Dichiarazione
Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto
relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo,
che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino
la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità
da voi stessi.
Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo
informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
I sintomi "mentali" spesso migliorano drasticamente
quando si curano efficacemente infezioni neuroimmuni nascoste e
si - ripristina un normale metabolismo cerebrale, in particolar
modo nelle sindromi ad "insorgenza improvvisa".
Verso la fine del 19° secolo, in concomitanza con l'uso di
tenere gatti domestici, schizofrenia e disordine bipolare, prima
alquanto rare, divennero affezioni relativamente diffuse.
"Malati infestati da parassiti presentano con maggiore
probabilità variazioni dello status mentale laddove, in seguito
a cure per l'eliminazione dei suddetti parassiti, un sottogruppo
di malati psichiatrici ha manifestato un miglioramento delle
condizioni mentali".
Molte malattie mentali sono il risultato di un'infezione di
microrganismi, fra cui batteri, virus, parassiti e funghi,
tuttavia si tratta di situazioni che si possono migliorare
drasticamente allorquando tali agenti invasori vengono eliminati.
Concedo al mio psicanalista un altro anno di tempo, poi andrò
a Lourdes (Woody Allen).
La cura psicologica delle "malattie mentali"
croniche è spesso lunga e di limitata efficacia. Carolyn Raser
era una sana, vivace e allegra psicologa, amante dell'avventura e
dei viaggi. Nel 2002, dopo un viaggio in Butan, Carolyn tornò a
casa, in California, in preda a grave depressione e spossatezza,
e con le articolazioni talmente gonfie da non riuscire nemmeno ad
aprire la porta della sua camera d'albergo.
Infine il terzo medico da lei consultato le diagnosticò
un'artrite reumatoide e le prescrisse vari farmaci, tuttavia,
anche dopo circa un centinaio di terapie consecutive
somministratele da agopuntori, chiropratici e specialisti in
riabilitazione, la depressione, la letargia e la spossatezza
persistevano. Aveva speso una piccola fortuna ed era alquanto
disperata e scoraggiata, quando venne a sapere di un ricercatore
del Research Institute for Infectious Mental Illness, e decise
dì metterlo in contatto telefonicamente.
Dopo averla intervistata, il ricercatore le propose un work-up
diagnostico per parassiti e disordini dell'apparato digerente,
che rivelò un sistema secretorio di IGA compromesso e la
presenza, non individuata in precedenza, di tre parassiti
protozoici. Tre settimane più tardi, dopo aver seguito le
indicazioni per eliminare le infezioni, la depressione e la
spossatezza cronica erano scomparse, accompagnate dal ritorno
dell'energia e del gusto della vita, giusto in tempo perché
Carolyn potesse assistere la figlia nel dare alla luce il suo
nuovo bambino. Informato dei risultati, il ricercatore commentò
argutamente: "La strada che porta alla salute è lastricata
di buone viscere".
Nell'esaminare l'eziologìa infettiva di qualsiasi malattia
mentale cronica o acuta, vanno considerate almeno quattro
categorie.
In primo luogo vi sono le infezioni già note per
indurre sintomatologie di tipo psichiatrico. Fra queste si
annoverano polmonite, infezione del tratto urinario, sepsi,
malaria, morbo dei legionari, sifilide, clamidia, febbre tifoide,
difterite, HIV, febbre reumatica ed herpes (Chuang).
Anche se i postumi psichiatrici di queste infezioni non sono
in discussione, nondimeno se inizialmente la questione viene
sottoposta ad uno specialista di disturbi mentali, di rado tali
infezioni vengono vagliate; per di più la rilevanza di alcune di
esse può essere ricondotta ad uno sviluppo prenatale.
Una ricerca svolta presso il Johns Hopkins Children's Center e
pubblicata nel 2001 su Archives of General Psychiatry, ha
riscontrato che alcune madri, le quali durante la gravidanza
presentavano sintomi di infezione da herpes simplex di tipo 2,
hanno avuto bambini che a loro volta presentavano una
probabilità sei volte maggiore di sviluppare successivamente
schizofrenia (la schizofrenia si sviluppa ad età differenti, ma
in genere qualche tempo dopo la pubertà). Negli USA, in Europa
ed in Giappone le nascite in eccedenza di individui che
successivamente sviluppano la schizofrenia rispecchia la
distribuzione stagionale di zecche Ixodes (implicate nella
malattia di Lyme) al momento del concepimento.
In secondo luogo vi sono infezioni parassitiche come la
neurocisticercosi, in cui il cervello viene invaso direttamente
dall'agente infettivo tramite un consolidato meccanismo imagabile
(cisti, lesioni, encefalite, rigonfiamenti cerebrali, etc.). In
oltre il 65% dei casi di neurocisticercosi (provocata da una
tenia la cui incidenza negli USA sta aumentando in virtù
dell'incremento demografico delle popolazioni di immigrati) si
sono riscontrati sintomi di disturbi psichiatrici (depressione e
psicosi) (Forlenza).
Anche se i meccanismi delle manifestazioni psichiatriche sono
facili da dimostrare quando il tessuto cerebrale viene colpito
direttamente, nella letteratura esistono anche molteplici
rapporti di sintomi psichiatrici associati ad altri parassiti
come Giardìa, psicosi di Ascaris (vermi filiformi) e
Trichinella, virus come il Borna e batteri come il Borrelia
burgdorferi, responsabile della borreliosi di Lyme (malattia di
Lyme), nonché documentazione relativa a pazienti i cui sintomi
"psichiatrici" si sono risolti una volta trattata la
sottostante infezione nascosta.
Il Borna virus, noto per provocare encefalite e disturbi
comportamentali nei cavalli ed in altri mammiferi, è presente in
quasi tutti i soggetti affetti da schizofrenia e depressione,
mentre si riscontra solo in un terzo dei controlli sani; inoltre
i marcatori virali del Borna, isolati dai monociti di pazienti
affetti da disturbi dell'umore, coincidono con episodi acuti dei
suddetti disturbi.
Nel 1992 il Dr. J. Packman della Yale University scrisse che i
"malati infestati da parassiti presentano con maggiore
probabilità variazioni dello status mentale laddove, in seguito
a cure per l'eliminazione dei suddetti parassiti, un sottogruppo
di malati psichiatrici ha manifestato un miglioramento delle
condizioni mentali". Infatti in una rassegna eseguita in
Germania su 1.300 casi di trichinosi umana, nel 24% di questi si
è riscontrato il coinvolgimento del sistema nervoso centrale
(infiammazione meningea o encefalite) (Froscher).
In casi come la neurocisticercosi, clinicamente il problema
non consiste nella mancanza di un meccanismo adeguatamente
definito, bensì nella mancanza di esperti di salute mentale
qualificati per fare tale diagnosi o persino sospettarla (Se non
ci avessi creduto, non l'avrei visto.") Anche gli
specialisti in malattie infettive hanno la tendenza a
sottovalutare la portata del problema, situazione in parte dovuta
a scarse segnalazioni (nella maggior parte degli stati la
neurocisticercosi non è una malattia da notificare, mentre
riteniamo che l'incidenza di trichinosi sia ampiamente
sottovalutata, e ciò in virtù di analisi sugli anticorpi di
nuova concezione rese disponibili soltanto nella primavera/estate
del 2003).
In terzo luogo vi sono quelle infezioni parassitiche,
batteriche e virali come la toxoplasmosi, lo streptococco, il
Borna virus e il CMV, per le quali si è dimostrato un forte
legame statistico con le malattie mentali, mentre vi sono in atto
ricerche volte a determinare una connessione causale. Negli
esseri umani le infezioni acute di Toxoplasma gondii possono
provocare lesioni cerebrali, mutamenti della personalità e
sintomi di psicosi, fra cui deliri e allucinazioni uditive.
Ricerche condotte presso la Rockefeller University e il NIMH
(National Institute of Mental Health, ndr) hanno indicato che
dopo un'infezione di streptococco alcuni bambini possono
sviluppare, nel giro di settimane, disordine ossessivo-compulsivo
ad insorgenza improvvisa (Swedo, NIMH).
Il Toxoplasma gondii può alterare il comportamento e la
funzione dei neurotrasmettitori. Dal 1953, su 19 studi eseguiti
sugli anticorpi del T. gondii in soggetti affetti da schizofrenia
ed altri gravi disturbi psichiatrici, 18 hanno riportato una
maggiore percentuale dei suddetti anticorpi nei malati. In uno
studio esteso, ad esempio, nei soggetti portatori di handicap
mentali l'infezione da toxoplasmosi era doppiamente diffusa
rispetto ai controlli sani, mentre in un recente studio tedesco
su "individui affetti da primi episodi di schizofrenia
rapportati ai controlli, il 42% dei primi presentava anticorpi
per il Toxoplasma contro il solo 11% dei secondi".
Altri due studi hanno evidenziato che nei bambini
l'esposizione ai gatti (principali vettori per la trasmissione
della toxoplasmosi) costituiva un fattore di rischio per lo
sviluppo della schizofrenia. Inoltre determinati farmaci
antipsicotici e stabilizzatori dell'umore, come Phaloperidol e
l'acido valproico, inibivano in vitro questo parassita con una
concentrazione inferiore a quella riscontrata nel fluido
cerebrospinale e nel sangue di individui curati con tali farmaci,
ad indicare che alcuni farmaci impiegati per curare la
schizofrenia e il disordine bipolare potrebbero effettivamente
funzionare inibendo la replicazione del Toxoplasma gondii
(Jones-Brando, Torrey, Yolken).
In concomitanza con queste scoperte nel regno delle erbe
medicinali, potrebbe anche risultare che la potente azione del
naftodiantrone contro i virus circondati da una struttura
glico-proteica, dimostrata dall'erba di San Giovanni (iperico,
ndt), sia un elemento dei suoi effetti antidepressivi; le più
recenti ricerche indicano che, in virtù dei suoi effetti di
elevazione dell'umore, è l'iperforina - un peculiare componente
floroglucinolo antibiotico dell'erba di San Giovanni, efficace
contro i batteri gram-positivi farmacoresistenti - il più
probabile ingrediente attivo responsabile, e non l'ipericina -
sulla quale sono standardizzati quasi tutti i preparati in
commercio (Lawrance).
Altri studi hanno dimostrato che i farmaci antipsicotici come
torazina, haldol e clozapina inibiscono la replicazione virale e
che il fluido cerebrospinale di individui affetti da schizofrenia
recente presenta un aumento del 400% nell'attività della
trascrittasi inversa, importante componente dei retrovirus
infettivi (anche l'ipericina agisce sulla trascrittasi inversa).
Per di più, quando si è impiegato il CSF di questi malati per
inoculare la linea cellulare di una scimmia del Nuovo Mondo, si
è verificato un aumento di dieci volte nell'attività della
trascrittasi inversa, il che suggerisce la presenza di un virus
replicante.
In modo indipendente, il Dr. Darren Hart della School of
Medicine della Tulane University ha rilevato la presenza di
anticorpi a retrovirus nel sangue di metà dei pazienti da lui
testati e a cui erano stati diagnosticati schizofrenia e
disordine bipolare. Malhotra, prendendo in considerazione i
fattori di predisposizione genetica, ha dimostrato l'assenza di
omo-zigoti CCR5-32 in oltre 200 pazienti schizofrenici, il che
accresce drammaticamente la suscettibilità ad infezione
retro-virale (F. Yee). (I soli geni cattivi non possono tuttavia
dare ragione di gravi affezioni come la schizofrenia, poiché
malattie di questo genere riducono drasticamente la capacità
riproduttiva del soggetto e, in definitiva, cadrebbero vittime
della selezione naturale; i tassi di schizofrenia, invece,
continuano ad aumentare.)
Sono ricerche di questo tipo che hanno portato Robert Yolken,
virologo della Johns Hopkins, e il Dr. E. Fuller Torrey, docente
di psichiatria nonché ex assistente speciale del direttore del
National Institute for Mental Health, a ritenere che il
Toxoplasma sia uno dei vari agenti infettivi che provocano la
maggior parte dei casi di schizofrenia e di disordine bipolare.
Tale concezione non è nuova; in realtà, già nel 1922, il
famoso psichiatra Karl Menninger avanzò l'ipotesi che la
schizofrenia fosse "nella maggior parte dei casi la
conseguenza di encefalite virale". Torrey nota che verso la
fine del 19° secolo, in concomitanza con l'uso di tenere gatti
domestici, schizofrenia e disordine bipolare, prima alquanto
rare, divennero affezioni relativamente diffuse.
Yolken predispose uno studio retrospettivo su 2.500 famiglie
dimostrando che, rispetto alle madri sane dei gruppi di
controllo, le madri di bambini che in seguito svilupparono
psicosi presentavano una probabilità 4,5 volte maggiore di avere
anticorpi per il Toxoplasma. (Per coloro che cercano una nuova
linea di difesa giuridica nel settore degli infortuni stradali,
recenti ricerche indicano che gli individui affetti da
toxoplasmosi presentano tempi di reazione più lenti ed una
probabilità doppia di essere coinvolti in incidenti stradali.)
Yolken è stato anche il ricercatore di punta in un recente
studio su pazienti che avevano sofferto di schizofrenia per un
periodo medio di durata superiore ai 22 anni. In 21 pazienti,
risultati fra l'altro positivi al citomegalovirus, si è
riscontrato un significativo miglioramento dei "sintomi
psichiatrici" complessivi allorquando, i soggetti sono stati
sottoposti per otto settimane alla somministrazione orale di
valacyclovir, un farmaco antivirale (American Journal of
Psychiatry, dicembre 2003). Un altro antivirale, l'amantadine, è
stato impiegato in studi tedeschi per favorire ricoveri
notevolmente abbreviati e rapide remissioni di manifestazioni
psichiatriche in gran parte del 4-15% dei pazienti psichiatrici
risultati positivi al test del vini; del morbo di Borna (BDV),
rispetto allo 0-2% dei soggetti normali (Bode, Ludwig).
Studi statunitensi meno estesi hanno riscontrato che sino alla
metà dei pazienti schizofrenici e bipolari erano positivi a
Borna, rispetto a nessun caso rilevato nei controlli sani
(Lipkin). Si ritiene che il BDV si trasmetta attraverso le
secrezioni nasali e salivari di cavalli, pecore, bovini, conigli,
capre cervi, gatti ed altri animali; è risaputo che il BDV
provoca encefalite e disturbi comportamentali nei cavalli ed in
altri mammiferi, ha un tropismo per il sistema limbico e i
circuiti della dopamina, presenta stretti legami con disordini
distimici depressivi, bipolari e schizofrenici negli umani - e i
marcatori virali del Borna, isolati dai monociti di pazienti
affetti da disordini dell'umore, coincidono con gli episodi acuti
di tali disordini dell'umore.
In virtù della diffusione del possesso di gatti domestici
un'ampia percentuale della popolazione statunitense (sino a 50%)
è rimasta esposta al Toxoplasma, tuttavia la maggior parte dei
vettori di immunocompetenti resta asintomatico sino a quando un
altro carico immunologico come l'HIV o un parassita separato
indebolisce le difese dell'ospite e fa precipitare la
manifestazione patogena; tale aspetto è ciò che rende così
complicata l'interpretazione della condizione cronica. Presse il
Research Institute for Infectious Mental Illness, prima di
decidere l'appropriato percorso terapeutico da intraprendere, ci
assicuriamo di cercare di identificare tutte le co-infezioni
parassitiche.
Infine, anche se alla toxoplasmosi vengono riservate molte
attenzioni, grazie agli avanguardistici studi di Torrey e Yolken
ed alla conoscenza dei meccanismi inerenti alle lesioni
cerebrali, esistono molti altri agenti infettivi che possono non
colpire specificamente il cervello ma che sono in grado di
danneggiare gravemente le funzioni mentali attraverso le
cumulative conseguenze a valle di un'infezione cronica. Sebbene
nell'eziopatogenesi della malattia mentale l'importanza di questo
legame venga di rado riconosciuta, queste infezioni focali e
sistemiche sono assai diffuse e i loro postumi psichiatrici
spesso gravi. (I parassiti costituiscono le più diffuse cause di
mortalità e morbilità a livello mondiale.)
In questa categoria non specifica rientrano decine e decine di
parassiti, protozoi, elminti, batteri, funghi e virus che, se non
invadono ed invalidano direttamente le funzioni dei
neurotrasmettirori e del tessuto cerebrale, agiscono
indirettamente deprivando l'ospite di sostanze nutritive
essenziali, interferendo con le funzioni enzimatiche e
neuroimmunitarie e rilasciando ingenti quantitativi di prodotti
di scarto, tossine e veleni enterici che dissestano il
metabolismo cerebrale. (Una singola tenia adulta può deporre un
milione di uova al giorno; i vermi filiformi, che infestano circa
il 25% della popolazione mondiale, ne depongono 200.000 al
giorno.)
Tenete presente che il cervello è l'organo del vostro
organismo che consuma più energia; il suo peso ammonta al 3% del
vostro peso corporeo ma esso utilizza il 25% dell'ossigeno, degli
elementi nutritivi e del glucosio dell'organismo stesso. Di
conseguenza, qualsiasi rilevante dissesto metabolico può colpire
in primis le funzioni cerebrali; questa connessione è avvalorata
da statistiche.
Rispetto alla popolazione nel suo complesso, i malati mentali
presentano tassi assai più elevati di infezioni parassitiche.
Fra il 1995 e il 1996 alcuni ricercatori dell'Università di
Ancona hanno eseguito dei test sulle feci di 238 ospiti di
quattro istituti psichiatrici italiani, rilevando la presenza di
parassiti nel 53,8% di costoro, compresi tutti i ricoverati
affetti da aberrazioni comportamentali (Giacometti).
La nostra esperienza ci insegna che i parassiti sono spesso
implicati nei disordini da stress emotivo cronico e da
disfunzioni cognitive. All'occhio inesperto, sintomi classici
quali apatia, spossatezza, confusione, perdita della memoria e
dell'appetito, "stomaco irritabile", asocialità,
letargia e perdita degli stimoli sessuali e della motivazione
vengono di frequente interpretati come segnali di disordine
depressivo, senza che venga eseguita o nemmeno tentata
un'adeguata diagnosi differenziale. A suscitare ulteriore
confusione vi è il fatto che nei casi cronici gli indicatori
classici di infezione acuta, come febbre o elevato numero di
anticorpi, spesso diventano cronici anch'essi a causa di
immunodepressione o ipotiroidismo secondari.
Il problema di una diagnosi "psichiatrica" è che
mentre questa cerca di descrivere un sintomo o una serie di
sintomi, non fornisce alcun indizio sulla/e causa/e alla loro
radice. Purtroppo fino a quando la psichiatria occidentale non
giungerà a riconoscere che la connessione corpo/mente è
bidirezionale, i pazienti continueranno a scontare la mancanza de
facto di criteri diagnostici differenziali per sindromi
clinicamente identiche.
Una diagnosi accurata presenta formidabili ostacoli anche per
quei clinici che riconoscono gli effetti devastanti che le
infezioni croniche intestinali, focali o anche dentali possono
avere sulle normali funzioni cerebrali. In realtà alcune
procedure standard di esame delle feci identificano meno del 10%
delle infezioni attive ed anche i laboratori con uno specifico
approccio distico "politicamente corretto" trascurano
molte delle infezioni che non sono individuabili nei campioni
delle feci, che manifestano schemi di diffusione incoerenti, che
sono extra-intestinali o altrimenti difficili da individuare.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ad esempio,
oltre due miliardi di individui sono affetti da elmintiasi, che
tuttavia raramente compare negli esami delle feci. (Queste cifre
non devono sorprendervi una volta compreso che i vettori di
esposizione sono potenzialmente tutto quello che mangiate,
bevete, respirate o toccate; e se pensate che per essere esposti
a parassiti esotici negli alimenti dovete lasciare il vostro
paese, farete meglio a ricredervi...).
Presso il Research Institute for Infectious Menta! Illness
utilizziamo laboratori multipli con organici complementari e una
combinazione di procedure diagnostiche scientificamente avanzate,
fra cui microscopia O & P (cellule UQVO & parassiti),
individuazione multifluido di anticorpi ed antigene, colture
fecali, immunoanalisi degli enzimi, marcatori mucosali, analisi
degli stati infiammatori, tecniche di formazione di immagini ed
altri indicatori di laboratorio indiretti combinati con estese
valutazioni di ordine storico e clinico per individuare gli
stressor (stimoli che producono lo stress, ndt) infettivi
cronici.
In pazienti cui è stata in precedenza diagnosticata
"candidiasi cronica" spesso si riscontra che la Candida
era solamente un co-fattore o una conseguenza di infestazioni ed
infezioni più rilevanti, che ostacolavano le terapie a lungo
termine. I sintomi "mentali" spesso migliorano
drasticamente quando si curano efficacemente infezioni
neuroimmuni nascoste e si ripristina un normale metabolismo
cerebrale, in particolar modo nelle sindromi ad "insorgenza
improvvisa".
Dopo aver identificato e curato le infezioni primarie, ci
concentriamo sul ripristino delle difese immunologiche e
dell'integrità mucosale dell'ospite, al fine di evitare
ricadute.
L'integrazione nutrizionale prematura, anche in caso di anemia
conclamata, può rivelarsi controproducente, poiché alcune
vitamine e minerali (ad esempio il ferro) possono costituire
fattori di crescita per microrganismi la cui assunzione viene
intenzionalmente limitata dall'organismo durante la fase
dell'infezione attiva; ad ogni modo, una successiva integrazione
nutrizionale formulata specificamente per il singolo soggetto
spesso risulta utile per il pieno recupero.
Inoltre eseguiamo sui pazienti analisi finalizzate
all'individuazione di metalli pesanti, sostanze chimiche di
origine ambientale, muffe e stressor elettromagnetici, problemi
inerenti allo zucchero nel sangue, "allergie
cerebrali", sensibilità alimentari, disordine affettivo
stagionale (SAD), disordini ormonali, squilibri dei
neurotrasmettitori, carenze nutrizionali, regime dietetico ed
altre numerose variabili che possono influire sulle funzioni
cognitiva ed affettiva.
Per rendere più rapido il recupero, il nostro approccio di
medicina integrativa basata sulle prove di efficacia può
comprendere terapie ausiliari desunte da esperti di nutrizione,
omeopati, agopuntori, erboristi o bodyworker.
L'erosione o la perdita delle funzioni cerebrali è
presumibilmente l'esperienza più spaventevole e incapacitante
che un individuo può sperimentare. Un intervento di tipo
psicologico o psichiatrico standard postula, quasi per
definizione, una dicotomia fra i disordini dell'organismo e
quelli della mente, e deve fare ancora molta strada prima di
riconoscere l'importanza delle eziologie infettive nella tutela
della salute mentale.
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institutions", Eur. J. Epidemiol. 13(7):825-30 (ottobre
1997)
Frank Strick è il direttore di Ricerca Clinica del Research
Institute for Infectious Mental Illness (RIIMI) di Santa Cruz,
California. Ha al suo attivo esperienze di ricerca in campo
nutrizionale e negli ultimi 20 anni ha ricoperto l'incarico di
direttore del The Professional Institute for the Study of
Somatopsychic and Environmental Disease.
Il RIIMI è il risultato di osservazioni cliniche indicanti
che, nonostante integrazione nutrizionale, controlli ambientali e
del regime alimentare, per migliorare sostanzialmente i propri
profili sintomatici molti pazienti abbisognavano di risolvere le
infezioni inerenti.
Il Research Institute for Infectious Mental Illness è il
primo istituto completo del suo genere negli USA, fornisce
servizi clinici, di analisi e di consulenza a pazienti
provenienti da ogni parte del mondo e prepara professionalmente
personale per quest'area critica delle eziologie infettive nella
tutela della salute mentale; sono inoltre disponibili consulenze
telefoniche a distanza.
L'Istituto può essere contattato via email presso
riimi@gawab.com.
Nell'ottobre dello scorso anno [2002] ho trascorso un mese in
Asia, dove ho visitato templi e scalato le pendici della catena
dell'Himalaya. Durante il viaggio ho sofferto di gonfiore alle
mani, accompagnato da rossore, e di un dolore talmente intenso da
non riuscire ad aprire la porta della stanza dell'hotel; al mio
arrivo a casa, dolori e gonfiore si erano estesi a piedi e
ginocchia.
Ho trovato un eccellente specialista di reumatismi, il quale
ha confermato la diagnosi: osteoartrite e artrite reumatoide;
quindi mi ha prescritto Vioux e Salagen per la xerostomia
(secchezza orale, ndr) e detto di tornare di lì a un mese dopo
ulteriori esami del sangue, ed anche che si sarebbe potuta
presentare la necessità di cambiare la terapia farmacologica
assumendo farmaci più potenti.
Rispetto al mio consueto standard energetico, soffrivo anche
di grave depressione, spossatezza e letargia. Io e il mio medico
abbiamo parlato della possibilità che a monte della mia artrite
vi fossero dei parassiti, tuttavia egli non è stato in grado di
essermi d'ausilio nelle analisi e nelle terapie.
In base alle mie personali ricerche, ho scoperto che la
medicina tradizionale cura i sintomi e tenta di bloccare i danni
alle articolazioni; quindi ho cercato assistenza presso la
comunità della medicina alternativa. Ho avuto la fortuna di
essere indirizzata presso un individuo che ha svolto approfondite
ricerche sui problemi e le infezioni intestinali, nonché sulle
complesse misure da adottare per curarle efficacemente; costui ha
diretto la mia terapia con l'ausilio di uno dei medici a lui
associati. I risultati dei miei test avevano rilevato la presenza
di parassiti: Blastocisti, Toxoplasmosi ed Amebiasi.
Ho di recente ultimato un regime trisettimanale di antibiotici
appositamente miscelati per uccidere gli invasori e le rispettive
uova e cisti. 1 risultati sono stati sorprendenti. La depressione
è sparita, mentre hanno fatto la loro ricomparsa energia e gusto
per la vita; per la prima volta sono riuscita a fare a meno di
tutti i farmaci. Mi sento benissimo e tutti i sintomi sono
scomparsi - fatta eccezione per una certa residua rigidità delle
articolazioni, forse esito di un danno permanente che cercheremo
di affrontare direttamente tramite integrazione alimentare.
I suggerimenti di Frank Strick in quindici giorni sono stati
più efficaci di quasi un centinaio di visite di medici e delle
cure di tre dottori, un agopuntore (due sedute settimanali), un
chiropratico ed uno specialista nella riabilitazione (che costa
una fortuna).
Per la prima volta, invece di un'interminabile caccia ai
sintomi priva di durevoli effetti benefici, percepisco che la
fonte dei miei problemi è stata individuata e curata.
Se desiderate sottoporrai ulteriori quesiti sui risultati
conseguiti con questo professionista all'avanguardia, non esitate
a contattarmi via email presso carolynr@got.net.
Carolyn B. Raser (MA, Psicologia), Santa Cruz, California.
5 novembre 2003