Progetto Caduceo
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SCHEDE TERAPEUTICHE

SCLEROSI MULTIPLA (SM)

Sommario



Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi.

Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.


DEFINIZIONE

Tratta dal sito: http://utenti.lycos.it/gasco/id250.htm

La sclerosi multipla è una delle più comuni malattie che colpiscono il Sistema Nervoso Centrale (cervello e midollo spinale). La SM è una patologia infiammatoria demielinizzante. La mielina è una sostanza composta da acidi grassi che riveste i nervi, similmente a quanto avviene nel rivestimento dei fili elettrici, e questa sostanza consente la trasmissione rapida e coordinata degli impulsi. Sono la velocità e l'efficienza con le quali questi impulsi nervosi sono condotti che consentono l'esecuzione di movimenti armonici, rapidi e coordinati con poco sforzo conscio.

Nella sclerosi multipla, la perdita di mielina (demielinizzazione) è accompagnata da una alterazione dell'abilità dei nervi a condurre gli impulsi elettrici da e per il cervello, e questa alterazione produce i vari sintomi presenti nella SM.

Le aree in cui si verifica la perdita della mielina (placche o lesioni) appaiono come aree indurite (cicatrici): nella sclerosi multipla queste cicatrici appaiono in tempi ed in aree diversi del cervello e del midollo cerebrale - ed il termine sclerosi multipla significa letteralmente, cicatrici multiple.

La mielina dei nervi del Sistema Nervoso Autonomo è chimicamente differente da quella del Sistema Nervoso Centrale ed è prodotta da differenti cellule, pertanto questo sistema non è generalmente interessato dalla malattia.


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APPROCCIO MEDICO UFFICIALE

EZIOLOGIA up.jpg

Tratta dal sito http://utenti.lycos.it/gasco/id254.htm

La causa della sclerosi multipla non è ancora conosciuta ma, in tutto il mondo, migliaia di ricercatori stanno meticolosamente mettendo assieme tutti i pezzi di questo complicato puzzle. Nella SM, il danno alla mielina può essere provocato da una risposta anormale del sistema immunitario della persona colpita, il quale normalmente difende il corpo dagli organismi invadenti (batteri e virus).

Molte caratteristiche della SM suggeriscono l'ipotesi di malattia 'auto-immune', nella quale il corpo attacca le proprie cellule e i propri tessuti, che nel caso della SM è la mielina. I ricercatori non sanno che cosa scatena l'attacco alla mielina, essi pensano che si tratti di una combinazione di diversi fattori. Una teoria suggerisce l'ipotesi che un virus, presente nel corpo in stato quiescente, possa svolgere un ruolo primario nello sviluppo della malattia e possa disturbare il sistema immunitario oppure indirettamente instigare il processo autoimmunitario.

Nel tentativo di identificare un virus della SM sono state condotte molte ricerche, anche se è probabile che un virus comune, quale quello del morbillo o quello dell'herpes, possa agire da fattore scatenante la SM. Questo fattore scatenante attiva i linfociti nella corrente sanguigna che entrano nel cervello rendendo vulnerabili i meccanismi di difesa del cervello (cioè la barriera emato-cerebrale). Dopo essere penetrate all'interno del cervello queste cellule attivano altri elementi del sistema immunitario in modo tale che essi attaccano e distruggono la mielina.

Inoltre, vi è evidenza che la SM si verifica con maggiore frequenza fra le persone che presentano una suscettibilità genetica alla SM. In realtà, queste teorie sono complementari. Un virus comune potrebbe indurre il sistema immunitario ad attaccare e a danneggiare la mielina del sistema nervoso centrale, in una persona che ne è geneticamente suscettibile.

La ricerca di Elvin A. Kabat (1914-2000) up.jpg

Tratto da: www.sclerosi-multipla.com

Per tutto il 20° secolo, la ricerca continuò a indagare su quale fosse l’esatta fisiopatologia della SM, con metodi investigativi che sono divenuti sempre più sofisticati, parallelamente allo sviluppo tecnologico. Nel corso del 1940, il Dr Elvin Kabat esaminò la risposta immunitaria osservata nella SM. Presso il Dipartimento di Neurologia della Columbia University, USA, Kabat utilizzò il metodo dell’elettroforesi, di recente scoperta, per studiare i sieri di pazienti affetti da SM.

Kabat confrontò il tracciato elettroforetico delle proteine del liquido cefalo-rachidiano (LCR) con quello del siero di pazienti affetti da SM ed evidenziò che il LCR dei pazienti con SM presentava un aumento relativo delle gamma-globuline. L’immagine (in basso) riproduce il tracciato elettroforetico riscontrato da Kabat, con un chiaro aumento della banda delle gamma-globuline, presente nel campione dei pazienti affetti da SM.

Le ricerche effettuate da Kabat confermarono la natura immunologica della SM, un concetto postulato già dall’inizio del 19° secolo. Le ricerche successive hanno tentato di spiegare il motivo per il quale il sistema immunitario genera questa risposta inappropriata, ed i potenziali trattamenti si sono focalizzati sul tentativo di sopprimere l’attività immunologica che porta alla demielinizzazione.

NEWS up.jpg

Tratto dal sito www.neurologia.it/sclerosi_multipla/sclerosi_multipla_info.html

La sclerosi multipla è una frequente causa di disabilità acuta e cronica in persone di giovane e media età. Generalmente si manifesta per la prima volta tra i 15 e i 50 anni con una massima incidenza in giovani adulti, colpendo due volte più donne che uomini. Non si conoscono cause specifiche, anche se fattori genetici sembrano coinvolti nella predisposizione a sviluppare la malattia. Essa è dovuta alla nascita spontanea e acuta di circoscritti focolai infiammatori in cui il sistema immunitario promuove un attacco (reazione autoimmune) verso una proteina (mielina) del sistema nervoso centrale. L'infiammazione acuta rallenta la trasmissione degli impulsi elettrici lungo le connessioni nervose, preservandone comunque la struttura.

Nei primi anni della malattia l'infiammazione spesso regredisce spontaneamente, con un conseguente miglioramento o una remissione completa dei sintomi. Per questa dinamica la forma clinica più frequente è quella a 'ricadute e remissioni'. Con un maggior numero di ricadute le remissioni sono meno complete, a causa di un danneggiamento anche strutturale del tessuto nervoso. In questo modo, in una parte dei pazienti si può manifestare un lento peggioramento anche senza nuove ricadute (decorso secondariamente cronico progressivo). Solo una minoranza dei pazienti presenta dalle prime fasi della malattia un peggioramento lento e continuo (decorso primariamente cronico progressivo).

I sintomi dipendono dalla localizzazione dei focolai infiammatori; possono essere colpite tutte le regioni del sistema nervoso centrale che contengono mielina. Un frequente sintomo iniziale è un transitorio annebbiamento della vista di un occhio (neurite del nervo ottico o neurite retrobulbare). Altri sintomi frequenti sono la visione sdoppiata (diplopia), disturbi dell'equilibrio e della coordinazione dei movimenti (atassia), tremore, disturbi dell'articolazione delle parole (disartria), paralisi e spasticità muscolari e disturbi della sensibilità, con un'alterazione della sensibilità cutanea spesso accompagnata da formicolio o sensazioni sgradevoli al tatto. Mentre una parte dei pazienti ha poche ricadute e si stabilizza spontaneamente con scarsi sintomi o nessuno, in altri pazienti la malattia progredisce causando una graduale disabilità con la minaccia di una grave compromissione o perdita della capacità di camminare; possono, inoltre, verificarsi difficoltà del controllo della vescica e disturbi della funzione sessuale.

La farmacoterapia dei sintomi acuti si basa sul controllo dell'infiammazione acuta con i corticosteroidi (preferibilmente ad alto dosaggio ed endovena per pochi giorni), che abbreviano la durata e accelerano la remissione dei sintomi. In questo modo si ha un minimo di effetti collaterali, al contrario di quello che avviene nella terapia prolungata con corticosteroidi, che non è indicata nella sclerosi multipla in quanto inefficace.

La ricerca clinica degli ultimi anni ha prodotto un significativo progresso nella dimostrazione dell'efficacia di farmaci preventivi diretti a ridurre la frequenza delle ricadute e a rallentare il decorso clinico. Sono farmaci immuno-modulatori, perché riducono l'intensità con la quale il sistema immunitario attacca il sistema nervoso. I farmaci più affermati sono i Beta-Interferoni, molecole fisiologiche prodotte dall'organismo stesso che regolano le risposte immunitarie. Esistono tre preparazioni farmacologiche (Beta-1a: Avonex®, Rebif®; Beta-1b: Betaferon®) che sono state studiate (studi controllati e randomizzati a doppio cieco) in pazienti con forme a ricaduta e remissione; per una preparazione (Betaferon®) è stata dimostrata l'efficacia anche nelle forme secondariamente croniche progressive.

Tutte le preparazioni riducono la frequenza delle ricadute, rallentano la progressione della malattia e riducono il numero di focolai infiammatori visibili con la risonanza magnetica. Un altro farmaco immuno-modulatore è il Copolimero 1 o Glatiramer, che ha attività simile a quella degli interferoni e consiste di una miscela di aminoacidi che simulano la composizione di una proteina della mielina, riducendo così la reazione del sistema immunitario contro la mielina del sistema nervoso. La situazione attuale dei dati non permette un giudizio di preferenza per uno degli immuno-modulatori descritti; indicazioni sicure a questo riguardo deriveranno dagli studi di comparazione diretta in corso, di cui finora sono stati pubblicati solo dati preliminari.

Esiste inoltre una serie di farmaci immunosoppressori (azathioprina, metotrexato, mitoxantrone, ciclofosfamide) che bloccano globalmente la replicazione cellulare, rallentando così anche la reazione del sistema immunitario. Essendo sostanze tossiche usate anche nella chemioterapia dei tumori, sono riservati a casi di sclerosi multipla con progressione rapida e disabilitante che non rispondono sufficientemente ad un farmaco immuno-modulatore. Inoltre, richiedono il controllo rigoroso di vari parametri clinici, per cui la loro indicazione e la loro somministrazione sono riservate a centri clinici specializzati.

Il prossimo futuro vedrà la pubblicazione di ulteriori studi che confermeranno l'efficacia degli interferoni e la determinazione del migliore punto d'inizio di questa terapia durante il corso della malattia. Gli studi finora pubblicati indicano che una terapia precoce potrebbe essere utile per la prevenzione di ricadute e disabilità neurologica. Inoltre, saranno studiate varie combinazioni dei farmaci attuali per incrementarne l'effetto e raggiungere una stabilizzazione o un arresto della malattia nel maggior numero di pazienti.

CURA up.jpg

Finora non esiste alcuna cura specifica per la sclerosi a placche, ma molti sintomi della malattia possono essere alleviati e vari trattamenti si sono dimostrati assai utili.

Si pensa che la malattia sia di tipo autoimmmune, vengono pertanto usati rimedi tendenti a bloccare il Sistema immunitario (immunosoppressori) affinché non continui a danneggiare la mielina. Non si conoscono rimedi validi per ricostruire la mielina danneggiata.

Sono in corso numerose ricerche in questo campo. Il medico, il neurologo e l'Associazione locale della sclerosi a placche www.aism.it saranno in grado di informarvi quando viene messo a disposizione un trattamento valido, approvato dai medici.



SCALA EDSS (Expanded Disability Status Scale) up.jpg

Secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quanto la malattia influisce sulla qualità di vita del paziente può essere descritto in termini di impairment (insieme dei deficit neurologici prodotti dalla malattia); disability (le limitazioni del paziente nelle attività della vita quotidiana), e handicap (le limitazioni nelle attività sociali e lavorative).

Attualmente, il grado di severità della SM e, cioè, delle sequele neurologiche prodotte dal danno anatomico che subisce il tessuto nervoso, si effettua tramite una serie di scale cliniche fra le quali, la più utilizzata è quella seguente, proposta da Kurtzke e chiamata "Expanded Disability Status Scale" (EDSS).

EDSS: la scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla.

Tratta da M.D. Medicinae Doctor - n° 7 marzo 1997.

La disabilità neurologica, che dipende nei pazienti affetti da SM dall'attività lesiva del processo demielinizzante a carico del Sistema nervoso centrale, viene valutata secondo una scala istituita come EDSS (Expanded Disability Status Scale) dal neurologo americano Kurtzke nel 1983.

  • EDSS = 0: Paziente con obiettività neurologica normale demielinizzante.
  • EDSS da 1 a 3.5: Il paziente è pienamente deambulante, pur avendo deficit neurologici evidenti in diversi settori (motorio, sensitivo cerebellare, visivo, sfinterico) di grado lieve o moderato, non interferenti sulla sua autonomia.
  • Da un EDSS =4 in su, i disturbi della deambulazione diventano preponderanti per il calcolo della disabilità secondo quanto segue:
  • EDSS = 4: Paziente autonomo, deambulante senza aiuto e senza sosta, per circa 500 metri.
  • EDSS = 4.5: Paziente autonomo, con minime limitazioni nell'attività completa quotidiana e deambulazione possibile, senza soste e senza aiuto, per circa 300 metri.
  • EDSS = 5: Paziente non del tutto autonomo, con modeste limitazioni nell'attività completa quotidiana e deambulazione possibile, senza soste e senza aiuto, per circa 200 metri.
  • EDSS = 5.5: Paziente non del tutto autonomo, con evidenti limitazioni nell'attività completa quotidiana e deambulazione possibile, senza soste e senza aiuto, per circa 100 metri.
  • EDSS = 6: Il paziente necessita di assistenza saltuaria o costante da un lato (bastone, grucce) per percorrere 100 metri senza fermarsi.
  • EDSS = 6.5: Il paziente necessita di assistenza bilaterale costante, per camminare 20 metri senza fermarsi.
  • EDSS = 7: Il paziente non è in grado di camminare per più di 5 metri, anche con aiuto, ed è per lo più confinato sulla sedia a rotelle, riuscendo però a spostarsi dal14 stessa da solo.
  • EDSS = 7.5: Il paziente può solo muovere qualche passo. E' obbligato all'uso della sedia a rotelle, e può aver bisogno di aiuto per trasferirsi dalla stessa.
  • EDSS = 8: Il paziente è obbligato alletto non per tutta la giornata o sulla carrozzella. Di solito ha un uso efficiente di uno o di entrambi gli arti superiori.
  • EDSS = 8.5: Il paziente è essenzialmente obbligato alletto. Mantiene alcune funzioni di autoassistenza, con l'uso discretamente efficace di uno od entrambi gli arti superiori.
  • EDSS = 9: Paziente obbligato a letto e dipendente. Può solo comunicare e viene alimentato.
  • EDSS = 9.5: Paziente obbligato a letto, totalmente dipendente.
  • EDSS = 10: Morte dovuta alla patologia.

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APPROCCIO OLISTICO

Nuove scoperte assai interessanti up.jpg

Da qualche tempo circola un libro molto interessante, The China Study, che consigliamo a tutti coloro che desiderano avere informazioni aggiornate, e ampiamente documentate, sulla SM (per la recensione del libro clicca qui.). Segue un breve brano:

Ora sappiamo come il nostro sistema immunitario può attaccare il nostro stesso organismo, mediante un processo di mimetismo molecolare indotto da proteine animali che riescono a introdursi nella nostra circolazione del sangue. Abbiamo anche alcune prove affascinanti che stabiliscono un legame fra la Sclerosi multipla e il consumo di cibi di origine animale, specialmente di latticini.

Studi di intervento in ambito nutrizionale, hanno indicato che la dieta può aiutare a rallentare la Sclerosi multipla e forse perfino a bloccarla. Attualmente disponiamo di un'ampia e approfondita gamma di prove del fatto che una dieta a base di alimenti naturali vegetali è la migliore per il diabete e per le malattie autoimmuni.

L'approccio della dott.ssa Kousmine up.jpg

La dott.ssa Kousmine sosteneva che la Sclerosi, diffusa sopratutto in questi anni, fosse una malattia del benessere, legata al fatto che i cibi vengono preparati con procedimenti chimici industriali che ne alterano la composizione originale. In particolare si riferiva all'olio, che ora non più preparato a freddo, ma ad alte temperature che distruggono vitamine e principi nutritivi.

Anche noi consideriamo una dieta sana (ad es. come descritto nelle nostre Direttive alimentari) un grande aiuto per chi ha la SM. Basterebbe usare solo olio spremuto a freddo, eliminare margarine e tutto ci che contiene grassi idrogenati. Questi grassi sono dannosissimi perché aumentano il colesterolo cattivo e sono contenuti nei cibi confezionati, gelati, patatine, biscotti, fette biscottate e schifezze varie.

Suggeriamo la lettura delle cinque pagine di commenti sulla SM nel blog: http://www.sclerosi.org/forum/viewtopic.php?t=452&postdays=0&postorder=asc&start=0

Tutto questo per convalidare il fatto che i dolori compaiono quando nel corpo vi è un eccesso di sostanze tossiche e di acido urico.

URL in collegamento con: www.kousmine.it/index.php




La teoria del dott. Paolo Zamboni up.jpg

Il dott. Paolo Zamboni ha riscontrato restringimenti nelle vene che portano via il sangue dal cervello in tutti i malati di SM e in nessuno dei soggetti sani. Ha definito questa anomalia venosa col nome di "CCSVI", ovvero "Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale".
Dettagli in: http://sm-ccsvi.com/tag/paolo-zamboni/




Una formulazione teorica a cura del Progetto Caduceo up.jpg

Sembrerebbe che sia presente una quantità minima di un agente patogeno che avvelena la membrana aracnide, alcune zone della sostanza bianca del cervello, del cervelletto e del midollo spinale, comprendendo anche il Sistema Nervoso Centrale.

--- Alcune riflessioni per chi fosse interessato all'eziologia della SM ---

A cura del dr. Mario Rizzi - Coordinatore del Progetto Caduceo.

  • 1. L'intelligenza che sta dietro al sistema immunitario vanta qualche miliardo di anni di esperienza in più che non quella dell'uomo, pertanto se agisce in un certo modo lo fa perché vi sono dei motivi ben precisi, anche se per ora all'uomo sconosciuti. A mio giudizio questo è un presupposto fondamentale, purtroppo spesso non considerato nella sua validità.

  • 2. Se nelle affezioni di SM il sistema immunitario distrugge la mielina (vedi anche la conferma data dal Kabat, lo fa perché la medesima contiene delle sostanze che devono essere eliminate.

  • 3. Il motivo per cui la mielina contiene delle sostanze indesiderabili si può ricercare in un agente patogeno che, letteramente, la "avvelena" con il suo metabolismo. Pertanto i tentativi di sopprimere l’attività immunologica che porta alla demielinizzazione non rappresenta la vera e profonda soluzione della patologia.

  • 4. Se tale agente non è ancora stato individuato lo si deve al fatto che gli strumenti a disposizione non sono sufficientemente perfezionati (anche nel passato non si sono viste cose che oggi possiamo vedere!), oppure perché si è localizzato oltre la barriera ematica cerebrale, cosa che la Medicina Naturale ritiene possibile quando sono presenti nell'organismo delle tracce di minerali pesanti, ad es. il mercurio di cui è stato scritto:
    "Il destino organico del vapore di mercurio, una volta assimilato, è la conversione nella forma ionica ad opera di una catalasi ematica tissutale. La forma metallica Hg0 è fortemente liposolubile ed è in grado di superare direttamente la barriera emato-encefalica e placentare, dando origine a forme di sequestro dovute alla ionizzazione in tali tessuti ed alla conseguente impossibilità per la molecola di fuoriuscirne" (www.aimo.it/odontoiatria11.html).

  • 5. Vi sono apparecchiature e metodologie diagnostiche che la Medicina Accademica non riconosce (ad es. il Vega Test Expert>), ma hanno una loro indiscutibile validità. A tal proposito è giusto considerare come attualmente la Medicina Ufficiale non conosca tutto, e tutto non possa giustamente valutare. Infatti, ad es., non è in grado di spiegare come hanno fatto gli animali liberi, nella zona colpita dallo Tsunami, a prevedere il disastro e ritirarsi nell'entroterra per salvaguardare la loro vita.

  • 6. Con tali metodologie abbiamo appurato, analizzando diversi casi, che alla base della SM vi è debolissima infezione di Clostridium Tetani. La cosa ci è sembrata assai interessante perché trova un riscontro logico nel fatto che il tetano, come malattie, produce degli spasmi (contrazioni + rilascio), mentra nella SM viene proposta solo la fase di contrazione.

Proposta di cura a seguito della formulazione teorica del Progetto Caduceo up.jpg

Siamo partiti dal presupposto che nella SM è presente una sintomatologia assai simile a quella dell'infezione di tetano; è infatti manifesta l'azione spasmodica, ma solo nella fase contrattiva. Le nostre ricerche e sperimentazioni ci hanno portato alla conclusione che per curare la SM, almeno nei casi iniziali, è necessario agire con due approcci contemporanei:

  1. aumentare l'attività del Sistema Immunitario (solitamente assai ridotta a causa delle cure mediche tradizionali),
  2. eliminare l'agente patogeno disturbante.

In alcuni casi iniziali l'approccio citato ha dato ottimi risultati, nei casi avanzati pare abbia bloccato il decorso della malattia.

Data la delicatezza dell'argomento forniremo i dettagli delle nostre ricerche solo a coloro che si faranno riconoscere come medici o terapeuti professionisti. In altre parole, se desideri ricevere tali informazioni dovrai fornirci:

  • nome e cognome,
  • professione

Se vuoi richiedere le informazioni scrivi a:

Assicuriamo che i dati forniti verranno custoditi con la massima riservatezza e non ceduti a terzi nel modo più assoluto. Potrai richiedere in ogni momento che vengano modificati o cancellati facendone richiesta al coordinatore




ESERCIZI PER UN CORRETTO ALLENAMENTO FISICO up.jpg

Stretching e Sclerosi Multipla up.jpg

Cos’è propriamente lo stretching e a cosa serve per chi ha la SM? Il termine inglese, come spiega il medico fisiatra che introduce il video, significa «allungamento» o «stiramento». Lo stretching, infatti, utilizzato comunemente nella pratica sportiva, consiste in un insieme di esercizi di allungamento muscolare che coinvolgono anche tendini, ossa e articolazioni. Dettagli nel sito:
http://aism.axenso.com/approfondimenti-con-lesperto/stretching-e-sclerosi-multipla.html

MsYoga e Sclerosi Multipla up.jpg

Msyoga è un programma di allenamento di yoga specificamente sviluppato per persone con Sclerosi multipla che è stato elaborato sviluppato da professionisti di spicco nel settore in Svizzera: a partire da esercizi singoli specifici sono stati derivati due programmi di allenamento completi che tengono conto delle differenti costituzioni personali delle persone colpite.

Il programma è stato sviluppato da professionisti di spicco nel settore in Svizzera. Assieme a Margareta Stühl del Centro svizzero di Yoga e al Professor Dr. med. Jürg Kesselring, specialista FMH in neurologia al Centro di riabilitazione Clinica Valens, abbiamo elaborato un programma di allenamento completo partendo da singoli esercizi specifici.

Nel sito www.msyoga.ch/it/home.html si trovano vari filmati per aiutare coloro che desiderano fare questo tipo di allenamento. Precisiamo che gli esercizi sono generali e non personalizzati: alcuni vanno bene per persone ai primi stadi della malattia, e non in stadi più avanzati. Altri vanno bene per tutti.

TESTI PER APPROFONDIRE up.jpg

SITI PER APPROFONDIRE up.jpg








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