LA CHEMIOTERAPIA
Sommario
Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe
a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!...
Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal
divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia.
Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3
medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua
inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
By Steven Ransom, Copyright 2002
Direttore di Ricerca Credence Publications, UK
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Email: stevel @onetel.net.uk - Sito web: www.credence.org
Tratto dal suo libro: Great News on Cancer in the 21st Century (Grandi novità sul cancro nel 21° secolo, ndt).
(Credence, 2002)
Brani da un articolo pubblicato su NEXUS, New Time Magazine, Edizione Italiana, N. 44.
Tel. 049-9115516, E-mail: info@nexusitalia.com, Sito: www.nexusitalia.com
La scienza medica del ventunesimo secolo vanta una serie di
cure le quali in effetti risultano assai pericolose per la salute
e, fra queste, nessuna più di quelle relative al cancro. Mi
auguro che questo breve resoconto possa giungere nelle mani delle
molte migliaia di persone attualmente sottoposte alle cure
convenzionali per il cancro, ed anche alle molte migliaia di
medici, primari, infermieri ed assistenti che ogni giorno causano
inconsapevolmente gravi danni in nome delle suddette cure.
Cominciamo il conto alla rovescia, poniamo rapidamente fine
alla... morte per trattamento medico.
Ogni anno nel Regno Unito viene diagnosticato il cancro circa 200.000
persone, di cui 152.500 muoiono. Negli Stati Uniti il tasso annuale dei
decessi dovuti a questa malattia è di circa 547.000 individui.
Tali decessi vengono registrati come dovuti al cancro, ma quanti di questi sono
attribuibili alla malattia in sé stessa? Quanti decessi dovrebbero effettivamente essere
registrati come "morte per trattamento medico"?
Se prendiamo in considerazione il fatto che le cure convenzionali
consistono quasi interamente in radiazioni, chemioterapia e
somministrazione a lungo termine di farmaci tossici - cure ben
note per i loro gravissimi effetti collaterali - allora il quesito
diventa più che legittimo. Riguardo alla chemioterapia, ad
esempio, tenete presente quanto segue:
"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore
a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al
seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre
un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la
chemioterapia per combattere questi tumori." (Allen Levin,
MD, UCSF, The Healing of Cancer, Marcus Books, 1990)
Esaminiamo la vicenda, assai pubblicizzata, dell'ultimo John
Diamond, celebrità dei media britannici che optò per le cure
convenzionali. Cosa ci dice tale vicenda? John era noto per il
suo atteggiamento critico nei confronti di molte delle più
diffuse terapie alternative. Consideriamo alcuni aspetti
dell'approccio alternativo e ci chiediamo se le sue critiche
fossero del tutto immeritate. Sentiamo la voce di coloro che si
trovano all'interno dello stesso mondo ufficiale del cancro, i
quali citano le tecniche convenzionali che tagliano, bruciano e
dissolvono come pessime e disumane, e coloro che, dati i tassi
penosamente scarsi di recupero, mettono seriamente in discussione
le somme di denaro che oggi vengono investite per le cure
convenzionali. Nel solo Regno Unito, nel bazar del cancro
convenzionale si spendono ogni anno 2,8 miliardi di sterline,
ovvero circa 6.800.000 sterline al giorno; negli Stati Uniti la
cifra spesa è 10 volte superiore.
Sentiamo anche coloro che hanno sfidato il buonsenso
convenzionale ed optato, con notevoli risultati, per cure
anticancro non convenzionali e non tossiche. E non stiamo
parlando dell'uso di piramidi o delfini. Dalla gamma nota delle
cure anticancro disponibili, il nostro resoconto si concentra
sulle vitamine C e B17, presenti in natura, e sul ruolo di
supporto dell'alimentazione. Di recente la vitamina B17 in
particolare ha riscosso molte attenzioni, nonostante gli sforzi
concertati dell'establishment mondiale del cancro per occultare o
distorcere tutti i positivi rapporti su tale vitamina.
Dovremmo considerare tutto ciò così sorprendente? Dopotutto,
non è certo un segreto che dati gli investimenti globali
destinati alle cure convenzionali, che ammontano a centinaia di
miliardi di sterline e di dollari all'anno, qualsiasi notizia
relativa ad un efficace farmaco anticancro derivato dal semplice
nocciolo di albicocca potrebbe danneggiare seriamente l'opulenza
della possente Cancro S.p.A.
Ma prima, a mo' di introduzione all'argomento "morte per
trattamento medico", facciamo un viaggio a ritroso di
qualche secolo, sino al letto di morte di Re Carlo 11, dove 14
fra i medici più qualificati del regno stanno zelantemente
"rianimando" il Re da un colpo apoplettico.
"Da una vena del braccio destro del Re è stata prelevata
qualcosa come una pinta di sangue; quindi gli è stata incisa una
spalla, dalla quale ne sono state estratte altre 8 once. Sono
stati somministrati un emetico ed un purgante, seguito da un
secondo purgante, seguito a sua volta da un clistere contenente
antimonio, amari consacrati, salgemma, foglie di malva, violette,
barbabietola, fiori di camomilla, semi di finocchio, semi di
lino, cannella, semi di cardamomo, zafferano, cocciniglia ed
aloe. Il cuoio capelluto del Re è stato rasato e si è creata
una vescica.
È stata somministrata polvere di elleboro per starnutire. Ai
piedi è stato applicato un impiastro di pece di Borgogna e
sterco di piccione. I medicamenti comprendevano semi di melone,
manna, olmo viscido, succo di amarene, fiori di tiglio, gigli
della vallata, peonie, lavanda e perle disciolte. Man mano che
peggiorava, gli sono state somministrate quaranta gocce di
estratto di teschio umano seguite da una dose rianimante
dell'antidoto di Raleigh, e per finire della pietra di bezoar.
Curiosamente, dopo tali interventi a forza di Sua Maestà è
sembrata scemare e, mentre la sua fine sembrava imminente, i
medici hanno deciso di fare un tentativo in extremis,
introducendo nella gola del Re morente altra miscela di Raleigh,
giulebbe di perla ed ammoniaca. Ulteriori cure sono state rese
più difficili dalla morte del Re."3
Possiamo star sicuri che i medici radunatesi al capezzale del
Re erano tutti quanti maestri nei loro rispettivi campi, i reali
e i presidenti non si accontentano di niente di meno. Tuttavia,
come osservava Proust, con il senno di poi siano ora in grado di
individuare gli orribili errori delle loro terapie. Ai giorni
nostri le gocce di teschio, l'ammoniaca e lo sterco di piccione
non si usano più, ma cosa diremo fra qualche anno, quando
volgeremo indietro lo sguardo alle "altamente
rispettabili" terapie anticancro dell'anno 2002? Oseremo
azzardare che non c'è nulla di nuovo sotto il sole? Abbiamo
davvero compiuto molti progressi'?
Lo hanno avvelenato, distrutto, gli hanno tagliato via dei
pezzi, ha conseguito la remissione, ha sentito i noduli crescere
nuovamente, gli hanno dato barlumi di speranza, che gli hanno poi
negata (Nicci Gerrard, Sunday Observer, 14 maggio 2001).
Molte migliaia di persone rimasero toccate dalla rubrica che John
Diamond teneva sul Times di Londra, nella quale forniva un crudo
e brutale resoconto sul proprio vivere con un cancro alla gola.
Con uno stile arguto e realistico, John esplorò i numerosi
risvolti di un'esistenza minata dal cancro, fra cui i vari
aspetti, perlopiù negativi, dello stato mentale e fisico durante
le cure con radiazioni, gli effetti della sua malattia sulla
famiglia in senso lato e la riscoperta delle meraviglie di tutti
i giorni, in precedenza date per scontate.
Manifestava la propria avversione nei confronti dei numerosi
cliché sul cancro, quali "il coraggioso John" e
"mantenere un atteggiamento positivo", ribattendo:
"Non sono coraggioso. Non ho scelto il cancro. Sono solo me
stesso, che lo sto affrontando" e "Ogni volta che
qualcuno mi diceva quanto per me sarebbe stato opportuno un
atteggiamento positivo, quello che intendevano dire davvero era
quanto un tale atteggiamento positivo avrebbe reso le cose più
facili a loro."
Egli era noto anche per le sue severe critiche verso quasi tutte
le cure non-ortodosse e per la sua disponibilità a sottoporsi a
tutto quello che la medicina ortodossa aveva da offrire; un
servizio che persino lui, fautore delle cure convenzionali, aveva
a vario titolo descritto come "emorragie a pagamento" e
"aggressioni chirurgiche".
Secondo me, le immagini più memorabili di John furono catturate
da Inside Story della BBC - un programma televisivo che seguì
John nel corso dell'anno di cure, mostrandone le sofferenze. Un
intervento alla gola fece perdere a John la voce il che, per un
noto speaker radiofonico, costituì un grave colpo. In seguito, a
causa di cure chirurgiche e con radiazioni, perse quasi tutta la
lingua e, con essa, il senso del gusto e la capacità di mangiare
in modo appropriato - un doppio smacco, dato che era sposato con
la superba cuoca televisiva Nigella Lawson.
Nel suo straordinario libro (che divorai) dal titolo 'C': Because
Cowards Cet Cancer Too (Perché anche i vigliacchi si ammalano di
cancro, ndt), scrisse:
"Lui che non si era reso conto di quale dono fosse una voce
non menomata, che aveva consumato i propri pasti senza
soffermarsi a degustarne il meraviglioso sapore, che era stato
criminalmente dissoluto con le parole, che aveva dato per
scontata la vicinanza di partner, figli e amici - in breve, che
non sapeva di essere vivo..."4
John morì nel marzo del 2001, all'età di 47 anni, dopo orribili
sofferenze durate quattro anni. Con la sua morte, si è aggregato
alla presentatrice sportiva Helen Rollason, a Bill
"Compo" Owen, a Ian Dury, a Roy Castle, al cardinale
Basil Hume, a Linda McCartney e, ultimissimo, all'ex Beatles
George Harrison, più altri 152.500 individui che nel Regno Unito
soccombono ogni anno all'ordalia del cancro.
Kate Law, della Cancer Research Campaign, ha affermato che in
Gran Bretagna la vicenda di John ha contribuito a tirar fuori dal
cassetto il mondo del cancro. Gli scritti di John hanno
certamente portato nelle case la brutalità delle convenzionali
cure anticancro.
Tuttavia coloro che, fra i meglio informati sul dibattito intorno
a tale malattia, abbiano letto gli articoli ed il libro di John,
avranno riconosciuto che i suoi scritti, sebbene brillanti, non
hanno sviscerato affatto la questione nella sua interezza.
Le convenzionali terapie anticancro presentano
degli effetti collaterali nocivi, se non addirittura letali, ma i professionisti della medicina
perseverano nell'imporle ai propri pazienti come se fosse una cosa naturale.
Esaminate la seguente dichiarazione dell'esperto in oncologia
Professor Charles Mathe:
"Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro
standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che
stanno alla larga da questi centri hanno qualche possibilità di
farcela.''5
Walter Last, che scrive su The Ecologist, ha di recente
riportato:
"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università di
California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche
relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente
conclusione: '... quando non vengono curati, i malati non
peggiorano, o addirittura migliorano. Le inquietanti conclusioni
del Dr. Jones non sono mai state confutate.6
Oppure che dire di quanto segue?
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente
per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata
dagli insuccessi pressoché costanti" (Albert Braverman, MD,
"Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol. 337,
p. 901).
O ancora di questo?
"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore
a causa della chemioterapia; la chemioterapia non elimina il
cancro ai polmoni, al seno o al colon. Questo fatto è
documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici la
utilizzano ancora per questi tumori.
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer).
Nonostante il diffuso impiego della chemioterapia, negli
ultimi 70 anni il tasso di mortalità da cancro al seno non è
variato (Thomas Dao, MD, New England Journal of Medicine, marzo 1975, vol. 292, p. 707).
La chemioterapia è una cura invasiva e tossica che si presume
elimini le cellule cancerose; tuttavia, sfortunatamente, la sua
feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste
ultime da cellule e tessuti circostanti sani.
Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per
via endovenosa che uccide tutta la materia vivente. Le ripetute
somministrazioni di chemioterapia e di radiazioni uccidono
gradualmente l'intero organismo; il sistema immunitario viene
colpito in modo particolarmente duro dalla chemioterapia e spesso
non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza da proteggere
adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può
portare alla morte.
Qualcosa come il 67 per cento delle persone che muoiono durante
le cure anticancro finiscono in tal modo a causa di infezioni
opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienza del
sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed
aggressiva dei farmaci.7 Di cosa si tratta, se non di morte per
trattamento medico?
Gli stessi effetti collaterali della chemioterapia e delle
radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tanto per
citarne alcuni, vertigini, decolorazione della cute, calo
sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea, diarrea, caduta dei
capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione,
perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi,
lesioni permanenti e malfunzionamento degli organi, emorragie
interne, danni ai tessuti e infiltrazione cardiovascolare
(deterioramento delle arterie).
Due anni fa, ad Hazel fu diagnosticato un cancro al seno; ella ha
descritto la chemioterapia come la peggiore esperienza della sua
esistenza:
"Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie
vene. L'infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti
protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse
venuta a contatto con la sua pelle l'avrebbe bruciata. Non potei
fare a meno di chiedermi 'Se precauzioni di questo genere sono
richieste all'esterno, che diamine sta avvenendo nel mio
organismo?' Dalle 19.00 di quella sera vomitai alla grande per
due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli,
l'appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero
una morta che camminava."
Più avanti riporteremo altre vicende relative ad Hazel, per
quanto in circostanze assai diverse.
Sembra comunque che con la chemioterapia stiamo nuovamente
osservando l'aspetto accettabile della cura di ammoniaca
somministrata a re Carlo dai più insigni medici del regno.
Analogamente, riguardo alla tossicità della "terapia"
con radiazioni, John Diamond notò che fu soltanto quando
cominciò la cura che iniziò a stare davvero male.
L'esperto oncologo Dr. Charles Moertal, della Mayo Clinic
statunitense, ha affermato:
"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di
effetti collaterali e di problemi pratici; e dopo che tutti i
pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo
un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero
periodo di regressione tumorale, generalmente parziale..."8
Il Dr. Ralph Moss è l'autore di The Cancer Industry, una
sconvolgente denuncia del mondo delle convenzionali politiche e
prassi relative al cancro. Moss, intervistato nel 1994 nel corso
della trasmissione radiofonica di Laura Lee, affermò:
"In fin dei conti, non vi è alcuna prova che per la
stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le
aspettative di sopravvivenza e questa è la grande menzogna su
tale terapia, cioè che esista una correlazione fra la riduzione
del tumore ed il prolungamento della vita del malato."9
Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center
inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un
questionario per determinare quale grado di fiducia essi
nutrissero nelle terapie che applicavano; fu loro chiesto di
immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale
delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.
Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a
sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatin - uno
dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano (il quale
attualmente raggiunge un fatturato complessivo mondiale di circa
110.000.000 di dollari l'anno), mentre 58 dei 79 reputavano che
tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili,
a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della
chemioterapia.
Soltanto di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, è solo uno
'squallore scientifico' ed almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel
mondo è priva di qualsiasi valore (Dr. Ulrich Abel).
Il seguente brano è tratto da Tim O'Shea a The Doctor within:
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della
Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e
passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti
clinici mai eseguiti sulla chemioterapia, ed i suoi risultati
andrebbero consultati da chiunque stia per salire sul 'Chemio
Express'. Abel, per assicurarsi di aver passato in rassegna tutto
quello che era stato pubblicato sulla chemioterapia, inviò delle
lettere ad oltre 350 centri medici di tutto il mondo, invitandoli
a spedirgli qualsiasi cosa avessero pubblicato in materia; egli
esaminò migliaia di articoli, ed è improbabile che al mondo
esista qualcuno che sull'argomento ne sappia più di lui.
"L'analisi comportò alcuni anni di lavoro, ma i risultati
sono sorprendenti: Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo
di esiti positivi in seguito a chemioterapia era 'spaventoso' in
quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte
riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a
'prolungare in modo apprezzabile la vita di pazienti affetti dai
più comuni tipi di cancro organico'.
Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a
migliorare la qualità della vita, la descrive come uno
'squallore scientifico' e sostiene che almeno l'80 per cento
della chemioterapia amministrata nel mondo è priva di qualsiasi
valore ed affine agli 'abiti nuovi dell'imperatore', anche se non
esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni,
né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi! (Lancet,
10 agosto 1991). Nessuno, fra i principali media, ha mai nemmeno
citato questo esaustivo studio: è stato completamente
insabbiato."10a
John Diamond, anche se essenzialmente scartava le cure degli
"alternativisti", come li chiamava lui, e descriveva in
modo per lo più convinto la sua fiducia nel paradigma medico
convenzionale, a volte titubava:
"E se quegli altemativisti rinnegati avessero ragione? Se
fosse vero che con la radioterapia non si è mai salvata alcuna
vita e che con tutta probabilità la mia condizione sarebbe stata
peggiorata dall'irradiamento? Se fosse vero, come dichiarato in
un paio di libri, che l'effetto principale della chirurgia
anticancro fosse quello di rilasciare nell'organismo cellule del
cancro vaganti, consentendo loro di insediarsi altrove?... Mi
sono rivolto ai libri di medicina per cercarvi conforto, senza
trovarne alcuno."11
Parlando con i malati di cancro si scopre ben presto che molti di
essi riferiscono che, per quanto abbiano avuto la spiacevole
sensazione istintiva che in prospettiva ci debba essere in
qualche modo un approccio migliore, si ritrovano comunque a
ritornare dal loro oncologo per altre dosi della stessa
devastante cura. Perché tutto questo succede, quando sono
disponibili già da subito sperimentate terapie non nocive, non
convenzionali?
Sicuramente, uno dei fattori rilevanti è il nostro ereditario
atteggiamento deferente verso l'ortodossia medica ed il suo
simbolismo archetipico: il camice bianco, lo stetoscopio, gli
anni di sapienza rappresentati da quei diplomi di laurea
incorniciati; ogni particolare parla del nostro essere nelle mani
degli esperti. Poi vi è la pressione supplementare che
l'oncologo può esercitare sul paziente al momento della
diagnosi.
In un saggio dal titolo The $200 Billion Scam, Jeff Kamen
descrive il modo in cui la diagnosi di cancro venne comunicata a
Kathy Keeton, ultima moglie del magnate della rivista Penthouse,
Bob Guccione, la quale ricorda così le parole del suo medico:
"Mi dispiace. Si tratta di una forma assai rara della
malattia. La natura di questo cancro ne determina un rapido
sviluppo ed una veloce metastasi, quindi dobbiamo intervenire in
fretta ed iniziare subito la chemioterapia. Abbiamo a
disposizione alcuni dei migliori esperti mondiali del settore; la
invito a lasciare che io la affidi alle loro cure, non c'è tempo
da perdere. Questa forma di cancro è spesso letale, e lo è
velocemente. Senza cure le restano sei settimane di vita.
Dobbiamo davvero agire in modo aggressivo con la chemio".11u
Hazel rammenta un'esperienza simile.
"Fondamentalmente rimasi sconvolta dalla diagnosi. Me ne
stavo seduta mentre il medico mi diceva che questa era la
migliore cura disponibile e che il fatto che mi ci sottoponessi
era davvero una questione di vita o di morte. Mio marito era
seduto al mio fianco, e mi disse che era necessario che io
fossi d'accordo. Caddi in una sorta di trance e, sebbene qualcosa
mi mettesse a disagio, mi ritrovai ad annuire riguardo alla
chemioterapia."
Certamente lo squilibrio di potere presente in tutti i rapporti
medico-paziente (da cui deriva il termine psichiatrico
"strizza") costituisce un aspetto fondamentale nello
stabilire l'approccio terapeutico.
A parte la potente influenza di cui sopra, il trasferimento in
massa dalle convenzionali cure anticancro verso sperimentate cure
non convenzionali è stato pesantemente ostacolato anche dagli
effetti negativi della ridda di confuse, contrastanti e spesso
bizzarre informazioni che circolano nell'ambiente, le quali
assumono la foggia di "utili" consigli altemativi sul
cancro. Un individuo che, per la prima volta, cerca consigli
altemativi su Intemet ad esempio, può ben presto ritrovarsi del
tutto scoraggiato; alla sola voce "cure altemative per il
cancro" esistono qualcosa come 4.000 link!
Un malato ansioso, che non dispone del tempo per separare il
grano dal loglio, si ritrova quindi a dover affrontare una serie
di calcoli basati esclusivamente sulle sue negative esperienze
con Internet, e su di una sorta di cieca e disperata fiducia che,
in qualche modo, l'esperto oncologo deve aver ragione.
"Non ci aveva forse avvertito che lì su Internet c'erano un
sacco di pazzoidi?" Il paziente quindi si ritrova al punto
di partenza e, per default, la chemioterapia suggeritagli in
precedenza appare nel complesso la carta "più sicura".
Secondo l'opinione del giornalista del settore sanitario Phillip
Day, autore di Cancer: Why We're Still Dying to Know The Truth:
"Molte persone deglutiscono, entrano nel tunnel del cancro e
sperano di uscire dalla parte opposta."
Tuttavia, nonostante il fatto che la ricerca su Internet possa
generare confusione con molta facilità, relativamente a terapie
naturali e autenticamente efficaci per una serie di gravi
malattie, fra cui il cancro, vi è di fatto a disposizione una
messe di informazioni attendibili e documentate con competenza,
informazioni che in alcuni casi esistono da molti anni.
Comunque le informazioni su queste terapie non sono propriamente
di pubblico dominio, forse perché la medicina naturale ha dovuto
lottare con forza per essere compresa con chiarezza, aspetto a
monte del quale vi sono motivazioni specifiche. Spesso la
questione non riguarda tanto dove cercare autentiche terapie
naturali quanto come andare a cercarle.
Prima di analizzare più approfonditamente specifiche cure
anticancro, è importante che esaminiamo brevemente le ragioni
alla base degli attuali livelli di confusione attorno alla
medicina naturale nel suo complesso: deformazione deliberata,
stupidità non intenzionale, chiamatele come vi pare.
Convenzionale o alternativa che sia, succede da entrambi i lati
della barricata, e noi dobbiamo imparare a leggere fra le righe.
La prevenzione e la cura delle malattie danneggia
il business farmaceutico mentre l'eliminazione delle malattie più comuni ne
minaccia la stessa esistenza (Dr. Matthias Rath).
Per opporsi all'incessante campagna del grande business per
dominare le nostre scelte sanitarie, il Dr. Matthias Rath
presenta un conciso compendio della basilare etica delle aziende
commerciali:
"L'industria farmaceutica è stata creata nel corso del 20mo
secolo da investitori, con lo scopo di sostituire terapie e
rimedi naturali, efficaci ma non brevettabili, con prodotti
farmaceutici per lo più inefficaci, ma brevettabili ed altamente
lucrosi. La reale predisposizione dell'industria farmaceutica è
quella di derivare profitti dalle malattie sempre più diffuse ed
essa, così come le altre industrie, tende ad espandere i propri
mercati, vale a dire preservare le malattie attualmente presenti
e scovarne di inedite da poter curare con i propri prodotti. La
prevenzione e la cura delle malattie danneggia il business
farmaceutico mentre l'eliminazione delle malattie più comuni ne
minaccia la stessa esistenza.
"Di conseguenza l'industria farmaceutica combatte in tutti i
modi l'eliminazione di qualsiasi affezione e ne costituisce essa
stessa il principale ostacolo, motivo per cui le attuali malattie
più comuni si stanno ulteriormente diffondendo, compresi
infarti, colpi apoplettici, cancro, pressione alta, diabete,
osteoporosi e molte altre. Secondo gli assicuratori sanitari (nei
paesi anglosassoni è prassi comune e spesso obbligata avere
un'assicurazione sanitaria privata, ndt), attualmente sono in
commercio e vengono prescritti oltre 24.000 prodotti farmaceutici
privi di qualsiasi sperimentata efficacia terapeutica.
(AOK Magazine, 4/98).
"Secondo le associazioni dei medici, i noti e pericolosi effetti
collaterali dei farmaci sono diventati la quarta causa principale
di morte da infarto, cancro e colpo apoplettico" (Journl of the American
Medical Association, 15 aprile 1998).
"Milioni di persone e di malati in tutto il mondo vengono
defraudati doppiamente; una consistente parte dei loro guadagni
viene utilizzata per rimpinguare i grassi profitti dell'industria
farmaceutica e, in cambio, vengono loro offerte medicine che non
curano nemmeno."
Il Dr. Rath sta attualmente capitanando la lotta contro le
industrie farmaceutiche che stanno cercando di far approvare
leggi che limitino il nostro libero impiego di vitamine e
minerali. Tali leggi, se verranno approvate, influiranno in molti
modi direttamente su di voi. Vi invito a visitare il sito web
www.vitamins-for-all.org
e di firmare la petizione, vi richiederà 30 secondi tempo ed è davvero importante.
Data la natura delle informazioni che devono ancora arrivare su questo
sito, sono ragionevolmente sicuro che lo visiterete nuovamente!
Sarah Bosely, editrice del settore sanitario, ha scritto sul
quotidiano britannico Guardian del 7 febbraio 2002:
"Gli scienziati accettano ingenti somme di denaro dalle
ditte farmaceutiche per apporre la propria firma ad articoli che
non hanno nemmeno scritto, ma nei quali si approvano nuovi
farmaci, una prassi in continua crescita che alcuni temono stia
mettendo a repentaglio l'integrità scientifica."12a
Questi presunti custodi della nostra salute vengono pagati per
affermare determinate cose. Nell'articolo un medico ha detto:
"Che giorno è oggi? Stavo appunto decidendo quale farmaco
appoggerò oggi."
Da cima a fondo, la medicina del 21mo secolo viene comprata ed
istruita a pensare a tutte le cure mediche esclusivamente in
termini di applicazioni farmacologiche.
Mentre la portata del presente articolo non si estende alla
completa analisi dell'influenza che il denaro ha esercitato sulla
corruzione della reale medicina e relativa prassi, assicuriamo i
lettori che la medicina convenzionale ha la sua bella quota di
pressioni commerciali, ed in modo particolare per quanto riguarda
il mondo del cancro, come scopriremo ben presto.
A parte gli stratagemmi dei mercanti, la medicina naturale ha
anche dovuto sempre confrontarsi con i benintenzionati
paraguaritori14 i quali, sebbene per ragioni diverse, hanno la
inconsapevole capacità di rivelarsi ugualmente dannosi per la
causa.
Il mercato della medicina non-convenzionale sembra essere
dominato da coloro che riescono ad enunciare uno smantellamento
mirabilmente coerente del paradigma convenzionale, ma che
tuttavia tendono a non applicare lo stesso livello di sagace
criticismo ai propri rimedi, spesso stravaganti.
Così, noi siamo soggetti ad un fuoco di sbarramento di
dichiarazioni egualmente fuorvianti quali, ad esempio: "Non
sottoponetevi alle devastazioni della chemio, lasciate che Aquila
Bianca vi emendi da quelle energie negative"; "Visitate
una piramide, uno sciamano ('La mia malattia è un richiamo ed un
dono sciamanico'14a), una 'guida' contro il cancro (Bene, gente.
Chiudete gli occhi. Il vostro cancro si sta ritirando. La massa
tumorale si sta disintegrando. Immaginate il fuoco che distrugge
tutto!)"
Un rivestimento di fango, di alghe o di entrambe le cose, un po'
di psico-chirurgia, un po' di radionica, questa o quella terapia
e, naturalmente, i mille e uno rimedi della tradizione popolare:
forse il fidato "elisir per il tumore al cervello"
della nonna, il gheriglio di una noce perfettamente conservato in
acqua piovana (sette gocce, tre volte al giorno)...
I personaggi famosi affetti dalle più gravi malattie ricevono
questi ben intenzionati "suggerimenti e stratagemmi" a
iosa. John Diamond non faceva eccezione:
"Ho ricevuto testimonianze aneddotiche da parte di coloro
che credono al voodoo, al potere del popolo delle fate, sì,
davvero, al bere la propria urina e ad una serie infinita di
altri rimedi... Dovrei affidarmi al rafano della Bessarabia, la
cui radice essiccata viene utilizzata da secoli dai nomadi
tartari per curare il piede d'atleta, il gomito del tennista ed
il cancro, così come descritto nel loro libro dal titolo
Why Your Doctor Hates You and Wants You To Die (Perché il vostro
medico vi odia e desidera che moriate, ndt), copia per recensione
acclusa..."15
Nonostante le terapie a disposizione nel panorama del naturale, un imponente numero di
rimedi che oggi vengono spacciati come "medicina" non
contengono alcuna sensata metodologia, e tuttavia
sorprendentemente, si vendono assai bene. Tale fenomeno viene poi
impareggiabilmente illustrato dal lucroso mercato delle malattie
di minore entità dove, ogni giorno ed in tutto il pianeta, si
spendono incalcolabili somme di denaro per miscele ed
"essenze" farmacologicamente inerti, che determinano
esiti davvero meravigliosi su malattie dalle quali guariremmo
comunque.16
Se desiderate commentare il presente rapporto, vi invito a farlo
liberamente utilizzando l'indirizzo email steve1@onetcl.net.uk.
Sono particolarmente gradite le considerazioni dei lettori
provvisti di qualifiche mediche. Grazie per l'attenzione. Per
dettagli o ulteriori informazioni, telefonare al numero +44
(0)1825 765588 oppure 07947 496488 (cellulare).

Brani tratti dal libro del dottor Tullio Simoncini: Il cancro è un fungo
(dettagli).
"La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia,
la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni.
Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora
la chemioterapia per combattere questi tumori".
Allen Levin, MD, UCSF, "The Healing of Cancer", Marcus Books, 1990.
"Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un certo standard per la cura di
tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno
qualche possibilità di farcela".
Prof. George Mathe, "Scientific Medicine Stymied",
Medicines Nouvelles - Parigi, 1989.
"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato
per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto
la seguente conclusione: [...] quando non vengono curati, i malati non peggiorano,
o addirittura migliorano.
Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate".
Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998.
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore,
con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti".
Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901.
"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di
problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto,
solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di
regressione tumorale, generalmente parziale".
Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996.
"Non vi è alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia
prolunghi le aspettative di sopravvivenza.
Questa è la grande menzogna su tale terapia, cioè che esista una correlazione fra
la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth",
Credence Publications, 2000.
"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University,
Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario
per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano.
Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle
sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.
Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun
trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che
applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione
fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della
chemioterapia".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000.
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic,
ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed
esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].
Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia
era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte
riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo
apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico."
Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della
vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della
chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore.
Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né
i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi.
Lancet, 10 agosto 1991. Nessuno fra i principali media ha mai nemmeno citato questo
esaustivo studio: è stato completamente insabbiato".
Tim O'Shea "Chemioterapy - an unproven procedure.
"Secondo le associazioni dei medici, i noti e pericolosi effetti collaterali dei farmaci
sono diventati la quarta causa principale di morte dopo infarto, cancro e colpo
apoplettico".
JAMA - Journal of the American Medical Association, 15 aprile 1998.
- 1. Vedere il sito web: http://www.crc.org.uk cancer/cs
mortality1.html.
- 2. "Cancer - The Social Impact", presso http/yakko.bme.virginia.edu/biom304/notes/cancer.htm.
- 3. Buckman, Dr. Rob, Magic or Medicine, Pan Books,1994.
- 4. Diamond, John, 'C': Because Cowards Get Cancer Too, Vermilion
Press, 1999.
- 5. Mathe, Prof. George, "Scientific Medicine Stymied",
Mèdicines Nouvelles (Parigi),1989.
- 6. Last, Walter, The Ecologist, vol.28, no.2, marzo-aprile 1998.
- 7. La Sede dell'Oncologia Ortomolecolare, presso
http://www.canceraction.org.gg index2.htm.
- 8. Griffin, Edward G., World Without Cancer, American Media
Puhlications, 1996.
- 9. Day, Phillip, Cancer Why We're Still Dying To Know The Truth,
Credence Publications,2000.
- 10. Day, ibid.
- 10a. "Chemotherapy - an unproven procedure", presso
http://www.thedoctorwithin.com index20.html.
- 11. Diamond, ibid.
- 11a. Vedere http://www.kathykeeton-cancer.com.
- 12. Le Carré, John, intervista su The Nation, New York, 9 aprile 2001.
- 12a. L'intera vicenda, descritta come "prostituzione
professior)ale", presso httpl/www.guardian.co.uk/medicine/story/0,11381,646078,00.html.
- 13. Ryan, Robert, BSc, "Cancer Research -A
Super-fraud?", presso http://www.worldnewsstand.net/health/cancer2.htm.
- 13a. Vedere il sito web del Dr. Tim O'Shea, http/www.thedoctorwithin.com.
- 14. "Paraguaritore": il prefisso "para"
significa "vicino a", "unitamente a",
"simile", "oltre", "irregolare".
- 14a. Kalweit, Holger, Dream Time and Inner Space, Shambala Publications, 1 998.
- 15. Diamond, John, "Quacks on the Rack", Observer, 3
dicembre 2000, e 'C': Because Cowards Get Cancer Too, Vermilion
Press, 1999.
- 16. Nel solo Regno Unito si spendono 95.000.000 di sterline in
sciroppi per la tosse. Il BMJ, comunque, ha riportato un recente
esperimento, che ha coinvolto 2.000 partecipanti, nel quale si è
riscontrato che nella maggior parte dei casi gli sciroppi non
erano più efficaci di quanto non lo fosse un placebo. Ulteriori
dettagli presso: http/news.bbc.co.uk/hi/english/health/newsid_1807000/1807252.st.
- 17. Gould, Donald, The Black and White Medicine Show, Hamilton, 1985 .

Titolo: Il Cancro è un Fungo, la Rivoluzione nella Cura dei Tumori.
Il libro propone l'approccio oncologico "classico", trattando
direttamente il cancro anche nelle sue manifestazioni avanzate.
Consiste nell'irrorare ripetutamente l'area cancerosa con una
soluzione al 5% di bicarbonato di sodio.
L'efficacia dell'approccio dipende dall'uso
dell'"arteriografia selettiva", un metodo che permette
di raggiungere zone tumorali in qualsiasi parte del corpo con un
cateterino inserito nelle arterie appropriate.
Il livello di dolore prodotto dalla terapia è come quello per
un'endovena, e la procedura può essere eseguita a casa.
La percentuale di successo della terapia va dall'80 al 90%, a
seconda dello stato del tumore.
A causa del costo irrisorio della soluzione usata e della sua
non-brevettabilità (ed anche del suo successo), la diffusione
del metodo è ostacolata in modi sia professionali sia legali.
Per acquisti rivorgersi a: "Edizioni Lampis", via Veneto 9, 56040 Casale Marittimo (Pisa).
Email: rilampis@tin.it - Tel 348 4107897.
Le Edizioni Lampis possono spedirvi il volume a casa, con pagamento contrassegno.