono riuscita a fare a meno di tutti i farmaci. Mi sento benissimo e tutti i sintomi sono scomparsi - fatta eccezione per una certa residua rigidità delle articolazioni, forse esito di un danno permanente che cercheremo di affrontare direttamente tramite integrazione alimentare.

I suggerimenti di Frank Strick in quindici giorni sono stati più efficaci di quasi un centinaio di visite di medici e delle cure di tre dottori, un agopuntore (due sedute settimanali), un chiropratico ed uno specialista nella riabilitazione (che costa una fortuna).

Per la prima volta, invece di un'interminabile caccia ai sintomi priva di durevoli effetti benefici, percepisco che la fonte dei miei problemi è stata individuata e curata.

Se desiderate sottoporrai ulteriori quesiti sui risultati conseguiti con questo professionista all'avanguardia, non esitate a contattarmi via email presso carolynr@got.net.

Carolyn B. Raser (MA, Psicologia), Santa Cruz, California.
5 novembre 2003









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