STRUMENTI PER DIAGNOSI E TERAPIA
MEDICINA ANTROPOSOFICA
Sommario:
- L'Antroposofia fornisce al tempo stesso i presupposti di una vera
concezione totale quale viene richiesta dall'essenza della vita e dell'uomo e quindi
anche degli stessi malati e può rispondere alle loro esigenze (Walter Bühler).
- Una vera medicina può esistere solo se approfondisce
la conoscenza dell'uomo secondo corpo, anima e spirito
(Rudolf Steiner).
L'Antroposofia, "saggezza dell'uomo", è stata fondata
da Rudolf Steiner (1861, 1925). Essa descrive, partendo da conoscenze
spirituali, l'evoluzione passata e i compiti futuri dell'uomo e
dell'umanità. L'immagine dell'uomo prospettata dall'Antroposofia
comprende anche la Tripartizione dell'uomo (vedi).
Questa tripartizione è di fondamentale importanza
per l'ampliamento della medicina, comprendere l'origine delle malattie e
poter sviluppare nuovi medicamenti e nuovi processi di fabbricazione.
La Medicina Antroposofica, fondata da Rudolf Steiner si presenta come una
pratica diagnostico/terapeutica che cura l’uomo cercando la ragione
delle disfunzioni e malattie nelle disarmonie che si sono create
nei suoi corpi sottili. Anche i rimedi, generalmente omeopatici, vengono
prescritti al fine di riarmonizzare l'uomo nella sua totalità
psico-fisico-energetica.
Lo spettro terapeutico di una medicina ampliata dall'Antroposofia si orienta alle necessità
terapeutiche dell'uomo malato, visto nelle sue diverse dimensioni di esistenza, corporea, vitale,
animica e spirituale. Per la medicina Antroposofica questo significa valorizzare al di là dei
reperti misurabili ed esprimibili in numeri, relativi all'uomo malato o all'organo malato, gli elementi
che esprimono la situazione animica, biografica, caratteriologica di ogni individualità,
coinvolgendo l'ambiente sociale e culturale, così da integrare tutti questi fattori nella
decisione terapeutica.
Se si collegano questi ambiti di esistenza e di realtà con le considerazioni diagnostiche e le
relative osservazioni, allora siamo di fronte a costellazioni individuali, uniche, di modo che uno
schema terapeutico preconfezionato risulta raramente di aiuto.
R. Steiner ha dato circa 70 anni or sono gli spunti per un ampliamento della medicina, indicando le
seguenti vie che possono gradualmente portare al superamento della crisi dell'attuale medicina.
Terapia medicamentosa

I farmaci sono la base necessaria per ogni prescrizione medica. La scelta dipende dalla malattia,
dalla sua gravità, dallo stadio della stessa, se acuta o cronica, dall'età del paziente,
dallo stato delle sue forze, dalla sua costituzione, dalla sua possibilità di collaborazione al
processo di guarigione. Con essi cercherà di riportare in equilibrio l'alterazione primaria,
stimolando le forze di autoguarigione del malato così da normalizzare la situazione.
R. Steiner diede un nuovo fondamento alla identificazione del farmaco nell'ambito della medicina
antroposofica, in quanto descrisse in modo nuovo la parentela evolutiva fra uomo e regni della
natura, rendendo accessibile la conoscenza di queste correlazioni. Minerali, piante ed animali
possono essere studiati e conosciuti allo stesso modo in cui si studia e si conosce l'uomo. Si tratta
di osservare in modo qualitativo e quantitativo tutte le caratteristiche, le proprietà, le
forme di espressione nell'ambito fisico, chimico, biologico, spaziale e temporale; nell'insieme di
questi fenomeni si manifestano le forze attive legate alla natura essenziale di una pianta, di un
minerale o di un metallo. Il farmaco identificato in questo modo entro i regni della natura viene poi
usato in modo opportuno per curare l'uomo malato.
La dieta

La dieta è situata fra l'alimento e il farmaco. Grazie alla unilateralità
dell'alimentazione si può giungere ad una azione terapeutica. Importante è cer
tamente il fatto di usare alimenti biologicamente di alto valore. Cibi crudi sono di difficile
digestione, per questo sani, in quanto favoriscono l'intensità di digestione del sistema del
ricambio, per questo in certi casi la dieta a base di alimenti crudi diventa controindicata. Se la
capacità digestiva è indebolita può risultare necessario per un certo tempo
mangiare soltanto cibi cotti. Pertanto le diete dovrebbero essere prescritte in modo del tutto
individuale.
Applicazioni attraverso la pelle

Se i medicamenti presi per via interna e la dieta influenzano primariamente l'insieme dell'organismo
attraverso il metabolismo, le applicazioni sulla pelle hanno azioni che si appellano al sistema dei
nervi e dei sensi, essendo la pelle un organo di percezione, in grado di assorbire e metabolizzare.
Compresse e impacchi sono perciò utili per stimolare l'attività del ricambio, per
sciogliere dei crampi, per migliorare l'organismo termico, per aiutare a sgonfiare edemi e contusioni.
Anche gli unguenti o le applicazioni di olii rappresentano delle applicazioni terapeutiche mirate.
Massaggio
Il massaggio rappresenta un importante intervento terapeutico, elaborato nella medicina
antroposofica nella forma di "massaggio ritmico" dalla dr.ssa I. Wegman e dalla dr.ssa
M. Hauschka. E' indicato in diversi stati patologici ed è di aiuto quando vi siano delle
distonie con una tensione eccessiva o insufficiente della muscolatura. Ne traggono vantaggio le
malattie reumatiche, alterazioni nella irrorazione arteriosa, angina pectoris, asma bronchiale, come
pure alterazioni del sonno e cefalee.
Euritmia terapeutica e terapia artistica

L'euritmia terapeutica e la terapia artistica richiedono una attiva partecipazione da parte del
paziente a favore della propria salute. Queste nuove forme di terapia presuppongono una
attività propria del malato, un esercizio. L'euritmia terapeutica è una
possibilità di cura elaborata da R. Steiner. Il paziente esegue determinati movimenti con le
braccia, le gambe, con tutto il corpo, movimenti che corrispondono alle leggi del linguaggio e della
musica. Si tratta di una metamorfosi della euritmia artistica, sviluppatasi quale "linguaggio
visibile" e "canto visibile" e orientata ora verso la situazione dell'organismo
malato. La corporeità umana diviene strumento in grado di esprimere in modo artistico
opere poetiche ed opere musicali.
Le deformazioni degli organi alterano nell'uomo malato l'organismo del movimento. I movimenti
eseguiti, seguendo con l'euritmista che fa terapia le leggi delle vocali e delle consonanti, hanno una
azione armonizzate sull'organo malato. Molti esercizi della euritmia terapeutica, sia nell'ambito di
una clinica, che nell'esercizio fatto a casa, si sono dimostrati un valido aiuto sia in malattie croniche
che acute.
Terapia con la musica

Anche la musica con i suoi diversi elementi (suono, intervallo, melodia, ritmo, armonia) rappresenta
uno strumento terapeutico. Certi intervalli o certe successioni di suoni vengono suonati su
opportuni strumenti, oppure vengono cantati e sempre di nuovo esercitati.
Il paziente che fa l'esercizio cerca, per quanto gli è possibile, di aprirsi ai contenuti di
sentimento evocati dalla musica. Grazie alla scelta dello strumento (a fiato, a corda o a
percussione) il terapeuta può influire in modo mirato sull'organismo. A seconda che si ap
pelli più al sistema neuro sensoriale, piuttosto che al sistema ritmico o al ricambio,
userà maggiormente l'elemento melodico, piuttosto che armonico o ritmico. Oltre ai malati
cronici, cercano aiuto dalla terapia musicale anche pazienti che passano crisi di vita interiori ed
esteriori.
Terapia con la pittura ad acquerello

In questo tipo di terapia il paziente incontra il mondo del colore. Con il colore ed i relativi esercizi
egli impara a vedere con occhio nuovo, allo stesso modo in cui con la musica impara ad udire in
modo diverso. Esercitandosi nell'uso dei colori fondamentali, il giallo, il rosso e il blu, egli
può sperimentare nell'anima come ogni colore, specialmente all'inizio, gli si rivolga in
modo diverso; come ogni colore vada trattato in modo specifico e come consenta di portare ad
espressione altri aspetti dell'anima.
Nel tempo arrivano a manifestarsi nel dipinto tendenze alla dissoluzione oppure all'indurimento,
come per esempio processi infiammatori o sclerotizzanti entro l'organismo umano.
Terapia con il modellato

Plasmare argilla o cera comporta non soltanto un esercizio di abilità da parte delle dita e
delle mani. Sono certamente le mani che danno forma al materiale malleabile, una forma che resta
nello spazio. La musica si svolge nel tempo, la pittura nella superficie. Guidati dal senso del tatto e
dalla vista le dita lavorano così da dare forma concava e convessa al materiale da plasmare,
fino a dare forma ad una figura che alla fine manifesta la partecipazione del senso dell'equilibrio
nella sua disposizione entro lo spazio. Nel fare i vasi senza tornio si sperimenta con la coscienza
l'interiorità e l'involucro esterno nella loro tensione, necessaria per dare forma al
recipiente.
Compito necessario della nostra epoca è di riconoscere
e di realizzare, senza rinunciare alle conoscenze acquisite, che
l'uomo è una unità corporea, animica e spirituale,
una totalità risultante dall'azione comune di tre sfere, e
questo in modo concreto fin nei particolari, così da poter
per esempio riconoscere quale sostanza sia portatrice materiale di
determinati processi animici o spirituali.
Il fondamentale di una simile conoscenza che abbraccia l'uomo nella
sua totalità è dato dalla tripartizione dell'organismo
umano come è stata esposta da Rudolf Steiner dopo decenni di
intense ricerche spirituali. Chiaramente ne possiamo accennare solo
alcuni principi fondamentali.
Lo studio degli organi apre vaste prospettive sulle funzioni dei
medesimi della loro funzione specifica. Si può così
arrivare alla conoscenza che diversi organi formano, mediante le
loro funzioni, una unità.
Osserviamo gli organi di senso, essi presentano qualcosa in comune:
danno notizia all'anima umana del mondo circostante (per esempio
l'occhio o l'orecchio) oppure dellle condizioni del corpo (per esempio
il senso dell'equilibrio, del calore, del tatto). Inoltre si
potrà facilmente constatare che tutti gli organi di senso
hanno un chiaro legame con i nervi, e tramite questi anche con il
cervello.
Non è certo per caso che gli organi di senso più
importanti (la cui dimamica va dall'esterno verso l'interno) siano
tutti concentrati nella testa (occhio, orecchio, ecc.). La luce,
il suono, anche il cibo, fluiscono nell'interno dell'organismo
attraverso queste "porte" appositamente create. Una premessa
indispensabile è però la quiete, per questo la testa
è quella parte del corpo che, quando ci muoviamo, subisce
il minor movimento.
Vogliamo ricordare anche il rapporto esistente fra il sistema dei
nervi e dei sensi e il calore e il freddo. Risulta infatti che la
testa, vale a dire il sistema nervoso, per poter svolgere bene le
sue funzioni, deve rimanere "fredda" e non superare un
certo grado di calore. Il sistema nervoso è infatti dominato
da "quiete" e "freddo", e non vi si svolgono
processi metabolici, pertanto le cellule nervose, così come
quelle sensoriali, mostrano il minimo grado di vitalità.
Queste cellule mostrano proprio il contrario di ciò che
è la vita, ovvero la morte.
Se l'uomo avesse solo questi organi non potrebbe vivere, dobbiamo
perciò pensare che vi siano altri organi più affini
ai processi vitali. Considerando il fatto che le dinamiche relative
alla quiete, al freddo, alla morte, sono concentrate nella testa
(un polo dell'organismo),vi deve necessriamente essere un secondo
polo portatore dei processi vitali.
È cosa nota, in particolare nel mondo sportivo, che per una sana
funzione del muscolo il calore rappresenta una premessa indispensabile.
Il calore accellera ogni processo, neutralizza cioè la tendenza
alla quiete. Movimento e calore sono legati fra loro così come
quiete e freddo.
Naturalmente non si deve intendere per movimento soltanto l'esteriore
muoversi, si deve comprendervi anche tutto ciò che è
ricambio materiale, ovvero la trasformazione delle sostanze.
Simili trasformazioni metaboliche avvengono non solo nei muscoli, ma
anche nel sangue, fegato, reni e intestini. In questi organi si
può vedere il fulcro dei processi metabolici e possiamo
riassumere il complesso di questi processi organici in un sistema
definibile "del ricambio e delle membra".
Se ora consideriamo questi due sistemi, il sistema dei nervi e dei
sensi e il sistema delle membra e del ricambio, nei loro rapporti
polari, troveremo che non soltanto i relativi organi principali sono
spazialmente separati, ma che tutte le varie tendenze e i vari
fenomeni mostrano tratti opposti.
Se per esempio nel sistema dei nervi e dei sensi abbiamo
incontrato la tendenza prevalente ad una penetrazione dall'esterno
verso l'interno, in particolare con gli organi di senso, nel sistema
delle membra e del ricambio abbiamo la sfera principale dei processi
di escrezione. Invece di passività e ricezione troviamo
escrezione, attività e tendenza a lasciare un'impronta nel
mondo circostante.
Se esistessero soltanto questi due sistemi polari, essi sarebbero
in continua lotta e continuerebbero a neutralizzarsi, così
come caldo e freddo mescolandosi danno un tepore neutrale.
Questo pericolo viene evitato con la presenza di un terzo sistema
che fa da mediatore fra i primi due ed è principalmente
localizzato nella sfera centrale. La mediazione fra i due sistemi non
avviene solo fra l'alto e il basso, ma si svolge principalmente in un
processo temporale. Questo comporta il sorgere di un ritmo. Tutti i
processi ritmici dell'organismo sono partecipi di questa mediazione
temporale, per questo possiamo riunirli in un sistema che chiamiamo
ritmico. Nella realtà i due sistemi polari non sono attivi
contemporaneamente, essi si alternano continuamente, cioè
ritmicamente.
Di giorno l'uomo è "sveglio" e "vive"
delle forze del sistema dei nervi e dei sensi. Di notte durante
il sonno si manifestano invece i veri e propri processi vitali;
si ha una generale compenetrazione di calore e una generale
vitalizzazione, i vari processi metabolici vengono stimolati. Di
necessità vi è collegata una esclusione della
attività neuro sensoriale, l'uomo infatti dorme.
Ne risulta che il ritmo di sonno e veglia siano espressione di una
prevalenza ora dell'attività ora del sistema nervoso, ora
del sistema del ricambio. Questo ritmo o questo alternarsi si ritrova
in modo archetipico nel cuore e nei polmoni. La loro attività
ritmica è così evidente che danno un'idea del sistema
ritmico nel modo migliore.
La cosa importante di questa tripartizione dell'organismo umano,
è il fatto che essa rappresenta la chiave per afferrare salute
e malattia Se per esempio prevale il sistema superiore (nervi e sensi),
cosa oggi molto frequente, si generano determinate malattie.
Se, per esempio, prevale il polo del freddo, della contrazione, e
dei processi di morte, si generano fenomeni di indurimento,
irrigidimento, ed invecchiamenti precoci. In altre parole malattie
come sclerosi, gotta, affezioni reumatiche, artrosi, oppure paralisi,
devitalizzazione, e così di seguito. In queste malattie
è carente l'impulso vitalizzante e calorico del sistema del
ricambio.
Quando, invece, prevale il sistema del ricambio, si ha una tendenza
alla formazione di troppo calore, con processi metabolici eccessivi
e troppoa vitalità. Ne conseguono le più svariate
malattie infettive, spesso accompagnate da febbre. I tratti
significativi sono i processi di calore e di dissolvimento.
Il fatto che vi siano due gruppi fondamentali di malattie
derivanti dalle due tendenze polari di cui abbiamo parlato,
rappresenta una conoscenza di fondamentale importanza. Il medico,
quindi, dovrà riconoscere quale tendenza prevalga in un
certo organismo, e relazionarla con l'età del sogetto, ovvero
il fattore temporale.
Questa fondamentale idea della tripartizione che abbiamo cercato
qui di caratterizzare brevemente, ha una portata grandissima per
tutta la medicina, e non solo per la conoscenza di salute e malattia,
ma principalmente anche per una terapia che ormai da molti decenni
si è dimostrata fruttuosa.
- Walter Bühler, L'arte terapeutica della medicina antroposofica,
Notiziario Weleda n. 56, autunno 1991.
- Dr. Otto Wolf. Notiziario Weleda n. 16, settembre 1971.