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STRUMENTI PER DIAGNOSI E TERAPIAODONTOIATRIA OLISTICAA cura del Dott. Emma Castagnari (medico-chirurgo odontostomatologo).
Sommario
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Se è vero, come è vero, che attraverso la bocca passano tutte le emozioni (odontoiatria psico-morfo-somatica) e che, influenzati dal mondo esterno, mostriamo la nostra reazione variando la postura, non possiamo pensare di modificare l'assetto occlusale di un bambino senza incidere in modo diretto o indiretto sul suo modo di essere e di vivere le emozioni (prof. Benigno Passagrilli). PRINCIPI BASILARIArticolo a cura del dott. Francesco Cacciatore, pubblicato su "Il Finanziere", aprile 1998. L'Odontoiatria olistica è un approccio globale alle problematiche dei nostri pazienti stomatologici; è cercare di curare il sintomo e le cause che possono concorrere al manifestarsi della patologia e valutare se i disordini della bocca non siano un evento secondario a sofferenze di altri distretti del nostro corpo, perché la salute non è una situazione fissa, ma un continuo equilibrare le diverse situazioni e condizioni interne ed esterne al nostro corpo. La bocca è il primo laboratorio chimico per i nutrimenti e il primo vallo di difesa per gli agenti nocivi di qualsiasi natura, ma, purtroppo, viene spesso negletta, salvo correre dal dentista in caso di problemi acuti, mentre la visita odontoiatrica, salvo diverso parere del sanitario, va effettuata una volta l'anno. Durante tale controllo, dopo la detartrasi, si verificano i tessuti molli e duri della bocca, si ispeziona il collo, le stazioni linfonodali e quant'altro attinente. Particolare attenzione deve essere posta ad ogni lesione orale: bianca, rossa o cronica. Qualunque lesione delle mucose orali che non scompaia entro due settimane, dopo aver eliminato le spine irritative, deve essere considerata sospetta lesione neoplasica; le lesioni rosse non vanno toccate prima di avere emesso una più che sicura diagnosi: sempre meglio un eccesso di scrupolo ed un eventuale controllo istologico negativo, che lasciare degenerare malignamente una lesione. Da non tralasciare che la bocca può essere una localizzazione secondaria di un tumore sviluppatosi in un altro sito. Massima attenzione deve essere rivolta alla igiene quotidiana dei denti: dentifricio, spazzolino, scovolini, filo interdentale, idropulsore: secondo i consigli del dentista. L'odontoiatra olistica usa la Chinesiologia (test muscolare) per valutare lo stato di salute della cavità orale e dei muscoli collegati, secondo lo schema di Walther Denti e muscoli si influenzano a vicenda. Da alcuni anni, prima di confezionare protesi, fare conservativa, avulsioni, etc., si testano i materiali odontoiatrici sul paziente con alcuni apparecchi (EAV*, Mora, Grami). In questo modo risulta possibile verificarne la compatibilità con l'organismo. Il dentista olistica valuta il paziente in modo olistico, usa preferibilmente rimedi omotossicologici*, omeopatici*, e materiali compatibili con l'organismo in esame. Per esempio, seguendo i Meridiani della Medicina Cinese, possiamo valutare che l'herpes simplex, quando si manifesta:
Anche la parodontosi (piorrea) ha varie concause: scarsa igiene orale, tartaro, cure incongrue, deglutizione atipica, malocclusione, malassorbimento intestinale, depressione cronica o ricorrente. Perciò, affinché la cura del dentista funzioni, bisogna intervenire globalmente (flora batterica intestinale, riequilibrio dei meridiani crasso-polmoni e rene-vescica, cromoterapia, intolleranze alimentari). Nella odontoiatria olistica, un concetto importante è quello di "focus", inteso come un processo infiammatorio oro-dentale, con modificazioni a distanza di livello energetico, che provocano lo sviluppo di patologie. L'odontone, invece, è l'insieme di dente e parodonto limitrofo. La tabella mostra, a titolo di esempio, le connessioni tra gli elementi dentari e l'intero organismo. Questo può aiutarci a comporre la diagnosi, insieme ad altre valutazioni ed analisi, in manifestazioni patologiche spesso di difficile comprensione. PREMESSA ALLA MAPPA DEL DR. VOLL
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| 8 - 7 Incisivi |
6 Canino |
5 Primo premolare |
4 Secondo premolare |
3 Primo molare |
2 Secondo molare |
1 Terzo molare |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Reni, Vescica Sistema Urogenitale, Orecchio, Seno frontale. Tonsilla phar. |
Fegato, Cistifellea Ginocchio, Occhio, Sinus Sfen. Tonsilla pal. Anche |
Polmone, Intestino crasso Naso, Seni paranasali, Seno etm., Bronchi |
Milza, Stomaco Orofaringe, Seno masc., Laringe |
Cuore, Intestino tenue Ileum, Jejunum, Orecchio intermedio, Spalle, Gomito, ZNS |
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| 8 - 7 Incisivi |
6 Canino |
5 Primo premolare |
4 Secondo premolare |
3 Primo molare |
2 Secondo molare |
1 Terzo molare |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Reni, Vescica Sistema Urogenitale, Orecchio, Seno frontale, Tonsilla phar. |
Fegato, Cistifellea Ginocchio, Occhio, Sinus Sfen., Tonsilla pal. Anche. |
Milza, Stomaco Vasi linfatici, Laringe, Orofaringe. Naso, Seni paranasali, Seno etm., Bronchi |
Polmoni, Intestino crasso Bronchi, Seno etm., Seni paranasali. |
Cuore, Intestino tenue Ileum, Orecchio intermedio, Nervi periferici, Spalle, Gomito. |
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| 16 Terzo molare |
15 Secondo molare |
14 Primo molare |
13 Secondo premolare |
12 Primo premolare |
11 Canino |
10 - 9 Incisivi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Cuore, Intestino tenue Duodeno, Orecchio intermedio, Spalle, Gomito, ZNS |
Pancreas, Stomaco Orofaringe, Seno masc., Laringe |
Polmone, Intestino crasso Naso, Seni paranasali, Seno etm., Bronchi |
Fegato, Cistifellea Ginocchio, Occhio, Anche, Sinus Sfen., Tonsilla pal. |
Reni, Vescica Sistema Urogenitale, Orecchio, Seno frontale. Tonsilla phar. |
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| 16 Terzo molare |
15 Secondo molare |
14 Primo molare |
13 Secondo premolare |
12 Primo premolare |
11 Canino |
10 - 9 Incisivi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Cuore, Intestino tenue Ileum, Gomito, Spalle, Nervi perif., Orecchio intermedio |
Polmone, Intestino Crasso Bronchi, Seno etm., Naso, Seni paranasali |
Pancreas, Stomaco Laringe, Seno masc., Orofaringe, Ginocchio, Ghiandola mamm., Vasi linfatici |
Fegato, Cistifellea Ginocchio, Occhio, Sinus Sfen. Tonsilla pal. Anche |
Reni, Vescica Sistema urogenitale, Orecchio, Tonsilla phar, Seno frontale |
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La conservativa è la branca che si occupa della cura del dente (eliminazione della carie e susseguente otturazione).
Oggi abbiamo a disposizione strumenti che, egregiamente e dolcemente, sostituiscono il trapano e l'anestesia loco-regionale. Essi sono in grado di eliminare la carie con il minimo dispendio di tessuti sani del dente,non sono traumatici per il paziente e creano un'atmosfera serena e priva di tensione durante la terapia.
Recentissimi studi effettuati sui denti decidui, hanno dimostrato che, i
"dentini di latte" sono una piccola miniera di cellule staminali totipotenti, che
si possono prelevare con metodiche non eccessivamente complicate.
Indubbiamente si tratta di uno studio che promette una ricca messe: il materiale
è facilmente reperibile, il suo prelievo non crea problemi etici e
non intacca credo religiosi.
Va ancora risolto il problema della conservazione dei "dentini", le cui cellule devono mantenersi vive ed in condizioni perfette.
Scienziati dell'Universita'di Chicago (Illinois) sono riusciti a far ricrescere, in laboratorio, cartilagini e condilo mandibolare umano. Lo stupefacente è che le staminali sono state prelevate dai topi!
Secondo i ricercatori questo metodo di ingegneria genetica potra' permettere in futuro di far crescere altre articolazioni,come l'anca od il ginocchio distrutte da traumi o da malattie degenerative.
Il dottor Paul Sharpe del King's College di Londra partendo da uno studio dell'embriologia degli elementi dentarii ha scoperto che i 'germi' dei denti nei bambini sono originati dall'interazione di due tipi di cellule le epiteliali e le mesenchimali.
Coltivando i due tipi di cellule e facendole interagire come in natura, e qui sta il segreto del metodo, peraltro non divulgato, si avrebbe un abbozzo dentario che,trapiantato dal dr. Sharpe, nel rene di un topo avrebbe dato origine ad un dente naturale. Il rene è un organo molto irrorato quindi ricco di ossigeno e favorevole allo sviluppo.
L'impianto del 'germe' in una mandibola adulta presena peraltro dei problemi di nutrimento, in quanto nell'osso adulto non c'è ricchezza di sangue. Ma... i problemi sono fatto per essere risolti!.
Si tratta di un nuovo apparecchio diagnostico a Raggi Laser rivela la carie invisibile ad occhio nudo senza l'ausilio dei Raggi X. Mentre un raggio riscalda leggermente la zona sospetta, si ottiene come risposta una leggera radiazione ad infrarossi con cui si riesce a rilevare anche la più piccola irregolarità.
La tecnica è veloce, indolore e, non richiedendo radiografie, è
completamente scevra da rischi e pericoli.
La profondità della zona esaminata si aggira intorno ai 5 mm.
È un'apparecchiatura che sviluppa ozono. In 20 secondi è in grado di sterilizzare la cavità cariosa senza intaccare il tessuto sano del dente; è l'ultimo ritrovato per la terapia dolce della carie. Studi sperimentali hanno dimostrato che il 99,9% degli agenti patogeni responsabili della carie viene distrutto in 20 secondi.
È prodotto della farmacopea odontoiatrica svedese: elimina la carie in modo chimico-meccanico.
Si tratta di un gel che viene applicato sul tessuto carioso e lasciato in situ (luogo dove applicato n.d.r.) qualche minuto, poi con gli appositi escavatori si elimina la dentina cariata, la dentina sana non viene intaccata.
Dopo aver controllato che la carie sia stata eliminata totalmente: con lo specillo si cerca dentina consistente e bianca e, se si ottiene un rumore particolare definito dai francesi "le crie dentinaire", si procede all'otturazione con compositi adesivi perché la cavità non è ritentiva e non rispetta le leggi di Black.
Si tratta di una apparecchiatura in grado di emettere fotoni cioè luce, a varia lunghezza d'onda: la luce si propaga per mezzo di onde. Queste onde, opportunamente convogliata da un puntale, può essere indirizzata sui tessuti da trattare.
Esistono laser di diversa lunghezza d'onda:
Esistono laser che hanno particolare tropismo per i tessuti: alcuni agiscono sui tessuti molli, altri sui tessuti duri. Altri emettono luce continua, altri pulsata; questi ultimi sono particolarmente vantaggiosi da un punto di vista dolore perché il raggio viene emesso con alti picchi di potenza, ma per periodi brevissimi, per cui non scalda i tessuti limitrofi.
Il raggio laser vaporizza la dentina affinché determina l'evaporazione dell'acqua contenuta nei tessuti sia molli che duri. La ridotta trasmissione delle alte temperature ai tessuti limitrofi permette di lavorare senza anestesia. Anche qui, però, non si hanno cavità regolari per cui è necessario otturare con materiali compositi o preparare una cavità ritentiva con la turbina.
Una applicazione del Laser CO2 è stato da me fatta in sostituzione delle laccature a scopo preventivo, nei bambini, con risultati molto brillanti: le prime applicazioni risalgono a dieci anni fa e i pazienti controllati non hanno sviluppato carie.
È mia opinione personale che le laccature, se prima non viene effettuato un accurato controllo anche radiografico, possono bloccare germi anaerobi nelle cavità e quindi determinare un danno iatrogeno.
Il laser con la sua alta temperatura sterilizza i solchi; se la profondità del solco lo richiede si può laccare o applicare un vetroionomero con sicurezza di non avere più germi patogeni in loco.
È un'apparecchiatura che emette un getto d'aria con polveri abrasive (ossido di alluminio). Il sistema è silenzioso, indolore ed è molto ben accetto dai paziente. Anche qui però non è possibile ottenere cavità regolari per intarsi in oro o in ceramica, dove l'uso del trapano diviene indispensabile per creare cavità ritentive.
Diversi produttori propongono apparecchi che sfruttano la pressione dell'aria prodotta da un compressore incorporato e polveri abrasive. Il Rondoflex (Kavo) può essere installato direttamente al riunito con il suo contenitore di polvere.
È un'altra apparecchiatura che elimina la carie sfruttando il potere abrasivo della polvere associata agli ultrasuoni. Anche qui il sistema è atraumatico, silenzioso, indolore, anche qui è d'obbligo l'uso di materiali compositi per l'otturazione non avendo come risultato, dopo il trattamento, una cavità regolare.
Dobbiamo al dr.Hunecke,medico tedesco, la scoperta della 'neuralterapia' che attiva un processo di guarigione attraverso la struttura elettrica del S.N.V. e il particolare potenziale elettrico della membrana cellulare.
Un'organo o un tessuto malato (malfunzionante) o settico rappresentano un 'focus': questo è il punto di partenza di informazioni anomale che determinano malfunzionamenti in organi anche distanti e che apparentemente non hanno rapporti col focus. Le cellule di questi organi o tessuti,a causa di questi segnali anomali, si depolarizzano e non sono più in grado di funzionare regolarmente.
In odontostomatologia molti sono i campi di disturbo possibili:
Questi campi di disturbo possono benissimo coesistere con totale assenza di sintomi locali. Pertanto è dovere del dentista olista fare:
L'applicazione della neuralterapia dopo la cura odontoiatrica sarà di ausilio per il ripristino della buona funzionalita'dell'organo o degli organi interessati.
La neuralterapia consiste nella iniezione di un anestetico nella zona del focus o degli organi interessatiin particolari distretti del corpo (zone di Head). Essa ripolarizza la cellula che da distonica ritorna eutonica e ridiventa in grado di ricevere giuste informazioni dal sistema nervoso.
Come spesso accade in Medicina: da una sostanza che da' la morte si può ottenere la "vita".
Il "clostridium botulinum" è in grado di produrre una delle neurotossine piu' potenti che si conoscano. Tralasciamo la descrizione degli effetti sui neuroni, per dire che l'effetto finale è una paralisi dei muscoli per denervazione chimica delle fibre muscolari, che, tuttavia, vengono nel giro di pochi mesi innervate da nuove fibre nervose.
È ben conosciuta l'azione delle iniezioni di botulino nel trattamento estetico delle rughe, data la risonanza data dai 'media' a questa pratica, peraltro, solo da pochissimo tempo autorizzata in Italia al di fuori dell'ambito ospedaliero.
In odontoiatria l'uso delle iniezioni di botulino è stato ben studiato in Germania, all'Università di Heidelberg nei casi di:
In tutte queste forme i trattamenti farmacologici si sono dimostrati di poca o nulla utilità.
Nel caso particolare della lussazione cronica,i presidi terapeutici tradizionali: placche, iniezioni sclerosanti fino agli interventi a cielo aperto non si sono dimostrati risolutivi ed hanno presentato anche gravi rischi.
La terapia con botulino si effettua iniettando il siero nei muscoli pterigoidei esterni: una dose ogni tre mesi. L'unico rischio, parliamo sempre di "mani esperte" è la produzione di anticorpi.
Come si può vedere da questo breve escursus sono molti i sistemi a nostra disposizione per rendere le sedute di terapia odontoiatrica più accettabii da parte del paziente. Essi rappresentano per noi una scelta di elezione in tutti quei casi in cui è sconsigliata l'anestesia locale (stati gravidici, cardiopatici, anziani e bambini).
Purtroppo un grosso inconveniente alla diffusione del Laser, e delle apparecchiature di abrasione ad aria o ad ultrasuoni, è dovuto all'elevato costo di acquisto e di manutenzione.
Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico dentista a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute dei propri denti.
Si presenta alla visita allo studio una giovane ragazza, molto bella, in apparente ottima salute, moderna, ben integrata nel suo tempo e nella società: queste note sembrano non avere nulla a che vedere col problema dentario, ma vedremo nel prosieguo che ci saranno utili nella diagnosi olistica.
Alla visita si riscontra, a carico del sesto inferiore destro:
Si procede alla rimozione della parte cariosa con Carisolv(1) e, nella stessa seduta, si procede all'applicazione di una medicazione temporanea con pasta ossido di zinco ed olio essenziale di eugenolo.
Alla seconda visita dopo 15 giorni il dente è clinicamente guarito: si procede alla preparazione della cavità per un intarsio in ceramica che viene in seguito cementato.
A distanza di circa tre mesi la paziente si ripresenta con dolori alla masticazione e notevole risentimento nelle seguenti aree (partendo dal sesto inferiore destro):
Dopo verifiche radiografiche ed esame obbiettivo, pur in assenza di riscontri, data la gravità della sintomatologia soggettiva denunciata dalla paziente si procede, alla devitalizzazione.
Il dente rimane silente per un certo periodo, dopodiché viene applicata corona in oro-ceramica, a causa di una frattura di parte della corona (quella parte di dente che si vede fuori dalla gengiva n.d.r.). Inizia un nuovo calvario di dolori resistenti ai medicinali con andamento quasi ciclico.
Ogni volta che la paziente si presenta in studio si procede sempre ad un esame allopatico approfondito con relativa ricerca radiografica: sempre negativo.
L'odontoiatria allopatica non ha più frecce per il suo arco... si prende in considerazione l'estrazione.
La paziente non è portatrice di piercing né di tatuaggi.
Trattandosi di un sesto inferiore (dente dei sei anni) si prende in considerazione il rapporto denti-emozioni (psiche),pertanto si convoca la madre e le si chiede se ricorda un evento che si riferisca a quel riodo e che possa avere traumatizzato la bambina.
Il racconto della madre:
Quando la ragazza era bambina veniva spesso sgridata perché trascinava la gamba destra; dopo varie peregrinazioni e diagnosi, le più fantasiose, alla piccola veniva diagnosticata una severa infiammazione dell'appendice e veniva quindi sottoposta ad intervento di appendicectomia. Evidentemente la bambina aveva interpretato come un punizione l'intervento ed il nodo non si era mai sciolto: il dente conservava memoria.
A questo punto viene presa in considerazione una terapia con i fiori di Bach con i seguenti fiori:
L'esame della cicatrice mostra un focus, ma si rimanda l'eventuale trattamento con la neuralterapia al risultato della cura con i fiori.
Dopo due mesi di trattamento con due gruppi di fiori di Bach il dente non da più segni di sensibilità, la cicatrice è silente: la fanciulla ha il suo sesto perfettamente funzionante.
Ad oggi, è trascorso un anno, nessun sintomo di malfunzione o dolore.
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Una proposta per un approccio olistico alla diagnosi ed alla terapia. |