I PARASSITI INTESTINALI
Sommario
Chi sono i parassiti
I PARASSITI INTESTINALI
Come eliminare i parassiti
Riferimenti Bibliografici
Siti interessanti
Per approfondimento
Si chiamano "parassiti" gli esseri che vivono a spese di un altro organismo
di una specie diversa dalla loro. I vermi o parassiti intestinali sono ospiti assai
dannosi e generalmente recano vari danni. Non sempre i parassiti sono portatori di
malattia, talvolta possono restare nell'organismo senza far danni visibili,
ma competono con le cellule umane per accaparrarsi il nutrimento ed emettono notevoli
rifiuti tossici
Glossario
Germe. Dicesi di qualsiasi microorganismo dannoso per il corpo umano.
Batterio. Nome generico dato ad alcuni microbi
patogeni che hanno la forma di bastoncini cilindrici. Se si trovano dei bacilli
nel sangue significa che nell'organismo vi è una malattia infettiva.
Bacilli. Sono una sottospecie dei batteri. Molti tipi di batteri possono causare
gravi malattie.
Microbi. Sono esseri organizzati molto piccoli, si misurano in micron
(millesimi di mm.). I microbi si collocano in una posizione intermedia tra
animali e vegetali. Sono formati da un nucleo avvolto da una membrana.
Molti sono utili per far svolgere i processi di fermentazione e putrefazione.
Parassita. Viene così definito un organismo, vegetale o animale,
che vive in un altro organismo di una specie diversa dalla sua.
Virus: (significa veleno). Sono dei microrganismi molto piccoli, si misurano
in millesimi di micron e appartengono al regno vegetale. Secondo alcuni scienziati
la parola "virus" non si intende un essere vivente come
per esempio un batterio, ma una "informazione" contenuta
nel DNA/RNA con un diverso allineamento in qualche punto del genoma.
L'organismo umano vive normalmente in mezzo ad
innumerevoli microbi, più o meno patogeni, più o meno
virulenti, ed innumerevoli altri vivono sul nostro rivestimento
cutaneo come pure all'interno del corpo, nelle vie respiratorie,
in quelle digestive, in tutti i sistemi in comunicazione con
l'esterno.
In un comune stato di buona salute, ospitiamo milioni di
stafilococchi, streptococchi, colibacilli e molto spesso bacilli
di difterite, polmonite, bacilli di tubercolosi, tutti
perfettamente inoffensivi. Conseguentemente non ci si ammala per
il solo fatto di essere in contatto con dei microbi.
Tutti i giorni, soprattutto nei grandi agglomerati urbani,
respiriamo ed inghiottiamo un'enorme quantità di microbi di ogni
genere. Se tutti questi dovessero di colpo comportare una
malattia, saremmo tutti morti da un pezzo, anche se ciò non
implica che ci si debba esporre di buon grado alle contaminazioni
massicce.
La questione del ruolo dei microbi nella genesi di numerosi
stati patologici è molto controversa. Tutti concordano
nell'affermare che sono in gioco due elementi: i microbi da una
parte e lo stato più o meno ricettivo del soggetto dall'altra. I
contrasti sorgono quando si tratta di determinare la rispettiva
importanza di ciascuno di questi due elementi.
Per gli uni, ed è questa l'opinione classica, il microbo ha
una parte preponderante: niente microbo, niente malattie. Ci si
preoccupa, certo, di quello che viene definito lo stato generale
ma, tutto sommato, in misura alquanto ridotta e il grosso, spesso
l'unico sforzo terapeutico, è la lotta contro il microbo. Di
là, tutta una gamma di vaccini curativi o preventivi, di rimedi
chimici o biologici, soprattutto sulfamidici ed antibiotici.
Per altri, in particolare per la globalità delle scuole
naturiste, il microbo rappresenta un elemento secondario, non è
la causa prima ma il testimone dello stato patologico. Occorre
quindi modificare il nostro modo abituale di considerare la
malattia e dire: "In questa affezione si trova questo
microbo" e non "è questo o quel microbo a provocare
quell'affezione".
Non si tratta quindi di aggredire il microbo ma di fornire
più resistenza a tutto l'organismo, al quale bisogna conservare
le sue immunità normali - e ciò costituisce la profilassi
naturale - o fargliele recuperare se le ha perse. Questo
costituisce la sola, autentica linea terapeutica. Ed in tale
terapia non si deve e non occorre mai ricorrere a dei medicinali
nel senso comune della parola.
Per quanto ci riguarda, concordiamo pienamente con questo
concetto, la cui fondatezza ci è stata ampiamente dimostrata nel
corso di numerose osservazioni cliniche ripartite in diversi
anni. Tuttavia non mancheremo di fare delle riserve dettate
unicamente dal buon senso.
Viene definito "parassita" un organismo, vegetale o animale,
che vive in un altro organismo di una specie diversa dalla sua.
Si tratta di un ospite dannoso perché vive alle spese
dell'organismo ospitante e generalmente gli reca dei danni.
Vi sono dei parassiti che riescono a vivere indipendentemente
dall'organismo ospitante (detti facoltativi) e altri che, invece,
dipendono interamente dall'organismo che li ospita per la loro sopravvivenza.
Si distinguono in ectoparassiti, che vivono a contatto
della pelle (pulci, pidocchi, zecche, acari, ecc.) e endoparassiti,
che vivono all'interno dell'organismo (protozi, vermi, ecc.).
Solitamente i parassiti sono considerati patogeni (portatori di
malattia), talvolta fanno il danno appena si sono introdotti nell'ospite,
ma vi sono dei casi in cui possono restare senza far danni, pur
essendo comunque un potenziale nemico.
Ricordiamo che i parassiti vivono alle spese del corpo umano
e competono con le cellule umane per accaparrarsi il nutrimento,
emettendo rifiuti tossici. Se ne contanto più di 100 tipi e possono
entrare in noti tramite:
- l'acqua che beviamo,
- il cibo vegetale impropriamente lavato,
- carne cruda o poco cotta,
- tossine dovute all'ambiente o ai prodotti chimici usati nell'industria
farmaceutica o alimentare,
- l'uso di antibiotici e medicine che tendono ad abbassare le difese
immunitarie,
- gli animali domestici, specialmente i cani.
Definizione: I parassiti intestinali sono esseri monocellulari
o pluricellulari che vivono a carico degli organismi viventi recando
loro danni talvolta notevolissimi.
Vi sono circa 170 varietà di parassiti che circolano nell’organismo,
talvolta si creano nell’intestino o entrano attraverso la bocca
(acque, cibi, farmaci, vaccini).
Essi, passando dalla barriera osmotica intestinale,
vengono veicolati per mezzo del sangue in tutto l’organismo,
andando ad annidarsi a seconda della specie, nei punti deboli del corpo.
Sono anche in grado di "sporcare" il sangue dando luogo
a molteplici problematiche, una di queste è l'Epilessia.
Il problema dei parassiti intestinali riguarda quasi tutta la
popolazione mondiale. Attualmente la loro presenza viene diagnosticata in una
percentuale trascurabile dei casi, per tre motivi:
- i sintomi che possono dare sono molto variabili, ed è molto difficile
riconoscere un quadro diagnostico,
- a livello mondiale, per qualche inspiegabile ragione, non viene data
importanza a questo fenomeno, e raramente i medici ne hanno competenze
approfondite,
- esistono nel mondo pochi laboratori attrezzati per i test dei vari
parassiti, e i protocolli usati per i pochi parassiti presi in
considerazione sono largamente inefficaci,
- La vita dei parassiti si svolge in molte fasi, e in generale
si rilevano dalle analisi solo nella forma adulta,
che è rilevabile nelle feci o nell'area perianale
solo per breve tempo. In Africa, quando si presume che un paziente abbia i parassiti intestinali,
lo si purga e lo si tiene in ospedale fintanto che evacua. L'esame delle feci viene fatto
subito, perché dopo due ore le tracce scompaiono.
La dottoressa Hulda R. Clark, con i suoi
studi sui parassiti intestinali e i danni (talvolta gravi) che possono causare, ha avuto
il merito di proporre alla comunità medica e scientifica l'attualità
di questo problema. La pericolosità dei parassità intestinali
si comprende facilmente considerando che l'intestino contiene
la maggior parte del sistema immunitario, ovvero il sistema che ci deve
proteggere dall'assalto dei germi invasori.
Si pensi che questi parassiti riescono a fare dei "buchi"
sulla parete intestinale, dai quali possono riversare direttamente
nel sangue le tossine (per noi veleni) del loro metabolismo.
Attenzione: in certi casi le crisi epilettiche
sono dovute alle impurità che i parassiti intestinali versano nel sangue.
Questo è comunemente riconosciuto per le crisi epilettiche dei cani,
ma, difficile da comprendere, non per quelle degli umani!.
Vengono normalmente riconosciuti i seguenti sintomi:
allergie, anemia, gonfiore, fatica cronica, stipsi, ridotta efficienza del sistema
immunitario, diarrea, eczema, linfonodi allargati, appetito eccessivo,
febbre, sintomi di influenza, chiacchiere a vanvera,
bruxismo (digrignare i denti nel sonno),
irritazione viscerale, irritabilità, itterizia, dolori muscolari o articolari, nervosismo,
eruzioni cutanee, occhi arrossati, disturbi del sonno, guadagno o perdita di peso.
Testo tratto dal sito: http://www2.xagena.it
Vorrei sapere se esiste una tipologia di parassitosi intestinale
che sfugge all'esame parassitologico delle feci. Ho un bambino
di 4 anni che per 8 notti ha avuto forti dolori addominali che
iniziavano verso l'una e fino al mattino non passavano.
Di giorno stava benissimo. Visitato da due
pediatri e da un chirurgo pediatrico il bambino non presentava alcun
sintomo particolare. Al nono giorno uno dei due pediatri mi ha
prescritto lo Zentel. Dopo un'unica somministrazione è passato
tutto. L'esame parassitologico iniziato prima della
somministrazione del medicinale ha dato però esito negativo.
Risposta
Quasi tutti gli agenti responsabili
delle parassitosi intestinali diffuse nella nostra area geografica
possono essere evidenziati nelle feci come tali o sottoforma di uova
o larve. Purtroppo però la loro identificazione non è sempre
agevole.
I campioni di feci su cui eseguire le indagini dovrebbero
essere almeno tre e raccolti in giorni differenti perché molti
parassiti vengono eliminati periodicamente dall'intestino e non ad
ogni evacuazione. Le feci dovrebbero essere inviate al laboratorio
analisi immediatamente dopo la raccolta. Se questo non è possibile i
campioni dovrebbero essere conservati in alcool polivinilico.
Inoltre l'esame microscopico delle feci può essere eseguito con
varie metodiche, e non tutte sono ugualmente efficaci per
identificare un dato tipo di parassita.
Esiste poi una parassitosi intestinale, diffusa tra i bambini, e
chiamata Ossuriasi, nella quale conviene ricercare le uova dei
parassiti non nelle feci, ma tramite lo Scotch-test, ovvero
l'applicazione di striscioline adesive nella regione perianale.
Questa tecnica può essere utilizzata anche per la Teniasi
(Giuseppe Trisolino, Policlinico S. Orsola, Bologna).
Ho lavorato in Africa ed ho avuto modo di vedere l'approccio seguito per scoprire i
parassiti intestinali ed ho capito perché non è facile riscontrarli. Nell'ospedale in
cui ho lavorato, il paziente in cui si sospettava una parassitosi intestinale veniva
purgato e quindi rimaneva in ospedale fintanto che subentrava l'evacuazione.
L'esame per la parassitosi veniva eseguito subito, a feci ancora calde, perché se
si fosse aspettato qualche tempo le uova si sarebbero sciolte
(Dottoressa Emma Castagnari).
Digrignazione dei denti, specie durante il sonno,
anemia, allergie alla pelle, costipazione, diarrea, dolori a muscoli e
giunture, fatica cronica, granulomi, insonnia, nervosismo, sistema immunitario debole,
dolori cronici senza altre cause.
"L'uomo è gravemente infestato da parassiti tra cui i trematodi
che alla presenza di solventi, quali l'alcool isopropilico -
il benzene - il metanolo - lo xilene - il toluene e altri, possono
completare il loro ciclo vitale nell'interno del corpo umano.
Questi parassiti adulti producono l'orto-fosfo-tirosina che è lo
stimolante mitotico che instaura il processo canceroso nel corpo
umano.
Eliminando questi parassiti, i vari solventi e quegli elementi che
li producono, si può eliminare il cancro. Sembra molto semplicistico,
specialmente se si conoscono i retroscena, gli studi e le terapie
molto complicate e diversificate applicate dalla medicina ufficiale."
Ancora una volta, come nel caso delle intolleranze, nel riconoscimento
troviamo un valido strumento nella bioelettronica, particolarmente
con il sistema EAV* e le macchine derivate dagli studi della
dottoressa Clarck.
Nota: un esame fatto con la B.P.H.D.*
è in grado di rilevare la presenza di parassiti intestinali e di
scegliere il rimedio più appropriato.
Ascaridi (ascaride lumbricoides).
Sono cilindrici, lunghi da 15 a 25 mm e spessi 1/2 mm.
Ossiuri (oxiuris vermicularis).
Sono piatti, biancastri e lunghi fino a 1 cm e mezzo.
Anchilostoma duodenale (strongylus duodenalis).
È lungo da 6 a 18 mm. vive nel duodeno e generalmente
colpisce i minatori.
Tenia (verme solitario).
È un parassita intestinale nastriforme ed è il
parassita intestinale più comune.
Lamblia o Giarda.
È un parassita che infesta l'intestino tenue ed il colon.
Forma delle cisti molto resistenti che provocano il diffondersi della malattia.
È frequente nei paesi caldi. Nei bambini si manifesta con mancanza
di appetito, dolori intestinali e diarrea con recrudescenze autunnali.
Negli adulti i disturbi sono: dolori addominali, disturbi digestivi, nausea,
diarrea, cefalea, dolore nella zona della cistifellea, febbre e disturbi cardiaci.
Si cura con preparati antimalarici.
Lieviti, Muffe e Funghi.
Sono una forma evoluta di funghi ascomiceti, ovvero a
riproduzione sessuata. Ve ne sono di due tipi:
- 1. Superiore: si trovano nei boschi ed alcuni sono
anche buoni da mangiare, ad esempio i tartufi.
- 2. Microscopici: sono i Lieviti (che provocano il mughetto ed alcune
dermatosi), i Gimnoaschi (dei quali fanno parte le tigne) ed i
Carposporei, che comprendono alcune muffe (penicillium, aspergillus),
la Candida di cui la più frequente è la Candida albicantis (da cui
deriva la Candidosi). Questi lieviti sono generati dalle mucose
quando il pH non è quello giusto o vi è uno squilibrio della flora
(per esempio dopo una cura con antibiotici).
La Candida si manifesta in molti modi tra cui i più frequenti interessano:
mucose interne, pelle, unghie, apparato locomotore, digerente,
polmonare, urinario, genitale e cardiaco. A volte si manifesta con
una setticemia (malattia dovuta ai germi che si sono diffusi anche
nel sangue) difficile da curare.
Mi sono imbattuta per la prima volta in questi strani
esserini durante una seduta di colonterapia. Certo,
all'Università li avevo studiati, ma sembravano
appartenere più che altro al Terzo Mondo, dove facevano
cose da matti e rimanevano tra i problemi più grossi da
risolvere in campo sanitario (...).
Sono andata a a fare una visita presso un laboratorio di
analisi specializzata in parassitologia e qui mi hanno
fatto vedere decine di campioni prelevati con i più
disparati parassiti.
Altro che problema medievale, siamo
ridotti proprio male! I parassiti sembrano infestare
un'alta percentuale della popolazione, e il brutto che
nessuno pensa più ai vermi come ad una possibile causa di
problema di salute nella nostra supercivilizzata società!
A questo punto la convinzione che molti coliti,
stitichezze, dolori intestinali non siano altro che
parassitosi ha cominciato a farsi strada nella mia mente.
Ma i parassiti non danno sempre e solo problemi
intestinali: anche la depressione, le turbe mentali, le
asme, le epatiti, le dermatiti e chissà cos'altro possono
essere provocate da queste insidiose (...).
Sembra infatti che le sostanze emesse dai parassiti si
combinino con dei veleni che abitualmente introduciamo
nel corpo, come i conservanti alimentari, o altri
composti chimici considerati innocui dalla scienza
moderna. Il risultato sono dei nuovi composti molto
irritanti a livello cellulare (...).
Attualmente, sembra impossibile, vi sono bambini e adulti affetti
da parassiti intestinali, solitamente gli ascaridi. Nei bambini il
fenomeno si manifesta con volto pallido, occhi profondi e il
digrignare i denti nella notte.
Abbiamo visto anche dei casi di epilessia
perfettamente risolti dopo aver eliminato i parassiti intestinali.
Attenzione: Ricordate che i parassiti sono molto contagiosi,
perciò controllate tutta la famiglia e gli eventuali animali domestici,
specialmente i cani!
Le nostre nonne, espressione talvolta di una saggia medicina popolare, di fronte
ad un bambino che continuava a ammalarsi e aveva problemi allergici o asmatici,
dicevano che "aveva i vermi" e proponevano terapie naturali diverse in relazione
alle diverse regioni di provenienza. Collane d'aglio o infuso di assenzio o olio
di timo, aiutavano spesso la guarigione. Non erano pazze, e alcuni recentissimi
lavori sembrano invece dare loro una grande ragione. I parassiti intestinali,
quelli che la gente chiama "i vermi", sono un forte problema emergente.
È difficile identificarli, e il sospetto della loro presenza nasce solo a medici che
conoscono l'importanza della relazione tra intestino e infiammazione dell'intero organismo.
Gran parte delle patologie croniche che affliggono oggi la popolazione mondiale sono
di tipo infiammatorio cronico. Un intestino infiammato determina la diffusione di
fenomeni infiammatori anche in settori distanti. E non dipende solo dalla esistenza
di intolleranze alimentari. Alcuni recentissimi lavori scientifici hanno identificato
ad esempio una reazione crociata tra la infestione da Anisakis e la reazione agli acari.
In pratica significa che un bambino o un adulto non allergici alle polveri, quando
vengono infestati dai parassiti intestinali, possono diventare allergici. Un gruppo
di studio del Karolinska Institutet di Stoccolma (Allergy 2001 ju1:56; 660-666) ha
stabilito che le persone (numerose) infestate da un particolare verme intestinale (che si
chiama appunto Anisakis simplex) sviluppano frequentemente una allergia crociata a molti
degli acari presenti nell'ambiente domestico e di lavoro.
Facciamo un esempio pratico: un ragazzo o un adulto che ha passato le vacanze in
campeggio, e ricorda di avere avuto qualche disturbo intestinale (fatto frequentissimo),
e all'inizio dell'inverno presenta rinite, o asma, potrebbe avere i "vermi" nella pancia
anzichè una forma allergica originaria . La forma allergica insomma, potrebbe esprimere
una difesa dell'organismo, e non un suo difetto, e la terapia non dovrebbe basarsi sul
trattamento cortisonico o antistaminico, ma sulla ripulizia intestinale.
Un altro importante lavoro effettuato da ricercatori spagnoli (Journal of Allergy
and Clinical Immunology 2000 (jan; 105:178-181.) ha potuto evidenziare che spesso
le reazioni allergicheagli alimenti sono in realtà dovute non ad una reazione verso
il cibo, ma alla presenzadel parassita intestinale, che accentua i meccanismi di
risposta infiammatoria, e determina reazioni in tutto e per tutto simili a quelle
delle allergie o delle intolleranze alimentari.
Ancora di più quindi si evidenzia lo strettissimo rapporto tra la crescente
ipersensibilità esistente nella popolazione e le condizioni intestinali. Ciò
che mangiamo, e le condizioni del nostro intestino possono essere la causa delle
nostre malattie infiammatorie cui talora non ci sembra di riuscire a rispondere.
Quanto proposto è ad esclusivo scopo
informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per
i problemi relativi alla salute.
Per combattere i parassiti intestinali è necessario ridurre al massimo di
tre pasti alla settimana i prodotti che creano putrefazione
(latticni, uova, pollo, pesce, salumi, insaccati, carne rossa, ecc.) e
aumentare l'utilizzo di verdura, frutta fresca e qualche cereale.
Il pollame è preferibile alla carne rossa e i formaggi di capra e pecora sono
molto migliori di quelli di vacca.
Suggeriamo caldamente di seguire le Direttive alimentari
Rimedi farmaceutici (da valutare singolarmente!)
Per l'eliminazione dei parassiti valutare il Combantrin ed il Vermox da 100mg.
Solitamente il Vermox è adatto agli adulti e il Combantrin ai bambini
sopra i 8 anni.
Per gli adulti è valida una cura con una pasticca di Vermox da 100mg
seguita da un'altra pasticca dopo 4 giorni da assumersi durante un pasto
(la prima elimina i parassiti, ma non le uova, la seconda elimina le uova che nel
frattempo si sono schiuse). La cura completa comporta due pasticche
distanti 4 giorni una dall'altra e non di più!
Nei casi in cui dovete trattare un bimbo piccolo o
un organismo debilitato, al posto dei prodotti citati (che sono un
veleno a tutti gli effetti), è meglio ricorrere alle Gocce del Dr. Reckeweg
n. 56, che rinforzano le difese dell'organismo contro i parassiti.
Sopra i 6 anni dare 15 gocce tre volte al giorno. Sopra i tre anni 10 gocce,
e sotto i tre anni 5 gocce, sempre tre volte al giorno in poca acqua.
Per il ripristino della flora intestinale valutare una fialetta di
Lactofluorene (fermenti lattici) mezz'ora prima di pranzo e cena.
- Dott. Lorenzo Bracco, Di piatto in piatto.
Tel. 011-668.8992. Sito: www.lorenzobracco.it
- Huld Regehr Clark, Il cancro, prevenzione cura.
Edizioni Aiep.
- Huld Regehr Clark, La cura di tutte le malattie.
Macro Edizioni, Cesena (FO). Tel 0541.344820.
- Claudio Viacava, Patologie Occulte La causa del cancro e
di altre malattie alla luce di nuove scoperte scientifiche.
Macro Edizioni, Cesena (FO). Tel 0541.344820.
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