Progetto Caduceo

COME CI SI AMMALA, PERCHÉ NON SI GUARISCE

Schema "Come ci si ammala, perché non si guarisce" Sommario del sito Home page

I PERICOLI DELLE VACCINAZIONI

Sommario


Un eccesso di mercurio può influenzare negativamente e in modo definitivo la capacità che l'organismo ha di combattere le infezioni, poiché riduce il numero sia dei linfociti B, sia dei linfociti T. Inoltre, il mercurio in eccesso rallenta il movimento dei linfociti T verso la loro preda e attacca i legami zolfo-idrogeno che mantengono insieme gli anticorpi.

Sintomi associati all'intossicazione da mercurio: emicranie, insonnia, iperattività, alopecia, atassia, danni renali, depressione, disfunzione tiroidea, disfunzioni del sistema immunitario, eccessiva salivazione, eruzioni cutanee, intorpidimento agli arti, nervosismo, perdita dell'udito, perdita vista periferica, schizofrenia, timidezza, umore instabile, anoressia, danni cerebrali, debolezza muscolare, dermatiti, disturbi visivi dolori articolari, perdita dell'autocontrollo perdita di memoria, rossore, scoraggiamento, tremori, vertigini
(Jennifer Meek, "Rinforzare il Sistema immunitario". Edizioni Red, Studio Redazionale).

I VACCINI PER I NOSTRI BIMBI... CONTENGONO MERCURIO! ../0_immagini/up.jpg

Articolo di: Stefania Rimini (14266@iperbole.bologna.it).

Sembra incredibile, ma nei vaccini c'è il velenosissimo mercurio: è contenuto in un conservante che si chiama Tiomersale, ovvero timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotìosalicilato, sodio; timerfonato. Lo si può trovare nei vaccini contro il tetano, difterite e pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale.

Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha intimato che il Timerosal venga eliminato dai vaccini, già dal 99. In Italia invece ce lo teniamo. Perché?

Lo sanno negli ambulatori vaccinali delle USL, che c'è il mercurio nei vaccini? "Sì, era noto da tempo che esistevano questi composti mercuriali - dice la dottoressa Luisella Grandori, responsabile del centro vaccinare di una USL di Modena. "Non ce ne eravamo mai preoccupati perché la convinzione era che le quantità di mercurio contenute nei vaccini non fossero neanche in maniera dubitativa pericolose. Anche il nostro Ministero della Sanità ci aveva tranquillizzato al riguardo".

Ma qual è la quantità pericolosa? In America le autorità sanitarie si sono attivate perché si è visto che somministrando molti vaccini tutti insieme si superavano le soglie di sicurezza. In Italia invece il nostro Ministero della Sanità ci informa che si tratta di quantità di mercurio estremamente piccole. non in grado di determinare effetti dannosi. Ma da noi è stata fissata una soglia di sicurezza come in America? No. Almeno, non ancora.

Come si fa a dire che la quantità non è pericolosa, se non è stato determinato un livello di pericolosità? Forse, le nostre autorità si basano sui parametri internazionali. E allora vediamo se in Italia siamo in regola almeno con le soglie di sicurezza internazionali, quando vengono somministrati ai bambini 25 microgrammi di mercurio con l'antidiftotetanica e 12,5 con l'antiepatite B.

"Facendo la somma si vede che vengono assunti 37,5 microgrammi di mercurio" dice Andrea Valeri, medico omeopata, "una quantità che corrisponde a 70 volte la soglia di sicurezza fissata dall'EPA, l'Ente di Protezione Ambientale Americano".

Se prendiamo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità, che con 3,3 microgrammi per chilogrammo sono meno restrittive, si vede che in Italia per un bambino di 5 chilogrammi le superiamo almeno di due volte. Bisogna dire che l'OMS fissa un margine di sicurezza fino a 10 volte la soglia indicata, ma allo stesso tempo ammette che un neonato con i vaccini riceve dosi di mercurio che potrebbero destare preoccupazione e quindi approva la mossa delle autorità americane di far rimuovere il Tiomerosal dai vaccini".

Ufficialmente non ci sono prove di danni neurologici o renali causati dal Tiomerosal contenuto nei vaccini. Il dubbio è: i danni da mercurio non risultano perché non si verificano o perché non vengono riconosciuti?

Prendiamo il caso della bimba Veronica Gozzi, di Parma: 48 ore dopo la vaccinazione antipertosse, comincia a sentirsi male. "Piangeva in continuazione, poi ha avuto un blocco psicomotorio", dice la madre, Ivana Gozzi, abbiamo fatto la risonanza magnetica ed è risultato che ha avuto un danno al cervello. La cosa assurda è che proprio uno dei medici che 5 anni fa ci hanno rassicurato dicendo che non era un danno da vaccino, recentemente ci ha consigliato di far domanda di risarcimento per sospetto danno da vaccino",

I danni da mercurio si possono riconoscere se il personale medico è preparato a riconoscerli. Secondo il dottor Andrea Valeri, questo non è il caso più frequente. "La problematica del mercurio è di difficile riconoscibilità, inoltre teniamo conto che l'esame di tossicologia non è neanche presente. nella facoltà di medicina. Addirittura che c'è del mercurio, ma non è riportato quanto ce n'è".

Abbiamo cercato di avere un'intervista su questo argomento del mercurio nei vaccini con il nostro Ministero della sanità, ma ci è stata negata. La motivazione è che i funzionari non hanno tempo o sono troppo timidi per rispondere di persona. Ma al funzionario non era stato chiesto di venire in trasmissione, sarei andata io da lui e avrebbe dedicato massimo mezz'ora ad una pubblica informazione.

Nel fax inviatoci, leggiamo che il Consiglio superiore di sanità non autorizza motivi di allarme per eventuali rischi alla salute. Ma allora perché molte USL, pediatri e ospedali hanno scelto comunque di prendere delle precauzioni?

"So che molte USL hanno fatto la scelta di vaccinare senza Tiomersal, ci informa la dottoressa Luisella Grandori, così come molti pediatri di base, soprattutto al Sud. Perché no? Infatti una precauzione, soprattutto nei piccolissimi, è doverosa". Quindi sarebbe possibile oggi in Italia vaccinare senza Tiomersal? Sì.

E allora visto che sì può, perché non somministrare solo vaccini senza Tiomersal? "La verità è che probabilmente esistono scorte consistenti di vaccini con Tiomersal che devono essere utilizzati", dice Claudia Benatti dell'associazione Vaccinetwork.

Ma allora togliere il mercurio dai vaccini sarebbe un problema economico? "No, non è un problema di scorte da smaltire, contesta la dottoressa Grandori, si potrebbe vaccinare senza Tiomersal ma bisogna fare tre iniezioni invece di due, e questo per alcune USL può costituire un problema organizzativo. Se noi avessimo oggi disponibile come hanno in America un vaccino antiepatite B senza Tiomersal, noi potremmo fare tutte le vaccinazioni senza somministrare alcun mercurio.

Se ci fosse un motivo di allarme, noi come azienda USL non avremmo nessun problema a cambiare il vaccino così come abbiamo fatto per il polio".

Il polio? Perché, cos'è successo con l'antipolio? Andiamo a vedere: nella primavera del 99 le nostre autorità hanno cambiato strategia vaccinale. Ora si fanno le prime delle dosi di antipolio con un tipo di vaccino, il Salk, che non provoca la malattia. Con il vaccino tipo Sabin infatti si erano verificati 13 casi in 10 anni di polio contratta dal vaccìno stesso.

Anche della vaccinazione con l'antipolio Sabin si diceva che non era pericolosa. "E pensare che lo avevo anche chiesto, al momento della vaccinazione, se questi vaccini sono veramente sicuri: mi avevano detto che tutt'al più poteva venirgli la diarrea", ricorda Cinzia Miniucchi, di Rieti. Suo figlio Mattia due giorni dopo la vaccinazione è rimasto paralizzato. "Questo vaccino Sabin poi non era più necessario da tanto tempo, perché da molti anni non si verificano casi di polio da virus selvaggio.

E allora mi chiedo: perché lo Stato ha voluto ammalare i nostri figli?". Giriamo la domanda ai Ministero della Sanità. Perché, questa è la risposta, i funzionari sono troppo impegnati o troppo timidi per rispondere di persona, dobbiamo leggervi il solito fax, che dice che la vaccinazione contro la polio non è mai stata sospesa in Italia, anche se dal 1988 non si registrano casi, perché il rischio di importazione del virus rimane alto anche a causa degli immigrati irregolari.

Si riconosce che dopo il cambiamento del vaccino non si è più ammalato nessuno a causa del vaccino stesso.

E a chi ci è già andato di mezzo, almeno viene dato un risarcimento? Il risarcimento consiste in un vitalizio di circa un milione e duecentomila lire al mese, incassa bile alla maggiore età. Alle famiglie viene rimborsato soltanto dal 6 al 10% delle spese attuali per le cure ai figli ammalati di polio. Alcuni hanno preferito le vie legali, come Aldo Formis, di Casalmaggiore (Cremona) , che si è visto riconoscere dal giudice un risarcimento di quasi 3 miliardi per la polio contratta dal figlio.

"Il giudice nella sentenza dice che noi non siamo stati un caso isolato, solo sfortunato", fa notare il signor Formis.

Quanti sono i casi accertati di danno da vaccino e quanti sono quelli che hanno fatto richiesta di indennizzo? Risposta arrivata il 6 settembre, ci rimandavano a un altro ufficio, e quando l'abbiamo fatto presente ci hanno risposto che dovevamo rimandare il fax e attendere l'indomani. Abbiamo atteso ancora, ma questa risposta non siamo in grado di darvela perché non ci è mai arrivata.

Così come non è mai arrivata la legge sull'obiezione di coscienza alle vaccinazioni obbligatorie, che era stata annunciata ben due anni fa. È bloccata al Senato per "questioni tecniche". E intanto ecco cosa succede ai genitori che si rifiutano di far vaccinare i figli: rischiano di vedersi sottratta la patria potestà.


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IL COLLEGAMENTO VACCINAZIONI - AUTISMO ../0_immagini/up.jpg

Perché la popolazione Amish americana non ha l'autismo?

Proposto dal sito Consensus: www.communicationagents.com/rinaldo_lampis/

Washington Times, 18-19 aprile 2005.

L'autismo è un disordine infantile difficile da ignorare. E' caratterizzato da una mancanza d'interesse nelle relazioni sociali e nella comunicazione, e da un ristretto numero di attività da parte del bambino autistico.

Mentre gli studiosi dichiarano che l'autismo è esistito da millenni con la stessa percentuale nella popolazione, al presente la prevalenza negli Stati Uniti è quella di un bambino autistico ogni 166 nati.

Con queste devastanti statistiche in mano, un reporter del Washington Times ha deciso di analizzare la percentuale di autismo tra la popolazione Amish della Pennsylvania (USA), una comunità religiosa di origine olandese che, da centinaia di anni, ha scelto di vivere culturalmente separata dagli altri cittadini americani.

Perché gli Amish non hanno bambini autistici?

Il suo intento era quello di appurare se, studiando i bambini autistici tra gli Amish, si potevano ottenere risposte alle cause dell'epidemia di autismo che sta attraversando il mondo.

La risposta è arrivata. Il probabile colpevole? Le vaccinazioni, che gli Amish non permettono siano fatte ai propri bambini.

Viaggiando nella comunità munito delle statistiche nazionali, il reporter avrebbe dovuto trovare circa 200 bambini autistici. Ne ha trovati invece solo tre:

  • la prima era una bambina adottata dalla Cina (la Cina, l'India e l'Indonesia da anni hanno adottato programmi di vaccinazione di massa),
  • il secondo bambino era diventato autistico subito dopo una vaccinazione,
  • il reporter non è riuscito a stabilire se il terzo bambino fosse stato vaccinato o meno.
  • Gli effetti collaterali del thimerosal

    Nei vaccini si usano dei conservanti a base di mercurio (il thimerosal) che proteggono il liquido nei contenitori da possibili contaminazioni causate dalla ripetuta inserzione degli aghi della siringa. Dopo che gli ufficiali sanitari obiettarono alle quantità di mercurio che gl'infanti assorbivano attraverso il thimerosal, la tossina fu messa al bando dal 1999.

    Ma una modifica nella dichiarazione dei componenti presenti nel vaccino ha permesso al thimerosal di non essere menzionato.

    Il commento del dottor Mercola

    Washington Times April 19, 2005

    C'è qualcuno che vuole più evidenza di questa? Anche se quanto descritto non è uno studio scientifico, è un'analisi basata su fatti che indicano un legame irrefutabile tra vaccinazioni e autismo.

    Non devi essere un medico, o avere una laurea in epidemiologia, o essere un laureato in scienze astronautiche per capire il collegamento.

    Come può essere più ovvio?

    Anche lo studio fatto nel 2004, con dati forniti dal CDC di Atlanta (Center for Disease Control, children who receive thimerosal-containing vaccinations), ha concluso che i bambini che sono stati vaccinati hanno 27 volte in più la possibilità di sviluppare l'autismo. I numeri non mentono. Il peggio deve ancora arrivare con il nuovo vaccino per l'epatite B

    A causa delle loro credenze religiose, la comunità Amish ha scelto di non far vaccinare i loro bambini. E' comprensibile se molti di voi non vogliono scegliere un approccio così radicale.

    Ma se volete concentrarvi su un solo vaccino, v'incoraggio ad informarvi sulla controversia che circonda il vaccino dell'epatite B. La versione multi-dose di questo vaccino, che è somministrato a tutti i nascituri prima di lasciare l'ospedale, contiene ancora il thimerosal. Questo è una biasimevole, irresponsabile negligenza di prima grandezza.

    L'immaturo sistema nervoso centrale di queste piccole creature indifese è particolarmente suscettibile agli insulti tossici, e thimerosal, il conservante a base di mercurio, è uno dei peggiori.

    Il comportamento dei medici sarebbe più comprensibile se il vaccino per l'epatite B avesse dei benefici sociali, ma molti esperti di medicina naturale che studiano l'argomento sono concordi nell'affermare che il vaccino sia assolutamente inutile.

    Vi sono in America solo circa 5.000 persone che sviluppano come conseguenza di un'infezione epatica il cancro al fegato. Ciò significa che stiamo immunizzando decine di milioni di bambini, e causando danni cerebrali che portano alla presente epidemia di autismo, per proteggere 5.000 adulti dal cancro al fegato.

    Ma molti di questi adulti hanno seri problemi sociali, come l'assunzione di droghe per via endovenosa, l'alcolismo e la cattiva alimentazione, comportamenti che aumentano seriamente il rischio della malattia.

    Se sei un genitore che vuole soppesare i pro e i con dei vaccini, ti incoraggio a documentarti più approfonditamente sulla tossicità del thimerosal, presente nei vaccini multi-dose contro l'epatite B e contro l'influenza.


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    COME EVITARE LE VACCINAZIONI ../0_immagini/up.jpg

    Tratto dal sito: www.vitanaturale.it/vaccini/rinvio_esenzione_vaccini.php


    Cosa succede a chi non vaccina i figli: schema riassuntivo
    • Ha una multa complessiva che va da 300.000 a 380.00 lire se rifiuta tutte le vaccinazioni.
    • Viene chiamato dal Tribunale dei Minori (su segnalazione dell'ASL), che accerta i motivi del rifiuto.
    • Alcuni Tribunali emettono un decreto col quale invitano il sindaco ad intervenire in qualsiasi modo, ma ciò implica un esame di compatibilità al vaccino: tutti i sindaci d'Italia coinvolti dal 1993 hanno rinviato l'esecuzione dei decreti con varie motivazioni.
    • Difficoltà, in teoria, di accesso a tutte le comunità infantili, come all'asilo. Non più alla scuola dell'obbligo e per gli esami di licenza elementare e media, visto il DPR n.355 del 26/1/99.

    Lettere per ottenere il rinvio e l'esonero:




    Se non vaccinate i figli, cosa dovete fare:

    1. Rinviare

    Secondo il nuovo calendario vaccinale, al secondo mese di vita la vostra ASL vi invia la cartolina con l'invito a presentarvi con il figlio per le prime dosi. Si può non rispondere a questa cartolina e alla successiva, ma alla fine una telefonata dell'ASL vi metterà alle strette e dovrete comunque chiarire le vostre intenzioni. Ad un certo punto potreste voi anticiparli telefonando al vostro consultorio pediatrico nel caso riteniate che il bambino non stia bene (oppure se il malessere è evidente) e potete chiedere al vostro pediatra un certificato col quale si propone un rinvio di settimane o mesi, richiesta che la ASL accetta sempre senza discutere.

    2. Pretendere garanzie

    Terminate tutte le possibilità di rinvio bisogna affrontare direttamente "la Sanità" chiedendo alla vostra ASL per raccomandata (vedi allegato 1) di sapere quali sono le prove e i test che si intendono effettuare per garantire che quelle vaccinazioni non siano dannose a vostro figlio in quel momento. Secondo la legge sulla trasparenza n.241 del 7/8/90 la risposta deve arrivare entro 30 giorni (se si tratta di semplici informazioni).

    Cercare perlomeno di rinviare è importante in quanto vaccinare a 2-3 mesi è più pericoloso e traumatico che vaccinare a 2 anni di età.

    3. Colloquio col dirigente dell'ASL

    Dopo la vostra lettera, l'ASL vi deve convocare con raccomandata ad un colloquio formale con un medico, adempiendo così all'obbligo della legge 833 del 23/12/78 che gli impone la ricerca del vostro consenso. Con discorsi fumosi costui cercherà di convincervi che, secondo quei "santerelli" del Ministero della Sanità e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, le probabilità di danno sono bassissime, che toccherà sicuramente al figlio di un altro, e che infine non sono tenuti a fare nessun test preventivo.

    In questo colloquio cercheranno di spaventarvi sia con la probabilità di tetano e polio per vostro figlio, sia con la perdita di patria potestà e l'arresto del bambino da parte dei Carabinieri, oltre a "multe di milioni".

    Scegliete le vostre argomentazioni tra quelle della PARTE III di questo manuale: "Quali vaccinazioni evitare e perché". Non attaccate direttamente tutte le vaccinazioni e il programmma completo, ma evidenziate che ciò che non vi convince è la mancanza di garanzie, il rischio al buio. Siate sereni, ma decisi almeno quanto loro. Una scarsa percentuale di vaccinati compromette sia la carriera che il guadagno del personale sanitario che parla con voi. Infatti esistono dei "progetti qualità" che coinvolgono intere sezioni delle ASL ed il dipendente che non contribuisce al raggiungimento dell'obiettivo (e con ciò può non far ottenere il premio all'intera sezione) viene valutato di conseguenza dai colleghi.

    Una possibilità di rallentare la procedura è quella di inviare anche al Ministro della Sanità una lettera simile a quella per la ASL, denunciando il rifiuto di questa di fornire le più basilari garanzie, oppure anche denunciando la sua pretesa di imporre vaccinazioni non previste come obbligatorie per legge. In diversi casi le ASL hanno sospeso tutta la procedura in attesa della risposta.

    4. Ordinanza del sindaco

    L'ASL potrebbe chiedere al Sindaco di emettere un'ordinanza di vaccinazione. Ciò è accaduto, ma tutti i sindaci d'Italia coinvolti non hanno mai proceduto a far eseguire tale richiesta. Per evitare tutto ciò, comunque, (un decreto del sindaco porterebbe al dibattimento in aula, nel ramo penale, e ciò renderebbe quasi sicuramente necessario ricorrere ad un avvocato) è bene giocare d'anticipo, inviando all'ASL una lettera (allegato n.3), che dimostra l'illegittimità del provvedimento.

    Nei grandi comuni succede che i funzionari facciano firmare al Sindaco dei provvedimenti "minori" senza che lui se ne renda ben conto e una volta fatto il danno, difficilmente il Sindaco può riconoscere l'errore. È quindi opportuno richiedere in anticipo (per raccomandata) un incontro con il Sindaco o l'Assessore all'igiene affinché abbiano ben chiaro il vostro problema. La diffida al Sindaco (allegato 3), se disattesa, potrebbe portare a dimostrare la malafede e permettere una richiesta di risarcimento e denuncia per abuso, forse per falso ideologico, e per le noie e spese subite. Senza farsi illusioni sulle possibilità di una sua condanna, si può però contare su due questioni:

    a. il Sindaco non è un funzionario di carriera ma soggetto alle elezioni, quindi attento a non fare niente di antipatico.

    b. Se gli forniamo degli argomenti per resistere alle pressioni della malasanità, il Sindaco sarà ben contento di usarli. Egli di solito non è un avversario ma un alleato, perlomeno se capisce che sappiamo difenderci.

    5. Tribunale per i Minorenni

    Scaduti i termini dell'ordinanza del Sindaco o dell'ultimatum della ASL, questa vi denuncerà al Tribunale per i Minori, che dovrà valutare se la vostra condotta può pregiudicare la salute o l'educazione del figlio. È possibile che in questa fase riceviate la visita a casa di un'assistente sociale che redigerà una relazione al giudice sulla situazione della famiglia ed in particolare su come "appare" il bambino.

    Comunque un magistrato vi chiamerà per un colloquio ascoltando le vostre dichiarazioni sui motivi del rifiuto. Nel colloquio è fondamentale precisare che NON SIETE CONTRARI ALLE VACCINAZIONI IN SE', MA SOLO AL RISCHIO AL BUIO, senza test o tentativi per prevenire casi avversi irreversibili, che risultano nella letteratura scientifica e per i quali è previsto dalla legge anche l'indennizzo. Perciò ritenete indispensabile perlomeno attendere che si codifichino i test che il Ministero della Sanità ha affermato di stare preparando da anni, cioè dal luglio 1994 (e che in realtà non codificherà mai, sia per un discorso di non assegnare responsabilità, sia per i costi che comporterebbe farli a centinaia di migliaia di bambini all'anno).

    Nei momenti critici (ma superabili) ricordate sempre che i test sono per noi un punto di forza. Al di là del fatto che le leggi dell'obbligo attuali non prevedono test di compatibilità, il medico è tenuto ad effettuarli ugualmente in forza di altre leggi più generali o, in caso di impedimento per mancanza di "strumenti" o di conoscenza, è tenuto a sospendere la vaccinazione, segnalando il fatto all'amministrazione sanitaria. Il codice deontologico del medico (art. 12) obbliga lo stesso ad adottare ogni possibile cautela, nell'ottica della valutazione rischio- beneficio a garanzia della salute in occasione di un trattamento sanitario. Inoltre la sentenza della Corte Costituzionale n.376 del 22/6/90 richiama il principio della responsabilità personale del medico ai sensi del Codice Civile (art. 2043), qualora effettui un trattamento sanitario non accompagnato dalle "cautele e condotte secondo le modalità che lo stato delle conoscenze scientifiche e l'arte prescrivono in relazione alla sua natura".

    Consegnate al giudice le copie di tutta la vostra corrispondenza con l'ASL e soprattutto i certificati medici attestanti i problemi del bambino, se ne ha. È utile consegnare l'allegato n.4 che brevemente inquadra le nostre ragioni. In questa fase è inutile ed inopportuno polemizzare (vi stressereste inutilmente) e non è necessario un avvocato.

    6. Asilo

    All'atto dell'iscrizione all'asilo bisogna allegare la certificazione vaccinale o compilare il modulo di autocertificazione predisposto dal Ministero della Pubblica Istruzione. È solo il direttore dell'asilo che può decidere l'espulsione o la non ammissione all'asilo del bambino e la maggior parte dei responsabili didattici ha normalmente cercato di "aiutarci" anche in passato (se noi abbiamo insistito adeguatamente), con una scusa o con l'altra, chiudendo un occhio, accontentandosi di un "certificato di buona salute" del medico curante, dichiarandosi "in attesa del pronunciamento del tribunale". Lo scandalo di un bambino espulso è controproducente se esiste in zona un gruppo organizzato di obiettori. In fondo, se il vaccino è valido come viene sostenuto, nessun non vaccinato potrà contagiare i bambini sottoposti a prevenzione specifica.

    La Costituzione sancisce il diritto all'istruzione e quindi la presentazione del certificato vaccinale non è elemento determinante per escludere dalla frequenza scolastica.

    Conclusioni:

    Riepilogando, resta la multa, il colloquio col giudice (tranne che in Toscana ed Emilia Romagna, vedi allegato 4), quello col sindaco ed una certa difficoltà per l'accesso all'asilo. Bisogna precisare che l'uso dei Carabinieri è sempre più un'eventualità solo teorica. Alcune vaccinazioni coatte sono state eseguite su tre famiglie in Veneto nel '92 e nel '93, ma l'attenzione della stampa ed una serie di eventi successivi hanno scoraggiato altri tentativi.

    Attualmente sono disponibili due perizie medico legali della Corte d'Appello di Trieste:

    1. La vaccinazione antiepatite B non costituisce utile salvaguardia per la salute (Decisiva ricerca sulla inutilità e la pericolosità delle vaccinazioni obbligatorie antiepatite B, Macro Edizioni, tel. 0547 346290)
    2. Le vaccinazioni antidifterica e antipoliomelite non costituiscono utile salvaguardia per la salute del minore (Decisiva ricerca sulla inutilità delle vaccinazioni obbligatorie antipolio e antidifterica, Macro Edizioni).

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    CURA ANTIVACCINAZIONE PER BIMBI E NEONATI ../0_immagini/up.jpg

    Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia, pertanto relativamente nuovo, che si è dimostrato efficace. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi.

    Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.

    Questo tipo di trattamento tende ad eliminare la possibilità di reazioni intense alla vaccinazione. I due rimedi, infatti, hanno un'azione centrifuga e impediscono l'innesto in profondità della malattia ufficiale dovuta al vaccino

      Comperare:
    • 1 tubetto di SULFUR 200 CH monodose.
    • 1 tubetto di TUYA 30 CH monodose.
    • Se possibile preferire i prodotti della ditta Nelson, inglese.
    • Posologia per le prime due vaccinazioni:
    • Alla sera prima della vaccinazione mezzo tubetto di SULFUR 200 CH in poca acqua.
    • Dopo aver fatto la vaccinazione, quando il bimbo torna a casa e PRIMA del pasto, mezzo tubetto di TUYA 30 CH, in poca acqua. Attendere 15 minuti prima di dare il pasto.
    • Posologia per l'ultima vaccinazione:
    • Alla sera prima della vaccinazione un tubetto di SULFUR 200 CH in poca acqua.
    • Dopo aver fatto la vaccinazione, quando il bimbo torna a casa e PRIMA del pasto, un tubetto di TUYA 30 CH, in poca acqua. Attendere 15 minuti prima di dare il pasto.

    Siti interessanti sui vaccini e le vaccinazioni ../0_immagini/up.jpg


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    Una proposta per un approccio olistico alla diagnosi ed alla terapia.