STRUMENTI PER DIAGNOSI E TERAPIA
CHIROPRATICA
Sommario
La salute dipende da un adeguato fluire dell'energia vitale
che viene generata dalle cellule nervose e distribuita nel corpo
attraverso i nervi. Se questa energia non riesce a scorrere nel
modo dovuto prima, o poi, si instaura una malattia. Si può
perciò comprendere quanto danno possa arrecare la riduzione dei
cuscinetti intervertebrali, o lo spostamento di una vertebra, con
la conseguente pressione che viene a crearsi sui nervi relativi.
L'importanza di questi fatti fu scoperta in modo scientifico
da Daniel David Palmer, appassionato studioso del corpo umano, il
quale, verso la fine del secolo scorso, si chiedeva come potesse
accadere che un organo si ammalasse, magari gravemente, mentre il
resto dell'organismo restava sano. Egli era convinto che le
malattia fossero generalmente causate da un cattivo fluire
dell'energia nevosa e che la salute potesse ritornare soltanto se
questo qualcosa fosse rimosso.
Il Palmer, nel 1895, fece guarire il portiere dello stabile,
in cui si trovava il suo studio, da una sordità completa che si
era instaurata a seguito di una distorsione alla spina dorsale
accaduta 17 anni prima. I mezzi usati furono semplicissimi: un
colpo ad una vertebra (che si presentava sporgente rispetto alle
altre), ed una serie di manipolazioni durate una settimana.
Questa guarigione lo convinse della fondatezza delle sue teorie e
lo motivò a fare ulteriori indagini; da tali indagini emerse il
fatto che la manipolazione della colonna vertebrale poteva
guarire molte malattie che nessuno aveva mai pensato di curare in
questo modo.
Da simili esperienze nacque la chiropratica, nome che deriva
dal greco cheiropraktickè che significa appunto "pratica
manuale". La validità della chiropratica viene suffragata
da alcune statistiche da cui appare, per esempio, che più
dell'80% di mal di testa, nervosismi, disturbi mestruali, nausee,
sciatiche e disturbi di stomaco, sono stati curati in questo
modo. Per quanto riguarda la cura dei disturbi veri e propri
della colonna vertebrale la percentuale di successo supera invece
il 90%.
Fondamentalmente la colonna vertebrale è una struttura, a
volte rigida, a volte flessibile, secondo la necessità, che
supporta testa, braccia e gambe; da essa dipende anche, in un
modo o nell'altro, l'intero corpo umano. La colonna vertebrale,
nell'adulto, si compone di un insieme di ossa: le vertebre. Le
sette vertebre vicine al cranio si chiamano cervicali quindi,
scendendo, si trovano 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali (fuse
insieme) e 4 coccigee, spesso saldate tra loro.
Le vertebre sono separate da un cuscinetto che agisce da
ammortizzatore, assorbendo gli eventuali colpi, e permettendo i
vari piegamenti. Questi cuscinetti hanno forma circolare e sono
chiamati "dischi intervertebrali". Da essi dipendono
molti dei problemi alla parte inferiore della schiena ed in
particolar misura quelli che influenzano pure la parte posteriore
delle gambe. Tra una vertebra e l'altra escono i nervi del
sistema nervoso centrale che vanno praticamente a collegarsi con
tutto il corpo.
Malgrado le vertebre lombari siano soltanto cinque ad esse si
deve la possibilità di curvarsi della colonna vertebrale, essa,
infatti, può muoversi in tutte le direzioni utilizzando:
- per le flessioni avanti e indietro; 1° e 5° lombari,
- per i piegamenti sui fianchi: 2° e 4° lombari,
- per le rotazioni a destra e sinistra: 3° lombare.
Data la mole di lavoro svolto si può comprendere perché una
buona parte dei problemi alla schiena siano dovuti a queste
vertebre. Il termine "lombaggine", fino a pochi decenni
fa, veniva generalmente usato per indicare un dolore in questa
parte del corpo.
Una colonna vertebrale sana, vista dal davanti, si presenta
diritta mentre, vista dal fianco, mette in evidenza una curva
accentuata e rientrante, appena sopra le natiche, ed una esterna,
più ampia, che segna il profilo della schiena per finire nel
collo. Purtroppo, a causa di una cattiva posizione protratta nel
tempo, o l'utilizzo di calzature inadeguate, si creano delle
alterazione dell'equilibrio naturale che possono dar luogo a
curve laterali o alterare quelle esistenti.
Una curva laterale viene chiamata "scogliosi" e,
spesso, è causata da difetti da ricercarsi nei piedi. Se questa
è la causa la scogliosi risulta evidente soltanto mentre la
persona è in piedi mentre, se la causa è diversa (problemi di
crescita, ecc.), il difetto appare anche se la persona è
sdraiata.
Il funzionamento del piede è assai complesso, si pensi che le
ossa contenute formano ben 36 punti di contatto tra loro; in
questo modo creano degli archi in grado di cedere sotto il peso
del corpo e di riprendere la loro posizione quando il carico
viene a mancare. Raramente i piedi reagiscono al peso nello
stesso modo, specialmente se il loro funzionamento viene
ostacolato, ciò può creare la situazione adatta per l'insorgere
della scogliosi. Gli ostacoli maggiori sono dati dalle calzature
con tacco alto e dall'abitudine di restare in piedi, o camminare,
con i piedi molto aperti
- Camminare o correre liberamente facendo attenzione che
mentre un braccio avanza la gamba opposta vada all'indietro.
Tenere i piedi un po' aperti, ma non troppo.
- Fare attenzione quando si devono fare degli sforzi, se
possibile cercare un aiuto per gli sforzi notevoli. Nel sollevare
dei pesi farlo in modo verticale, utilizzando più le gambe delle
braccia e tenendo il peso vicino al corpo.
- Sedere in posizione eretta. Sarà difficile ai primi
tentativi ma poi non riuscirete più a rimanere curvi in avanti,
classica posizione dei sedentari.
- Dovendo stare in piedi utilizzare un piccolo sgabello dove
appoggiare un piede, e poi l'altro, alternativamente.
- Per chi dorme a pancia in su si consiglia un cuscino di
piccole dimensioni. Per chi dorme sul fianco è invece
consigliabile un cuscino di dimensioni più grandi.
- Ricordare che un difetto della colonna vertebrale si cura
facilmente nei bambini, la loro posizione nelle varie attività
della vita andrebbe perciò curata dovutamente.
- Fare degli esercizi adeguati. A questo proposito si può
utilizzare il volume "Zilgrei," della Mondadori che
presenta esercizi adatti a tutte le età.
Per "cervicale" si intende una infiammazione nella
zona, appunto, delle vertebre cervicali; vertebre situate alla
sommità della colonna vertebrale. Come per tutte le
infiammazioni la dieta dovrebbe essere controllata: poca carne;
poco formaggio; niente cioccolata, fritture o insaccati; molta
frutta e verdura fresca.
Per aiutare l'eliminazione dell'infiammazione che causa questo
problema si può cucire una vecchia federa in modo da farne la
custodia di un piccolo cuscino. In questa federa si pongono 4 o 5
chilogrammi di riso integrale (possibilmente di cultura
biologica) onde ottenere un guanciale da utilizzare per le ore di
sonno. Se è troppo duro si può avvolgerlo in un panno, almeno
fintanto che si sarà fatta l'abitudine. Tener presente che il
riso assorbe gli acidi, perciò deve essere cambiato ogni due
mesi, quello impregnato di tossine deve essere buttato via, o
usato bollito come alimento per animali.
- Jean-Pierre Meersseman, Chiropratica.
Edizioni di RED./Studio Redazionale, Como (1988).
- Hans Greissing - Adriana Zilo, ZILGREI - Il metodo per eliminare subito il dolore.
Arnoldo Mondadori Editore, Milano (1980)
Con il termine "articolazione" si intendono i punti in cui il
nostro corpo è in grado di flettersi, torcersi, o piegarsi
(dita, ginocchi, gomiti, ecc.). Questi punti sono assai
importanti e vanno soggetti a vari problemi di cui, in questo
capitolo, esamineremo le cause e le possibili soluzioni.
ARTRITE. Indica un disturbo cronico localizzato nelle
articolazioni o intorno ad esse. Generalmente si manifesta tra i
trenta e i quarant'anni, talvolta però disturba anche individui
più giovani. La sua origine non è sicura, si è comunque
riscontrato che disordini alimentari, il freddo, l'umidità, i
dispiaceri e il lavoro eccessivo, tendono ad aggravare la
situazione.
Le due forme principali sono la poliartrite cronica primaria
che colpisce più articolazioni contemporaneamente e l'artrite
cronica deformante. Quest'ultima, generalmente, affligge le
articolazioni delle mani che diventano gonfie, dure e doloranti.
Soltanto in rari casi può estendersi alle dita dei piedi ed alle
altre articolazioni. La malattia non è graduale, vi possono
essere dei periodi di benessere seguiti da ulteriori aggravamenti
che, comunque, non arrivano a provocare la morte.
REUMATISMO.In genere indica le malattie dei muscoli delle
articolazioni, di natura non conosciuta, ma probabilmente
infettiva. Si può manifestare in forme lievi, con il semplice
dolore, o in forme più gravi, come il reumatismo articolare
acuto, che può comprendere stati febbrili, orticaria,
sudorazione ed altri disturbi. Generalmente, è una malattia
acuta, ciò significa che dura da qualche settimana a qualche
mese e poi si risolve.
A volte, invece, diventa cronica e la guarigione risulta
difficile. Una volta guariti bisogna stare molto riguardati
perché le ricadute sono facili e assai nocive per l'organismo.
La lombaggine è una forma di reumatismo che colpisce la parte
bassa della schiena mentre la pleurodinia è una infiammazione
dei muscoli intercostali.
GOTTA. Indica un problema alle articolazioni causata da un
accumulo di acido urico dovuto al fatto che i reni non riescono
ad eliminarlo nel modo dovuto. È una malattia considerata
ereditaria ma si manifesta con una vita troppo sedentaria, errata
alimentazione (eccessi di carne, salumi, pesce, cacao, ecc.), ed
un fumare eccessivo. Non per nulla una volta veniva definita
"La malattia dei Re".
La Medicina Ufficiale raramente tende a rimuovere le cause che
sono alle radici della gotta, dell'artrite e delle forme
reumatiche croniche in quanto cerca innanzitutto di rimediare ai
loro sintomi alquanto dolorosi. Questo fa in modo che le cause
originarie non vengono eliminate ed il problema si possa
difficilmente risolvere nel modo più completo.
Le radici profonde di queste malattie va ricercata in una
intossicazione organica dovuta ad errori nel vivere e
nell'alimentarsi. Una conferma a questa ipotesi ci viene dal
fatto che l'artrite affligge circa 36 milioni di americani. Il
corpo umano ha infatti miliardi di anni di esperienza nel saper
guarirsi e quando non ci riesce è soltanto perché non gli
vengono offerte le condizioni necessarie.
L'individuo reumatico certamente ha mangiato bene, ma non
saggiamente. Ha abusato di amidi (pasta, riso, ecc.), zuccheri,
prodotti animali, magari fuma e conduce una vita dove il riposo
è meno frequente del necessario. Quando un paziente si sente
diagnosticare l'artrite conosce bene che le speranze di evitare
una vita di sofferenze sono assai poche, è comunque raro che
accetti di assumere una posizione responsabile nei confronti di
se stesso e quindi cambiare il suo modo di vivere. Per coloro che
lo vogliono fare si suggerisce di diventare vegetariani ed
imparare ad utilizzare le proprie energie ed i propri sentimenti
nel modo migliore.
- Dr. Herbert M. Shelton, Artrite: soluzione naturale.
Casa Editrice Igiene naturale Srl, via Roma 61, 86010, Gildone (CB).
Tel. 0874-56127
- Dr. John H. Tildent, Tossiemia e disintossicazione.
Michele Manca Editore, via Pinetti 91/4, 16144, Genova.
Tel. 010-823427