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STRUMENTI PER DIAGNOSI E TERAPIA

LA RABDOMANZIA

SOMMARIO:


- Noi abbiamo senz'altro un sesto senso, ma nessuno lo riconosce. I nostri sensi ufficiali sono l'udito, la vista, il tatto, l'odorato ed il gusto. Ma il nostro sesto senso manca persino di un nome. Eppure esiste (Paul Reboux).
- Gli animali sentono eventi ancora lontani nel tempo a un livello pre-sensoriale, in un modo che risulta impossibile per l'uomo. Più la forma di vita è elementare, più le sue capacità innate (gli istinti), compresa la Rabdomanzia, sono valide, integre e infallibili. La mente cosciente può acquisire queste capacità solo con uno sforzo perseverante e non le potrà mai utilizzare con la sicurezza propria degli animali (Ruth Borchard).


LA RABDOMANZIA (1)

La rabdomanzia è una tecnica con cui, utilizzando una bacchetta di nocciolo, si possono trovare minerali, acque sotterranee, metalli preziosi, ecc.

Introduzione (1) up.jpg

Un'applicazione tipica della telecinesi è la rabdomanzia, dal greco ràbdos, bacchetta e pantéia, divinazione. Si tratta di una tecnica che impiega l'uso di una bacchetta (di solito una forcella di nocciolo) allo scopo di individuare giacimenti di minerali o localizzare delle acque sotterranee.

È assodato che l'arte della rabdomanzia esiste sin dalla più remota Antichità. I Cinesi la praticavano già circa duemila anni prima della nostra era ed erano diventati molto esperti nelle ricerche relative al sottosuolo... Si dice che un Imperatore cinese, appartenente alla dinastia Hia, sia stato uno dei più grandi idrologi dell'antichità. Un'incisione su legno, risalente all'anno 147 prima della nostra era, lo raffigurava con in mano un oggetto la cui forma evoca quella di un diapason. Un'iscrizione spiega, senza possibilità di equivoci l'uso di questo strumento per scopi rabdomantici (...).

Quando Romolo fondò Roma, un etrusco sensibile salì con lui sulla collina e, bacchetta alla mano, determinò la zona di influenze favorevoli per l'edificazione della città. Gli Etruschi, infatti, godevano fama di essere ottimi conoscitori delle influenze cosmiche e telluriche. Ad esempio, per far deviare i fulmini o accelerare la vegetazione, avevano preso l'abitudine di piantare delle aste nel terreno.

Un'altra utilizzazione più affine alla rabdomanzia: quando le legioni romane avanzavano verso la Gallia e la Germania, le loro armate erano precedute da portatori di bacchette (dette lituus), la missione dei quali consisteva nello scoprire falde sotterranee indispensabili all'alimentazione delle truppe. In questo modo furono scoperte (probabilmente per puro caso) un certo numero di sorgenti termali.

I sacerdoti della Roma imperiale, dal canto loro, preferivano il pendolino alla bacchetta per trarre i loro auspici. Quando venne scoperta una congiura contro Flavio Valente, nel IV secolo, l'imperatore volle sapere chi lo minacciava. Fissato un anello ad un filo, i sacerdoti fecero oscillare questo pendolino sopra le lettere dell'alfabeto. L'anello prese ad oscillare per fermarsi poi sulle lettere formanti la sillaba: THEO.

Non si è mai troppo prudenti! Per decreto imperiale, tutti i malcapitati il cui nome cominciava per la sillaba fatale ebbero la sorpresa di vedersi condannare a morte. Ciò non impedì che la storia seguisse il suo corso... infatti fu Teodosio il successore di Flavio Valente (...).

La Rabdomanzia è un arte naturale dell'uomo (2) up.jpg

Io credo che la rabdomanzia sia una un'abilità naturale nell'uomo, che è sempre stata con lui dall'inizio. Nel corso dei secoli egli usò questa abilità per cercare il cibo ed altre cose di cui aveva bisogno. Questo includeva la comunicazione a distanza con gli altri componenti della tribù. In questo concetto di rabdomanzia comprendo molte delle abilità attribuite a ciò che attualmente vengono definite "ESP".

Man mano che l'uomo si è sviluppato non ha più avuto bisogno di questa abilità ed oggi essa è ampiamente atrofizzata in modo più o meno notevole. Comunque, questa sensibilità naturale può essere sviluppata di nuovo e riqualificata al fine di essere usata per il benessere di noi stessi e dei nostri simili.

Io penso che la parte dell'essere umano che viene usata in rabdomanzia sia la Mente. Concedetemi due parole per spiegare questa parola, che intendo usare per definire qualcosa di differente dal cervello. Il cervello come noi sappiamo è il nostro computer che addestriamo e informiamo per tutta la vita. Ci serve per ricordare, ragionare, apprezzare situazioni, immagazzinare esperienza e per coordinare le informazioni in arrivo dai cinque sensi tradizionali. In poche parole il cervello è la macchina che formula i pensieri e fa' molte altre cose, ma non ha le possibilità proprie della Mente.

La Mente, nel senso in cui la intendo io, include quelle funzioni che oggi vengono attribuite al Superconscio, Subconscio ed ai vari livelli di Coscienza. Si potrebbero includere anche l'Istinto e l'Intuizione. Attualmente si conosce assai poco di queste funzioni ed ognuno di noi ha le proprie idee nei loro confronti.

A mio giudizio la sensibilità radiestesica va classificata tra queste funzioni e quando ne parlo uso la parola Mente che la comprende e, in un certo senso, la definisce. Il rabdomante allenato ed esperto percepisce infatti la risposta alla sua domanda già nella Mente. Egli può giungere alla risposta usando la sola Mente, ma ciò non è facile e si possono commettere errori con facilità. Così, per rendere migliore la comprensione della risposta mentale in modo semplice e tangibile vengono utilizzati dei semplici strumenti.

Questi strumenti, qualunque cosa essi siano, le mani, la bacchetta di nocciolo, pendolini, ecc., vengono attivati dai muscoli secondo le istruzioni della Mente e si muovono in concordanza col codice che il rabdomante ha prestabilito. Questo è il motivo per cui esiste un numero infinito di variazioni tra gli strumenti e nel loro modo di agire.

Un volta si pensava che il rabdomante captasse le emanazioni delle sostanze che stava cercando (acqua, minerali, ecc.), ma con il diffondersi dell'uso della rabdomanzia a distanza (fatta su mappe o disegni del luogo), si è compreso che questa non era una valida spiegazione. Con la rabdomanzia a distanza è infatti possibile fare delle ricerche stando nella propria abitazione e la distanza o la profondità a cui si trova la sostanza non sembrano fare alcuna differenza. Sono certo che è una possibilità della Mente, ma non conosco come funziona.

Solitamente io suddivido una ricerca in tre fasi distinte:

  1. La ricerca vera e propria fatto in casa su mappe o disegni o attraverso il sistema di domande e risposte; questo lavoro viene fatto con un pendolo.
  2. Verifica della ricerca precedente fatta sul terreno utilizzando una bacchetta da rabdomante.
  3. Ricerca di tutte le prove possibili per verificare l'accuratezza dei dati raccolti. Questa è la parte più importante perché nessuna ricerca può essere considerata valida fintanto a che la terza fase non ha comprovato la sua accuratezza.

Normalmente, quando mi accingo ad iniziare una ricerca, cerco di ottenere tutte le informazioni disponibili e le valuto con attenzione. Questo è ciò che definisco la Stima del Cervello e prima di iniziare qualsiasi ricerca faccio in modo che questa stima sia stata completata.

Subito dopo formulo le domande finalizzate alla ricerca e ne trovo la risposta mediante la Rabdomanzia. Quando vengono poste le domande, che devono essere semplici e chiare, è essenziale "spegnere" il cervello ed i suoi pensieri e permettere alla Mente di essere libera nelle sue funzioni per poter dare una risposta che non sia influenzata da pregiudizi e preconcetti. Questo è un aspetto importante e l'uso della sensibilità naturale ha bisogno di essere debitamente addestrata.

La capacità di fare il vuoto mentale richiede pratica e allenamento ed è importante per evitare che il risultato della ricerca sia falsato dalle idee contenute nella memoria che potrebbero far credere vera una cosa solo perché lo si desidera intensamente. Io penso che questa sia la più grande fonte dei fallimenti dei rabdomanti. Credo anche che la suddivisione della ricerca nelle tre fasi descritte più sopra sia il solo modo per aggirare il problema, specialmente per i rabdomanti alle prime armi. Una volta che essi avranno imparato a gestire questa procedura dovrebbero essere sulla strada buona.

Riferimenti Bibliografici up.jpg

  • 1. Michel Moine, Guida alla Radiestesia.
    Armenia Editore.
  • 2. A scatter in dowsing, una conferenza del Major-General J. Scott Elliot, C.B., C.B.E, D.S.O).
    Pubblicata sul Journal of British Society of Dowsers. Vol. XXV No.171, March 1976, p. 50.


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