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STRUMENTI PER DIAGNOSI E TERAPIA

LA TERAPIA DECHELATRICE

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Un "chelato" è un composto, formato da sostanze le cui molecole si legano a uno stesso atomo metallico trattenendolo in una struttura ad anello.
Questa terapia viene definita "dechelatrice" perché ha come obiettivo terapeutico la liberazione di alcuni metalli e metalloidi bloccati da un processo di chelazione a livello delle cellule dell' organismo.

Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.


Introduzione up.jpg

Tratto dal sito: www.omeoimo.it/pubblico/conoscereomeopatia/18terapi.asp#litoc

Usa minerali e rocce diluite e dinamizzate. Tende a normalizzare dei circuiti metabolici perturbati da un blocco a livello enzimatico (importanza del ruolo giocato dagli enzimi e dalla catalisi nei metabolismi fisiologici fondamentali). Numerose turbe patologiche hanno come origine un deficit enzimatico che provoca delle deviazioni metaboliche. Questo deficit può essere di due tipi:

  • Assenza totale nell'organismo dell'enzima indispensabile (fenilchetonuria, galattosemia congenita…).
  • Inattività dell'enzima necessario, presente ma inattivato a causa del mancato intervento dello ione metallico indispenabile per il suo funzionamento.

Con la nostra alimentazione non possiamo avere squilibri quantitativi nell'apporto di oligoelementi. In compenso si conosce un gran numero di casi in cui una malattia ha teoricamente alla base una carenza di ioni metallici e in cui, tuttavia, il dosaggio di questi ioni si rivela assolutamente normale. Ad es. nella maggior parte delle tetanie si hanno valori sanguigni normali di calcio e fosforo. Nelle osteoporosi il bilancio P/Ca è normale. Nonostante si abbia un apporto alimentare (anche nella spasmofilia) tutto si svolge come se mancasse a questi malati P e Ca.

La tendenza medica è quella di aumentare considerevolmente le dosi di Ca e P sino a 1 gr al dì quando è risaputo che l'organismo reagirà rigettando questi eccessi. Il fatto è che c'è un blocco a qualche livello, la cui soluzione può ottenersi bloccando gli ioni che apparentemente mancano nei processi metabolici.

Un esempio: Sappiamo che i soluti oligometallici di rame sono eccellenti antiinfettivi e antiinfiammatori. Durante varie infezioni virali, influenza compresa, è utile la somministrazione di fiale di gluconato di rame 5DH. In tutte queste malattie, il rame sanguigno (cupremia) non solo non è diminuito ma è aumentato.

È come se il rame fosse incapace di intervenire nei meccanismi di difesa, come se fosse bloccato e quindi inutilizzabile. Questo "blocco" porta il nome di chelazione, ossia imprigionamento degli ioni indispensabili al metabolismo che avviene all'interno di una molecola organica. I processi di chelazione di ioni metallici sono molto frequenti in quanto sono la conseguenza della contaminazione che ci circonda: la saturazione dell'aria che respiriamo da sostanze di scarto e soprattutto da zolfo, elemento "chelatore" per eccellenza, la presenza negli alimenti di tracce di pesticidi e insetticidi organici; una chemioterapia eccessiva porta alla costituzione di chelati metallici, come le eccessive e ripetute quantità di tranquillanti, antibiotici, analgesici, sonniferi, corticoidi, sulfamidici, diuretici.

Il problema: liberare lo ione metallico imprigionato dentro il chelato per reintrodurlo nel circuito metabolico dove è necessario. Varie ricerche (Lapp, Wurrnser, Cier) hanno dimostrato largamente che l'uso di diluizioni hahnemmaniane del metallo permette di liberare in parte lo ione chelato. Si utilizzano rocce e minerali naturali secondo il "principio di identità" (si basa sulla legge di analogia come "il principio di similitudine").

Vi è infatti un'analogia strutturale cristallina tra il minerale e il chelato dal quale si deve liberare lo ione metallico. Ad es., poichè i complessi chelatori che sequestrano il calcio e il fosforo hanno una struttura cristallografica appartenente al sistema tetragonale e non al sistema esagonale, si utilizzeranno il feldspato tatragonale e non il feldspato triclino e l'apatite per trattare le colonne artrosiche e osteoporotiche del senescente. I rimedi litoterapici vengono in genere prescritti in tale perlinguali e come diluizione si è dimostrata come più attiva la 8 decimale hahnemmaniana.

Quali sono i preparati litoterapici up.jpg

Tratto dal sito: http://www.omeoimo.it/Pubblico/OmeopatiaPillole/08lito.asp

Questi prodotti si trovano in fiale o in granuli. Eccone un elenco con relative indicazioni:

Adulaire (allumo-silicato di potassio): adenoma

Apatite (pirofosfato di calcio): artrosi lombare, osteoporosi

Argent natif (argento): anti-infettivo, reumatismi

Azurite (carbonato basico di rame): iposurrenalismo, artrite infiammatoria

Barytine (solfato di bario): ipertensione arteriosa, sclerosi

Betafite (titanato di uranio): diabete

Blende (solfato di zinco): diabete, varici

Bornite (solfato di ferro e rame): colibacillosi, anti-infettivo

Calcaire de Versailles (carbonato di calcio): decalcificazioni, artrosi

Chalcopyrite (rame con tracce d'oro): decalcificazioni, anti-infiammatorio nelle artrosi

Cynabre (solfuro di mercurio): disturbi vascolari e insufficienza epatica

Conglomérat (roccia con silice): eczema

Diopside (silicato di magnesio e calcio): rimineralizzante, specie per bambini

Dolomite (carbonato di calcio e magnesio): mancanza di magnesio

Erythrite (arseniato di cobalto): anemie, vasculopatie, emorroidi

Feldspath quadratique (allumo-silicato di calcio e sodio): artrosi

Fluorite (fluoruro di calcio): tiroide e ipofisi, prevenzione carie

Galène (solfuro di piombo): pre-diabetico

Garniérite (silicato idrato di nichel e magnesio): asma, digestione

Glauconie (allumo-silicato di ferro): squilibri neuro-vegetativi, insonnia, ansia, obesità

Graphite (carbone): eczemi

Grès rose (granelli di sabbia): costipazione

Hematite (ossido ferrico): anemie

Iodargyrite (ioduro d'argento): regolatore tiro-surrenalico, reumatismi, obesità

Jaspe vert (quarzo): equilibratore vescicole biliari

Lazulite (fosfato basico di alluminio e magnesio): insufficienza epatica

Lepidolite (litio): depressioni nervose

Marbre saccharoïde (carbonato di calcio): gastriti e dispepsia

Obsidienne (lava con silice): artrosi cervicale

Or natif (oro puro): anti-infiammatorio, insufficienza cardiaca

Orpiment (solfuro di arsenico): coxartrosi, anti-infiammatorio

Pyrite de fer (solfuro di ferro): colibacilli

Pyrolusite (ossido di manganese): afte, reumatismi, sistema vascolare

Rhodonite (silicato di manganese): sistema neurovegetativo, insonnia

Salgemma (cloruro di sodio): ritenzione idrica

Silica marina (sabbia di mare): rimineralizzante, asma e rinite allergica

Stibine (solfuro di antimonio): bronchite

Tourmaline lithique (minerale di litio): stati depressivi

Trachyte (feldspato potassico): tosse spasmodica

Ulexite (borato idratato di calcio e sodio): afte

Uraninite (ossido di uranio): ossiuri, diabete

Suggerimenti per la carenza di Calcio, Fluoro e Fosforo up.jpg

Spesso la carenza di questi minerali è dovuta ad una dieta che non riesce ad approviggionarli come dovrebbe. Se questo è il caso suggeriamo di intervenire con una cura a base di "Oligoelementi" (delle fialette il cui contenuto va versato sotto la lingua e lasciato assorbire), da seguire con un supplemento quotidiano di uno dei tanti prodotti che si trovano in commercio.

Ricordiamo che talvolte il Calco è carente perché l'organismo è troppo acido (dettagli) ed allora questo minerale viene usato in un processo attuato per ridurre l'acidità del sangue. Questo è il motivo per cui a una persona con l'osteoporosi non bisogna dare formaggi e latte di mucca perché, è pur vero che contengono Calcio, ma acidificano l'organismo ed allora il prezioso minerale va perduto (dettagli).

Ricordiamo anche che il Calcio, per poter essere utilizzato dall'organismo, necessita del Ferro. Pertanto una cura di Calcio, se il Ferro è carente, non può essere molto efficace.

Vi sono dei casi, piuttosto rari, in cui la carenza dei suddetti minerali è dovuta al fatto che essi sono presenti nell'organismo, ma in forma "chelata", e perciò non utilizzabile. La nostra esperienza insegna che per liberare detti minerali si può utilizzare:

  • per rendere disponibile il Calcio, la Adulaire (allumo-silicato di potassio),
  • per rendere disponibile il Fluoro, la Silica marina (sabbia di mare),
  • per rendere disponibile il Fosforo, la Trachyte (feldspato potassico).

Si suggerisce di utilizzare la diluizione 8DH, di assumerne una fialetta tutti i giorni per 5 giorni, e poi continuare con una fialetta a giorni alterni.

Le regole di assunzione dei preparati litoterapici up.jpg

Tratto dal sito: www.farmacia-ambreck.it/omeopatia_litoterapia.asp

L'attività terapeutica ottimale è assicurata dalla diluizione 8 DH.

I litoterapici vanno assunti per via perlinguale. In generale, la posologia media consigliata è di una ampolla, da una volta al dì a 3 volte alla settimana. In caso di necessità si alternano i litoterapici prescritti (es.: nell'ipertensione arteriosa essenziale dell' anziano consigliare Azurite 8 DH, una ampolla alla sera di lunedì, mercoledì, venerdì e Barytine 8 DH, una ampolla alla sera di martedì, giovedì, sabato).

La somministrazione deve avvenire lontano dai pasti (almeno 2 ore dopo il pasto e almeno un quarto d' ora prima).

Il contenuto dell' ampolla va tenuto in bocca per almeno un minuto, prima di essere deglutito.

Per approfondire up.jpg


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