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STRUMENTI PER DIAGNOSI E TERAPIA

LA KINESIOLOGIA PER TESTARE
GLI ANESTETICI IN ODONTOIATRIA OLISTICA

A cura del Dott. Emma Castagnari (medico-chirurgo odontostomatologo).
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Presentazione up.jpg

La kinesiologia applicata (AK) è una tecnica olistica che permette di ottenere informazioni oggettive del malato. Con essa si possono ricavare informazioni funzionali da parte di organi, oppure rilevare la presenza di intolleranze, fobie, ecc.

Se interroghiamo il corpo con tecniche opportune, otterremo una risposta che ci verrà fornita dalla potenza dei muscoli scheletrici. La forza o la debolezza di un dato muscolo, usato come 'testimone', ci permette infatti di diagnosticare se un organo o un distretto sono ammalati, e determinare se il medicinale prescelto può essere utile per combattere la patologia in corso.

In odontoiatria, questo strumento può essere assai utile per testare gli anestetici locali. Talvolta, infatti, può capitare di iniettare un anestetico che, seppur nella maggioranza dei casi presenti un ottimo coefficiente di controllo sul dolore, su altri non ottiene alcun effetto o lo ottiene solo parzialmente.

Si cerca allora una spiegazione nel fatto che è presente un'infezione o un'infiammazione, però, anche dopo che queste condizioni sono state eliminate, l'anestetico continua a non funzionare... In questi casi può essere assai utile il test kinesiologico.

Come effettuare il test kinesiologico up.jpg

Generalmente l'anestetico viene posto a contatto del paziente, e per far ciò si possono utilizzare i modi seguenti:

  • si pone la carpoule in mano al soggetto,
  • si imbeve un cotone con dell'anestetico puro e lo si posiziona tra le sopracciglia de soggetto, punto che in Agopuntura appartiene al meridiano Vaso di concezione,
  • si pone qualche goccia dell'anestetico sulla punta della lingua del soggetto.

Dopo aver seguito una delle procedure delineate si testa il muscolo testimone, se la forza del muscolo diminuisce il prodotto non è adatto per il soggetto in esame.

Con questa semplice procedura (non entriamo nei dettaglio teorici perché esorbitano dalla finalità del presente articolo), possiamo trovare in breve tempo l'anestetico più efficace nei confronti del paziente, che non dovremo più sottoporre al tormento dovuto a più tentativi di intervento fatti nella speranza di trovare un valido anestetico.

La "carpoule" up.jpg

Viene chiamata "carpoule" la fiala, ripiena di anestetico, che si innesta nelle siringhe metalliche che usano i dentisti. La carpoule ha un tappino di gomma ad entrambe le estremità. Un tappino viene bloccato da una specie di cavatappi che la blocca alla siringa, l'altro, invece, accoglie l'estremità dell'ago che si fissa alla siringa (con avvitamento o mediante due testine di plastica che entrano nella parte predisposta).

Questi aghi hanno due punte: una entra nella carpoule, una sporge come in una siringa normale.

Va notato che vi sono anche delle siringhe, che agiscono come una pistola, iniettando l'anestetico a spruzzi successivi.

Vedi anche Cinesiologia applicata.


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